lunedì 31 agosto 2020

Fine delle trasmissioni

Come anticipato nel primo post di ripartenza della 2k13-avventura, degli impedimenti improvvisi avrebbero potuto fermare la narrazione. Ecco, gli impedimenti si sono palesati e quindi la mia 2k13-avventura è temporaneamente (?) sospesa fino a data da destinarsi. Sicuramente non riprenderà prima di Dicembre, ma non posso assicurarne neanche la ripresa stessa.

Seguiranno aggiornamenti.

A presto!

mercoledì 29 luglio 2020

2k13-Regular Season 2015-2016: Il risveglio dell'MVP

La stagione scorsa Russell Westbrook ha raggiunto la vetta dell'NBA. MVP, Campione NBA, MVP delle finali e la sensazione di essere il giocatore di riferimento della lega. Non necessariamente il più forte, ma l'uomo più importante della squadra più forte. Dopo la prova di maturità dell'anno scorso, ci si aspettava una stagione ancora più dominante, nella quale la sua egemonia nella lega si sarebbe fatta più importante e devastante per gli avversari. Westbrook invece in questa regular season sta litigando con il canestro. Tranne rare occasioni, sembra che il suo tiro si sia involuto, le difese si fanno più stringenti con lui e nella voce statistica dei punti segnati si nota un leggero calo rispetto alla scorsa regular season. Certo ci sarebbe anche da far notare che il suo numero di assist è salito e che la distribuzione dei tiri nella squadra si è un po' diluita, ma si sa che i 2k13-giornalisti devono pur alimentare le polemiche, specialmente verso una squadra che spazio di discussione ne lascia poco.
Si, perché sullo slancio delle sfide precedenti, ci apprestiamo a concludere il 2k13-month di gennaio con altre tre sfide interessanti che, seppur dipanandosi in maniera differente, avranno il medesimo esito conclusivo: la W portata a casa dai Bobcats.
La prima di queste tre sfide la affrontiamo in casa, contro i Timberwolves. Squadra ancora più atipica della nostra, Minnesota non riesce a metterci in difficoltà sia perché Pekovic ha il dente avvelenato dell'ex e sfoggia una prestazione da 25 punti ma anche perché, dopo le già citate difficoltà realizzative, Westbrook improvvisamente deflagra con 35 punti. Non lo sappiamo, ma è il preludio per altre due prestazioni mostruose del nostro numero #7. Dopo due 2k13-days di riposo, ci presentiamo al Palace of Auburn Hills di Detroit contro dei lanciatissimi Pistons che vengono spazzati via dalla prestazione da 32 punti e 13 assist del MVP in carica, il quale si ripeterà dopo un 2k13-day di riposo nella rivincita delle Finals passate a Dallas con altri 37 punti e 14 assist (nonostante i problemi di falli lo abbiano tenuto in panca più del previsto dal nostro piano partita). Oltre a Westbrook, che sembra aver ritrovato improvvisamente ritmo nel jumper (viaggiava comunque a oltre 19 punti a partita), è tutta la squadra a sembrare in grande forma: siamo sempre mentalmente in partita, gli strappi degli avversari non ci fanno vacillare e passiamo momenti in cui la nostra difesa si limita a stritolare letteralmente gli attacchi permettendoci di creare tantissimi punti facili in contropiede con la nostra "4x100" prestata al basket.
Chiuso il 2k13-month di Gennaio quindi con una bella serie di vittorie, ci presentiamo a San Antonio contro gli Spurs certi di poter continuare la nostra striscia anche a Febbraio: passiamo invece la classica partita in cui non entra niente in attacco, eseguiamo poco e male, ci innervosiamo e anche difensivamente siamo tutt'altro che impermeabili. Sconfitta quindi meritata ma che riusciamo a far diventare la molla per la sfida contro i Wizards alla Time Warner Cable Arena. Westbrook si riaccende offensivamente, giochiamo concentrati e attenti e così la W diventa nostra per definizione. Un 2k13-day di riposo e poi si parte per Cleveland per una partita che si prospetta interessantissima: i Cavs hanno un backcourt che può vantare Irving, Lenny Hardaway (fictional player, overall 91), Shabazz Muhammad (schierato in ala piccola, anche lui fictional) e dalla panca Dion Waiters. La gara è bellissima, i Cavs sono una squadra che gioca a mille all'ora a segnarne uno in più degli avversari, ci scaraventano fino al -12 ma Pekovic e Westbrook ci tengono a galla; nel finale abbiamo l'occasione di portarci l'intera posta in palio ma Russell sbaglia il jumper dalla media e quindi si va all'overtime; all'overtime i Cavs partono fortissimo ma prima Melo e MKG ci riportano in linea di galleggiamento e poi sempre Westbrook (32 punti+11 assist per lui, mentre Pekovic ne mette 30) si prende l'ultimo tiro e questa volta lo mette! W quindi e primato nella Eastern Conference ormai assolutamente non in discussione in quanto abbiamo 8 gare di vantaggio sulla seconda (Miami). 
Ci si avvicina al giro di boa dell'All Star Game, le sensazioni sono più che positive e aspettiamo la partita delle stelle per organizzare per bene il finale della regular season in vista dei playoff, vero banco di prova di questa squadra!

lunedì 20 luglio 2020

2k13-Regular Season 2015-2016: Il Regno delle Linci

Siamo i campioni in carica; siamo i candidati numero uno al titolo; siamo primi in classifica e non sembra sia possibile trattare con noi. Sembra quindi che, dopo la vittoria dello scorso 2k13-year, sulla lega si sia instaurato il Regno delle Linci (come lo hanno ribattezzato i giornalisti).
Non si spiega se non con la metafora di un re conquistatore la vittoria a Philadelphia per 103-90 con cui proseguiamo la nostra corsa nel 2k13-mese di Gennaio. E dire che la partita la approcciamo male inizialmente, ma abbiamo la forza mentale per rientrare e la duttilità tattica per passare in vantaggio e non voltarci più. Quando arriva quindi la sconfitta in back to back contro Milwaukee (zoppicante seppur candidata al ruolo di "pretender"), sono tutti che ci aspettano per vedere se possiamo mostrare delle crepe o se qualche incidente di percorso è normale all'interno della varianza dei risultati. Barrare "b" perché non ci fermiamo più: sbrighiamo a domicilio la pratica Toronto, vincendo oltre confine per 117-90 con una grande prestazione della coppia Westbrook-Anthony; poi regoliamo i Bucks, sempre in back to back, ma questa volta alla Time Warner Cable Arena, grondando voglia di vincere e prendendoci la partita con una grande prova corale.
Abbiamo un 2k13-giorno di riposo e poi siamo di scena a Miami. Loro si presentano con LeBron da 5 e Parsons in quintetto in quanto Asik è infortunato (stringe comunque i denti e sarà della partita), noi invece recuperiamo al 100% MKG. Ne esce fuori una partita clamorosa: Miami scappa subito, noi inseguiamo a fatica con un Pekovic che riesce a stare in campo pochi minuti contro i quintetti completamente atipici degli Heat e con Leonard che soffre problemi di falli. Anthony e Westbrook ci tengono a galla, poi variamo la Death Lineup e la partita diventa una sfida di nervi. Passiamo avanti, ci riacciuffano, abbiamo la palla della vittoria e la sprechiamo e quindi sarà overtime, passiamo un minuto effettivo di gioco a chiederci perché stiamo giocando l'overtime e non abbiamo ancora vinto questa partita, poi Leonard ci dà la sveglia con un paio di giocate difensive, mettiamo tutto il peso dell'essere i campioni in campo e la portiamo a casa definitivamente. Non è una vittoria, è il principio di una slavina che si sta abbattendo su Suns, Spurs e Magic. Tutte e tre vengono alla Time Warner Cable Arena, distanziate di un 2k13-giorno l'una dall'altra, tutte e tre escono con le pive nel sacco dalla gara, stritolate in quello che è il castello del Regno delle Linci. Il discorso è che abbiamo attualmente la risposta ad ogni rebus che ci pongono: se gli avversari si presentano con una coppia di lunghi "tradizionali", Pekovic (e nel suo piccolo anche Len) ci permette reggere l'impatto sotto le plance; se invece ci troviamo ad affrontare delle squadre che provano a giocare un basket più moderno (o atipico che dir si voglia), Green da 5 non solo non va sotto contro nessuno difensivamente ma addirittura in attacco rappresenta lui un rebus irrisolvibile per gli avversari con la sua capacità sia di tirare che di mettere la palla per terra e creare per gli altri.
Il nostro regno sembra quindi in salute e noi siamo lanciatissimi verso il primo posto. Sappiamo però che sono tanti i pretendenti al trono e che non possiamo rilassarci neanche un secondo!

