lunedì 29 giugno 2020

2k13-Regular Season 2015-2016: La squadra che non perde mai

I bookmakers hanno già chiuso le quote, i giornali parlano di "Dinastia", i programmi TV di carattere sportivo sostengono la necessità di una riforma per spezzare lo strapotere dei Bobcats. Il motivo di questo subbuglio è molto semplice, questi Bobcats sembrano essere una macchina perfetta, hanno chiuso il 2k13-mese di Novembre con un percorso 14 vittorie ed 1 sconfitta ed hanno iniziato il 2k13-mese di Dicembre con 6 W, che hanno portato il record ad un clamoroso 20-1. 
Noi, dal canto nostro, siamo chiusi in una bolla, concentrati sull'obiettivo e andiamo per la nostra strada, consapevoli che quello che accade ora vale meno di quello che accade a giugno.
Portata a casa l'ultima sfida del 2k13-mese di novembre contro i Nets (in maniera abbastanza rocambolesca con un finale 97-100), ci tuffiamo nel nuovo 2k13-mese con due visite a domicilio da parte di Utah e Boston. Le due partite sono abbastanza scorbutiche, i Jazz sono una squadra in rampa di lancio con tante interessanti individualità, mentre i Celtics sono sì in ricostruzione ma hanno sempre dalla loro il "pride" ed una rivalità personale che mi impone di dare contro di loro il 101%. In questo inizio folgorante è Melo a dettare la via: tira il 56% dal campo e viaggia a quasi 25 punti di media con un'efficienza stratosferica, aggiunge circa 6 assist di media e 6 rimbalzi ed in questo momento è più MVP dell'MVP Westbrook. Già, Westbrook. Se è vero che il ragazzo è il top-assistman della lega con quasi 12 assist a partita, è anche vero che a livello realizzativo il nostro numero #7 sta faticando tantissimo. Le difese lo massacrano, sperano che si intestardisca nella sua "tunnel vision" e forzi qualche conclusione di troppo (cosa che talvolta avviene) mentre difensivamente gli avversari cercando di farlo lavorare il più possibile per cercare di sfiancarlo. D'altronde è il peso dell'essere l'MVP, tutti pretendono il massimo da te e tutti fanno l'impossibile per batterti. Lui per ora incassa e sta trovando, a forza di assist, il modo di essere comunque decisivo ma ci aspettiamo che presto ritorni ai suoi standard realizzativi. La sfida con i Jazz, comunque, ci porta in dote anche un leggero infortunio al ginocchio per Draymond Green,  che non sarà al meglio per le prossime due 2k13-week.
