venerdì 19 ottobre 2012

2k13-Regular Season 2012-2013: Percorso netto.

Non stiamo a girarci intorno, tanto il titolo rivela a sufficienza il contenuto di questo post. Questi Lakers sono inarrestabili: 6-0 di record, quinto e settimo marcatore (rispettivamente Howard e Kobe) della lega,  miglior Big Man passatore con quasi 7 assist a partita e dunque quasi tripla doppia di media (Gasol viaggia a 13 punti, 9 rimbalzi e appunto 7 assist) e, in generale, miglior attacco, miglior difesa e squadra con più assist. L'NBA trema di fronte a noi, anche perché Heat e Thunder faticano (4-3 il record dei primi, 3-3 quello dei secondi) e noi stiamo asfaltando chiunque si pari davanti a noi.
Certo, se le sfide della prima 2k13-week erano sfide di buon livello ma non certo partite di cartello, in questa seconda 2k13-week il livello delle nostre avversarie è addirittura un po' più basso. La settimana si apre con la sfida contro i Pistons, rivale storica attualmente caduta in disgrazia ed alla ricerca della ricostruzione. La sfida è interessante anche per vedere all'opera la coppia Monroe-Drummond, additata come una delle coppie di lunghi più talentuosa della lega e potenzialmente dominante. Ma a dominare è un altro lungo, Dwight Howard, che per la prima volta va sotto i 20 punti ma recupera 16 rimbalzi siglando comunque la doppia doppia. Dopo la scoppola rifilata ai Pistons, si va a Salt Lake City contro i Jazz, considerati da molti come la possibile sorpresa ad Ovest. Dopo aver avuto per metà partita Artest come miglior marcatore e dopo aver concesso una caterva di rimbalzi in attacco ai padroni di casa, Kobe decide di averne viste abbastanza e con un quarto periodo da Black Mamba chiude la pratica. Howard si prende comunque l'MVP con la solita doppia doppia, ma questa volta la sua prestazione è solo numericamente valida. Chiudiamo la settimana contro i Warriors allo Staples. Personalmente, ho sempre sofferto Golden State, specialmente nella versione Curry+Ellis, ma con l'addio del "buon" Monta mi sono diventati molto meno indigesti. Ancora una volta Kobe grande protagonista, anche se la palma del migliore in campo spetta obbligatoriamente al principe catalano, tornato punto di riferimento offensivo per una sera e autore di una prestazione da 23 punti e 12 rimbalzi.
I problemi che si erano palesati per l'opening week purtroppo non sono tuttavia magicamente spariti: la panca produce solo con Jamison e troppo spesso ci affidiamo alle doti dei campioni per sopperire ad un gioco che ancora stenta a decollare. Tuttavia, specialmente a livello difensivo, la squadra sta iniziando il suo processo di amalgama e non posso negare che qualche piccolo miglioramento si è visto su entrambi i lati del campo. La strada è ancora lunga ma noi intanto facciamo scorta di vittorie, che male comunque non fa!

8 commenti:

  1. Ottimo Alp.
    come detto,in questo momento l'importante è incamerare vittorie,c'è tempo per lavorare sul gioco..inoltre vincere aiuta a vincere,quindi inizio assolutamente positivo

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  2. Due mondi paralleli diametralmente opposti!
    I tuoi Lakers stanno letteralmente dominando la Lega, con 6 vittorie su 6, quinto e settimo marcatore, miglior attacco, miglior difesa e prima anche negli assist!
    I miei sono già a quattro sconfitte su tredici (moltissime in una parte di calendario così facile!) e giocano praticamente in due (Bryant e Howard), anche se da me si svetta nelle varie classifiche (primi nei punti segnati, nei rimbalzi, nella percentuale di tiro e nel rapporto assist/palle perse).
    La differenza la sta facendo la difesa, i miei Lakers prendono infilate da tutte le parti, i tuoi invece sembrano già innalzare le mura di Minas Tirith!

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  3. Inizio positivo e, soprattutto, difesa subito di alto livello. Ma la cosa più importante è che penso di aver trovato quasi subito la quadra con le rotazioni e, per come gioco io, sto facendo la differenza proprio grazie a questa intuizione. Se Kobe nel primo quarto sa che si prenderà solo un tiro "premeditato", si può spremere in difesa; se a Nash affianco a lungo tempo tre tiratori ed Howard, riesco a sfruttare al meglio le sue caratteristiche; se almeno uno tra Howard e Gasol è sempre in campo, ho sempre un big man dominante sotto canestro. Il "gioco delle coppie" è fondamentale con questa squadra.