venerdì 10 luglio 2020

2k13-Regular Season 2015-2016: Happy New 2k13-year

Periodo di feste in quel del 2k13-world, periodo di scambio di regali, di organizzazione di cenoni e di partite che in questo periodo del 2k13-year sono anche più facili da seguire visto che chi lavora ha più possibilità di essere in ferie.
Sui regali, evidentemente, i miei Bobcats sono parecchio sensibili, in quanto regaliamo una bella vittoria ai Knicks: al Madison Square Garden, contro una squadra tutt'altro che irresistibile, neanche ci presentiamo, con Westbrook che torna a litigare con il ferro e Melo che evita di infierire contro la sua ex-squadra. Siamo in back to back e, vista la serata del Garden, temo una replica contro i Rockets, nostri ospiti alla Time Warner Cable Arena. I ragazzi però mi smentiscono, complice una prestazione importante da parte di tutti gli effettivi della panchina, e riusciamo quindi a portare a casa una perentoria W per 99-114. Abbiamo un solo 2k13-giorno di riposo prima di volare a Detroit dove passeremo l'ultimo del 2k13-anno a sfidare i Pistons. I padroni di casa si presentano con due lunghi dominanti, Greg Monroe e Andre Drummond e dominano di conseguenza sotto le plance. Noi soffriamo un po' andiamo anche a -14 nel corso del match, ma quando decidiamo di combattere la loro "altezza" con il nostro ritmo tramite la "Death Lineup" non ce n'è più: rimontiamo, impattiamo, passiamo in vantaggio e non ci giriamo più indietro, andandoci a prendere una bella W.
Possiamo così salutare il 2k13-2015, il 2k13-year che ci ha portati al titolo, e abbiamo pure tre 2k13-giorni liberi in vista della prima sfida del 2k13-2016, in casa, alla Time Warner Cable Arena, contro i Cavs. Irving è sempre più l'uomo franchigia dei Cavaliers e il resto del supporting cast sta crescendo in un contesto che però è ancora distante dall'essere competitivo per il titolo; noi giochiamo in maniera solida, nonostante Westbrook segni solo 8 punti con un mediocre 3 su 15 dal campo ma condito da 13 assist e 7 rimbalzi, e quindi portiamo a casa la W. Non sono però tutte belle notizie, perché Micheal Kidd-Gilchrist per andare a prendere un rimbalzo, atterra male e si ed è costretto ad uscire: leggera distorsione al ginocchio, per un paio di settimane non sarà al meglio. Gli effetti si vedono subito, in quanto a Chicago, contro i Bulls, non riusciamo a giocare la nostra pallacanestro. Rose e Westbrook si annullano a vicenda, ma la difesa dei padroni di casa ci stritola letteralmente e non riusciamo a correre come sappiamo e vogliamo. Sprofondiamo a -16 ma, complici anche i problemi di falli di Leonard e Pekovic, variamo un quintetto sperimentale e inedito con Melo da 4 che ci permette una clamorosa rimonta. I Bulls però sono squadra tosta, Deng si incendia e diventa infallibile dal campo e nel finale il loosing effort si fa sentire e Melo sbaglia la tripla del pareggio a 15 secondi dal termine e quindi il finale sarà 114-119. Un paio di 2k13-giorni di riposo e poi a Charlotte sbarcano i Nuggets. Soffriamo, soffriamo perché Kidd-Gilchrist non al meglio significa che perdiamo circa 35 km\h in contropiede e quindi siamo costretti a giocare un attacco più statico che è meno nelle nostre corde, oltre ad avere una difesa meno duttile e più esposta ai miss-match. Soffriamo, ma la portiamo comunque a casa, perché mettiamo in tavola il nostro carisma straordinario oltre a permetterci il lusso di presentare un Melo da 31 punti che ci risolve tanti problemi.
Continuiamo ad essere primi e con 5 vittorie di vantaggio sugli Heat. Ancora il percorso è lungo ed è normale avere qualche passaggio a vuoto, ma la sensazione è che per il titolo i candidati principali siamo noi e che il nostro destino è principalmente nelle nostre mani!

giovedì 2 luglio 2020

2k13-Regular Season 2015-2016: L&W e la partita di Natale

Eravamo "La squadra che non perde mai" alla fine della scorsa 2k13-week, un rullo compressore che asfaltava gli avversari e che faceva pensare ad un campionato già segnato, scontato e noioso. La trasferta di Orlando, quindi, che apre la 2k13-week prenatalizia, sembra essere una formalità da sbrigare in breve tempo, ma si rivela essere molto più insidiosa di quanto atteso. I Magic escono fortissimo e carichi a molla dagli spogliatoi, noi incappiamo nella serata di apatia e così arriva la prima sconfitta del 2k13-mese (104-127). Il tempo di tornare a casa e scontro al vertice contro l'altra squadra della Florida: gli Heat, secondi ad Est, i quali hanno cambiato volto, cedendo Bosh, inserendo Parsons e Asik e scalando LeBron da 4 per una configurazione più simile alla nostra. I primi due quarti della partita volano via all'insegna dell'equilibrio, ma da metà partita si accende LBJ e gli Heat scappano. Noi proviamo a restare aggrappati alla partita grazie soprattutto a Melo e Westbrook ma nel pieno della rimonta sbrachiamo totalmente e finisce in garbage time con un bugiardissimo (per loro) 107-101. Facciamo i bagagli perché si va ad Ovest, per un mini-tour di 4 partite che vedrà il suo apice nella sfida contro i Thunder prevista per Natale. La prima gara di questo tour è a Sacramento e, per la legge del "non c'è due senza tre", concediamo la terza sconfitta consecutiva con una prestazione indecorosa: tiri sbagliati, difesa molle, passaggi a caso... Siamo improvvisamente fragili, ma capisco che si tratta più di un momento di calo di concentrazione fisiologico che di un reale campanello d'allarme sulle potenzialità della squadra, quindi chiedo ai ragazzi di metterci nuovamente la testa per tornare a giocare come stavamo giocando fino a non molto tempo fa. Detto-fatto, nonostante siamo in back2back allo Staples Center ospiti dei Lakers, riusciamo ad evitare di replicare il titolo di un celeberrimo film, e ci prendiamo una bella vittoria scaccia-mini-crisi. A dare segnali importanti è la nostra panchina con Green, finalmente recuperato dall'infortunio, sempre più rebus per gli avversari e leader della second unit, ma anche con il supporto di Belinelli e Fredette ormai veterani di lungo corso e affidabili scudieri delle stelle affermate. 
Dopo una 2k13-week abbastanza impegnativa, ci attendono due 2k13-giorni di pausa prima della sfida contro i Warriors, poi altri due 2k13-giorni di pausa e doppia sfida contro OKC (che cade per il Christmas Day) e finalmente di nuovo in casa contro i Wizards. 
Contro Golden State, lo sappiamo, per questo 2k13-anno sarà una sfida particolare: lo scambio che ha portato Byombo a San Francisco e Green a Charlotte è stato uno dei più chiacchierati della scorsa offseason e visti i risultati si è rivelato utile per entrambe le squadre. I Warriors partono forte, le mie squadre storicamente soffrono il loro modo di giocare, ma noi riusciamo a stare a contatto. Kidd-Gilchrist ci mostra la via e poi il solito impatto della panchina ed alcune giocate importanti di Leonard ci permettono di portare a casa la seconda W consecutiva. Arriviamo così al tanto agognato Christmas Day!



