mercoledì 19 giugno 2013

2k13-Regular Season 2013-2014: Tra importanti vittorie e brucianti sconfitte

C'è una caratteristica, di cui non vado molto fiero, che accomuna le 2k-squadre che alleno con la squadra per cui faccio il tifo e, a questo punto, penso che questa caratteristica sia intrinseca nel mio DNA: la capacità di specchiarsi. È incredibile come sia possibile che questa squadra, come tutte le altre che 2k-alleno, sia capace di esaltarsi nelle sfide più ostiche e di perdersi in un bicchier d'acqua quando si dovrebbe mettere solo un po' di attenzione in più.
In striscia aperta di 7 vittorie, ci presentiamo ad Indianapolis per la prima sfida di un periodo ricco di scontri al vertice ad est. Suona male, ma la verità è che nella nostra conference, a causa degli infortuni patiti dai pezzi da novanta, la classifica è cortissima con 9 squadre racchiuse in 2,5 partite e ben 6 con lo stesso record! La partita con i Pacers è molto bella, perché siamo costruiti in modo simile: schierano un'ala piccola (Granger) nello spot di 4 (West è andato ad Atlanta), mettono parecchia intensità difensiva e sono molto aggressivi ed hanno un solo lungo dominante (Hibbert). Noi però in questo momento siamo in ritmo e non è possibile battere "sul suo campo" una squadra in fiducia. La portiamo a casa, non senza qualche patema, suonando così l'ottava sinfonia di vittoria. Dopo una vittoria così, la gara della Time Warner Arena contro i Jazz, in tour ad est, dovrebbe essere una passeggiata. E lo è. Per i Jazz. Mi sembra di rivedere i miei Lakers quando giocano il matinée domenicale: sfilacciati, molli, privi di qualsiasi idea di coralità, svogliati in difesa e poco aggressivi in attacco. Utah ci punisce per bene, ed il 134-108 finale è una splendida fotografia della nostra "voglia matta". Due giorni di riposo ed una trasferta molto importante sono tuttavia un toccasana per le nostre motivazioni: siamo ospiti dei Celtics degli inossidabili Garnett e Pierce ed abbiamo tutte le intenzioni di fare bene. Ma, capita, becchiamo la serata storta al tiro, una di quelle sere in cui non segni neanche da tre metri dal canestro, mentre i padroni di casa vedono una piscina al posto del ferro. Grazie ad un mostruoso Westbrook (36 alla fine per lui) restiamo a contatto, ma se la palla ha deciso di non entrare, evidentemente ci meritiamo di perdere.
Questa seconda sconfitta mi lascia con parecchio amaro in bocca, mi faccio sentire negli spogliatoi anche perché in back to back andiamo a Chicago contro i Bulls. Che partita! Chicago gioca a ritmi forsennati, intensità e voglia di mettere le mani addosso degne di una squadra di playoff, ma noi torniamo in versione Squadra Da Titolo. Westbrook e Rose danno vita ad una sfida incredibile, ma anche si annullano a vicenda, ed allora ci pensa Kemba a fare le giocate decisive ed a portarci alla vittoria-scaccia-crisi. Non abbiamo il tempo di godere della vittoria: un giorno di riposo e poi back to back a Philadelphia e poi a Charlotte per la rivincita contro i Bulls. Arriva una doppia sconfitta, ma "preventivabile" e soprattutto con modalità differenti. Contro i 76ers entriamo in campo un po' molli e sbagliamo soprattutto nell'approccio perché pensiamo un po' troppo alla sfida dell'indomani, spendendo poi tanto per in un inutile loosing effort per cercare di recuperare. Contro i tori, paghiamo invece la stanchezza, quattro partite in cinque giorni, e la fisicità che Chicago mette in campo, oltre ad una poco celata voglia di rivalsa dopo la gara di tre 2k-giorni addietro. Queste due L non sono certo il biglietto da visita migliore con cui presentarsi all'American Airlines Arena di Miami, considerato anche che James è tornato operativo da pochi 2k-giorni. Invece, ribaltiamo ogni pronostico ed asfaltiamo gli Heat in maniera indecente. Giochiamo una partita corale di altissimo livello, troviamo 35 punti dalla panchina, facciamo la differenza nel pitturato e riusciamo a difendere in maniera encomiabile sui tre amigos di cui tanto si parla. Arriva la W, esaltante ed importante come poche perché ci permette di restare ai vertici della Eastern Conference.
Manca un 2k-mese circa all'All Star Weekend ed il nostro bilancio è più che positivo, ma è arrivato il momento di fare il salto di qualità. Staccare il gruppone ora, sarebbe fondamentale per avere una seconda parte di regular season in controllo e per prepararsi senza patemi al gran ballo targato Playoff.

