sabato 26 luglio 2014

SIM14-Regular Season 2015-16: Le promesse non mantenute... o si?

Proclami, annunci, dominio già scritto, titolo già in tasca... Ecco cosa si diceva a Lakerslandia dopo gli aggiustamenti delle rotazioni avvenuti appena una 2k-week fa e deflagrati prepotentemente contro Miami. Ma dopo la doppia sconfitta che ci infligge Portland, in back to back, prima a domicilio e poi al Rose Garden (o come diavolo si chiama ora), queste frasi lasciano spazio agli interrogativi. Sono veramente "da corsa" questi Lakers? I dubbi sono legittimi, una squadra che dichiara di aver trovato la quadratura del cerchio non si può permettere una doppia batosta contro la stessa squadra, peraltro dichiaratamente più debole, come quella che ci siamo presi nella doppia sfida contro i Blazers.
Con questi dubbi che ci attanagliano passiamo un paio di giorni in palestra, prima della seconda doppia sfida della 2k-week, questa volta in terra texana: back to back, Spurs e Rockets. Gli Spurs sono meno corazzata della scorsa 2k-stagione, hanno perso Ginobili (ritirato), Diaw e Leonard, ma hanno sempre Ariza e Deng nel motore, oltre al redivivo Okafor, e dunque sono una squadra difficilissima. Ma quando vede neroargento, Cameron si scatena: prima si concede il lusso di giocare da facilitatore, poi cancella Parker dalla partita ed infine, nei momenti decisivi, fa le giocate che valgono il 113-102 finale che significano vittoria scaccia-crisi. La prova del nove la dobbiamo però passare la sera dopo, visto che Houston lo scorso 2k-anno era andata prima ad ovest e dunque siamo consapevoli di affrontare una squadra di tutto rispetto che per ora sta un po' stentando. Ancora Cameron però gioca una partita straordinaria, 27+9+9, e pure questo esame è passato. Allora non era crisi, allora erano stati due scivoloni o due serate storte quelle contro i Blazers e non c'era bisogno d'allarmarsi...
Lo dobbiamo testare contro Boston, di nuovo allo Staples, in quella che è la sfida più importante della regular season. Inutile girarci attorno, i Celtics sono alla ricerca di loro stessi in piena fase di rebuilding, per una strana analogia con il real-world hanno draftato Smart, hanno scambiato Rondo con Boozer, hanno Leonard nel motore ma non sono una squadra temibile. Almeno non per noi, che ci concediamo il lusso di giocare al gatto col topo per tutto il match, con Bryant che piazza le zampate decisive in una partita emotivamente interessante ma non certo vibrante per contenuti. Poco male, per far restare tutti incollati ai teleschermi ci pensa il derby di L.A. che ci aspetta dopo tre giorni di riposo nello Staples "vestito povero". CP3 vs Cameron è ovviamente il titolo di copertina, Kobe Bryant che fa 31 punti è invece il contenuto di una sfida intensa e giocata sul filo del rasoio da entrambe le squadre, decisa a nostro favore solo nel finale grazie ad alcune giocate di pura concentrazione. 
Fanno 7 vittorie nelle ultime 10; striscia aperta di quattro vittorie in quattro sfide che, per motivi diversi, erano piuttosto delicate; primo posto ad ovest raggiunto e sfida lanciata ai Pacers per la testa assoluta della classifica. Questa volta, siamo costretti a crederci...

2 commenti:

  1. 7 nelle ultime 10 è striscia importante, ma io mi focalizzerei su quelle due sconfitte con Portland. Evidentemente lì c'è qualcosa di non digeribile: da non sottovalutare nel caso ci fosse un'accoppiamento con i Blazers nei playoff.
    Ma qui si parla anche d'altro, ovvero di una squadra che può addirittura arrivare prima in classifica (con Cameron Mvp stagionale) e dunque avere tutti i vantaggi dei playoff in casa, a parte forse la Finale per il solito 2K-bug. Ecco, proprio per questo forse converrebbe arrivare secondi!

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  2. Beh, mi sarei preoccupato di più se fossimo andati a fasi alterne, invece dopo la doppia sconfitta di Portland, non abbiamo più fatto prigionieri. Potrebbero essere la nostra "bestia nera", ma in quel caso non potrei farci niente, solo incrociare le dita e sperare di non incontrarli.
    Ecco, la parolina magica "MVP" non la volevo dire, ma se c'è un modo per descrivere Cameron attualmente è esattamente quella la parola. Siamo ai livelli di un Rose 2011 o del 2k-Westbrook della mia scorsa avventura per impatto sulle gare e livello di gioco (anche se è qualitativamente un passo indietro rispetto a quei due esempi). Sulla classifica glisso invece, ben consapevole che la guarderò ma non ci starò attento: arriveremo dove arriveremo, sappiamo bene che la palla non mente!

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