Dopo queste due belle W, ci godiamo la 2k13-domenica per poi tuffarci in un back2back @Indianapolis, vs Dallas molto delicato. I Pacers sono una delle pretendenti al trono ad Est, una squadra tosta, che sporca il parquet con il sangue e che ha un paio di eccellenze niente male. Ma noi sembriamo una squadra in missione, li sfondiamo a domicilio con un perentorio 110-77 e mandiamo un segnale importante. Il secondo segnale lo mandiamo nella sfida contro i Mavs, vicecampioni in carica. 94-114 il finale alla Time Warner Cable Arena contro una squadra che però sta soffrendo tantissimo il crollo dei senatori (Nowitzki su tutti) e che è attualmente al di sotto del 50%. La vittoria è però molto importante perché era comunque una specie di rivincita delle Finals e riafferma ulteriormente la nostra egemonia sulla lega. Un 2k13-giorno di pausa e poi alla Time Warner Cable Arena si presentano i Warriors. Ecco, questa è una sfida interessante: il ritorno di Byombo che si prende il tanto agognato anello, una squadra che "ci somiglia" per impostazione e a cui manca pochissimo per diventare vincente: non ora, non adesso, non contro di noi. Nonostante gli Splash Brothers stiano iniziando a diventare tali; nonostante Harrison Barnes sia un giocatore di ottimo livello; nonostante il droide Bob Jennings sia un'ala-centro di tutto rispetto con overall 83; nonostante Byombo nel motore gli abbia dato una dimensione difensiva da grande squadra; in casa nostra non si può competere "al nostro gioco". Come al solito, Melo traccia la via, gli altri lo seguono, Kidd-Gilchrist annulla Jennings e Westbrook sigla la prima prestazione di stagione da MVP, con 25 punti e 16 assist (e tutti i punti pesanti nel finale). Il 102-109 finale è quindi il preludio verso la sfida contro i Clippers, in perenne ricostruzione. Li stritoliamo con una difesa massacrante e con ritmi forsennati in attacco, con MKG sugli scudi: dopo aver dominato contro Jennings (pur non segnando un canestro dal campo), il nostro "segreto di Pulcinella" firma una prestazione monstre da 22 punti (8 su 12 dal campo), 11 rimbalzi, 8 assist, 4 stoppate e 3 rubate!
Ci avviciniamo alle 2k13-feste natalizie con 6 gare di vantaggio sugli Heat ad est, nostri diretti inseguitori e dichiaratamente in missione per sconfiggerci (hanno perso Bosh ma hanno aggiunto Parson e Asik al motore); una sola sconfitta in stagione e la sensazione di essere imbattibili. Che il titolo sia già sulla strada verso Charlotte nuovamente?

