"E chi ci ferma più?". Questo pensavo dopo l'esaltante vittoria contro Miami e ed il fatto di trovare conferme con la vittoria in back to back contro Atlanta non faceva altro che annebbiare ulteriormente la mia mente. Sembravamo fortissimi, sembrava che avessimo trovato la quadratura del cerchio (ma siamo ancora a gennaio!) sembrava che il resto del tour ad est potesse essere una passeggiata. Invece, se a Miami avevamo giocato una delle più belle partite della mia nuova gestione ai Lakers ad Orlando cadiamo fragorosamente, giocando una delle partite più brutte della stagione. Siamo molli, poco determinati e poco concentrati ed il risultato finale di 82-95 non rende l'idea di quanto siamo stati fuori partita. Ci rifacciamo contro Chicago, dopo appena un giorno di riposo, in una di quelle "partite da playoff giocate in regular season": ritmi bassi, difese arcigne, lotta su ogni pallone e giocate al limite. La sfida tra Rose e Cameron è di quelle bellissime ma finisce sostanzialmente in parità; a fare la differenza ci pensa Kobe che nonostante un Butler che lo segue anche nel garage ne piazza 35 pesantissimi. Non c'è tempo per riposarci, dobbiamo chiudere il nostro tour e siamo dunque in back to back di scena a Philadelphia. La solita pioggia di fischi investe il Mamba, che magari non si fa influenzare più di tanto ma che ha stanchezza sulle gambe e non gioca questa grande partita, Cameron è più scolastico del solito e in generale paghiamo lo sforzo contro i Bulls della sera prima. L, e quel "E chi ci ferma più?" è diventato un lontano ricordo.
Il tour è comunque terminato, si ritorna a casa e lo Staples è agghindato a festa perché va in scena "La Rivalità". Celtics@Lakers. Boston è ancora alla ricerca di sé stessa, viaggia con un record mediocre ad est, ma questa partita non fa testo, è noi contro di loro, è una storia vecchia che si rinnova: i Celtics al draft hanno preso un'ala piccola, tale Darius Player, che è secondo per punti a partita tra i rookie. Non è bianco, non è un tiratore letale, ma se noi abbiamo il nostro nuovo Magic perché Player non può essere un nuovo "Bird"? La partita è bellissima, sentita come al solito e giocata in maniera diversa da entrambe le squadre: Rondo domina psicologicamente il nostro Cameron (è la prima volta che l'ho visto così in difficoltà), Player ci fa male spesso e volentieri ma noi troviamo punti importanti da Taylor, il quarantunenne canadese stappa un'altra bottiglia di Nash 2005 che però non è sufficiente per creare lo strappo. Serve qualcuno che faccia la differenza e questo qualcuno (fortunatamente per noi) indossa la maglia gialloviola numero 24. Kobe è mostruoso, ne fa 40 con 11 assist, distrugge letteralmente Bradley e ci regala un'importantissima vittoria.
Abbiamo un po' di riposo per poi ospitare, sempre allo Staples, i Thunder. Cameron deve farsi perdonare l'errore della sfida precedente che ha regalato la vittoria ad OKC e la prestazione opaca contro Boston e allora parte fortissimo, ma il problema è che gli altri non lo seguono. Kobe gioca bene ma litiga con il ferro, McGee e Plumlee se le danno di santa ragione con Ibaka e "Porkins" e la partita resta in equilibrio a lungo. È ancora una volta Nash a suonare la carica ad inizio quarto periodo con due giocate di tecnica pura, Kobe completa l'allungo, Durant però piazza una raffica impressionante che potrebbe farci crollare se non ci fosse Antetokounmpo che si prende due "and one" consecutivi da applausi che orientano definitivamente il match. Ci sentiamo forti, pronti a suonare la carica per risalire in classifica dato che eravamo scivolati al quinto posto ad ovest e la vittoria contro OKC ci poteva rilanciare di slancio, ma la doccia fredda fatta presso il domicilio dei T-Wolves spegne ogni nostro entusiasmo.
Di nuovo quinti ad ovest, una gara di distacco dalla seconda (7 dai Rockets, primi) e una di vantaggio dalla nona. Questa stagione non finisce mai!
Davvero, non finisce mai, e questo può portare a micro cali psicologici che ti portano a concedere qualche partita. In stagioni da 82 una sconfitta episodica non deve suonare da campanello d'allarme (nessuno ha fatto 82-0 e i Bulls del 72-10 erano irreali). Dovrai abituarti a qualche stecca o presunta tale di Cameron, che comunque nonostante paragoni importanti è un rookie, ma Kobe mi sembra sia in un ottimo momento. Speriamo non finisca la benzina sul piu' bello...no, non ne è il tipo!
RispondiEliminaBattute Miami e OKC, le due candidate al titolo, eppure è "solo" quinto posto a Ovest e per la prima volta una squadra alpica è sopra il par. Questi Lakers qui, con un Cameron che gioca alla pari contro Derrick Rose, sono almeno da terzo posto, non da quinto. La squadra è già forte con le forte, ora deve esserlo anche con le deboli!
RispondiEliminaKOBE non e' piu' commentabile, una leggenda che non abdica, Cameron spero che avra' di queste pause altrimenti altro che Magic, questo e' un mostro !!! Grandissime vittorie, io mi tengo volentieri queste, per come la pensi tu so' per certo che invece ti rodono probabilmente piu' le sconfitte con le presunte "piccole"...
RispondiEliminaCresce anche Antetokounmpo?? No perche' altrimenti so' c..zzzii per parecchi li in quel ovest sovraffollato modello collocamento....
siamo abituati ormai alle resse in queste season, ma e' ancora presto , ed in poco tempo si creano dei solchi repentini ed inaspettati, tu cerca solo di stare sul pezzo....
@Gensi: I passaggi a vuoto in una stagione così lunga ci devono essere per forza, altrimenti si arriva ai playoff completamente scarichi. Il problema è che certi passaggi a vuoto, con una classifica così corta, rischiano di pesare tantissimo...
RispondiEliminaPiù che passaggio a vuoto di Cameron, contro Boston è stato Rondo veramente a dominare psicologicamente la gara. Certo, c'è il rischio rookie wall, ma mi sembra troppo solido mentalmente per crollare.
Kobe lo sto gestendo al meglio. 30 minuti a gara, alza il volume solo in caso di necessità. In queste partite ha dovuto alzare i giri, ma è chiaramente in controllo!
@Barba: Il fatto è che ad ovest non ci sono "deboli". I Rockets, primi, hanno staccato tutti, poi ci sono 9 squadre in un fazzoletto. Non dimentichiamo inoltre che l'anno scorso siamo arrivati tra gli ultimi e che quest'anno non ci si aspettavano certo alti livelli per noi. Per ora quindi la stagione è più che buona, si può sicuramente migliorare ma cerchiamo anche di non sovrastimare il nostro reale valore...
@Bisy: Mi rodono si, ma a mente fredda capisco che sono sconfitte sintomatiche per una squadra comunque giovane e che ad inizio anno non aveva certo velleità di vittoria (e non ne abbiamo neanche ora). "Comediavolosichiamailgreco" cresce bene, soprattutto le giocate contro i Thunder sono state giocate che hanno dimostrato una bella personalità. Ci vuole ancora molto per farlo diventare un giocatore da quintetto, ma inizio a pensare che i Bucks abbiano fatto un grosso errore a lasciarlo andare (e qui subentra anche l'upgrade dell'umano che sviluppa meglio il giocatore).