domenica 9 giugno 2013

2k13-Regular Season 2013-2014: Il ritorno

Lo speaker della TWC Arena lo accoglie con il suo classico: "...starting at guard, from Connecticut, number 15: KEMBAAA WAAALKEEER!" e giù applausi scroscianti del pubblico. È nuovamente disponibile Kemba Walker e la mia decisione è di farlo partire subito in quintetto. L'idea è chiara, la nostra stagione inizia adesso e dunque si deve lavorare per trovare la giusta alchimia e i giusti automatismi per poter fare qualcosa di importante. Le aspettative hanno iniziato ad alzarsi, la pressione inizia a farsi sentire ma, come dice Robert Horry, "la pressione può spaccare i tubi o far nascere un diamante, dipende dall'uso che se ne fa".
L'esordio stagionale del nostro numero 15 è però alquanto sfortunato. Siamo in casa, contro Houston, e subiamo una pesante sconfitta. Pesante nel morale della squadra a causa del punteggio, nel morale del singolo Kemba che tira 3 su 15 e nelle dinamiche, perché si infortuna ad un dito Gerald Henderson e quindi avremo il nostro sesto uomo per circa 4 settimane a mezzo servizio. È una sconfitta in realtà che ci può stare, Houston è una squadra ostica ed il loro modo di giocare, parecchio perimetrale, mi ha sempre messo in difficoltà. Niente paura, ci rifaremo alla prossima! Ma quando mai! Ospitiamo i Warriors e subiamo la seconda sconfitta consecutiva, sempre per mano di una squadra che apre il campo e che tira una quantità spropositata di tiri da tre. Le due partite sono speculari, noi ancora non riusciamo a trovare la giusta strada da percorrere e nel frattempo la nostra difesa fisica va in difficoltà contro batterie di tiratori folli che, tra l'altro, trovano serate al tiro clamorose sempre contro di noi. Non ci sto, mi faccio sentire negli spogliatoi, così non andiamo da nessuna parte! Messaggio ricevuto sembra, perché contro i Clippers, ritornati "anonimi" dopo l'addio di CP3, giochiamo un gran primo tempo e facciamo subito il vuoto. Ma, con un secondo tempo scandaloso in attacco, ci facciamo riprendere da quelli che attualmente ritengo cugini di secondo grado. Si arriva al finale punto a punto e a fare la differenza ci pensa "Agent 7": ultimo minuto sontuoso da 6 punti, condito da buzzer beater sulla sirena per la vittoria, che fa morale e classifica. Non abbiamo il tempo di vedere cosa è andato giusto e cosa sia andato male che siamo in back to back ad Atlanta. La partita è subito tiratissima, loro hanno un reparto lunghi che ci mette in difficoltà e poi sentiamo un po' la stanchezza. Ma non molliamo, la partita è bellissima, rocambolesca e ricca di colpi di scena. È un peccato infatti che la perdiamo, ma Westbrook questa volta manda sul ferro il buzzer beater del pareggio.
Siamo 1-3 dal ritorno di Walker, che tira dal campo con il 35% ed è in calo in tutte le statistiche rispetto all'anno scorso. A rendere le cose più semplici, ospitiamo gli Heat, in cerca disperata di vittorie e di identità a causa dell'assenza di LBJ che li ha fatti sprofondare al nono posto in classifica. È una partita importante, lo capiamo e la giochiamo di conseguenza. Concentrati e decisi in attacco, presenti e aggressivi in difesa, mettiamo in difficoltà sin da subito gli ospiti. Kemba continua a litigare con il ferro ma farà siglare 14 assist, Pekovic domina sotto le plance e gli Heat sprofondano nonostante le grandi prestazioni di Bosh e Wade. Era quello che ci voleva! La partita contro gli Heat è l'ultima prima di un mini tour ad ovest. Apriamo con Phoenix e Walker finalmente si slbocca offensivamente giocando una gara da 25+9. In generale, è una partita giocata bene, con entusiasmo e voglia di fare bene, proprio come quanto visto contro Miami. Dopo la vittoria in Arizona, si va in back to back allo Staples ricco, ospiti dei Lakers. Non c'è più Artest, Nash si è ritirato, Kobe e Gasol invecchiano, la guida tecnica è assegnata a Mike D'Antoni. Insomma, la situazione non è delle migliori per i gialloviola, ma la loro regale superiorità la si assapora comunque. Kobe è il solito satanasso, Howard è invalicabile per Pekovic e dunque ci facciamo trascinare in una gara ricca di trappole. Westbrook poi è un po' contratto nella sua città ma, dopo essere stati anche sul -18, diamo vita ad una grande rimonta che ci porterà sul 90 pari, grazie ad una tripla di Kemba, con 8 secondi sul cronometro e possesso Lakers. Sappiamo tutti cosa vogliono i gialloviola, palla a Kobe e ci pensa lui, e allora dirottiamo Leonard sulle piste del Mamba. Il 24 riceve, palleggia e aspetta, guarda negli occhi Kawhi, osserva il cronometro -4, -3, -2, si alza dal palleggio, Leonard è attaccato a lui e salta con Bryant ma è tutto inutile: la sirena suona con la palla ancora in volo, ma lo Staples già esulta, Kobe sorride compiaciuto e Lonard è a terra, fulminato dal morso del Mamba. Vittoria Lakers e a noi non ci resta che applaudire una delle tante magie di Kobe Bryant. Non ci vogliamo perdere d'animo, ma siamo ospiti alla Oracle Arena: campo difficile contro una squadra a noi indigesta mentre siamo "alla ricerca di noi stessi". L'esito non può essere che uno solo, sconfitta con 118 punti concessi e le critiche che iniziano a piovere come le triple di Curry, Thompson e compagnia.
Dal ritorno di Walker il nostro record è 3-5, non certamente il record di una squadra che vuole competere. Stiamo migliorando però, stiamo ritrovando l'amalgama ed il morale è comunque abbastanza alto. Sì, perché nonostante "l'andamento lento", siamo secondi ad est, ad una gara di distanza dai 76ers in quella che è diventata una "corsa al ribasso": Heat, Celtics, Nets e Hawks sono attualmente (ed incredibilmente) sotto l'ottavo posto e virtualmente fuori dai playoff!

