La sirena che per noi indica la fine della stagione, intesa non come regular season ma campionato 2013-2014, suona inesorabile a San Antonio e decreta la nostra sconfitta numero 8 nelle tremende 10 partite finali. Ribadisco e ripeto, 2 vittorie contro 8 sconfitte, non credo di aver mai fatto un bottino così misero. Sicuramente le attenuanti ci sono, tra infortuni, motivazioni, problemi strutturali e livello medio potremmo attingere a piene mani, ma poiché si dice che "un vincente trova sempre la strada mentre un perdente trova sempre una scusa" non ho alcuna intenzione di nascondermi dietro un dito. A questo punto, è abbastanza evidente che il mio compito, per quanto breve, non ha portato i frutti sperati; ma piangersi addosso è del tutto inutile e da questo pessimo finale sono sicuro che troveremo ulteriori motivazioni per il prossimo anno (che, sia chiaro, non potrà per nessuna ragione al mondo essere una "replica" di questo).
Le mie certezze sono fondate comunque da quanto ho visto in questo lasso di tempo. In "striscia aperta di sconfitte", ci facciamo schiantare anche dai Clippers di un indigesto (per la nostra difesa) Crawford in un derby che abbiamo la dignità di giocare e di far sudare ai velieri. La differenza tecnica è abissale tra le due squadre, ma noi ci mettiamo il cuore e costringiamo Doc Rivers a lasciare in campo i migliori fino alla fine, perdendo solo 94-105. Un giorno di riposo e il grande ex Howard sbarca allo Staples con i suoi Rockets per saccheggiarlo nuovamente. Anche qua, non è che non lottiamo, è che proprio siamo più scarsi ed anche che, arrivati ad un certo punto, le motivazioni di una squadra che è in corsa per un posto ai playoff ci sopraffanno. Attendiamo sempre due giorni prima di ospitare i Warriors allo Staples. Altro giro, altro regalo, anche se in questo caso me l'aspettavo: come voi ben sapete, se c'è una squadra che posso catalogare come mia bestia nera questa è sicuramente Golden State.
Presi a schiaffi un po' da tutti ed in piena bufera di critiche, mettiamo a segno una sorprendente vittoria contro Memphis, in quella che è l'ultima partita allo Staples della stagione. Congedo effimero se si pensa che poi perdiamo inesorabilmente le due gare rimanenti, contro i Jazz e i già citati Spurs, con il risultato di ottenere un poco onorevole quartultimo posto.
Passo dunque, dopo svariati 2k-anni in parecchi 2k-world, per la prima volta la post-season sul divano di casa ed ammiro i Warriors raggiungere il tetto del mondo con un sonoro 4-0 contro i Pacers.
Il primo 2k-anno in questo SIM14-World è già finito, ora c'è la lottery, il draft ed un'estate fondamentale per il futuro della franchigia. Si stupisce qualcuno se dico che il futuro si decide adesso?
ecco l'articolo che fa per te
RispondiEliminahttp://bleacherreport.com/articles/1937234-why-the-los-angeles-lakers-are-only-three-years-from-another-nba-title
Sarebbe stato impossibile ed irreale arrivare ai playoff con questi Lakers e con D'Antoni nello staff. E la ricostruzione deve partire proprio da qui, dalla cacciata di D'Antoni e, se i soldi lo permettono, non lasciar niente di intentato neanche per il vice: se c'è la possibilità di prendere un vice meglio di Dan D'Antoni, anche li bisogna intervenire.
RispondiEliminaAltro tassello, la conferma multiyear del preparatore atletico. Queste, per me, sono le basi imprescindibili, le fondamenta per costruire qualcosa di duraturo che possa pensare in alto.
Poi la scelta dei giocatori viene dopo e lì dipende da chi si dichiara free agent (se si dichiara, Loul Deng per me è da prendere netto!), dal Draft e soprattutto dall'idea di squadra che si ha in mente e dalla tipologia di gioco che si fa.
Ma prima le fondamenta: e il cemento armato è F I R E D'A N T O N I
@answer: per me quelle sono solo chiacchiere. Bisogna prima avere una struttura societaria e di squadra di alto livello e questi Lakers non ce l'hanno. Siamo distanti anni luce dalla parola "titolo".
RispondiElimina@Barba: Quando ho preso la squadra, eravamo già matematicamente fuori dai playoff, ma ciò non giustifica tutte queste sconfitte.
Quello che è fatto è ormai fatto però, ora devo dare un'impronta importante alla squadra. Lo staff al 99% sarà rivoluzionato, poi toccherà al roster. L'avventura vera inizia adesso!
Era normale, prevedibile. L'importante è aver sempre tirato fuori l'orgoglio che deve contraddistinguere questi Lakers (a differenza di quelli reali). Il futuro si decide adesso, sì, off-season decisamente clutch. E se puoi, concordo col barba, prendi Luol!
RispondiEliminaAhhh finalmente!!! Ora seguiamo Coach Alp...
RispondiEliminaSara' rivoluzione o no?? Non so proprio cosa aspettarmi ...sono davvero curioso !!!