lunedì 22 giugno 2020

2k13-Regular Season 2015-2016: Inarrestabili

Quando nell'ultima offseason eravamo stati costretti, per motivi di bilancio, a mandare via Byombo e Kirilenko i dubbi sul valore della squadra si erano addensati. Non che la squadra non fosse pronta per un'altra "run", avendo mantenuto l'ossatura della squadra campione e considerato anche il livello medio delle avversarie ad est, ma mandare via due dei pilastri difensivi della squadra e rimpiazzarli solamente con Draymond Green, Austin Daye e Alex Len (che era già in squadra ma con un ruolo notevolmente marginale) non sembrava essere il modo migliore per rinforzare una squadra che si era sì tolta la pressione di DOVER vincere ma che ha ora quella del VOLER vincere. 
Il prodotto di Michigan State aveva mostrato nel corso dei 2k13-anni passati sprazzi del suo talento, ma il suo tiro non sempre affidabile gli chiudeva le porte per un impiego stabile da AP e la sua altezza tutt'altro che straordinaria lo facevano faticare nel ruolo di AG. Ma io, che ho visto il futuro reale, l'ho piazzato stabilmente a fare l'ala\centro, inserito in un contesto da corsa come il nostro 4+1 e, come nel mondo reale, il ruolo di Draymond sta letteralmente facendo impazzire le squadre avversarie. Non siamo chiaramente al basket "positionless" di oggi, ma sicuramente la nostra duttilità è spesso un rebus irrisolvibile per molti: è difficile attaccare una squadra che gioca una difesa intensa ed è capace di cambiare quasi sempre e che in attacco ha sempre in campo almeno un paio di fonti di gioco che possono creare per gli altri oltre che mettersi in proprio e produrre punti. 
Len e Daye, chiaramente, non hanno avuto lo stesso impatto di Green, ma fanno il loro, piegano le ginocchia in difesa, lottano a rimbalzo, si fanno trovare pronti quando serve, fanno gruppo e si fanno apprezzare per la voglia e l'intensità che ci mettono, requisito fondamentale in questa squadra che fa della grinta il tratto distintivo del suo stare in campo.
Tutto ciò si manifesta automaticamente nei risultati che otteniamo in campo. Avevamo chiuso la scorsa 2k13-week con quattro vittorie, dopo la sconfitta con i Lakers, chiudiamo queste due 2k13-week con altre sette vittorie che portano il nostro record ad un impressionante 13-1 di cui, se la matematica non è un'opinione, undici consecutive. Certo, il calendario ci aiuta con quattro sfide consecutive in casa, contro Hornets, Pacers, 76ers e Magic; completato il filotto casalingo tre trasferte ad Atlanta, Portland e Orlando.
Come detto, tutte W con prestazioni abbastanza convincenti sia come squadra che dei singoli. Westbrook è ormai il leader assoluto della squadra, pur avendo iniziato con un po' di difficoltà sul lato realizzativo, e guida i compagni come mai fatto in carriera; Anthony è l'arma di distruzione di massa del nostro attacco, segna con una facilità estrema ed è comunque coinvolto in un sistema che lo esalta; Kidd-Gilchrist è il terzo uomo perfetto, sta compensando i problemi di mira di questo inizio di stagione di Westbrook innalzando il suo livello realizzativo ed in difesa gioca ad un'intensità che risulta essere massacrante per gli avversari; tutti gli altri portano il proprio mattoncino. Ma è anche la condizione di "consapevolezza dei campioni" che ci sta permettendo di ottenere questi risultati. Gli avversari ci attaccano, ci provocano, ci mettono quel pizzico di voglia in più contro di noi perché noi siamo la squadra da battere, ma noi non ci scomponiamo mai, restiamo sempre con la testa sul match, anche quando andiamo sotto e quando facciamo i nostri parziali siamo devastanti. 
La gara di Portland, in questo senso, fa scuola: andiamo subito in difficoltà, siamo sotto di 15 e palla in mano ai Blazers con 50 secondi da giocare nel primo quarto; teniamo miracolosamente in difesa, poi facciamo un attacco bruttissimo, Melo ci leva le castagne dal fuoco, facciamo un'altra sequenza difensiva di livello poi Melo mette una tripla sulla sirena e ci troviamo incredibilmente a -10. Di fatto questa è la fine di Portland, perché al rientro dalla pausa breve, Anthony spara un'altra tripla, Fredette mostra il suo "Jimmer range", Belinelli ne fa sei in fila e i padroni di casa si guardano fra di loro senza capire cosa li ha investiti.
Insomma, in questo momento siamo senza dubbio la squadra più forte e niente e nessuno sembra essere in gradi di lottare con noi; ma non possiamo dimenticare che siamo ancora all'inizio del viaggio e che la stagione è ancora lunga. Per ora ci godiamo quest'aura di invincibilità!

