Era
il 12 ottobre 1979. I Lakers sono di scena a San Diego dove affrontavano i
Clippers in quella che è ricordata come la partita di esordio di Magic. Non
tutti ricordano però che ai Lakers servì un buzzer beater di Kareem per portare
a casa l'intera posta in palio, ma questo particolare ci tornerà presto utile.
Facciamo un salto di circa 40 2k-anni. 29 settembre SIM14-2014, i Lakers sono
di scena a Phoenix in quella che è la partita d'esordio di Adam Cameron. Gioca
bene il rookie, un impatto sulla gara di quelli che fanno impressione per un
ragazzo di appena 19 anni, ma i Lakers non riescono a scrollarsi di dosso i
padroni di casa ed il finale punto a punto è ormai realtà. Ci pensa Kobe con
una tripla da pazzi su rimbalzo offensivo di Plumlee a regalare il +5 ai suoi e
dal +5 alla W il passo sarà brevissimo. Non c’è bisogno neanche di dirlo, ma i
giornali scrivono quintali di pagine con un solo concetto ricorrente: “corsi e
ricorsi storici”.
Tuttavia,
per noi la cosa interessante è che questa è la vittoria all’esordio che tanto
attendevo, ma ovviamente la bontà del mio lavoro non la posso misurare in una
singola gara. Se però dopo Phoenix, in back to back, regoliamo anche i Warriors
nel nostro esordio stagionale allo Staples, per quanto due indizi non facciano
una prova, iniziamo a pensare che quest’anno sarà profondamente diverso
rispetto quello passato. La successiva sconfitta contro i Clippers nel primo
derby stagionale non inclina infatti le nostre certezze, ma anzi ci permette di
fare mente locale rispetto alla partenza a fionda che abbiamo sorprendentemente
fatto.
La
gara contro i cugini è la prima di un ottobre che si preannuncia caldissimo per
noi, che si è aperto appunto con il derby e che proseguirà con un trittico di
trasferte niente male: @Knicks, @Nuggetts, @Rockets. Ci e lo (Cameron è sotto i
riflettori 24 ore su 24) aspettano al varco; rispondiamo e risponde presente
rispedendo dubbi e perplessità ai mittenti. Al Madison giochiamo una grande
partita difensiva, ma in attacco Kobe parte malissimo e proprio Cameron ci
tiene a galla (con la collaborazione di “nonno” Nash) nonostante uno
stratosferico Melo. Allunghiamo solo nel finale, con Kobe che si risveglia dal
suo torpore e segna 15 nell’ultimo quarto (20 alla fine per lui) e portiamo a
casa una bella vittoria. Dopo un giorno di riposo siamo di scena a Denver, per
una sfida ricca di fascino e piena di storie: il duello tricolore tra Gallinari
e me, la sfida tra i nemici-amici Bryant e Shaw, la prima di Gasol da ex, il
ritorno di JaVale nella Mile High City. A prendersi nuovamente il palcoscenico
è però Cameron, che ci guida con autorità facendo siglare la prima doppia
doppia di stagione, dopo aver passato le altre partite a flirtare con la
tripla-doppia.
Giungiamo
quindi lanciatissimi all’impronosticabile scontro diretto per la prima
posizione contro Houston. I Rockets però tirano con percentuali bulgare da tre
ed il nostro rookie con il numero 15 da solo riesce a tenerci a galla, non a
portarci alla vittoria. Kobe, nonostante sia stato massacrato da un arbitraggio
scandaloso, è l’unico che dà manforte a Cameron, ma per gli altri i tempi non
sono ancora maturi per una grande prestazione in una partita così importante.
4-2
il nostro record dopo le prime due SIM14-settimane di regular season. Chi l’avrebbe
mai detto? Forse solo il buon Adam, che viaggia a più di 20 punti e 8 assist a
partita (c’è bisogno di dire che Magic nelle prime sei viaggiava a 20,8 + 8?), o
forse gli addetti ai lavori che avevano saputo leggere bene tra le righe della
preseason. La stagione è comunque appena iniziata, tanto lavoro e fatica ci
attendono!
Cameron sta giocando ad un livello pazzesco. Kobe, nonostante l'età, gli da manforte, ma mi sembra che oltre il backcourt gli altri non riescono, per quanto si può leggere tra le righe, a dare il loro contributo. Sbaglio caro?
RispondiEliminaIncredibile questo parallelo, sembra quasi che tu te lo aspettassi , ormai questi KMondi continuano a sfornare storie paradossali !!! E' bellissima questa avventura del Rookie , speriamo per lui e per te che possa allungarsi il piu' possibile, lasciamo stare i Miti , ma se solo si avvicinasse al 25% dell'immenso Magic , MHA ....grande inizio, ma e' fin troppo evidente l'impatto del ragazzo, e questa non credo possa essere una buona base su cui appoggiarti, non puo' essere un rookie...se poi e' sceso in terra un divindroide allora ci inchineremo...
RispondiEliminaSi e no. Nel senso che è vero che non ci sono exploit particolari, ma è anche vero che spesso e volentieri finiamo con sei uomini in doppia cifra: i ventelli standard di Cameron e Bryant e poi una decina di punti da parte (a rotazione) di McJee, Plumlee, Johnson, Taylor, Bazemor, Nash, Atecomediavolosiscrive. Che poi, in realtà, è una cosa di facile previsione: riguarda il roster e dimmi chi dovrebbe essere il terzo "scorer" di livello: io non lo vedo...
RispondiEliminaNo, ma infatti! Alla fine se la rotazione riesce cmq a produrre doppie cifre va bene, considerato che per come vedo io il gioco per vincere è fondamentale SOPRATTUTTO l'apporto del backcourt. Su Cameron hai fatto un paragone importante, ma chissà che non possa essere un paragone azzeccato...
EliminaPost precedente era per rispondere a Gensi...
RispondiElimina@Bisy: Non me l'aspettavo certo, però ovviamente la storia stuzzica un po' anche me.
Non lo so dove mi potrà portare, ma da quanto ho letto qua:
http://www.authorstream.com/Presentation/CWSapp757-1969379-nba-2k14-fictional-draft-class/
mi è andata di lusso sul serio a prenderlo con la tre. Rischia di essere una scelta alla Jordan o Durant...
Ah, per la serie "portiamoci fortuna", Magic ha vinto al primo anno dopo essere stato campione NCAA. Nel link che ti ho messo, Adam Cameron è stato campione NCAA con Syracuse... Chi vuole capire, capisca!
Io la ricordo la prima partita di Magic ai Lakers, e ricordo anche un'altra cosa di quella partita. In tribuna a San Diego a vedere l'esordio di Magic in quel 12 ottobre del 1979 c'era Bagatta... Io controllerei in tribuna...
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