In vista della gara, mentre tutti sono indaffarati con le faccende natalizie, KD e Westbrook non perdono l'occasione per punzecchiarsi a distanza: il nostro Russell coglie l'occasione per affermare che andiamo ad OKC per vincere in quanto siamo i campioni, Kevin risponde che siamo stati fortunati a non averli incontrati in finale nuovamente e così via con le schermaglie a distanza. Fatto sta che, una volta alzata la palla a due, viene fuori una sfida nucleare. Durant è un'arma di distruzione di massa, Westbrook risolve per una notte tutti i suoi problemi realizzativi e ci tiene attaccati per tutta la gara (massimo vantaggio +3); CP3 decide di dare una mano al 35 e allora Melo decide che 7+15 non sempre è minore di 35+3. La gara è bellissima, noi a metà ultimo quarto sembriamo scappare ma Lamb ricuce e nel finale Carmeluzzo si prende la responsabilità del tiro decisivo ma non riesce ad andare per la giugulare e si va al supplementare. Partiamo forte, i Thunder rimontano e scappano sul +6, ma poi con la forza delle stelle risaliamo, impattiamo e non concediamo per tre minuti un canestro ad OKC: 118-110 il finale sistemato dai tiri liberi, 43 per Westbrook (con 8 assist e 6 rimbalzi, MVP della gara), 33 per Anthony, 46 per Durant, 23 con 15 assist e 10 rimbalzi per CP3!!! La notizia è, oltre alla vittoria, che ormai abbiamo sdoganato la "Death Lineup": Green infatti è stato schierato centro al posto di Pekovic per gli ultimi 6 minuti del quarto periodo più tutto l'OT e questa conformazione è stata quella che ci ha permesso di portare a casa la vittoria risultando particolarmente indigesta ai Thunder che hanno risposto per qualche minuto con KD da 5!
La vittoria nella partita di Natale è una di quelle che fa più morale che classifica e quindi, tornando alla Time Warner Cable Arena, neanche facciamo caso alla presenza dei Wizards: il pubblico in visibilio ci esalta, l'entusiasmo ci fa giocare a mente libera e ci permette di divertirci parecchio e arriva quindi un'altra vittoria che ci permette di portare il nostro record ad un fantastico 24-4.
Primi ad Est, primi in NBA e con lo scalpo dei Thunder nello zaino: vero che sono arrivate anche un po' di sconfitte, ma con una stagione così lunga potrebbero rivelarsi indolori, ma è anche vero che le vibrazioni intorno alla squadra sono più che mai positive!

lunedì 29 giugno 2020

2k13-Regular Season 2015-2016: La squadra che non perde mai

I bookmakers hanno già chiuso le quote, i giornali parlano di "Dinastia", i programmi TV di carattere sportivo sostengono la necessità di una riforma per spezzare lo strapotere dei Bobcats. Il motivo di questo subbuglio è molto semplice, questi Bobcats sembrano essere una macchina perfetta, hanno chiuso il 2k13-mese di Novembre con un percorso 14 vittorie ed 1 sconfitta ed hanno iniziato il 2k13-mese di Dicembre con 6 W, che hanno portato il record ad un clamoroso 20-1. 
Noi, dal canto nostro, siamo chiusi in una bolla, concentrati sull'obiettivo e andiamo per la nostra strada, consapevoli che quello che accade ora vale meno di quello che accade a giugno.
Portata a casa l'ultima sfida del 2k13-mese di novembre contro i Nets (in maniera abbastanza rocambolesca con un finale 97-100), ci tuffiamo nel nuovo 2k13-mese con due visite a domicilio da parte di Utah e Boston. Le due partite sono abbastanza scorbutiche, i Jazz sono una squadra in rampa di lancio con tante interessanti individualità, mentre i Celtics sono sì in ricostruzione ma hanno sempre dalla loro il "pride" ed una rivalità personale che mi impone di dare contro di loro il 101%. In questo inizio folgorante è Melo a dettare la via: tira il 56% dal campo e viaggia a quasi 25 punti di media con un'efficienza stratosferica, aggiunge circa 6 assist di media e 6 rimbalzi ed in questo momento è più MVP dell'MVP Westbrook. Già, Westbrook. Se è vero che il ragazzo è il top-assistman della lega con quasi 12 assist a partita, è anche vero che a livello realizzativo il nostro numero #7 sta faticando tantissimo. Le difese lo massacrano, sperano che si intestardisca nella sua "tunnel vision" e forzi qualche conclusione di troppo (cosa che talvolta avviene) mentre difensivamente gli avversari cercando di farlo lavorare il più possibile per cercare di sfiancarlo. D'altronde è il peso dell'essere l'MVP, tutti pretendono il massimo da te e tutti fanno l'impossibile per batterti. Lui per ora incassa e sta trovando, a forza di assist, il modo di essere comunque decisivo ma ci aspettiamo che presto ritorni ai suoi standard realizzativi. La sfida con i Jazz, comunque, ci porta in dote anche un leggero infortunio al ginocchio per Draymond Green,  che non sarà al meglio per le prossime due 2k13-week.
Dopo queste due belle W, ci godiamo la 2k13-domenica per poi tuffarci in un back2back @Indianapolis, vs Dallas molto delicato. I Pacers sono una delle pretendenti al trono ad Est, una squadra tosta, che sporca il parquet con il sangue e che ha un paio di eccellenze niente male. Ma noi sembriamo una squadra in missione, li sfondiamo a domicilio con un perentorio 110-77 e mandiamo un segnale importante. Il secondo segnale lo mandiamo nella sfida contro i Mavs, vicecampioni in carica. 94-114 il finale alla Time Warner Cable Arena contro una squadra che però sta soffrendo tantissimo il crollo dei senatori (Nowitzki su tutti) e che è attualmente al di sotto del 50%. La vittoria è però molto importante perché era comunque una specie di rivincita delle Finals e riafferma ulteriormente la nostra egemonia sulla lega. Un 2k13-giorno di pausa e poi alla Time Warner Cable Arena si presentano i Warriors. Ecco, questa è una sfida interessante: il ritorno di Byombo che si prende il tanto agognato anello, una squadra che "ci somiglia" per impostazione e a cui manca pochissimo per diventare vincente: non ora, non adesso, non contro di noi. Nonostante gli Splash Brothers stiano iniziando a diventare tali; nonostante Harrison Barnes sia un giocatore di ottimo livello; nonostante il droide Bob Jennings sia un'ala-centro di tutto rispetto con overall 83; nonostante Byombo nel motore gli abbia dato una dimensione difensiva da grande squadra; in casa nostra non si può competere "al nostro gioco". Come al solito, Melo traccia la via, gli altri lo seguono, Kidd-Gilchrist annulla Jennings e Westbrook sigla la prima prestazione di stagione da MVP, con 25 punti e 16 assist (e tutti i punti pesanti nel finale). Il 102-109 finale è quindi il preludio verso la sfida contro i Clippers, in perenne ricostruzione. Li stritoliamo con una difesa massacrante e con ritmi forsennati in attacco, con MKG sugli scudi: dopo aver dominato contro Jennings (pur non segnando un canestro dal campo), il nostro "segreto di Pulcinella" firma una prestazione monstre da 22 punti (8 su 12 dal campo), 11 rimbalzi, 8 assist, 4 stoppate e 3 rubate!
Ci avviciniamo alle 2k13-feste natalizie con 6 gare di vantaggio sugli Heat ad est, nostri diretti inseguitori e dichiaratamente in missione per sconfiggerci (hanno perso Bosh ma hanno aggiunto Parson e Asik al motore); una sola sconfitta in stagione e la sensazione di essere imbattibili. Che il titolo sia già sulla strada verso Charlotte nuovamente?