mercoledì 17 giugno 2020

2k13-Regular Season 2015-2016: Opening Weeks

"...AND NOW... THE 2015 NBA CHAMPIONS... YOURS... CHARLOTTE BOBCATS!!!!" Quando lo speaker pronuncia queste parole in fase di presentazione delle squadre, la Time Warner Cable Arena diventa un vulcano in eruzione.
Siamo all'opening night, la notte degli anelli, la notte che ci deve fare capire cosa significa vincere e che questa sensazione la vogliamo provare solo noi tra le trenta squadre della lega. Ospitiamo i Bucks, additati da tutti come una delle nuove "pretender" dopo l'arrivo di Iguodala in offseason. Ma è una di quelle notti in cui il destino è già scritto, giochiamo sulle ali dell'entusiasmo e gasati a mille dalla festa e la portiamo a casa con un perentorio 83-93! I ritmi serrati dell'NBA non concedono tregua e l'indomani siamo di scena a Memphis per la prima trasferta stagionale. Le gambe sono un po' pesanti dalla sera precedente, la (ancora) non perfetta condizione atletica si fa sentire, ma siamo i campioni e mettiamo in mostra tutto il carisma che ci contraddistingue. Melo e Westbrook tracciano la via, Kidd-Gilchrist fa tutte quelle piccole cose che servono a vincere e, nonostante Pekovic perda il confronto diretto con Marc Gasol, vinciamo per inerzia anche la prima trasferta stagionale.
Un paio di giorni di pausa e ospitiamo i Lakers. Kobe si è ritirato, l'inchino sia per quello reale che per l'alter ego virtuale è d'obbligo, e la squadra è in mano a Dwight Howard. Incappiamo nella classica partita in cui non ti entra niente mentre gli altri vedono una vasca da bagno al posto del canestro, ci incaponiamo nella ricerca del tiro dalla lunga, difendiamo malissimo e ci prendiamo una sonora batosta. 80-68 il finale e all'orizzonte si prospetta un doppio back to back che non ci fa dormire sonni tranquilli.
Andiamo a Houston, che si è presa Chris Bosh dagli Heat (free agent) per fare compagnia ad Harden ed è infarcita di giocatori di talento. Soffriamo molto nella prima parte della gara, ci riempiono di falli (Pekovic e Westbrook su tutti) e andiamo sotto. Nel secondo tempo, però, Melo si accende, Westbrook accelera, Fredette ci dà impatto dalla panchina e ribaltiamo i padroni di casa! Neanche il tempo di fare la doccia e siamo di nuovo sull'aereo perché l'indomani siamo di scena alla Time Warner contro i Grizzlies per la rivincita della 2k13-settimana scorsa. A differenza della suddetta partita, comunque, siamo più sciolti fisicamente e più concentrati mentalmente, azzanniamo subito la gara e, grazie anche all'efficacia di Draymond Green e Belinelli dalla panchina, ci prendiamo la W. Due giorni di pausa e arriva Atlanta a Charlotte. Gli Hawks sono una squadra in cerca d'identità, in piena ricostruzione e totalmente priva di qualsiasi velleità di competitività. Westbrook e Anthony capiscono che possono osare un po' di più con gli individualismi e in coppia ne mettono 58 (28 per Russell e 30 per Melo) e la pratica Atlanta è subito sbrigata. Siamo comunque di nuovo in back to back, quindi subito in viaggio per Minneapolis. I T-Wolves sono una squadra molto tosta e in rampa di lancio, Love è nel pieno della maturità, Beasley un tre\quattro che gronda talento, Brewer una guardia efficacissima... Sarà, ma noi siamo in una di quelle serate in cui non si fanno prigionieri e la valanga che scarichiamo contro i padroni di casa è di quelle veramente devastanti: 126-87 con Pekovic che ridefinisce il concetto di "goal dell'ex" con 28+12 e 7 stoppate ed una prestazione totale di squadra.
Alla fine delle prime due settimane di Regular Season il bilancio è sicuramente più che positivo. L'innesto di Green è stato subito molto efficace; Len non è Byombo ma i compagni fanno di tutto per aiutarlo; la squadra ha ora la "Consapevolezza dei Campioni", ovvero quella sensazione data agli avversari di non essere mai sconfitti ("Don't ever underestimate the heart of a champion") e, soprattutto c'è voluto meno tempo del previsto per me nel ritrovare gli automatismi ormai sopiti da anni di inattività. Se chi ben comincia è a metà dell'opera, allora noi abbiamo sicuramente iniziato bene: ora dobbiamo lavorare per completare l'altra metà dell'opera!

