martedì 23 ottobre 2012

2k13-Regular Season 2012-2013: Il morso del Mamba

Si dice "34 anni e non sentirli". Kobe Bryant, anima e corpo di questa squadra, ha preso in mano la situazione dopo l'infortunio di Howard; l'ha fatto alla sua maniera, ovvero caricandosi la squadra sulle spalle e scrivendo a referto prestazioni importanti sia numericamente che sul piano dell'intensità. E dire che queste due 2k-week finali di Novembre non erano iniziate benissimo, con la sconfitta contro Houston (ultima ad ovest) che faceva presagire un periodo non certo esaltante all'orizzonte. Invece, sin dalla prima gara molto glamour  contro i Nets il registro cambia, come se la sconfitta contro Houston avesse fatto scattare qualcosa al nostro interno. Pau gioca una grande partita, ma a "piantare i chiodi nella bara" ci pensa il #24 con dieci punti nel quarto periodo.
Prepariamo le valigie, perché ci aspetta il primo mini-tour con trasferte a Sacramento, Memphis e Dallas. Contro i Kings, vendichiamo DH12 giocando sin dalla palla a due aggressivi e concentrati. La partita si chiude sostanzialmente nel terzo quarto, con Kobe che a referto è già a quota 35. Un giorno di riposo e facciamo tappa al FedEx Forum. La partita è bellissima, giocata sempre in equilibrio da due squadre molto preparate tecnicamente, tatticamente e fisicamente. La sfida tra i fratelli Gasol è esaltante,  così come fa saltare dalla sedia la sfida incrociata tra Kobe-Artest e Allen-Gay. Il Mamba Nero è però entrato decisamente in condizione e regala ai suoi una vittoria: prima fa la giocata della partita, ankle-breaker su Jason Terry (finito a Memphis non so in cambio di chi) e bimane sulla difesa schierata, poi sigla gli ultimi 6 punti che ci regalano la vittoria. Il saldo finale parlerà di 33 punti e 8 assist, e scusate se è poco. Ancora più esaltante la sfida contro Dallas. Noi siamo in back2back e paghiamo le fatiche della sera prima, loro invece hanno un OJ Mayo in versione superstar. Barcolliamo clamorosamente, ma Nash ci sorregge e poi, nel quarto periodo, sale in cattedra il #24. Kobe monopolizza l'attacco (17 punti   nel solo quarto periodo) e ci porta a giocare il finale punto a punto. Finiamo prima a -1 e poi, dopo aver sbagliato l'ultimo possesso, a -3 con tre secondi da giocare. Nessun problema, What a Fuck e Kobe da tre punti per il pareggio! Nell'overtime l'inerzia della partita è ormai cambiata, Pau ci dà un minimo di margine, Wunderdirk ricuce lo strappo: pari 113 con 15 secondi da giocare e palla in mano, un solo schema: ISO per Kobe. Dallas ci prova, raddoppia e anche triplica, ma il fade-away di Bryant profuma di cotone mentre la sirena di fine partita suona inesorabile.
Si ritorna allo Staples, dopo aver goduto di un paio di giorni di riposo, per affrontare una squadra interessantissima come gli Indiana Pacers. Loro sono in tour ad ovest, noi siamo reduci da tre giorni di riposo e con un Kobe assatanato. Usciamo alla distanza, li mettiamo alle corde e raggiungiamo la vittoria senza neanche troppi patemi. Un giorno di riposo e Nuggets ospiti allo Staples. La partita è bellissima, le due squadre sono costruite in maniera complementare ed hanno tutto il necessario per mettersi in difficoltà a vicenda. Iguodala fa una partita difensivamente clamorosa su Kobe, Artest spegne letteralmente Gallinari e dunque a salire in cattedra ci pensano Nash e Gasol. Il canadese fa 28 punti e 10 assist, il catalano 14 punti e 14 rimbalzi. Il finale è però punto a punto e quindi per chiudere le danze ci dobbiamo rivolgere sempre a lui: Kobe Bryant. Il quale non ci tradisce, beffa Iggy con una finta e ci regala la sesta vittoria consecutiva in attesa di Dwight!

10 commenti:

  1. Una ferocia ancestrale. Quando Kobe Bryant si carica la squadra sulle spalle in questa maniera qui diventa senza età. Tretatrè punti con 8 assist è un fatturato offensivo di 50 e passa. Trentacinque in tre quarti (contro i Kings) significa, anche qui, depositarne quasi 50. Per non parlare dei canestri decisivi.
    L'aumento delle ISO e della fluidità nei movimenti di questo Universo, poi, lo rendono ancora più immarcabile. E' come aggiungere nuove armi tecnologiche di distruzione di massa ad un asernale che era già impressionante. Ora da me è in calo (come tutta la squadra), ma nelle prime 5-6 giornate viaggiava al 63% al tiro. Ogni tiro una sentenza.

