venerdì 16 maggio 2014

SIM14-Regular Season 2014-15: La tempesta prima della quiete

Febbraio è il mese dell'All Star Weekend, ovvero della kermesse dell'NBA per eccellenza che rappresenta un po' il giro di boa della stagione regolare, ma anche la scusa per tirare un po' il fiato. Prima del weekend delle stelle però ci sono cinque partite da giocare che determineranno parecchio il nostro modo di affrontare la pausa: un cammino positivo ci potrebbe permettere di rallentare un po' in vista dei playoff, troppi passi falsi possono invece compromettere il percorso di avvicinamento alla post-season.
Di ritorno da Salt Lake City, ospitiamo i Bobcats allo Staples. Inutile dire che rivedere certe facce fa un certo effetto, ma era un 2k-mondo fa e non c'è spazio per i sentimentalismi in questo mestiere. I Bobcats però non sono venuti a L.A. per fare una gita di piacere e ci mettono parecchio in difficoltà, specialmente con un Al Jefferson dominante sotto le plance. Charlotte è davanti in apertura di ultimo quarto, poi però si accende qualcosa nel duo Kobe-Cameron e la partita cambia: rimontiamo, impattiamo ed usciamo infine di prepotenza, portando a casa una bella W. C'è un solo giorno di riposo e poi ospitiamo i derelitti Bucks, in quella che dovrebbe essere una partita dall'esito scontato. Così sembra per i primi due quarti, nei quali giochiamo bene e dimostriamo di essere in crescita; poi però a metà partita incontriamo "lo specchio" e stacchiamo completamente: la rimonta dei Bucks è tanto inattesa e casuale quanto inarrestabile ed in un finale tiratissimo Mayo segna i canestri pesanti mentre noi, persa la concentrazione, prendiamo a pallonate il ferro. Milwaukee quindi corsara in casa nostra e occasione persa da mangiarsi le mani per noi.
Abbiamo un giorno per fare le valigie e presentarci a Sacramento per una sfida testa-coda della combattutissima Pacific Division. I Kings hanno voglia di farci lo sgambetto, ma qualitativamente sono messi peggio dei Bucks ed il solo Gay può semplicemente allungare il brodo, ma velleità di vittoria i "cugini di secondo grado" non ne hanno. Non è una vittoria semplice comunque perché noi attualmente siamo "brutti" e macchinosi, ma è una vittoria importante perché ci permette di braccare la testa della Western Conference (o meglio la testa della classifica degli umani, visto che i Rockets stanno facendo un campionato da marziani) soprattutto in vista della doppia sfida allo Staples contro Knicks e Heat. Contro Melo&Co. la partita che viene fuori è una specie di lotta tra cani di rara violenza. Le due squadre si picchiano letteralmente, volano botte da orbi e la partita riesce a coinvolgere emotivamente nonostante non sia tecnicamente bellissima. Melo e JR sono inarrestabili, ma le risposte di Cameron e Kobe non si fanno attendere ed allora serve qualcuno che spezzi l'equilibrio: è Mason Plumlee, re degli intangibles per i miei Laker a fare la voce grossa nel finale con un paio di giocate fondamentali, a completare l'opera ci penserà poi la premiata ditta "Kobe-Cameron" e riusciremo a portare a casa una bella vittoria. Abbiamo un giorno di riposo prima di affrontare i temibilissimi Heat. Se contro i Knicks erano stati i "gomiti larghi" a farla da padrone, contro Miami invece sono i "polmoni": i ritmi sono elevatissimi, le stelle si scambiano spesso e volentieri dei convenevoli ma la partita non riesce ad uscire dai binari di un equilibrio che sembra essere stabilito dagli Dei del Basket. Nel quarto periodo poi D-Wade si fa male, noi piazziamo un mini-allungo che sembra essere decisivo ma LBJ ricuce e si arriva al finale in volata: due leggerezze difensive regalano ad Allen due triple piedi per terra che non sbaglierebbe neanche bendato, perdiamo il senno e deragliamo definitivamente lasciando quindi a Miami l'ebrezza della vittoria!
Direi che, tranne la sconfitta femminile contro Milwaukee, la squadra sta ritrovando lo smalto un po' perduto. Ora ci sono le vacanze meritate e poi la corsa ai playoff entrerà nel vivo: ci faremo trovare pronti!