domenica 14 giugno 2020

2k13-Summer 2015: Il racconto dell'offseason

Champagne a fiumi, secchiate di acqua mista a ghiaccio e Gatorade, birra e bevande gassate spruzzate sono ormai parte dello sbiadito ricordo di una festa che appare lontana. Sono passati anni ma in questo 2k13-World si è trattato di un paio di giorni di stacco, non c'è soluzione di continuità ed è il miracolo di questo mondo fantastico.
Dopo la parata dei campioni e la visita alla Casa Bianca (con Brack Obama ancora saldamente in carica) è il momento di lavorare in vista della prossima stagione. 
Gerald Henderson e Michael Kidd-Gilchrist sono in scadenza con opzione squadra e la esercitiamo su entrambi (con l'idea di far firmare loro l'estensione pluriennale nel corso della stagione). Lato free-agents Leonard, Byombo e Kirilenko decidono di sondare il mercato, mentre troviamo immediatamente l'accordo di estensione con Alex Len. Leonard e Byombo sono comunque restricted free-agents, allunghiamo loro la qualyfing offer per avere la certezza di non perderli, ma sedendoci al tavolo delle trattative sfruttiamo i Bird Rights per proporre loro delle offerte al rialzo che praticamente nessuno si può permettere di pareggiare e riusciamo quindi a trattenere questi due pezzi importanti della nostra fuoriserie. Purtroppo Kirilenko decide di non accettare la nostra offerta e quindi avremo il problema di trovare sul mercato un giocatore con quelle caratteristiche.
Dal draft otteniamo poco, abbiamo scelte marginali e la classe draft (fictional) non propone materiale particolarmente interessante.
I giorni passano, si ritorna tutti assieme al training camp e ci iniziamo a preparare alla prossima stagione quando un "Calendar" per una riunione scuote la mia routine quotidiana. La richiesta del consiglio d'amministrazione è di abbassare i costi; purtroppo Charlotte è un mercato piccolo e non ci si può permettere un roster che inizia ad avere parecchi giocatori con stipendi da oltre 10 milioni. Tradotto, uno dei "pezzi grossi" della squadra dovrà andare via e, contemporaneamente, bisognerà fare in modo di rimanere competitivi.
Inizio a lavorare sul mercato e dopo un po' di tempo trovo probabilmente la soluzione migliore possibile per i miei problemi: decido di sacrificare Byombo (overall 78, fresco di rinnovo da 11 milioni a salire e ancora difensiva della squadra) in cambio di Draymond Green (overall 73 e con un annuale da 3 milioni). L'idea è quella di poter replicare la famosa death lineup dei Warriors che in realtà in questo 2k13-World non è ancora stata inventata (e per cui il 2k13-World potrebbe non essere pronto), ammesso che il Draymond Green di questa realtà sia in grado di fare il C in una lega ancora distante dai concetti di basket positionless che tanto spopolano in questo periodo nel mondo reale. Per completare l'opera, scambio i due rookie spedendoli a Memphis in cambio di Austin Daye (che ha un contratto al minimo) ottenendo un altro giocatore versatile da poter spendere sia da 3 che da 4 nell'estremizzazione del 4+1 che ha caratterizzato la struttura tattica dei miei Bobcats.
Il roster di quest'anno sarà quindi il seguente:

PM: Westbrook, Marshall, Fredette
G: Leonard, Henderson, Belinelli
AP: Anthony, Daye
AG: Kidd-Gilchrist, Green
C: Pekovic, Len 

Inutile dire che il gruppo è molto triste per la perdita di uno dei cardini dello spogliatoio come Byombo, uno di quelli che "c'erano sempre stati", ma l'impatto di Green e Daye è molto positivo sin da subito, tant'è che chiudiamo la preseason con un terrificante 6-2, nonostante una botta allo sterno costringa Westbrook ai box per una settimana.
Il tempo delle chiacchiere è però terminato, l'offseason ormai è alle spalle, da domani si farà sul serio con i Bucks che saranno nostri ospiti in quella che sarà l'opening night della 2k13-Season 2015/2016!

venerdì 12 giugno 2020

Un ritorno inaspettato

Era mercoledì 17 settembre 2014 l'ultima volta che ho scritto qualcosa sulle mie 2k-avventure: in quello che era il SIM14-World, affrontavo la terza stagione dell'associazione nel tentativo di riportare il titolo ai Lakers. Poi è subentrata la vita vera, sono successe delle cose e sono stato costretto ad allontanarmi da quell'avventura.

Ora dopo quasi 6 anni da quella data ritorno a scrivere. La pandemia globale che ha sconvolto la vita di tutti, mi sta dando l'opportunità di tornare a vivere queste avventure almeno temporaneamente e scrivere di quello che succedeva in campo videoludico rendeva le cose più belle e divertenti. Quindi, perché no? Se ci sarà ancora qualcuno che avrà il piacere di leggere e commentare, ben venga!

Non prometto nulla, non so quanto tempo avrò a disposizione per giocare e per stare dietro a questo blog e non so se riuscirò a completare la\le stagione\i (la voglia c'è, ma ci sono impedimenti che pendono come una spada di Damocle sulla mia 2k-avventura).

