Sette partite giocate in queste due 2k-week e record più che positivo di 5-2 ottenuto. La prima sfida è la rivincita contro Dallas, squadra che ci ha battuto alla prima trasferta stagionale. Ci vendichiamo, con una prova maiuscola di squadra, giocando con autorità e decisione e portando a casa una bella vittoria. Tre giorni di pausa e poi back2back: Washington e poi a Minneapolis. La partita con i capitolini è la classica partita stregata: sbagliamo tutto ciò che possiamo sbagliare, paghiamo una quantità di falli inimmaginabile, ciononostante rimaniamo attaccati alla gara per poi farcela soffiare in volata da un paio di canestri pesanti di Bradley Beal. Tra l'altro, si infortuna anche Biyombo (allungamento addominale) e dunque per un po' pure lui sarà costretto a stare in vestito. A casa dei T-Wolves quindi arriviamo un po' delusi e stanchi e Minnesota ci mette subito alle strette. Andiamo in difficoltà, sembriamo sprofondare ma poi, nel terzo quarto, avviene un cambio di marcia clamoroso: la nostra difesa sale di colpi, piazziamo un tremendo parziale di 41-18 e schiantiamo a domicilio i lupacchiotti. Westbrook è l'esecutore materiale della nostra vittoria, firmando il record di franchigia di 48 punti (conditi da 9 assist).
La vittoria di Minneapolis ci dà slancio per la successiva gara contro gli Hornets, prima di una serie di quattro partite consecutive alla TWC Arena. Gli Hornets sono una squadra in crescita, giovane e pronta ad affacciarsi alle luci della ribalta, un po' come noi. Dopo i "quasi 50", Westbrook continua a guidarci con autorità sia in attacco che in difesa; Pekovic vince il duello contro Anthony Davis, la squadra intera gioca una bella gara ed arriva un'altra bella vittoria. Vincere aiuta a vincere si dice e noi proviamo a confermare il tutto nella gara successiva, contro i Bucks. Milwaukee è attesa ad una stagione importante dopo l'arrivo di Iguodala, ma noi delle attese non sappiamo che farcene: entriamo in campo aggressivi e desiderosi di vittoria, difendiamo come degli ossessi e produciamo una quantità impressionante di punti in contropiede. Altra vittoria, fanno tre di fila! Un giorno di riposo e poi ospitiamo gli acerrimi nemici personali: Boston. Questa è una partita speciale anche se i Celtics sono una squadra in fase calante (il gruppo storico è rimasto intatto). La mettiamo sul fisico, sulla corsa, sulla difesa asfissiante, ma Boston resta sempre lì. KG e Pierce sono da applausi, tengono gli ospiti sempre a contatto, ma il finale da 10 punti di Westbrook spazzerà via ogni velleità di vittoria dei verdacci. Quarta vittoria e i giornali con le critiche per un po' li possiamo utilizzare per avvolgerci il pesce. L'ultima sfida della nostra mini-serie di partite casalinghe è contro gli Hawks. Ad Atlanta hanno fatto le cose in grande, si permettono un reparto lunghi mostruoso (Josh Smith, Horford, Oden, Millsap, David West) e ci mettono subito in difficoltà proprio per la diversa fisicità. Noi, al solito nostro, alziamo il ritmo soprattutto nel terzo quarto, ed anche questa volta abbiamo la sensazione di poter chiudere la gara grazie alla nostra difesa. E invece, Atlanta resta in partita, sfrutta un nostro quarto periodo tutt'altro che impeccabile e pone fine alla nostra striscia di vittorie.
8-3 il nostro bilancio finora, secondi ad est ed indubbiamente molto contenti di questo primo scampolo di stagione. Si deve migliorare, abbiamo degli automatismi da trovare e dei giocatori da recuperare, ma a conti fatti la squadra gira già abbastanza bene ed ha già trovato certi equilibri. Il cartello lavori in corso è ben esposto, ma i lavori, comunque, procedono abbastanza bene!
Westbrook che fa il primo cinquantello inizia già a far paura... non fosse altro che me lo sto ritrovando di fronte nella serie contro i Thunder e gli vedo fare cose che noi umani. E' un mini-Lebron.