lunedì 22 giugno 2020

2k13-Regular Season 2015-2016: Inarrestabili

Quando nell'ultima offseason eravamo stati costretti, per motivi di bilancio, a mandare via Byombo e Kirilenko i dubbi sul valore della squadra si erano addensati. Non che la squadra non fosse pronta per un'altra "run", avendo mantenuto l'ossatura della squadra campione e considerato anche il livello medio delle avversarie ad est, ma mandare via due dei pilastri difensivi della squadra e rimpiazzarli solamente con Draymond Green, Austin Daye e Alex Len (che era già in squadra ma con un ruolo notevolmente marginale) non sembrava essere il modo migliore per rinforzare una squadra che si era sì tolta la pressione di DOVER vincere ma che ha ora quella del VOLER vincere. 
Il prodotto di Michigan State aveva mostrato nel corso dei 2k13-anni passati sprazzi del suo talento, ma il suo tiro non sempre affidabile gli chiudeva le porte per un impiego stabile da AP e la sua altezza tutt'altro che straordinaria lo facevano faticare nel ruolo di AG. Ma io, che ho visto il futuro reale, l'ho piazzato stabilmente a fare l'ala\centro, inserito in un contesto da corsa come il nostro 4+1 e, come nel mondo reale, il ruolo di Draymond sta letteralmente facendo impazzire le squadre avversarie. Non siamo chiaramente al basket "positionless" di oggi, ma sicuramente la nostra duttilità è spesso un rebus irrisolvibile per molti: è difficile attaccare una squadra che gioca una difesa intensa ed è capace di cambiare quasi sempre e che in attacco ha sempre in campo almeno un paio di fonti di gioco che possono creare per gli altri oltre che mettersi in proprio e produrre punti. 
Len e Daye, chiaramente, non hanno avuto lo stesso impatto di Green, ma fanno il loro, piegano le ginocchia in difesa, lottano a rimbalzo, si fanno trovare pronti quando serve, fanno gruppo e si fanno apprezzare per la voglia e l'intensità che ci mettono, requisito fondamentale in questa squadra che fa della grinta il tratto distintivo del suo stare in campo.
Tutto ciò si manifesta automaticamente nei risultati che otteniamo in campo. Avevamo chiuso la scorsa 2k13-week con quattro vittorie, dopo la sconfitta con i Lakers, chiudiamo queste due 2k13-week con altre sette vittorie che portano il nostro record ad un impressionante 13-1 di cui, se la matematica non è un'opinione, undici consecutive. Certo, il calendario ci aiuta con quattro sfide consecutive in casa, contro Hornets, Pacers, 76ers e Magic; completato il filotto casalingo tre trasferte ad Atlanta, Portland e Orlando.
Come detto, tutte W con prestazioni abbastanza convincenti sia come squadra che dei singoli. Westbrook è ormai il leader assoluto della squadra, pur avendo iniziato con un po' di difficoltà sul lato realizzativo, e guida i compagni come mai fatto in carriera; Anthony è l'arma di distruzione di massa del nostro attacco, segna con una facilità estrema ed è comunque coinvolto in un sistema che lo esalta; Kidd-Gilchrist è il terzo uomo perfetto, sta compensando i problemi di mira di questo inizio di stagione di Westbrook innalzando il suo livello realizzativo ed in difesa gioca ad un'intensità che risulta essere massacrante per gli avversari; tutti gli altri portano il proprio mattoncino. Ma è anche la condizione di "consapevolezza dei campioni" che ci sta permettendo di ottenere questi risultati. Gli avversari ci attaccano, ci provocano, ci mettono quel pizzico di voglia in più contro di noi perché noi siamo la squadra da battere, ma noi non ci scomponiamo mai, restiamo sempre con la testa sul match, anche quando andiamo sotto e quando facciamo i nostri parziali siamo devastanti. 
La gara di Portland, in questo senso, fa scuola: andiamo subito in difficoltà, siamo sotto di 15 e palla in mano ai Blazers con 50 secondi da giocare nel primo quarto; teniamo miracolosamente in difesa, poi facciamo un attacco bruttissimo, Melo ci leva le castagne dal fuoco, facciamo un'altra sequenza difensiva di livello poi Melo mette una tripla sulla sirena e ci troviamo incredibilmente a -10. Di fatto questa è la fine di Portland, perché al rientro dalla pausa breve, Anthony spara un'altra tripla, Fredette mostra il suo "Jimmer range", Belinelli ne fa sei in fila e i padroni di casa si guardano fra di loro senza capire cosa li ha investiti.
Insomma, in questo momento siamo senza dubbio la squadra più forte e niente e nessuno sembra essere in gradi di lottare con noi; ma non possiamo dimenticare che siamo ancora all'inizio del viaggio e che la stagione è ancora lunga. Per ora ci godiamo quest'aura di invincibilità!

