Dopo la vittoria di Miami, si apre un periodo che si prospetta molto favorevole per noi: affrontiamo Kings, Spurs, Hawks e T-Wolves alla Time Warner Cable Arena; ovvero ospitiamo tre squadre con un record abbondantemente sotto il 50% (le prime tre) ed una quarta con un record appena sopra il 50% (T-Wolves appunto). Dovremmo fare incetta di vittorie, passando come delle macchine asfaltatrici sui nostri malcapitati avversari e così è per la sfida contro i Kings, macinati sotto un +24 a fine partita che non ci rende neanche tanta giustizia. Un giorno di riposo e ci aspetta la sfida contro gli Spurs, ma prima arriva la notizia che Fredette ha dolori alla schiena e non sarà disponibile per una manciata di giorni. Poco male, il minutaggio di Jimmer non è altissimo e poi ho preso Fisher proprio per intervenire in queste situazioni. La partita con gli Spurs è per noi una formalità: i neroargento sono in piena fase di transizione, con una squadra che ha si un sistema offensivo oliato ma un talento medio troppo basso per competere. Arriva la W, la terza consecutiva, che ci proietta nuovamente al primo posto in classifica ad est. Dopo due gare abbastanza semplici, ospitiamo gli Atlanta Hawks. Gli Hawks sono la delusione del campionato in quanto, dopo un mercato che ha portato loro un reparto lunghi impressionante, viaggiano nelle zone basse della classifica. Tutto sembra andare bene ma all'inizio del secondo quarto avviene l'evento che potrebbe cambiare la nostra stagione: Agent 7 penetra, va fino in fondo, segna, ma cade male e si contorce a terra; è costretto a uscire e la diagnosi sarà grave distorsione alla caviglia, tradotto tre settimane di stop. Il nostro reparto guardie ora ha solo tre effettivi: Walker, Henderson e Fisher. La partita non è finita e noi subiamo il contraccolpo psicologico, sprofondiamo sul -16 ma riusciamo a rientrare per merito di chi non ti aspetti: Fisher, due rubate e due triple back to back, cambia l'inerzia della nostra partita; ritroviamo voglia, intensità e concentrazione e riusciamo a portare a casa la W.
Dopo la gara, devo però fare mente locale. Come aggiustare la rotazione? La scelta è un classico per il sottoscritto: Fisher in quintetto e Henderson, il 6th man, sempre in uscita dalla panchina per non alterare le rotazioni. Derek tiene il discorso pre-partita contro i T-Wolves, qualcosa di simile a questo, poi si entra in campo ed alla prima penetrazione di Rubio fa un fallo duro, territoriale, di quelli che lanciano un segnale a tutti, compagni di squadra e non. Pendiamo dalle sue labbra, in difesa non tiene più nessuno ed in attacco non è un fattore, ma i compagni giocano letteralmente per lui e io mi accorgo che il vero leader di questa squadra viaggia a meno di 2 punti e 1 assist a partita. Battiamo anche Minnesota e per la prima volta vedo quella voglia di vincere che solo le squadre che ambiscono al bersaglio grosso hanno. Facciamo le valigie ed apriamo un tour di 5 gare in trasferta al Palace of Auburn Hills, contro dei sorprendenti Pistons, terzi in classifica. Siamo impressionanti. JR Smith tira 9 su 13 da tre, Knight e Monroe producono basket a getto continuo, Walker e Pekovic invece lottano con i problemi di falli, ma in questo momento siamo ingestibili per chiunque: il Venerabile Maestro segna il suo unico canestro dal campo con una tripla in un possesso fondamentale (-10 a 9 minuti circa dal termine del quarto periodo) e da lì in poi non ci fermiamo più: il 106 a 91 finale è frutto di voglia, intensità e cuore, difesa massiccia e contropiedi violenti. Il nostro tour prosegue a Houston e non nego di essere un po' preoccupato di affrontare una squadra che ha un gioco che solitamente ci mette in difficoltà. Prima della partita però, Jimmer Fredette mi dice di voler provare a giocare, insomma sarà disponibile ma non al meglio. Houston ci mette sin da subito alle corde, tiene ritmi alti e spara da tre con continuità, ma le loro medie sono ondivaghe mentre noi siamo sempre sul pezzo. Il protagonista è Pekovic, che dopo la difficile gara di Detroit sigla una partita da 26 punti e 13 rimbalzi, ma sono importanti anche le prestazioni di Walker e Kidd-Gilchrist. Insomma, il tema ed il risultato sono sempre i soliti: lottiamo e otteniamo la W, a prescindere dal talento e dagli avversari.