Detto ciò, parliamo di cosa racconterò. Si, perché non si riparte dal SIM14-World, ma neanche da un'avventura nuova! Visto che siamo in vena di cose passate, riprenderò una vecchia avventura che si era arrestata con un trionfo. La data reale è giovedì 9 gennaio 2014, gli Charlotte Bobcats di Russell Westbrook e Carmelo Anthony si laureavano per la prima volta campioni NBA in quello che era l'anno 2k13-2015 del 2k13-World. Ripartirò da là, dalla tripla di Carmelo Anthony che ci dà il +8...


https://the2kballdontlie.blogspot.com/2014/01/2k13-finals-2015-bobcatsmavericks-game-6.html


mercoledì 17 settembre 2014

SIM14-Regular Season 2015-16: Il momento di diventare grandi

"Are the Lakers a Championship team?". È la domanda del momento nel SIM14-World: se lo chiedono i tifosi, speranzosi nei confronti di una squadra che da troppo tempo non sta regalando loro soddisfazioni; se lo chiedono gli avversari ad ovest, sorpresi da un ritmo in regular season da squadra in missione; se lo chiedono ad est, perché sanno che chi vince l'ovest tendenzialmente è una seria candidata al titolo; ce lo chiediamo noi stessi, consapevoli del fatto che il primo posto a gennaio non vale nulla se non il presentarsi ricorrente di questa domanda.
Ma la domanda non cade dal cielo, non è figlia di qualche riflessione da parte di un filosofo a caso scelto tra gli appassionati; è la sublimazione del prestigiosissimo nulla conquistato finora! Si, perché siamo ancora "primissimi", ma il 2k-mese di marzo è appena iniziato ed è qui che si metteranno i puntini sulle "i" in vista del gran ballo iniziale.
Prima di entrare nel nuovo 2k-mese, però, c'è da completare un trittico di gare allo Staples che si concluderà con uno splendido back2back a Portland. Regoliamo allora Memphis in casa (Kobe in versione "Magic Mamba" con 10 assist) per poi cadere contro Houston grazie ad una grandissima gara da ex da parte di DH12, dominante in tutto e per tutto contro la nostra frontline. Abbiamo una giornata di riposo per poi organizzare il già citato back2back: Jazz allo Staples, Portland al Rose Garden. È uno di quei passaggi della stagione che servono ad alimentare le domande, ma anche a candidarsi per un posto tra i pretendenti e mettere anche fiducia nella testa. Passiamo a pieni voti il test, perché dopo l'All Star Weekend Kobe non fa prigionieri: il Mamba sta giocando a livelli celestiali, incastonato in un sistema che cerca di fargli spendere il meno possibile difensivamente e che lo possa lasciare esplodere per brevi ma intensissimi periodi offensivamente. La "magia" sta funzionando e paga ottimi dividendi, anche se è impossibile non citare l'apporto di un Cameron che ha comunque un dominio totale sulla squadra.
La doppia W in back2back, come detto, è un'iniezione di fiducia non indifferente, tant'è che "investiamo" nel matinée domenicale, sempre allo Staples, Dallas: squadra che attraversa una fase di transizione ma sempre difficile da affrontare. È ancora Bryant il mattatore dell'incontro, tanto per ribadire uno stato di forma spaventoso per il serpente più velenoso del basket; quando allora a Charlotte (mio vecchio teatro in una 2k-avventura non troppo lontana) MKG riesce ad inceppare il meccanismo perfetto che sembrava essere diventato Bryant e la sua gestione, il risultato di 80-92 con cui perdiamo non stupisce poi neanche tanto. Neanche a farlo apposta, tra l'altro, la sconfitta con i Bobcats coincide con la nostra prima partita di marzo, segno del destino non indifferente per uno come me, che noto con particolare attenzione queste cose. A smentire le mie supposizioni (oppure a rassicurare l'ambiente, se mai ce ne fosse bisogno ed in base a come si guarda la cosa) ci pensiamo noi stessi, allo Staples contro i Warriors. È una grande partita, nella quale mostriamo tanta qualità ma anche una spiccata capacità di resistere all'allungo avversario e di sovvertire una partita messa male. Plumlee ed Exum sono i protagonisti inattesi, fondamentali nel dare una mano al solito Kobe ed all'indomito Cameron.
Ancora primi ad ovest, con OKC che ci tallona ad una sconfitta di distanza e in "Via Roma": non è il momento di dimostrare di essere una squadra da titolo, è il momento di diventare grandi e di farsi fare certe domande!