4 commenti:

  1. Ahi Ahi, cinque sconfitte su otto partite dal ritorno di Walker sono un chiaro segno di riassestamento della squadra, come del resto avevi preventivato e temevi.
    La barra comunque va subito raddizzata per non creare insicurezze all'interno della squadra, soprattutto in attacco, perchè poi queste si riflettono in difesa. Attenzione però agli Heat, quando tornerà LBJ faranno un filotto di vittorie che presto saranno in alto. E anche gli stessi Celtics in questo 2K13 spesso fanno "gironi di andata" al ribasso, per poi fare una furente rimonta nella seconda parte.

    Kemba Walker comunque l'ho rivalutato dopo averlo affrontato nelle Finals. Non ci avevo mai fatto troppo caso a lui, me lo ricordavo molto più basso e molto più John Wall. E invece è più alto, fisicamente, un po' ingobbito, assomiglia a Leandrinho Barbosa. Insomma, ci ho visto il fisico per reggere da guardia titolare di una futura squadra campione!

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  2. Niente di troppo preoccupante, l'innesto appena cominciato di Kemba e l'infortunio al Sesto uomo(non ad un comprimario), ti lasciano tutte le attenuanti, certo una cosa su tutte si nota fin troppo, chiudendo sempre e con gran costanza l'area , come hai sempre ripetuto , lasci e soffri oltremodo i tiratori, e qui in NBA tendiamo a trovarne parecchi, adesso ci sta perche' hai trovato i CLAMOROSI, come Harden e Parsons , come Curry e Thompson , pero' in questo postaccio potresti trovare tiratori di striscia che in una serie di play off possono aprirti in due in pochi attimi, dovrai sicuramente lavorare su questo aspqtto difensivo secondo me se ' da li' che vuoi basare le tue certezze ...chiaro che l'inserimento offensivo di kemba secondo me sara' meno traumatico...solo un po' di tempo e che Walker si renda conto di non avere piu' a disposizione quella marea di palloni dell'anno precedente...

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  3. @Barba: Sto cercando di trovare la quadra. Il problema è trovare la rotazione giusta, in maniera tale che Westbrook e Kemba giochino solo i finali assieme. Inoltre, devo fare in modo che Kemba si abitui a giocare molto di più off-the-ball. È questione di tempo, ci riusciremo. E quando questo accadrà, per gli altri saranno dolori.

    @Bisy: Come al solito, trovi sempre la chiave giusta di lettura. L'anno scorso, Walker era sostanzialmente il go-to-guy, quindi mi aspettavo parecchio ma lo manovravo senza pressione perché sapevo che, in caso di errore, l'azione dopo si sarebbe rifatto. Ora non ha margine di errore, se stenta un po' poi inevitabilmente mi rivolgo agli altri e lui sta soffrendo un po' questa cosa. A questo si deve aggiungere anche che devo ancora trovare le giuste "coppie" ed ecco che il problema si presenta!
    Sulla difesa: soffro sempre contro le squadre "perimetrali". I Warriors, i Bucks e Houston (da quest'anno) sono le squadre che mi mettono sempre di più in difficoltà, perché io preferisco concedere una tripla in close-out piuttosto che una penetrazione senza aiuto: se poi gli avversari al posto del canestro vedono la vasca da bagno son dolori, ma solitamente nei playoff la palla diventa più grande e pesante ed il canestro si restringe...

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  4. Era normale un periodo di assestamento dopo il ritorno di Walker ma sono fiducioso che riuscirai a farlo convivere con Westbrook.

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