mercoledì 17 giugno 2020

2k13-Regular Season 2015-2016: Opening Weeks

"...AND NOW... THE 2015 NBA CHAMPIONS... YOURS... CHARLOTTE BOBCATS!!!!" Quando lo speaker pronuncia queste parole in fase di presentazione delle squadre, la Time Warner Cable Arena diventa un vulcano in eruzione.
Siamo all'opening night, la notte degli anelli, la notte che ci deve fare capire cosa significa vincere e che questa sensazione la vogliamo provare solo noi tra le trenta squadre della lega. Ospitiamo i Bucks, additati da tutti come una delle nuove "pretender" dopo l'arrivo di Iguodala in offseason. Ma è una di quelle notti in cui il destino è già scritto, giochiamo sulle ali dell'entusiasmo e gasati a mille dalla festa e la portiamo a casa con un perentorio 83-93! I ritmi serrati dell'NBA non concedono tregua e l'indomani siamo di scena a Memphis per la prima trasferta stagionale. Le gambe sono un po' pesanti dalla sera precedente, la (ancora) non perfetta condizione atletica si fa sentire, ma siamo i campioni e mettiamo in mostra tutto il carisma che ci contraddistingue. Melo e Westbrook tracciano la via, Kidd-Gilchrist fa tutte quelle piccole cose che servono a vincere e, nonostante Pekovic perda il confronto diretto con Marc Gasol, vinciamo per inerzia anche la prima trasferta stagionale.
Un paio di giorni di pausa e ospitiamo i Lakers. Kobe si è ritirato, l'inchino sia per quello reale che per l'alter ego virtuale è d'obbligo, e la squadra è in mano a Dwight Howard. Incappiamo nella classica partita in cui non ti entra niente mentre gli altri vedono una vasca da bagno al posto del canestro, ci incaponiamo nella ricerca del tiro dalla lunga, difendiamo malissimo e ci prendiamo una sonora batosta. 80-68 il finale e all'orizzonte si prospetta un doppio back to back che non ci fa dormire sonni tranquilli.
Andiamo a Houston, che si è presa Chris Bosh dagli Heat (free agent) per fare compagnia ad Harden ed è infarcita di giocatori di talento. Soffriamo molto nella prima parte della gara, ci riempiono di falli (Pekovic e Westbrook su tutti) e andiamo sotto. Nel secondo tempo, però, Melo si accende, Westbrook accelera, Fredette ci dà impatto dalla panchina e ribaltiamo i padroni di casa! Neanche il tempo di fare la doccia e siamo di nuovo sull'aereo perché l'indomani siamo di scena alla Time Warner contro i Grizzlies per la rivincita della 2k13-settimana scorsa. A differenza della suddetta partita, comunque, siamo più sciolti fisicamente e più concentrati mentalmente, azzanniamo subito la gara e, grazie anche all'efficacia di Draymond Green e Belinelli dalla panchina, ci prendiamo la W. Due giorni di pausa e arriva Atlanta a Charlotte. Gli Hawks sono una squadra in cerca d'identità, in piena ricostruzione e totalmente priva di qualsiasi velleità di competitività. Westbrook e Anthony capiscono che possono osare un po' di più con gli individualismi e in coppia ne mettono 58 (28 per Russell e 30 per Melo) e la pratica Atlanta è subito sbrigata. Siamo comunque di nuovo in back to back, quindi subito in viaggio per Minneapolis. I T-Wolves sono una squadra molto tosta e in rampa di lancio, Love è nel pieno della maturità, Beasley un tre\quattro che gronda talento, Brewer una guardia efficacissima... Sarà, ma noi siamo in una di quelle serate in cui non si fanno prigionieri e la valanga che scarichiamo contro i padroni di casa è di quelle veramente devastanti: 126-87 con Pekovic che ridefinisce il concetto di "goal dell'ex" con 28+12 e 7 stoppate ed una prestazione totale di squadra.
Alla fine delle prime due settimane di Regular Season il bilancio è sicuramente più che positivo. L'innesto di Green è stato subito molto efficace; Len non è Byombo ma i compagni fanno di tutto per aiutarlo; la squadra ha ora la "Consapevolezza dei Campioni", ovvero quella sensazione data agli avversari di non essere mai sconfitti ("Don't ever underestimate the heart of a champion") e, soprattutto c'è voluto meno tempo del previsto per me nel ritrovare gli automatismi ormai sopiti da anni di inattività. Se chi ben comincia è a metà dell'opera, allora noi abbiamo sicuramente iniziato bene: ora dobbiamo lavorare per completare l'altra metà dell'opera!

domenica 14 giugno 2020

2k13-Summer 2015: Il racconto dell'offseason

Champagne a fiumi, secchiate di acqua mista a ghiaccio e Gatorade, birra e bevande gassate spruzzate sono ormai parte dello sbiadito ricordo di una festa che appare lontana. Sono passati anni ma in questo 2k13-World si è trattato di un paio di giorni di stacco, non c'è soluzione di continuità ed è il miracolo di questo mondo fantastico.
Dopo la parata dei campioni e la visita alla Casa Bianca (con Brack Obama ancora saldamente in carica) è il momento di lavorare in vista della prossima stagione. 
Gerald Henderson e Michael Kidd-Gilchrist sono in scadenza con opzione squadra e la esercitiamo su entrambi (con l'idea di far firmare loro l'estensione pluriennale nel corso della stagione). Lato free-agents Leonard, Byombo e Kirilenko decidono di sondare il mercato, mentre troviamo immediatamente l'accordo di estensione con Alex Len. Leonard e Byombo sono comunque restricted free-agents, allunghiamo loro la qualyfing offer per avere la certezza di non perderli, ma sedendoci al tavolo delle trattative sfruttiamo i Bird Rights per proporre loro delle offerte al rialzo che praticamente nessuno si può permettere di pareggiare e riusciamo quindi a trattenere questi due pezzi importanti della nostra fuoriserie. Purtroppo Kirilenko decide di non accettare la nostra offerta e quindi avremo il problema di trovare sul mercato un giocatore con quelle caratteristiche.
Dal draft otteniamo poco, abbiamo scelte marginali e la classe draft (fictional) non propone materiale particolarmente interessante.
I giorni passano, si ritorna tutti assieme al training camp e ci iniziamo a preparare alla prossima stagione quando un "Calendar" per una riunione scuote la mia routine quotidiana. La richiesta del consiglio d'amministrazione è di abbassare i costi; purtroppo Charlotte è un mercato piccolo e non ci si può permettere un roster che inizia ad avere parecchi giocatori con stipendi da oltre 10 milioni. Tradotto, uno dei "pezzi grossi" della squadra dovrà andare via e, contemporaneamente, bisognerà fare in modo di rimanere competitivi.
Inizio a lavorare sul mercato e dopo un po' di tempo trovo probabilmente la soluzione migliore possibile per i miei problemi: decido di sacrificare Byombo (overall 78, fresco di rinnovo da 11 milioni a salire e ancora difensiva della squadra) in cambio di Draymond Green (overall 73 e con un annuale da 3 milioni). L'idea è quella di poter replicare la famosa death lineup dei Warriors che in realtà in questo 2k13-World non è ancora stata inventata (e per cui il 2k13-World potrebbe non essere pronto), ammesso che il Draymond Green di questa realtà sia in grado di fare il C in una lega ancora distante dai concetti di basket positionless che tanto spopolano in questo periodo nel mondo reale. Per completare l'opera, scambio i due rookie spedendoli a Memphis in cambio di Austin Daye (che ha un contratto al minimo) ottenendo un altro giocatore versatile da poter spendere sia da 3 che da 4 nell'estremizzazione del 4+1 che ha caratterizzato la struttura tattica dei miei Bobcats.
Il roster di quest'anno sarà quindi il seguente:

PM: Westbrook, Marshall, Fredette
G: Leonard, Henderson, Belinelli
AP: Anthony, Daye
AG: Kidd-Gilchrist, Green
C: Pekovic, Len 

Inutile dire che il gruppo è molto triste per la perdita di uno dei cardini dello spogliatoio come Byombo, uno di quelli che "c'erano sempre stati", ma l'impatto di Green e Daye è molto positivo sin da subito, tant'è che chiudiamo la preseason con un terrificante 6-2, nonostante una botta allo sterno costringa Westbrook ai box per una settimana.
Il tempo delle chiacchiere è però terminato, l'offseason ormai è alle spalle, da domani si farà sul serio con i Bucks che saranno nostri ospiti in quella che sarà l'opening night della 2k13-Season 2015/2016!

venerdì 12 giugno 2020

Un ritorno inaspettato

Era mercoledì 17 settembre 2014 l'ultima volta che ho scritto qualcosa sulle mie 2k-avventure: in quello che era il SIM14-World, affrontavo la terza stagione dell'associazione nel tentativo di riportare il titolo ai Lakers. Poi è subentrata la vita vera, sono successe delle cose e sono stato costretto ad allontanarmi da quell'avventura.

Ora dopo quasi 6 anni da quella data ritorno a scrivere. La pandemia globale che ha sconvolto la vita di tutti, mi sta dando l'opportunità di tornare a vivere queste avventure almeno temporaneamente e scrivere di quello che succedeva in campo videoludico rendeva le cose più belle e divertenti. Quindi, perché no? Se ci sarà ancora qualcuno che avrà il piacere di leggere e commentare, ben venga!

Non prometto nulla, non so quanto tempo avrò a disposizione per giocare e per stare dietro a questo blog e non so se riuscirò a completare la\le stagione\i (la voglia c'è, ma ci sono impedimenti che pendono come una spada di Damocle sulla mia 2k-avventura).

