Nessuna pietà per gli avversari. Questo è il motto di Kobe Bryant in questo primo scorcio di stagione. Il Mamba dall'infortunio di Howard ha cambiato passo, è entrato sin da subito in Mamba-Mode e sta giocando con l'aggressività e la determinazione che solitamente gli competono e che con Howard in campo si erano viste a sprazzi. Il messaggio agli avversari è chiaro: "io faccio sempre il bene della squadra: se si tratta di passare il pallone ed essere aggressivo in difesa, sarò assistman e difensore feroce; se serve una punta offensiva, farò in modo di essere aggressivo ed efficace in attacco!". La squadra apprezza questo atteggiamento e i risultati si vedono.
Proseguiamo infatti la nostra striscia di vittorie consecutive vincendo contro Orlando allo Staples e poi espugnando Houston, New Orleans e Oklahoma City. Se le prime tre avversarie erano tutt'altro che irresistibili, tranne forse i giovani ed interessantissimi Hornets di Gordon e Davis, la sfida di OKC è il più classico dei Big Match mancati. Il motivo? Westbrook e Durant infortunati per i padroni di casa, Howard assente di lungo corso per noi. Ma è proprio in queste partite che è uscita tutta la forza di volontà di Bryant. Purtroppo, cambiano gli allenatori e i giocatori, ma a Los Angeles sappiamo specchiarci molto bene, specialmente se siamo in striscia di vittorie e dobbiamo affrontare squadre non di prima fascia. Giochiamo quattro partite orrende, ma le portiamo tutte a casa grazie a Kobe che nel quarto periodo diventa una forza della natura. L'apice è contro i Thunder, dove rimettiamo in piedi una gara in cui eravamo stati anche a -15 e che alla fine vinciamo grazie appunto a Bryant ed alla gestione nel finale di Nash, che sigla 5 punti in fila e ci regala la vittoria.
Lanciatissimi, torniamo allo Staples per la sfida contro i Jazz: una passeggiata. Si, per loro. Domenica, in casa e in striscia di vittorie, siamo delle amebe, tranne Nash e Kobe che però insieme possono poco o nulla. La sfida contro Utah anticipa un mini tour ad est e dunque l'occasione per rifarsi arriva contro Cleveland. Nell'ex-dimora di James, Kobe becca la serata storta per eccellenza (chiuderà con 3 su 16 dal campo), mentre ammiriamo un Irving che mette a ferro e fuoco la nostra difesa, attraverso conclusioni personali o assist per i compagni. Perdiamo ancora, dunque, ma dopo un giorno di riposo ci aspetta il "giardino quadrato". Il Madison, si sa, è un palcoscenico speciale. Saltata la sfida fra centri, sia Howard che Chandler infortunati, i riflettori sono puntati sul Melo vs Kobe. Anthony ci mette subito in difficoltà e porta subito i suoi sui 6-8 punti di vantaggio che si manterranno per tutta la gara, tranne nel quarto periodo. Kobe ad un certo punto non si tiene più e deflagra, recapitando 20 punti nel solo quarto quarto e chiudendo la partita con 34 punti, 7 assist, 6 rimbalzi, 4 recuperi e 3 stoppate. Mostruoso. Il segnale per la squadra è evidente e in back to back espugniamo pure la capitale, con una prestazione autoritaria, con Nash e Pau sugli scudi e Bryant a supervisionare.
Siamo primi per distacco ad ovest ed Howard in massimo due 2k13-settimane sarà pronto per riprendere. Non male direi...
No, non male assolutamente!
RispondiEliminaBuone vittorie, soprattutto quella contro i Thunder, anche se viste le tante assenze non so quanto possa essere tenuta in considerazione.