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  2. Non sono tanto i numeri, ma piuttosto l'impatto. Nei "secondi tempi" sale di giri in maniera impressionante e diventa inarrestabile. Tutti si aspettavano che con l'assenza di Howard saremmo calati ed in parte è vero, però Kobe sta pagando la cauzione per tutti. La sfida contro Dallas è stata proprio l'apoteosi della "mambosità". Era a quota 5 a metà partita, ha chiuso con 30 punti, 22 dei quali tra quarto periodo e overtime, conditi da due buzzer beaters tra l'altro.
    Molti tendono a storcere il naso, ma c'è solo "Jordanesco" come aggettivo per descrivere prestazioni del genere...

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  3. Ottime 6 vittorie in assenza di Superman
    Giustamente entrambi avete sottolineato le prestazione del Mamba, io vorrei sottolineare anche quelle di un Nash 38enne che mi pare in grande spolvero (28 e 10 + la partita d'alto livello con i Grizzlies)

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  4. Giustissimo. Nash sta giocando molto bene e sta rispondendo benissimo al "cambio di ruolo" a cui l'ho sottoposto: in una squadra con Gasol, Kobe e Howard, non può costruire il gioco tutte le volte lui, ora però può anche esprimere le sue doti di realizzatore in maniera più continua.
    Ci tengo a precisare però che tutta la squadra sta comportandosi bene e dunque sono le prestazioni di Bryant ad essere proprio eccezionali!

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    1. Sei vittorie consecutive senza Howard sono anche sinonimo che la squadra ha già trovato una sua identità (Buffa docet, "le grandi squadre hanno un respiro comune in difesa"). Quando questo non c'è, togli un pezzo, e cade tutto il castello. Qui invece si toglie un pezzone enorme e la squadra non presenta alcuna crepa. Quando poi Bryant si 'jordanizza' la partita viene da lui e può modellarla a suo piacere.

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  5. mamma mia, con un Kobe così l'MVP non è da escludere... tra l'altro state reagendo bene nonstante l'assenza illustre, questi Lakers fanno paura!

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  6. No no, l'MVP di Regular Season non credo sia alla sua portata. Al di là che per prendere l'MVP devi fare una stagione stratosferica (il 2k-engine lo dà a LeBron quasi di default visto che ogni anno va quasi a tripla doppia di media) e io ne ho preso solo uno con 2k12-Howard 2011-2012 (Magic incredibilmente primi e lui con medie da 25 punti, 12 rimbalzi e 3 assist); poi lui ora sta giocando da MVP, ma le sue cifre quando c'era Howard erano meno esaltanti e prevedo un inevitabile calo quando il #12 ritornerà in campo.
    Più che altro sta lanciando un segnale importante, alla squadra ed alla lega: va bene Nash e Howard, va bene i 34 anni, va bene che non c'è più la TPO, ma le nostre fortune (e le sfortune dei nostri avversari) passano ancora sopratutto dalle sue mani. Il che, onestamente, non mi dispiace neanche troppo...

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  7. Diciamo che l'Mvp della regular season lo S(2)kynet tende comunque a darlo al miglior giocatore della squadra che arriva prima, anche se negli ultimi 2K (soprattutto col 12) sono stati premiati anche altri (in questo caso sarà LeBron fisso).
    Se i Lakers arrivano primi (anzi, tolgo il "se" e metto il "quando"...) penso comunque che l'Mvp da ora in poi Bryant non lo riceverà più: Howard con i suoi 20-25 punti, 10-15 rimbalzi, 1-2 stoppate di media e oltre il 60% al tiro va a coprire troppi settori per non riceverlo.

    P.S. C'è il rischio che Bryant si 2kritiri tra soli due anni. Ho chiesto a quelli del SiM-WoRLD se si può fare qualcosa in merito, quantomeno per rimandare di un paio di stagioni l'appendere le scarpe al chiodo. Faranno così: quando rilasceranno il SiM-WoRLD i giocatori saranno "uncapped", ovvero con la possibilità di modificare manualmente nel "Modifica giocatore" l'età e gli anni trascorsi in Nba. Un Bryant 36enne, sulla soglia del ritiro, può dunque essere riportato a 34 anni (ma con i valori del 36enne, quindi non c'è un vantaggio dell'utente di "ringiovanirlo" e farlo tornare più forte) e dunque dargli altre due stagioni in più di gioco facendo arrivare "virtualmente" ai 38 anni. O anche oltre, modificando ulteriormente l'età. Si potrebbe trascinare Bryant ai Lakers fino a 40 anni!

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  8. Infatti, SE Howard riprende come aveva lasciato, l'MVP deve andare a lui.

    Quello del 2k-ritiro di Bryant sai bene che per me è un falso problema. Intanto, lui stesso ha detto che questi potrebbero essere gli ultimi due anni, in secondo luogo per me i ritiri (anche eccellenti) fanno parte dell'associazione. Mai mi sognerei di abbassare l'età ai giocatori, non è una questione di vantaggio o no, è proprio che non potrei sopportare di sapere che l'engine l'avrebbe fatto ritirare e invece io l'ho forzato nel 2k-world.

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  9. ciao a tutti,alp ti seguivo su l'altro thread ma quest' anno non si apre il nuovo?

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