Detto ciò, parliamo di cosa racconterò. Si, perché non si riparte dal SIM14-World, ma neanche da un'avventura nuova! Visto che siamo in vena di cose passate, riprenderò una vecchia avventura che si era arrestata con un trionfo. La data reale è giovedì 9 gennaio 2014, gli Charlotte Bobcats di Russell Westbrook e Carmelo Anthony si laureavano per la prima volta campioni NBA in quello che era l'anno 2k13-2015 del 2k13-World. Ripartirò da là, dalla tripla di Carmelo Anthony che ci dà il +8...


https://the2kballdontlie.blogspot.com/2014/01/2k13-finals-2015-bobcatsmavericks-game-6.html


mercoledì 17 settembre 2014

SIM14-Regular Season 2015-16: Il momento di diventare grandi

"Are the Lakers a Championship team?". È la domanda del momento nel SIM14-World: se lo chiedono i tifosi, speranzosi nei confronti di una squadra che da troppo tempo non sta regalando loro soddisfazioni; se lo chiedono gli avversari ad ovest, sorpresi da un ritmo in regular season da squadra in missione; se lo chiedono ad est, perché sanno che chi vince l'ovest tendenzialmente è una seria candidata al titolo; ce lo chiediamo noi stessi, consapevoli del fatto che il primo posto a gennaio non vale nulla se non il presentarsi ricorrente di questa domanda.
Ma la domanda non cade dal cielo, non è figlia di qualche riflessione da parte di un filosofo a caso scelto tra gli appassionati; è la sublimazione del prestigiosissimo nulla conquistato finora! Si, perché siamo ancora "primissimi", ma il 2k-mese di marzo è appena iniziato ed è qui che si metteranno i puntini sulle "i" in vista del gran ballo iniziale.
Prima di entrare nel nuovo 2k-mese, però, c'è da completare un trittico di gare allo Staples che si concluderà con uno splendido back2back a Portland. Regoliamo allora Memphis in casa (Kobe in versione "Magic Mamba" con 10 assist) per poi cadere contro Houston grazie ad una grandissima gara da ex da parte di DH12, dominante in tutto e per tutto contro la nostra frontline. Abbiamo una giornata di riposo per poi organizzare il già citato back2back: Jazz allo Staples, Portland al Rose Garden. È uno di quei passaggi della stagione che servono ad alimentare le domande, ma anche a candidarsi per un posto tra i pretendenti e mettere anche fiducia nella testa. Passiamo a pieni voti il test, perché dopo l'All Star Weekend Kobe non fa prigionieri: il Mamba sta giocando a livelli celestiali, incastonato in un sistema che cerca di fargli spendere il meno possibile difensivamente e che lo possa lasciare esplodere per brevi ma intensissimi periodi offensivamente. La "magia" sta funzionando e paga ottimi dividendi, anche se è impossibile non citare l'apporto di un Cameron che ha comunque un dominio totale sulla squadra.
La doppia W in back2back, come detto, è un'iniezione di fiducia non indifferente, tant'è che "investiamo" nel matinée domenicale, sempre allo Staples, Dallas: squadra che attraversa una fase di transizione ma sempre difficile da affrontare. È ancora Bryant il mattatore dell'incontro, tanto per ribadire uno stato di forma spaventoso per il serpente più velenoso del basket; quando allora a Charlotte (mio vecchio teatro in una 2k-avventura non troppo lontana) MKG riesce ad inceppare il meccanismo perfetto che sembrava essere diventato Bryant e la sua gestione, il risultato di 80-92 con cui perdiamo non stupisce poi neanche tanto. Neanche a farlo apposta, tra l'altro, la sconfitta con i Bobcats coincide con la nostra prima partita di marzo, segno del destino non indifferente per uno come me, che noto con particolare attenzione queste cose. A smentire le mie supposizioni (oppure a rassicurare l'ambiente, se mai ce ne fosse bisogno ed in base a come si guarda la cosa) ci pensiamo noi stessi, allo Staples contro i Warriors. È una grande partita, nella quale mostriamo tanta qualità ma anche una spiccata capacità di resistere all'allungo avversario e di sovvertire una partita messa male. Plumlee ed Exum sono i protagonisti inattesi, fondamentali nel dare una mano al solito Kobe ed all'indomito Cameron.
Ancora primi ad ovest, con OKC che ci tallona ad una sconfitta di distanza e in "Via Roma": non è il momento di dimostrare di essere una squadra da titolo, è il momento di diventare grandi e di farsi fare certe domande!

domenica 7 settembre 2014

SIM14-Regular Season 2015-16: Polvere di All Stars

Immaginate una partita in cui i migliori 24 giocatori dell'NBA si dividono in due squadre allenate dai due allenatori che guidano con le loro squadre Eastern e Western Conference. Immaginate inoltre che questa partita avvenga in un 2k-world, dove le logiche dei giocatori sono diverse e dunque non si fa distinzione nell'atteggiamento tra amichevole e partita "vera". Immaginate di poter smettere di immaginare, perché questo è ciò che accade nel SIM14-World durante l'All Star Weekend, ovvero la kermesse dell'eccellenza NBA che si tiene a metà febbraio ogni 2k-year.
Prima di arrivare alla notte delle stelle, tuttavia, abbiamo ancora due gare da giocare, entrambe in casa, contro Phoenix e Magic. Gare apparentemente facili, contro squadre che navigano nei bassifondi della classifica, e che per nostra natura tendiamo a sbagliare. Contro i Suns, non c'è niente da fare e il discorso è sempre lo stesso: siamo talmente consapevoli di essere più forti che non ci allacciamo neanche le scarpe, siamo svogliatissimi in difesa e poco concentrati in attacco, ci infiliamo in una gara punto a punto pericolosissima, gli ospiti aumentano improvvisamente le loro percentuali al tiro e perdiamo una sfida che dovevamo vincere in carrozza. Proviamo a replicare la stessa prestazione due sere dopo contro i Magic: siamo lenti in attacco e difendiamo senza piegare le ginocchia, sembriamo impelagarci nuovamente nel gioco col fuoco, ma questa volta usciamo alla distanza con un quarto finale "da Lakers" che ci permette di portare a casa una vittoria fondamentale in termini di classifica.
Arriva così il weekend delle stelle: Cameron è impegnatissimo in quanto è presente sia all'ex-Rookie Challenge che alla partita della domenica, nella quale c'è anche Kobe (unico superstite della generazione che fu), fresco di prolungamento contrattuale di un anno a circa 10 milioni (non ricordo esattamente la cifra). Per la cronaca, MVP della partita un mostruoso Kevin Durant che permette all'Ovest di portare a casa una bella W in rimonta, ma apporto fondamentale da parte di Cameron e Kobe.
Dopo la pausa per il weekend delle stelle, si ritorna subito in campo con un back2back tostissimo: @Minnesota, vs Nets. I T-Wolves sono una realtà ormai, quarti ad ovest, schierano in quintetto Rudy Gay e tale Holden, AG vecchio stile della nidiata di Cameron che si accoppia molto bene con un Kevin Love inventatosi centro. La partita è uno spettacolo, a rimbalzo soffriamo tantissimo perché Plumlee spende un paio di falli prematuri che ci fanno saltare le rotazioni, Cameron e Kobe però ci tengono clamorosamente su con un paio di giocate di altissima scuola, ma a fare la differenza in una partita dal punteggio alto sarà la nostra difesa che nel finale non sbaglierà praticamente nulla e ci permetterà di chiudere con il 118-111 finale. La dispendiosissima sfida contro i "cugini di secondo grado" la paghiamo contro Brooklyn. Siamo stanchi, sulle gambe, poco lucidi, ma abbiamo la straordinaria capacità di non arrenderci e di stare attaccati al match. È una gara diversa questa rispetto a quella della sera prima, più combattuta e ruvida, ma Kobe spende nuovamente il gettone e ci trascina con un quarto periodo da standing ovation (15 punti tutti suoi) alla W. Saranno 34 alla fine per il Mamba, back2back in quanto anche contro Minnesota aveva chiuso con la stessa quota.
Rapida occhiata alla classifica per dire che siamo primi con i Thunder ad una gara di distanza: ora però dovrebbero arrivare le montagne russe, in quanto marzo si avvicina e quello è il mese peggiore per le mie squadre!