Siamo primi ad est, in striscia di vittorie nonostante l'assenza per infortunio del nostro giocatore migliore e nonostante l'inizio del tour in trasferta. Ma la cosa fondamentale è che questa squadra sta dimostrando di poter compiere imprese importanti e di essere mentalmente solida e pronta per lottare per qualcosa di grosso. Ed il merito di questa crescita mentale è soprattutto di un ragazzino di 39 anni, pieno di coraggio, altruismo e fantasia!
G R A N D I S S I M O ! Il Venerabile Maestro è insostituibile ed è probabile che dopo il ritiro possa anche diventare un grande allenatore, come lo diventerà Brian Shaw, tutti discepoli del Master Zen! La squadra è sulla rampa di lancio, sembrano i Bulls del 1990, ovvero un'anno prima dell'inizio della dinastia.
RispondiEliminaIncredibile l'infortunio durante il gioco, perchè in questo 2K13 non succede mai! Sono alla sesta stagione complessiva (una nel Primo Mondo, quattro nel Secondo Mondo e quella appena iniziata nel Terzo Mondo) e un infortunio sul parquet, sia da parte mia, sia da parte degli avversari, non l'ho ancora visto!
Come proprio nella realtà è riprodotto Fisher!
RispondiEliminaMa al rientro di Fredette lo rispedisci in panca?
Certo che se continui a vincere così anche con Westbrook infortunato.....
azz davvero gia' cosi' pronti??? E senza la "Belva" ...pazzesco...speriamo non sia un po' troppo presto...
RispondiEliminaNon per tirartela, ma gestire tanta attesa e tanto entusiasmo adesso non sara' semplice...
@Barba: occhio che forse sono stati disattivati gli infortuni. Ogni tanto, non capisco perché, si disattivano automaticamente durante l'associazione e vanno riattivati manualmente. Guai durante le gare io ne ho visti abbastanza comunque...
RispondiEliminaIo ritengo sempre che a questa squadra manchi solo l'onta della sconfitta per essere pronta a vincere. Ci manca questo poi, per talento, fisicità e qualità tattica, siamo tra i primi.
@Tall: Io lo dico sempre: il basket, virtuale e non, lo si gioca prima con la testa e poi con le gambe. Fisher non ha il talento dei più grandi né ha un fisico eccezionale, ma ha il carisma e la testa del leader. Per me lui è un Campione, con la C maiuscola, uno di quelli che con la presenza sola influenza i compagni più talentuosi. Al rientro di Fredette non lo spedirò in panca, partirà ancora da titolare. Ma abbasserò il suo minutaggio. D'altronde, gli servono pochi minuti per dare il suo contributo psicologico alla gara.
@Bisy: Si sono verificate le condizioni per cui una squadra potenzialmente tra le prime quattro ora è tra le prime due. Infortuni degli avversari e mercato non all'altezza hanno ridimensionato le altre e quindi ora facciamo la voce grossa ad Est. Comunque, come dicevo nel post precedente, sto cercando di capitalizzare in questo 2k-mese pre-All Star Weekend, sia perché abbiamo un calendario favorevole che perché poi sono solito rallentare...
Exactly. A questa squadra manca da perdere una Finali di COnference in garasette, proprio come i Bulls contro i Pistons nel 1990, o come i tuoi Orlando Magic nel 2K12 contro Miami alla seconda stagione. E' quello il trampolino di lancio!
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