5 commenti:

  1. Bhe sinceramente un pochetto ipercritico , fai bene per carità , però tranne la debacle contro i Jazz mi sembra un cammino eccellente , con sconfitte più che normali per una regular season ...
    Già solo battere a domicilio Heat e Bulls ti conferma e ti candida a quella posizione predominante che stai cercando ...
    Altro che bruciante , Go Bob !!!

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    1. Absolutely concordo con Bisy, troppo ipercritico, anche se ciò serve a tenere sempre altissima l'attenzione. Ma direi che dopo otto vittorie consecutive una pausa contro i Jazz sia da considerarsi fisiologica. In tal senso non vedo pericoli, la squadra viaggia alla grande anche perchè è due anni che sta viaggiando alla grande. E dunque quei 134 punti subiti contro i Jazz sono una 'pausa di rifiato' anche per la scorsa stagione tirata ai milleallora!

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  2. @entrambi: Si, è vero, considerata la stagione da 82 gare, queste sconfitte sono preventivabili. Però queste due 2k-settimane rappresentavano un po' una "prova in itinere" con il professore bravo e simpatico, magari della materia che preferisci, ma che pretende. Se vincerle tutte avrebbe significato 30 e lode, io a questa squadra allora darei 21, massimo 23 (stiamo parlando di queste 2k-week): se perdi contro i Jazz devi andare al 50% in entrambi i back to back e, soprattutto, non perdi contro Boston che è Rondo-dipendente e che massacri fisicamente.
    Si, lo so, magari sono un po' troppo stretto con i voti, ma ci siamo involontariamente infilati in una situazione incredibile, degna di una stagione di 29 partite: dalla seconda alla settima ad est siamo tutti con lo stesso record, questo significa che un passo falso ti fa sprofondare ed una vittoria in più ti proietta in testa. So bene che la situazione tenderà a normalizzarsi, ma so anche che dall'All Star Weekend io sono solito tirare un po' il fiato. Non vorrei beccare un accoppiamento sfortunato solo per un po' di negligenza a tre mesi dai playoff...

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  3. La stagione che si sta trasformando in una 29 season può essere anche un vantaggio in questo momento: se infili 4-5 vittorie consecutive potresti fare un balzo clamoroso!
    La cosa fondamentale a mio avviso cmq è chiudere bene la stagione. Eì l'unico modo per presentarsi ai playoff nella massima forma. Purtroppo non c'è un metodo di allenamento programmabile per raggiungere la forma psico-atletica migliore nei playoff. I miei Lakers 2016 sono arrivati al top del top dei playoff non perchè l'ho programmato a tavolino come magari fanno le real squadre con il preparatore atletico, ma perchè si è chiuso bene la stagione. Dunque ben vengano adesso queste sconfitte, ma non dopo!

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  4. Vero, ma questa squadra ha più da perdere che da guadagnare in una lotta selvaggia per i primi posti. Onestamente, eccezion fatta per Heat e Knicks, che hanno perso rispettivamente Ray Allen e Jason Kidd , non c'erano molte squadre che potevano starci davanti. Pacers, 76ers, Bulls e Celtics non credo ci siano superiori, dunque essere invischiati in una lotta di questo tipo non può che danneggiarci.
    Vero, l'arrivo ai playoff non si può programmare fisicamente, ma la stagione da 82 partite cambia psicologicamente gli scenari. Personalmente, preferisco arrivare ai playoff con una squadra che non è in striscia di vittorie o coinvolta in qualche lotta importante; molto meglio, dal mio punto di vista, arrivare ai playoff in tranquillità, psicologicamente rilassati, perché poi si dovrà tenere un livello di attenzione molto più alto per (si spera) quasi due mesi!

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