martedì 13 maggio 2014

SIM14-Regular Season 2014-15: Il ritorno del re

"Un uomo solo al comando; la sua maglia è gialloviola; il suo nome è Kobe Bryant". Titola così il Los Angeles Times, la mattina dopo una delle svariate partite giocate e risolte dal Black Mamba in questo periodo. E non possiamo certo nasconderci dietro un dito, Kobe in queste ultime partite è impressionante in quanto ha alzato il suo livello e, prendendosi grosse responsabilità, sta permettendo alla squadra di recuperare psicologicamente.
Che i miei Lakers siano un po' in riserva è evidente e me ne accorgo subito; nella vittoria (ampia) contro Memphis, ultima ad ovest, siamo un po' troppo nervosi, giochiamo sfilacciati e teniamo in partita per troppo tempo gli avversari. Usciamo di prepotenza nel quarto periodo e la portiamo a casa, ma non sono contentissimo. Fortuna che è l'ultima trasferta prima di un lungo ritorno a casa, che viene aperto con la sfida contro i Cavs. "Irving vs Cameron" dovrebbe essere e invece si trasforma in un "Kobe vs Waiters" da far saltare dalla sedia. Ci provano i Cavaliers, ci mettono seriamente in difficoltà ma il morso del Mamba è spesso chirurgico e con un quarto periodo da 17 punti (su 24 di squadra) Kobe ci permette di portare a casa la gara. Tre giorni di riposo e viene a farci visita Denver, con il primo ritorno allo Staples di Pau Gasol. Siamo evidentemente troppo educati per non far fare festa allo spagnolo, il quale con Gallinari risulta essere un rebus irrisolvibile per la nostra difesa. Arriva la sconfitta, meritata e pesante in termini di classifica, perché in questo selvaggio ovest ogni errore lo si paga a carissimo prezzo.
Abbiamo appena un giorno di riposo prima di affrontare i Blazers, ma all'ingresso in campo si vede chiaramente che Bryant ha "quello sguardo". La difesa di Portland le prova tutte, ma se noi riusciamo a cancellare Aldrige, se Cameron ed Irving si annullano a vicenda (giocando entrambi una grandissima partita) a far pendere l'ago della bilancia verso di noi non può che essere la prestazione da quasi tripla doppia del nostro #24. È la sua quarta partita consecutiva sopra i 35 punti, ma il segnale recepito dai compagni sembra essere quello sbagliato, perché dopo un altro giorno di riposo ci concediamo una nuova pausa, con Orlando corsara in quel di Los Angeles. Non c'è tempo per leccarsi le ferite, tocca ai Suns venire a farci visita ed anche Phoenix ci mette in difficoltà seria. Kobe ha alzato nuovamente l'asticella, i Suns però sono una squadra che ti mette in difficoltà e che non arretra di un centimetro ed allora serve una grande prestazione di Cameron per arrivare al finale concitato: facciamo due sequenze difensive spaventose e poi ci pensa Bryant a regalarci la vittoria finale di miseri due punti. Ci prendiamo tutto, è tutto grano che mettiamo in cascina anche perché in back to back ci aspettano i Jazz a Salt Lake City nella prima trasferta dopo una bella sequenza di gare casalinghe. La trasferta nello Utah è sempre difficile, ma Kobe e Cameron ci trascinano per l'ennesima volta e portiamo a casa la vittoria.
Difficile fare un bilancio di queste gare. Siamo un po' a corto, soprattutto psicologicamente, e stiamo aspettando la pausa per l'all star game per staccare un attimo e rilassarci, visto che non eravamo pronti per una stagione ad alti livelli; c'è però da dire che la squadra sta comunque ottenendo ottimi risultati, sicuramente per merito di un Bryant stratosferico che ha intuito le difficoltà dei compagni e ci sta dando una mano a nascondere le magagne. Insomma, le vittorie stanno continuando ad arrivare e questa è la cosa fondamentale, per il "bel gioco" lo faremo ritornare il prima possibile.

4 commenti:

  1. In questi casi si dice del rischio di essere Bryant-dipendenti, ma dico sempre io: come si fa a non essere dipendenti da uno così? I Bulls non erano forse dipendenti da Jordan o il Napoli da Maradona? #ALIENO

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    1. Concordo, non diciamo per favore che per vincere non ci voglia una stella. La tua (vostra) stella è Kobe e lo vediamo sempre risplendere nel firmamento NBA, così sarà finchè giocherà. E i tuoi Lakers se lo devono godere, sfruttandolo per sviluppare ai suoi fianchi il bel gioco che stai cercando. Proprio come stai facendo.

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  2. @Barba & Gensi: Beh, in realtà le cose stanno andando al contrario. Nel senso che abbiamo giocato senza pensieri fino ad ora e poi, per sbaglio, abbiamo guardato la classifica ed abbiamo iniziato a ragionare. È normale che questa squadra abbia le "vertigini" ed è altrettanto normale che il livello della sfida aumenti a questo punto e l'unico che abbiamo a roster che ha una certa esperienza è il 24. Posso assicurarvi che non siamo Kobe-dipendenti in generale, ma per ora Bryant ci sta prendendo per mano offensivamente perché siamo un po' in difficoltà. Conto di ritrovare la fluidità offensiva dopo il weekend delle stelle, perché attualmente il canestro per gli altri (Cameron escluso) sembra piccolo piccolo...

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  3. abituati in fretta a queste vertigini perche' io sono convinto che resterai lassu' per un bel po'...
    se addirittura mi dici che non sei soddisfatto del gioco, e che presto "migliorerai" anche sotto quell'aspetto, un KOBE cosi' ha quasi annoiato perche' non si s apiu' che dire, rischia di lasciarci senza parole anche questo cameroon ormai....
    io dico abituati alle altezze....

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