Lo dice la storia, lo confermano gli almanacchi e lo ribadisce la memoria: i Lakers abituati a stare al vertice nell'NBA, ogni anno lottano per vincere e quelle stagioni anonime che ogni tanto vivono sono più delle eccezioni che altro. I Lakers sono anche una squadra glamour, le stelle di Hollywood vanno a vedere le stelle del parquet; i migliori hanno indossato la mitica casacca gialloviola, i bambini sognano di indossarla perché nell'immaginario collettivo quella è una maglia "vincente". Così era e così non lo era stato per quasi cinque anni, ovvero da quel 2010 ormai lontano che ora rappresenta una pietra miliare nella storia gialloviola, in quanto ultimo titolo di una decade sostanzialmente dominata. Sicuramente le aspettative di inizio stagione sono state comunque alte, ma non sono mai state rispettate. Perlomeno, finora. Fino all'arrivo di Adam Cameron, proveniente dalla Fictional Draft Class 1 e sbarcato in questo SIM14-World lo scorso 2k-year con una missione da compiere. Riportare i Lakers dove il loro blasone vuole.
Ci sta riuscendo il prodotto di Syracuse, arrivato con un carico di aspettative ma anche di incognite non indifferente (non ha un jumper affidabile, vuole la palla in mano ma c'è Kobe, è una combo che non sa fare il play ma che non sa giocare senza palla), il ragazzo l'anno scorso ci ha rimesso nella cartina dell'NBA che conta e quest'anno ci sta portando per mano al primo posto in classifica, trampolino imprescindibile per le mie squadre che vogliono andare a prendersi il Larry O'Brien.
I risultati della squadra sono lì a testimoniare tutto. Dopo la vittoria con Indiana, facciamo fuori gli Hawks prima di affrontare un poker di sfide esterne: Cleveland, Philadelphia, Milwaukee e Indianapolis le nostre mete, 2-2 il bottino. Prima vittima illustre i Cavs, divenuti interessantissimi con l'acquisto di Cousins ma impotenti nei confronti dei 27 di Cameron. In back2back, a Phila, scivoliamo su una tripla di MCW e lasciamo per strada una gara che potevamo e dovevamo portare a casa; neanche il tempo di schiantare i Bucks (124-88) che siamo di nuovo in back2back contro i Pacers, i quali si prendono la rivincita e ci battono in rimonta, grazie a 21 punti di Turner, in una partita intensissima ma dal basso "contenuto offensivo" (82-90 il risultato finale).
Si inizia a sentire odore di All Star Weekend, ma prima dobbiamo tornare allo Staples perché due 2k-week sono lunghissime e ci sono da affrontare Wizards, Pistons e Rockets: contro i maghi di uno spaventoso John Wall diamo prova di maturità, portando a casa grazie ad un gran finale una bellissima W nella quale Cameron incastona una superba tripla doppia; servono invece 22 punti di JaVale per avere ragione dei Pistons, in una sfida comunque molto più abbordabile rispetto a quella contro Washington; in back2back a Houston però perdiamo, mostrando una sinistra idiosincrasia nei confronti delle sfide ravvicinate.
Primi ad ovest, primi in assoluto, primi nel Power Ranking: è odore di All Star Weekend quello che si sente oppure di Squadra da Titolo?
I risultati della squadra sono lì a testimoniare tutto. Dopo la vittoria con Indiana, facciamo fuori gli Hawks prima di affrontare un poker di sfide esterne: Cleveland, Philadelphia, Milwaukee e Indianapolis le nostre mete, 2-2 il bottino. Prima vittima illustre i Cavs, divenuti interessantissimi con l'acquisto di Cousins ma impotenti nei confronti dei 27 di Cameron. In back2back, a Phila, scivoliamo su una tripla di MCW e lasciamo per strada una gara che potevamo e dovevamo portare a casa; neanche il tempo di schiantare i Bucks (124-88) che siamo di nuovo in back2back contro i Pacers, i quali si prendono la rivincita e ci battono in rimonta, grazie a 21 punti di Turner, in una partita intensissima ma dal basso "contenuto offensivo" (82-90 il risultato finale).
Si inizia a sentire odore di All Star Weekend, ma prima dobbiamo tornare allo Staples perché due 2k-week sono lunghissime e ci sono da affrontare Wizards, Pistons e Rockets: contro i maghi di uno spaventoso John Wall diamo prova di maturità, portando a casa grazie ad un gran finale una bellissima W nella quale Cameron incastona una superba tripla doppia; servono invece 22 punti di JaVale per avere ragione dei Pistons, in una sfida comunque molto più abbordabile rispetto a quella contro Washington; in back2back a Houston però perdiamo, mostrando una sinistra idiosincrasia nei confronti delle sfide ravvicinate.
Primi ad ovest, primi in assoluto, primi nel Power Ranking: è odore di All Star Weekend quello che si sente oppure di Squadra da Titolo?
Squadra da titolo sicuro, con l'upgrade di un coach che in carriera ha mancato solo una volta i playoff in una stagione comunque già iniziata da altri e dunque già compromessa (la prima stagione di questo SiM-WoRLD), che ha sempre vinto un anello nel giro di 2-3 anni dall'inizio di un Asso.
RispondiEliminaCameron e Kobe saranno certezze anche nei playoff, ma gli altri? Exum ad esempio, non si sa nessuna notizia di lui, eppure è stato uno degli innesti dell'estate di cui si è parlato tanto se fosse più un Anfernee Hardaway e un Bryant in divenire o nessuno dei due.
Lui, che qui è un rookie, sarà ai primi playoff della sua carriera, tra l'altro non playoff normali da semplice apparizione, ma playoff da vivere all'interno di una squadra da titolo. Reggerà la pressione?
Mi fa piacere leggere di qualcun'altro che non sia Cameroon , i 22 di Javalone nostro contro poi (credo) Drummond e Monroe valgono moltissimo, se, come ormai sembra assodato, Cameroon (clamorosamente) e Bryant sono le stelle di questa squadra, potrebbero annullarsi contro le stelle degli altri team nei playOff, ecco a quel punto la differenza la faranno i punti degli altri ... E credo che quelli che potranno arrivare da "sotto" da Javalone sarebbero proprio quelli che potrebbero proiettare questo team nell'olimpo...
RispondiElimina@Barba: Beh, in realtà di Exum ho già detto e se non l'ho più menzionato è perché le prestazioni rimangono le stesse: gioca bene, per carità, ma mi aspettavo qualcosa di più. Ha talento, si vede, e specialmente atleticamente è molto intrigante, ma probabilmente mi aspettavo inconsciamente lo stesso impatto che ha avuto Cameron e la cosa non è avvenuta.
RispondiEliminaAlla domanda che poni a questo punto io rispondo con un'altra domanda (anche se non si dovrebbe): e se Exum deflagrasse proprio nei playoff?
@Bisy: Eh, ma se fai affidamento su JaVale non arrivi neanche all'angolo della strada! JaVale non può né deve essere il terzo violino di questa squadra, è troppo discontinuo mentalmente. Da lui io mi aspetto le giocate di energia, quelle che possono accendere la miccia, ma non baso nulla su di lui perché sarebbe un grosso problema.
Tendenzialmente il terzo lo pesco tra Butler, Plumlee ed Exum, i quali incidono a rotazione ed in modi differenti, ma soprattutto sono molto più affidabili a livello di testa.
E' odor di squadra da titolo, supongo. Squadra che si prenderà l'anello dopo una cavalcata non storica ma sicuramente molto sopra le aspettative in questa regular season. Hai il controllo del gioco, mio caro alp...
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