domenica 7 settembre 2014

SIM14-Regular Season 2015-16: Polvere di All Stars

Immaginate una partita in cui i migliori 24 giocatori dell'NBA si dividono in due squadre allenate dai due allenatori che guidano con le loro squadre Eastern e Western Conference. Immaginate inoltre che questa partita avvenga in un 2k-world, dove le logiche dei giocatori sono diverse e dunque non si fa distinzione nell'atteggiamento tra amichevole e partita "vera". Immaginate di poter smettere di immaginare, perché questo è ciò che accade nel SIM14-World durante l'All Star Weekend, ovvero la kermesse dell'eccellenza NBA che si tiene a metà febbraio ogni 2k-year.
Prima di arrivare alla notte delle stelle, tuttavia, abbiamo ancora due gare da giocare, entrambe in casa, contro Phoenix e Magic. Gare apparentemente facili, contro squadre che navigano nei bassifondi della classifica, e che per nostra natura tendiamo a sbagliare. Contro i Suns, non c'è niente da fare e il discorso è sempre lo stesso: siamo talmente consapevoli di essere più forti che non ci allacciamo neanche le scarpe, siamo svogliatissimi in difesa e poco concentrati in attacco, ci infiliamo in una gara punto a punto pericolosissima, gli ospiti aumentano improvvisamente le loro percentuali al tiro e perdiamo una sfida che dovevamo vincere in carrozza. Proviamo a replicare la stessa prestazione due sere dopo contro i Magic: siamo lenti in attacco e difendiamo senza piegare le ginocchia, sembriamo impelagarci nuovamente nel gioco col fuoco, ma questa volta usciamo alla distanza con un quarto finale "da Lakers" che ci permette di portare a casa una vittoria fondamentale in termini di classifica.
Arriva così il weekend delle stelle: Cameron è impegnatissimo in quanto è presente sia all'ex-Rookie Challenge che alla partita della domenica, nella quale c'è anche Kobe (unico superstite della generazione che fu), fresco di prolungamento contrattuale di un anno a circa 10 milioni (non ricordo esattamente la cifra). Per la cronaca, MVP della partita un mostruoso Kevin Durant che permette all'Ovest di portare a casa una bella W in rimonta, ma apporto fondamentale da parte di Cameron e Kobe.
Dopo la pausa per il weekend delle stelle, si ritorna subito in campo con un back2back tostissimo: @Minnesota, vs Nets. I T-Wolves sono una realtà ormai, quarti ad ovest, schierano in quintetto Rudy Gay e tale Holden, AG vecchio stile della nidiata di Cameron che si accoppia molto bene con un Kevin Love inventatosi centro. La partita è uno spettacolo, a rimbalzo soffriamo tantissimo perché Plumlee spende un paio di falli prematuri che ci fanno saltare le rotazioni, Cameron e Kobe però ci tengono clamorosamente su con un paio di giocate di altissima scuola, ma a fare la differenza in una partita dal punteggio alto sarà la nostra difesa che nel finale non sbaglierà praticamente nulla e ci permetterà di chiudere con il 118-111 finale. La dispendiosissima sfida contro i "cugini di secondo grado" la paghiamo contro Brooklyn. Siamo stanchi, sulle gambe, poco lucidi, ma abbiamo la straordinaria capacità di non arrenderci e di stare attaccati al match. È una gara diversa questa rispetto a quella della sera prima, più combattuta e ruvida, ma Kobe spende nuovamente il gettone e ci trascina con un quarto periodo da standing ovation (15 punti tutti suoi) alla W. Saranno 34 alla fine per il Mamba, back2back in quanto anche contro Minnesota aveva chiuso con la stessa quota.
Rapida occhiata alla classifica per dire che siamo primi con i Thunder ad una gara di distanza: ora però dovrebbero arrivare le montagne russe, in quanto marzo si avvicina e quello è il mese peggiore per le mie squadre!