mercoledì 4 giugno 2014

SIM14-Regular Season 2014-15: Dieci punti per me, posson bastare

Rincorrere Houston o pensare ai fatti nostri. Questo era il dilemma con cui avevamo lasciato il SIM14-mese di marzo, il dubbio che attanagliava le nostre menti in vista di un finale di stagione che si preannunciava caldissimo. Aprile infatti si apriva con una sfida in back2back contro Pelicans e Rockets ed è inutile negare che pensavamo che da questa doppia sfida avremmo capito il da farsi.
A New Orleans va in scena una partita brutta che più brutta non si può. Attacchi stritolati dalle difese, errori banali in continuazione, tensione alle stelle e concretezza nulla la fanno da padrona in una partita indegna di essere vista, ma degnissima di essere giocata. I Pelicans infatti prendono presto il volo e ci scaraventano a -15 ma la nostra indomabile voglia di giocare ci permette un clamoroso rientro e nel finale le magie di Cameron e Kobe ci fanno ottenere un'importante quanto esaltante vittoria. Stanchi ma felici, voliamo a casa della capolista per uno scontro al vertice in cui abbiamo tutti gli "sfavori" del pronostico. La vittima annunciata però non ci sta e gioca una grande partita, fatta di voglia, intensità, attenzione e talento. Houston è forte, ci mette spesso in difficoltà con il suo gioco esasperatamente perimetrale, ma ancora una volta siamo indomiti e portiamo a casa la W con un finale giocato con i nervi saldissimi. Ok, la sfida è lanciata a questo punto, siamo a 3 gare (sole) di distacco da Houston, possiamo farcela, dobbiamo credere nel miracolo... I miei sogni si infrangeranno inesorabilmente contro il muro della realtà nelle successive gare.
I primi a punirci sono i Clippers, in un derby perso in casa che rischia di essere sanguinosissimo. Ma è solo l'inizio della fine, perché in sequenza capitoliamo, sempre allo Staples, contro i Jazz e, dopo tre giorni di riposo, contro OKC, per chiudere in bellezza con la sfida persa ad Oakland contro i Warriors valevole per la testa della Pacific Division (back2back). Dalle stelle alle stalle insomma, dal sogno di un miracolo per raggiungere la testa della classifica al rischio di avere il fattore campo contro sin dall'inizio dei playoff "grazie" ad una serie di sconfitte che non vuole saperne di chiudersi e che ha un denominatore comune: lo scarto inflittoci di dieci punti. Le quattro sconfitte infatti arrivano sempre allo stesso modo: partiamo alla pari, abbiamo un minuto di esitazione e ci ritroviamo ad inseguire, restiamo attaccati alla partita senza mai riuscire ad impattare e nel finale osiamo quel tanto che basta per far scappare gli avversari alla fatidica quota "dieci".
Il primo posto assoluto è ormai utopia, il primo della Pacific Division dovrebbe essere un obiettivo per non avere un esordio travagliato nei playoff, il raggiungimento della condizione psicofisica migliore possibile è invece una priorità ormai da conseguire in questi ultimi scampoli di stagione regolare. Dubbio dissipato dunque, i Rockets non li possiamo andare più a prendere e se devo avere un motivo per considerare il famigerato bicchiere come "mezzo pieno" è che almeno ora sappiamo quali sono i nostri obiettivi a breve termine!

5 commenti:

  1. E che obiettivi direi , non ne esci certo ridimensionato , anzi !!!
    sei andato a vincere in casa Rockets in un momento in cui quel match contava e come!!!Questo deve darti tantissimo coraggio !!! Tu sei davvero pronto per i playOff, ma chiaramente come ci arriverai psicofisicamente lo scopriremo solo al momento della prima palla a due....speriamo in casa...

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  2. Secondo me, come dice Bisy, la vittoria coi Rockets conta piu' di quelle sconfitte! Credo tu sia in fase di stress pre-playoff e che solo quel logo stampato sul parquet possa riaccendere in te la fame di vittoria!

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  3. Certo è che una serie di sconfitte quasi nette come queste da queste parti era da un bel po' di tempo che non si vedevano. E' anche vero che comunque ad aprile si comincia ad avere la testa a quel che sarà e non più a quel che è, quindi molte sfide vengono date per scontate, salvo poi ritrovarsi ad inseguire come successo in quelle quattro gare.
    Hai dalla tua comunque un buon cammino in stagione, e questa miniserie di L va ad intaccare solo marginalmente la tua posizione nel quadro playoff. Bisogna vedere se però non intacca qualcosa a livello mentale...

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  4. @Bisy: No, ridimensionato no di certo, anche perché ad inizio stagione nessuno credeva che questi Lakers potessero fare i playoff. Tuttavia un "risveglio" così brusco è normale che mi debba fare perlomeno aumentare il livello d'attenzione, non è certo con le sconfitte che si costruiscono le vittorie...

    @Gensi: Più che la fame di vittorie, che non ci manca visto che siamo rimasti attaccati alle gare sempre, ci manca l'attenzione. A questo livello è il dettaglio a fare la differenza, ma per cogliere il dettaglio devi sempre essere al 100% mentalmente. Noi abbiamo peccato in questo e speriamo di non pentirci quando, come dici tu, la sagoma di Jerry West sarà stampata sul parquet...

    @Charlie: Valuta anche il livello delle avversarie che ci hanno sconfitto: Clippers che sono terzi nella Pacifc, Jazz ed infine OKC e Warriors, rispettivamente terzi ad ovest e secondi nella Pacific (ora primi con noi). Sfide facili non ne abbiamo avute e attualmente non siamo al 100% con la testa sul pezzo. Ma il gruppo ormai è formato, difficile che si rompi qualcosa ora, magari la fiducia può un po' venir meno ed infatti sarà importante chiudere bene e con convinzione.

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  5. I Rockets non sono un problema, lasciali pure andare, tanto escono al primo, massimo secondo turno dei playoff e se arrivi secondo il seeding numero uno sarà comunque tuo quando Houston farà la sua solita figuraccia nella post season!

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