lunedì 1 settembre 2014

SIM14-Regular Season 2015-16: Il normale scorrere degli eventi

Lo dice la storia, lo confermano gli almanacchi e lo ribadisce la memoria: i Lakers abituati a stare al vertice nell'NBA, ogni anno lottano per vincere e quelle stagioni anonime che ogni tanto vivono sono più delle eccezioni che altro. I Lakers sono anche una squadra glamour, le stelle di Hollywood vanno a vedere le stelle del parquet; i migliori hanno indossato la mitica casacca gialloviola, i bambini sognano di indossarla perché nell'immaginario collettivo quella è una maglia "vincente". Così era e così non lo era stato per quasi cinque anni, ovvero da quel 2010 ormai lontano che ora rappresenta una pietra miliare nella storia gialloviola, in quanto ultimo titolo di una decade sostanzialmente dominata. Sicuramente le aspettative di inizio stagione sono state comunque alte, ma non sono mai state rispettate. Perlomeno, finora. Fino all'arrivo di Adam Cameron, proveniente dalla Fictional Draft Class 1 e sbarcato in questo SIM14-World lo scorso 2k-year con una missione da compiere. Riportare i Lakers dove il loro blasone vuole.
Ci sta riuscendo il prodotto di Syracuse, arrivato con un carico di aspettative ma anche di incognite non indifferente (non ha un jumper affidabile, vuole la palla in mano ma c'è Kobe, è una combo che non sa fare il play ma che non sa giocare senza palla), il ragazzo l'anno scorso ci ha rimesso nella cartina dell'NBA che conta e quest'anno ci sta portando per mano al primo posto in classifica, trampolino imprescindibile per le mie squadre che vogliono andare a prendersi il Larry O'Brien. 
I risultati della squadra sono lì a testimoniare tutto. Dopo la vittoria con Indiana, facciamo fuori gli Hawks prima di affrontare un poker di sfide esterne: Cleveland, Philadelphia, Milwaukee e Indianapolis le nostre mete, 2-2 il bottino. Prima vittima illustre i Cavs, divenuti interessantissimi con l'acquisto di Cousins ma impotenti nei confronti dei 27 di Cameron. In back2back, a Phila, scivoliamo su una tripla di MCW e lasciamo per strada una gara che potevamo e dovevamo portare a casa; neanche il tempo di schiantare i Bucks (124-88) che siamo di nuovo in back2back contro i Pacers, i quali si prendono la rivincita e ci battono in rimonta, grazie a 21 punti di Turner, in una partita intensissima ma dal basso "contenuto offensivo" (82-90 il risultato finale).
Si inizia a sentire odore di All Star Weekend, ma prima dobbiamo tornare allo Staples perché due 2k-week sono lunghissime e ci sono da affrontare Wizards, Pistons e Rockets: contro i maghi di uno spaventoso John Wall diamo prova di maturità, portando a casa grazie ad un gran finale una bellissima W nella quale Cameron incastona una superba tripla doppia; servono invece 22 punti di JaVale per avere ragione dei Pistons, in una sfida comunque molto più abbordabile rispetto a quella contro Washington; in back2back a Houston però perdiamo, mostrando una sinistra idiosincrasia nei confronti delle sfide ravvicinate.
Primi ad ovest, primi in assoluto, primi nel Power Ranking: è odore di All Star Weekend quello che si sente oppure di Squadra da Titolo?

sabato 9 agosto 2014

SIM14-Regular Season 2015-16: Un sophomore solo al comando

...si, la sua maglia è gialloviola; il suo nome è Adam Cameron. Era questo quello che si diceva lo scorso 2k-mese sul conto del nostro #15; ormai chiacchieratissimo e semi-stella del panorama NBA. Avevano ragione i giornali, ma l'avevo capito pure io che le nostre prestazioni, per quanto frutto di un lavoro di squadra realmente encomiabile, trovavano la loro sublimazione nelle giocate di Cameron, che stava andando a ritmi insostenibili. La bontà di queste riflessioni la stiamo verificando in questo 2k-mese di gennaio nel quale non stiamo riuscendo a replicare i risultati di dicembre. Non che ci siano margini per lamentarsi, anzi dobbiamo sfruttare questi dati per riuscire a comprendere come gestire al meglio le nostre risorse ed arrivare al top ad aprile, quando si "apriranno le danze".
La seconda 2k-week effettiva di gennaio è ricca di sfide prestigiose: prima un back2back in trasferta @Spurs e @Bulls, poi capatina al Madison Square Garden, infine derby di L.A. da giocare da padroni di casa. Come detto, "il sophomore solo al comando" è determinante per i nostri risultati e nel back2back ci guida ad una doppia prestigiosissima vittoria. Contro San Antonio, ormai è chiaro, Cameron diventa una furia, domina letteralmente la gara con un controllo tecnico imbarazzante sugli avversari e cancella dalla partita Tony Parker; contro i Bulls serve invece un Kobe educatissimo per avere ragione di una squadra che si permette di avere in backcourt la coppia Rondo-Rose. Il tour tuttavia non si chiude benissimo, perché la trasferta al Madison è ricca di aspettative ma povera di risultati. Cameron e Bryant sentono la stanchezza, McGee prova a prendersi il palcoscenico, ma in un rocambolesco finale ci "dimentichiamo" di Hardaway Jr. che ci punisce da 3 regalando la vittoria ai suoi. Capita, non posso imputare niente ai ragazzi, specialmente se giocano un derby "così". "Così" in questo caso significa contratti e disattenti nel primo tempo, feroci e precisi nel secondo: sotto di 12 all'intervallo, giochiamo un terzo periodo in cui concediamo solo 14 punti a CP3 e compagni (recapitandone a destinazione 35) necessari per ribaltare la situazione e portare a casa una grande vittoria.
La prestazione nel derby è però una di quelle che lascia il segno nelle mie squadre le quali, ricordo, sono comunque "squadre femmina": dopo una vittoria così e con in vista lo scontro al vertice contro i Pacers, le sfide allo Staples contro Pelicans e T-Wolves hanno un risultato scontato. L. Perdiamo due gare in maniera indegna, fiacchi, slegati, svogliati e concediamo due record stagionali in entrambe le partite: Holiday ce ne recapita 33, Love si limita a prendere 18 rimbalzi. Ma il denominatore comune delle sconfitte è, oltre ovviamente a prestazioni di squadra da censurare, Cameron. Il ragazzo deve tirare il fiato e quando lo fa, per un processo di osmosi, la squadra abbassa il livello. Ci domina psicologicamente, ovviamente con una singola eccezione: Kobe Bryant. Il Mamba è l'unico che non dipende da Cameron, sta giocando una regular season sorniona, ma quando serve risponde sempre presente. È la nostra guida spirituale, il saggio a cui rivolgersi nei momenti di difficoltà, quasi come un re che ha abdicato ma i consigli al principe regnante non li nega. Ed il consiglio che ci regala contro i Pacers è di quelli che ti fanno vincere: "No Mercy". Cameron gioca una gara impressionante (flirtando con la tripla doppia), Butler mette la museruola a PG24, Kobe fa il Kobe, il resto della squadra torna a giocare come sa, può e deve e la W di prepotenza, che lancia un messaggio a tutta la lega, ce la prendiamo di slancio. 98-112 il risultato finale, contro i campioni in carica, contro la squadra in testa ad Est, contro chi rappresenta quello che vogliamo essere.