8 commenti:

  1. Dal post precedente @Bisy: Non è che non sono soddisfatto, è che abbiamo fatto un po' un passo indietro. Siamo contratti, siamo un po' calati a livello di intensità, siamo meno spontanei. Il fatto è che prima non avevamo velleità di successo, ora invece ci aspettiamo tanto anche da noi stessi: dobbiamo abituarci a questo nuovo status e torneremo a fare bene.

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  2. In una 82 games season ci stanno questi svalvolamenti come contro Milwaukee. In una 29 games season che potrebbe valere una giusta causa di licenziamento perchè comprometterebbe la classifica, ma qui di spazio per rimediare c'è. Credo che la premiata ditta Kobe-Cameron sta diventando una cosa sola: #KOBERON

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  3. Brutta la sconfitta con i Bucks, ma è una di quelle partite che in regular "possono accadere". Se si comincia a correre contro gli Heat purtroppo è finita, io lo so bene, e la L è giustificata dal cosidetto "appiattimento di metà stagione", quando le forze spese si cominciano a sentire e ci si sente ancora troppo lontani dal rush finale. Ora buon ASG e dare tutto nell'ultima serie di gare!

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  4. Mi sono letto tutto d'un fiato le ultime storie dei tuoi nuovi Lakers (come farò con tutti gli altri a poco a poco, manco da un mesetto nei vostri blog). Pare che dopo un periodo di magra ti sei assestato su buoni standard. C'è da dire che però se la squadra comincia a giocare con il pensiero "vada come vada, tanto c'è Kobe che la porta a casa", bisogna intervenire immediatamente. Kobe è indubbiamente la superstar, ma tutti devono mettere il proprio mattone e farsi trovare pronti in ogni momento, così come mostrato da Cameron, che per quanto giovane sembra già pronto a spaccare gli equilibri della lega.

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    1. Anche perché Kobe ha i suoi 37/38 ormai ed è impensabile che sia sempre lui a tirare via le castagne dal fuoco.

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  5. @Barba: si, sicuramente sono sconfitte che possono capitare, specialmente in un momento di stallo (strano per una mia squadra, solitamente "riposiamo" a marzo). Si si, Cameron e Kobe viaggiano benissimo assieme e sono chiaramente gli artefici di questi sorprendenti Lakers, ma tutta la squadra sta giocando ad un livello più alto di quello che mi sarei aspettato.

    @Gensi: beh, sai, anche noi siamo una squadra "da corsa", ma con una corsa e con un attacco a metà campo diversi rispetto a quelli degli Heat: loro giocano proprio senza un centro vero, mentre io il centro vero ce l'ho sempre in campo. Il problema non è stata la corsa, il problema è stata una difesa disattenta negli ultimi possessi. Ci hanno battuto con la testa, ed è inevitabile visto che siamo una squadra "giovanissima".

    @Charlie: Il fatto è che, oltre a Cameron, nessuno parla lo stesso lessico cestistico di Bryant. Dunque, inevitabilmente, abbiamo due punte da cui "dipendiamo" offensivamente, nel senso che sono loro che creano il gioco e fanno gli assist e i canestri, a livello tecnico. Tuttavia mentalmente gli altri sono sempre sul pezzo, anche perché senza una terza punta di alto livello è fondamentale trovare molte piccole punte di riserva che portano il loro mattoncino!

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  6. @Alp dal precedente post , ma io proprio questo intendevo, nel senso che dovrai abituarti alle vertigini perche' per me rimarrai lissu' fino alla fine , e giustamente per questo anche tu pretendi di piu' , ma prestazioni a parte tu sei ancora li'.....
    Torno ad oggi ma non cambio parere , anzi....Lasciamo stare i playoff che tutti ormai sappiamo essere un altro mondo , ma nella regular tu sei da primi 3 posti secondo me....poi vediamo nel prosieguo come ,appunto, si ambienteranno o meno a queste altitudini.....
    tanto si sa che tu chiedi sempre il massimo , e fai bene....

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  7. sti Lakers mi piacciono un casino e con Cameron mi sembrano anche abbastanza una proiezione possibile nel futuro del real world... con un altro nome ma sempre un PG rivoluzionario....
    come me cerchi questi playoffs e so bene che ad ovest è un delirio!

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