mercoledì 17 giugno 2020

2k13-Regular Season 2015-2016: Opening Weeks

"...AND NOW... THE 2015 NBA CHAMPIONS... YOURS... CHARLOTTE BOBCATS!!!!" Quando lo speaker pronuncia queste parole in fase di presentazione delle squadre, la Time Warner Cable Arena diventa un vulcano in eruzione.
Siamo all'opening night, la notte degli anelli, la notte che ci deve fare capire cosa significa vincere e che questa sensazione la vogliamo provare solo noi tra le trenta squadre della lega. Ospitiamo i Bucks, additati da tutti come una delle nuove "pretender" dopo l'arrivo di Iguodala in offseason. Ma è una di quelle notti in cui il destino è già scritto, giochiamo sulle ali dell'entusiasmo e gasati a mille dalla festa e la portiamo a casa con un perentorio 83-93! I ritmi serrati dell'NBA non concedono tregua e l'indomani siamo di scena a Memphis per la prima trasferta stagionale. Le gambe sono un po' pesanti dalla sera precedente, la (ancora) non perfetta condizione atletica si fa sentire, ma siamo i campioni e mettiamo in mostra tutto il carisma che ci contraddistingue. Melo e Westbrook tracciano la via, Kidd-Gilchrist fa tutte quelle piccole cose che servono a vincere e, nonostante Pekovic perda il confronto diretto con Marc Gasol, vinciamo per inerzia anche la prima trasferta stagionale.
Un paio di giorni di pausa e ospitiamo i Lakers. Kobe si è ritirato, l'inchino sia per quello reale che per l'alter ego virtuale è d'obbligo, e la squadra è in mano a Dwight Howard. Incappiamo nella classica partita in cui non ti entra niente mentre gli altri vedono una vasca da bagno al posto del canestro, ci incaponiamo nella ricerca del tiro dalla lunga, difendiamo malissimo e ci prendiamo una sonora batosta. 80-68 il finale e all'orizzonte si prospetta un doppio back to back che non ci fa dormire sonni tranquilli.
Andiamo a Houston, che si è presa Chris Bosh dagli Heat (free agent) per fare compagnia ad Harden ed è infarcita di giocatori di talento. Soffriamo molto nella prima parte della gara, ci riempiono di falli (Pekovic e Westbrook su tutti) e andiamo sotto. Nel secondo tempo, però, Melo si accende, Westbrook accelera, Fredette ci dà impatto dalla panchina e ribaltiamo i padroni di casa! Neanche il tempo di fare la doccia e siamo di nuovo sull'aereo perché l'indomani siamo di scena alla Time Warner contro i Grizzlies per la rivincita della 2k13-settimana scorsa. A differenza della suddetta partita, comunque, siamo più sciolti fisicamente e più concentrati mentalmente, azzanniamo subito la gara e, grazie anche all'efficacia di Draymond Green e Belinelli dalla panchina, ci prendiamo la W. Due giorni di pausa e arriva Atlanta a Charlotte. Gli Hawks sono una squadra in cerca d'identità, in piena ricostruzione e totalmente priva di qualsiasi velleità di competitività. Westbrook e Anthony capiscono che possono osare un po' di più con gli individualismi e in coppia ne mettono 58 (28 per Russell e 30 per Melo) e la pratica Atlanta è subito sbrigata. Siamo comunque di nuovo in back to back, quindi subito in viaggio per Minneapolis. I T-Wolves sono una squadra molto tosta e in rampa di lancio, Love è nel pieno della maturità, Beasley un tre\quattro che gronda talento, Brewer una guardia efficacissima... Sarà, ma noi siamo in una di quelle serate in cui non si fanno prigionieri e la valanga che scarichiamo contro i padroni di casa è di quelle veramente devastanti: 126-87 con Pekovic che ridefinisce il concetto di "goal dell'ex" con 28+12 e 7 stoppate ed una prestazione totale di squadra.
Alla fine delle prime due settimane di Regular Season il bilancio è sicuramente più che positivo. L'innesto di Green è stato subito molto efficace; Len non è Byombo ma i compagni fanno di tutto per aiutarlo; la squadra ha ora la "Consapevolezza dei Campioni", ovvero quella sensazione data agli avversari di non essere mai sconfitti ("Don't ever underestimate the heart of a champion") e, soprattutto c'è voluto meno tempo del previsto per me nel ritrovare gli automatismi ormai sopiti da anni di inattività. Se chi ben comincia è a metà dell'opera, allora noi abbiamo sicuramente iniziato bene: ora dobbiamo lavorare per completare l'altra metà dell'opera!

Nessun commento:

Posta un commento