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    1. Le differenze stanno proprio qui. Da sempre io dò moltissimo spazio alla panchina, in blocco, per farla crescere di livello sul campo e questo lo pago sempre nella prima parte di stagione (se non in tutta la prima stagione) dove arrivano sconfitte evitabili: c'è il quintetto base che sta in campo per tutto il primo quarto, per i primi 7-8 minuti del terzo quarto e negli ultimi 7-8 minuti dell'ultimo quarto. C'è la panchina che sta in campo per tutto il secondo quarto, e in 5-6 minuti a cavallo tra il terzo e il quarto quarto.
      Ma più vanno avanti gli Universi, più i panchinari tendono a non reggere più il confronto contro quintetti avversari misti (panchinari-titolari) - per non parlare di quintetti tutti titolari - e dunque l'andare "all-in" con le seconde linee è sempre più difficile, anche se poi nel corso dell'Asso (soprattutto dal secondo anno) ti ritrovi una panchina potenziata. E' uno dei motivi per il quale non ho quasi mai vinto un anello nella prima stagione di una Asso.

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  4. La diversa gestione della panchina è evidentemente frutto del diverso modo che abbiamo nel gestire la squadra e l'attacco. Tu sei molto più democratico, vai in attacco e provi a liberare qualcuno, ma non premediti niente: sei molto più imprevedibile. Io invece sono molto più metodico e cerco di acquisire routine che diventano imprescindibili. Prima di mettere il pallone in gioco so già che chiamerò uno schema per provare a mettere qualcuno nella condizione di tirare: che poi si verifichi o meno, che ci siano variazioni sullo sviluppo dell'azione, è un discorso secondario. Come ho scritto prima, io so già che per Bryant nel primo quarto chiamerò una sola azione; il mio inizio di partita è sempre uguale con due chiamate consecutive di isolamento in post basso per Gasol; l'inizio di secondo quarto lo gioco cercando di far andare Kobe in Mamba-Mode, cerco di evitare di avere contemporaneamente Kobe e Nash seduti e lo stesso vale per Pau ed Howard (inoltre con Nash in campo evito di far stare seduto Howard a causa della sua capacità di riempire l'area). Per me la panchina ha un ruolo di completamento dei titolari, per te invece ha un ruolo complementare.
    Ovviamente, non c'è un modo giusto o sbagliato di fare le cose ed infatti la 2k-storia da ragione entrambi!

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  5. Entrambi (e mi ci metto pure io) sfruttate parecchio la panchina, peró con modalitá diverse. Nel caso specifico dei Lakers, tendo a prevalere per la posizione di Alp, visto che in questo roster è molto importante il gioco delle coppie. Inoltre la panchina dei Lakers, eccetto Jamison, è veramente poca cosa, soprattutto offensivamente. Secondo me si dovrebbero alternare le coppie Kobe-Gasol e Nash-Howard, in modo da avere sempre un uomo dominante sotto canestro e un esterno di assoluto livello, cosí da avere sempre almeno due opzioni offensive.
    Grande inizio comunque Alp!

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  6. @Alp

    Esattamente. Io, sempre tenendo il Triangolo di fondo, "seguo il flusso dell'azione" alla ricerca del tiro migliore possibile, seguendo la legge de "un passaggio indebolisce la difesa" cercando il tiro wide-open, ad alta percentuale.
    E' un retaggio di Nba Live 99, quando mi misi a capo dei Bulls del post Jordan (Toni Kukoc, Cory Carr, Benoit Benjamin, Bill Wennington, Randy Brown, Dickey Simpkins, Kornel David, Rusty LaRue...). "Con questi qui - mi dissi - l'unico modo per far canestro è farli tirare completamente smarcati." Così feci. Passing game continuo e solo chi era libero aveva licenza di colpire, indistintamente tra chi fosse il giocatore. Finìì per vincere il titolo Nba in garasette a Los Angeles contro i Lakers di Kobe e Shaq!
    Se spesso capita che Kobe me ne fa 15 nel primo quarto è dunque solo per il fatto che si trova sempre al punto giusto nel momento giusto. Al contrario, proprio per questo motivo, mi risulta più difficile innescare Gasol.

    La distribuzione socialdemocratica dei minutaggi tra titolari e panchinari, invece, l'ho presa dagli Albany Patroons degli anni '80. Il loro allenatore, un certo Phil Jackson, pretendeva che tutti i giocatori avessero stesso minutaggio e stesso salario. Ovviamente nella Nba non è possibile fare ciò, ma se da me i titolari non giocano mai più di 30 minuti a partita e i panchinari non giocano mai meno di 10, deriva da lì.

    @Browns

    Ho sempre sostenuto che la panchina ti fa penera all'inizio, ma poi ti ripaga nei momenti più inaspettati. Sono alla ventottesima stagione complessiva nell'Universo 2K e questa cosa mi è capitata tantissime volte: la stessa panchina che mandavo avvaffancuore nella prima parte di stagione, poi mi ha spesso e volentieri tirato fuori le castagne dal fuoco in gare chiave dei playoff. La mia finale più clamorosa, nel Primo Universo, alla quinta stagione (2012-13) contro i Cleveland Cavaliers del Brone e Ray Allen, fu decisa in garasette (a Cleveland) proprio da due miei panchinari. (Farmar e Walton).

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