RispondiEliminaLa squadra a mio avviso farà la definitiva esplosione quando non penserà di avere Westbrook, Pekovic, etc... I Bobcats dei miracoli del 2013 hanno stupito il mondo perchè hanno dato il 10.000%, proprio perchè erano privi di stelle e dunque erano costretti a viaggiare con i motori spinti al limite.
Se anche questi Bobcats viaggeranno al 10.000% come quelli del 2013 allora i tifosi dovranno prenotare già un biglietto per le Finals!
Non possiamo giocare come l'anno scorso, ma possiamo creare l'alchimia che c'era l'anno scorso, bisogna solo avere la pazienza di ricrearla. Dall'altro lato c'è però anche il fatto che questa squadra è molto più talentuosa e dunque, affinando gli automatismi, può sopperire meglio alle difficoltà!
RispondiEliminaCharlotte mi sembra una squadra molto più matura quest'anno, che riesce a gestire meglio le partite e poi con un go-to-guy in più!
RispondiEliminaJosh Smith, Horford, Oden, Millsap, David West AZZ e la IA era migliorata?? certo come batteria di lunghi e' mostruosa, ma credo presto ci saranno cali terrificanti di overall per chi avra' meno minuti...
RispondiEliminama veniamo chiaramente ai Bobcats, io conoscendoti un po', sono sicuro che stai facendo di tutto per creare gli automatismi piu' che l'alchimia, quella verra' e c'e' tempo, per come parli di pekovic e del suo fondamentale ruolo si capisce che stai lavorando sul miglior modo possibile per sviluppare il tuo gioco offensivo, solo che hai una piccolissima arma in piu' quest'anno, quando non tutto girera' come credi, PALLA A RUSSELL !!! Un fenomeno vero e quei 48 con te li avra' nelle mani sempre...
Ma so' che tu non vuoi questo e quindi buon lavoro, ma hai davvero un ottimo "paracadute"...
In difesa come gi'a detto piu' volte hai interpreti perfetti per le tue caratteristiche e quindi vedo tanta transizione e difese avversarie che non potranno schierarsi...
buon lavoro, ma chi ben comincia...
@Tall: siamo più maturi, ed anche più forti, dell'anno scorso, ma io temo non abbastanza. Questa squadra mi sembra troppo poco stabile mentalmente, per ora andiamo forte perché siamo entusiasti ma arriveranno i momenti bui e lì dovremo dimostrare la nostra forza. Certo, è da valutare l'impatto che Kemba avrà sulla squadra.
RispondiElimina@Bisy: sicuramente, quando sarà necessario, "palla a Russell". Il fatto è che è una soluzione che, se sfruttata continuativamente, alla lunga non paga. Per competere ad alti livelli ci vuole un attacco strutturato ed affidabile ed una difesa solida. Sulla difesa già ci siamo (dobbiamo solo limare qualcosa), sull'attacco stiamo lavorando...
E fai bene , per fare un ulteriore salto di qualità devi poter contare sul tuo gioco di squadra , chiaro che se riuscirai a sfruttare Russell in "esecuzione " meglio ancora , altrimenti lui , come ben sai , saprà meritarsi della libertà da solista . Io credo ti serva qualche più che affidabile tiratore da TRE , magari anche solo uno specialista , ma credo proprio sia fondamentale .
EliminaI Bobcats sono molto cambiati rispetto all'anno scorso, sono arrivati ben tre giocatori in quintetto (Westbrook, Kawhi Leonard e Pekovic) e tre in panchina (Fisher, Fredette, Myers Leonard) dunque è normale la sensazione di instabilità. Si può dire che la squadra è stata rivoluzionata.
RispondiEliminaLa questione chiave di questa squadra, secondo me, è l'affiatamento. I giocatori sono tanti e temo che qualcuno, a lungo andare, possa manifestare insofferenza di minutaggio. Mi riferisco soprattutto a quei giocatori che l'anno scorso partivano in quintetto (mi pare Mullens e Biyombo?) e quest'anno no.