Le battute d'arresto ci stanno, soprattutto dopo una lunga striscia di vittorie e vista l'assenza di Superman. Veramente bell'inizio di stagione Alp, se continui cosí potrai poi gestire le energie dei tuoi nella seconda parte di RS
Tutto procede alla grande. Se fossimo oltre l'All Star Game direi di attenzionare quelle "quattro partite orrende" contro squadre di non prima fascia (che poi hanno portato le due sconfitte consecutive, contro Utah e Cleveland), ma siamo ancora nella prima parte di stagione e ci stanno questi su e giù tipici dei Lakers che si specchiano, con i "giù" che poi vengono anche ammortizzati delle prestazioni ultraterrene di Bryant: ci pensa lui.
RispondiEliminaMa la classifica parla da sola e il rientro vicino di Howard sarà esplosivo! A proposito, come si stanno comportando i vari Johnson-Odom e Goudelock? Convincono o sono marginali?
@Browns: Si esatto, la partita contro i Thunder lascia il tempo che trova, anche perché la doppia assenza contemporanea di Durant e Westbrook è troppo pesante per OKC. Così come le battute d'arresto in una stagione da 82 gare. La cosa che mi rincuora è che comunque non abbiamo ancora espresso il massimo, non abbiamo mai giocato alla morte e questo è un segnale molto positivo.
RispondiElimina@Barba: Goudelock molto più convincente rispetto a JO, il quale però ha messo su una prestazione molto solida a New York. Il discorso è però molto legato alle caratteristiche dei 2. Quando Nash va in panca, sicuramente c'è Kobe in campo e con un giocatore che attira raddoppi come lui mi interessa che l'altra guardia sia un tiratore affidabile: è quasi sintomatico affidarmi a Goudelock (tra le altre cose, mio fido scudiero in quel di 2k12-Orlando). Johnson-Odom è più penetratore e meno affidabile dalla lunga, però ha una struttura fisica ed una rapidità di movimento che in difesa è di un altro livello rispetto a Goudelock. Per farla breve, Goduelock è stabilmente in rotazione, Johnson-Odom lo utilizzo più come specialista difensivo quando ho bisogno di una squadra tutta energia, che corre il campo e alzi la pressione difensiva; nel frattempo però lo aspetto con Kobe ogni mese in palestra per lo sviluppo nel tiro...
Complimenti Aph per il buon inizio di stagione, anche se mi sembra non ci sia ancora da fidarsi fino in fondo di questa squadra viste le battute d'arresto che ha avuto in qualche partita.Assomiglia proprio alla LA vera!
RispondiEliminaScusa Alp mi sono accorto ora di avere sbagliato a scrivere il tuo nome nel precedente messaggio.
RispondiEliminaPiù che altro queste affinità che stiamo costruendo sono destinate a disintegrarsi quando ritornerà Howard. Dunque, mi fa molto piacere che vinciamo e che costruiamo una chimica di squadra, ma con il ritorno di Howard ci aspetta un nuovo periodo di assestamento.
RispondiEliminaLe battute d'arresto non sono un problema, sono fisiologiche per noi lacustri (ricorderai che anche i miei Magic talvolta smettevano di giocare), l'importante è che rimangono circoscritte e che si presentino sporadicamente!
Certo il ritorno di Howard ti costringerà a trovare nuovi equilibri, ma forse questa sua assenza è stata una delle cose migliori che potessero capitarti... hai imparato a controllare (dominare?) le partite anche senza il tuo secondo miglior giocatore (nonchè centro, ovvero custode del pitturato) e questo servirà solo a darti una marcia in più ai PO.
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RispondiEliminaSono convinto che i giocatori difficili da reinserire siano quelli che hanno bisogno di un certo sistema per funzionare. O, per parlare in "nba2kese", quelli con un Q.I. non troppo elevato. Penso che le partite senza Howard abbiano elevato la forza del resto della squadra e il suo rientro sarà assorbito senza problemi. Anzi, avrà attorno compagni più cazzuti (soprattutto tra chi ha beneficiato di più minuti durante l'assenza di DH12).
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