lunedì 4 agosto 2014

SIM14-Regular Season 2015-16: Lucky Thirteen

"...Cameron drives, the pass to Kobe, Kobe pump-fakes, dribbles, fadeaway jumper... good!! The Lakers now lead by 8 with less then twenty seconds remaining in the fourth quarter! They are less then twenty seconds far from their thirteenth win in a row!"
Trentuno Dicembre SIM14-2015. Siamo ad Oakland, ci aspettano i Warriors per l'ultima sfida del 2k-year: campo difficile, squadra tosta, ma noi rispondiamo presente e con Kobe che ci guida con 25 punti alla tredicesima vittoria consecutiva. Non è tanto il numero a fare impressione, quanto la durata temporale della nostra serie: chiudiamo Dicembre da imbattuti, un 2k-mese intero senza sconfitte. Si, perché prima dei Warriors avevamo messo a segno altre due vittorie, la prima contro i Sixers e la seconda contro i Suns, che ci avevano permesso di arrivare all'ultima gara del 2k-mese in corsa per il "mese perfetto"; impresa poi ottenuta contro Golden State. Era stato Cameron a guidarci nelle sfide in vista dei Warriors, ma nella "notte della storia" il protagonista è stato il Mamba. Non poteva essere altrimenti, doveva firmare necessariamente questa prestazione, doveva regolare un Klay Thompson che è ormai uno dei giocatori più solidi nel ruolo di guardia, doveva darci un segnale a livello psicologico. Ora non ho i mezzi per avere la certezza matematica, ma nei nostri 2k-world questo "mese perfetto" se non è un record poco ci manca. A livello personale, lo è quasi sicuramente!
"Anno nuovo, vita nuova" dice però il proverbio ed ecco allora che la nostra striscia si interrompe immediatamente nella prima partita del nuovo 2k-year: gli Spurs, ovvero la vera dinastia concorrente degli ultimi 20 anni ad ovest, ci omaggia dei festeggiamenti per il capodanno con una prestazione eccezionale e ci infligge come detto la prima sconfitta dopo tredici W. "Che sarà mai" si pensa in quel di L.A.; non sarà niente ma io conosco i miei polli ed allora la sconfitta di pura disattenzione contro i Bucks (78-82) quando eravamo avanti di 10 ad inizio quarto periodo fa scattare subito l'allarme nella mia testa: o nascondo subito "lo specchio" o noi siamo capacissimi di perderne 13 in fila perché siamo "le più belle, le più brave, quelle con il vestito migliore e che tutta la scuola invidia". La mossa riesce e nella doppia sfida in back2back a Detroit e Salt Lake City riprendiamo la nostra marcia. A Motown è Cameron, fresco vincitore del "player of the month" per Dicembre, a guidarci ad una superba W di ben 19 punti; ma la gara più bella è quella contro i Jazz: i discendenti di Stockton e Malone sono una bella squadretta, con Embiid che è già un mostro ed un talento medio molto alto; noi però giochiamo una partita da Squadra da Titolo, stando sempre concentrati e mettendo sempre i canestri pesanti. Arriva la W come detto, quella che ci permette di diritto di dire che siamo "le più belle, le più brave, quelle con il vestito migliore e che tutta la scuola invidia" e che guardano tutti dalla testa della classifica.

martedì 29 luglio 2014

SIM14-Regular Season 2015-16: Il derby sotto l'albero


"I don't want a lot for Christmas..." canta la splendida Mariah nei promo natalizi e pure io, seppur non vestito in maniera sexy e tacchi alti, né con voce suadente o intonata, negli spogliatoi dico ai ragazzi che non voglio molto: All I want for Christmas è una vittoria contro i Clippers nel primo derby natalizio della storia. La vittoria la otteniamo, ma con enorme fatica, dopo essere stati sotto per praticamente tre quarti e mezzo e rientrando con ferocia nel quarto finale (aperto sul -11). Cameron, manco a dirlo, è superbo perché ci guida in attacco splendidamente e soprattutto tiene difensivamente su CP3 in maniera encomiabile; ma l'encomio vero va fatto a Plumlee che rende umano un Blake Griffin che sta giocando la stagione della vita e che si è candidato prepotentemente al titolo di MVP. Ma la notizia vera è che la vittoria contro i Clippers è la nostra decima W consecutiva, fatto che, inevitabilmente, ci proietta in testa alla Western Conference.
Siamo infatti giunti al Christmas Event in carrozza: dopo la 2k-week dell'emotività abbiamo infatti continuato la nostra striscia di vittorie regolando allo Staples in sequenza Kings, Suns e Grizzlies. "Avessi detto..." penserete e invece no, perché sono state tutte gare combattute ed intense giocate contro squadre che le occasioni per portarsi a casa l'intera posta in palio le hanno avute. Il leitmotiv è comunque sempre quello: stiamo in bilico per praticamente i primi due quarti, talvolta andiamo anche sotto e siamo costretti a rimanere incollati alla gara con le unghie, per poi deflagrare clamorosamente a cavallo di terzo e quarto periodo, dove cambiamo marcia difensivamente e diventiamo infallibili offensivamente. Va così contro i Kings, che ci stacchiamo di dosso solo ad inizio quarto periodo; va incredibilmente così contro i lanciatissimi Suns (7-3 nelle ultime 10), contro i quali riusciamo ad impattare solo a 3 minuti dalla fine e poi a portare a casa la W grazie al mostruoso 38+12 di Cameron (con 6 rimbalzi e 2 stoppate di contorno); infine va tutto sommato così contro Memphis, che però ci dà grattacapi solo per mezza gara e che poi sprofonda dopo l'intervallo.
Dunque, quando alla vigilia del Natale NBA abbiamo il back2back @Minnesota-vs Pelicans, l'entusiasmo è altissimo e tanto basta per ripetere le prestazioni viste nella 2k-week precedente: primi due quarti di studio e poi allungo che arriva dopo il tè caldo (vorrei sapere a questo punto cosa mette Gary Vitti nel tè e perché non glielo fa bere ad inizio gara...). Poi arriva Mariah e con lei il "derby della storia" (che vinciamo noi ovviamente) che ci permette di suonare la "décima" W.
Ci stiamo abbattendo come una tempesta sulla lega, non stiamo facendo prigionieri e non si può dire che non avevamo avvertito. Ma ora sorge un dubbio: e se fosse troppo presto?

sabato 26 luglio 2014

SIM14-Regular Season 2015-16: Le promesse non mantenute... o si?

Proclami, annunci, dominio già scritto, titolo già in tasca... Ecco cosa si diceva a Lakerslandia dopo gli aggiustamenti delle rotazioni avvenuti appena una 2k-week fa e deflagrati prepotentemente contro Miami. Ma dopo la doppia sconfitta che ci infligge Portland, in back to back, prima a domicilio e poi al Rose Garden (o come diavolo si chiama ora), queste frasi lasciano spazio agli interrogativi. Sono veramente "da corsa" questi Lakers? I dubbi sono legittimi, una squadra che dichiara di aver trovato la quadratura del cerchio non si può permettere una doppia batosta contro la stessa squadra, peraltro dichiaratamente più debole, come quella che ci siamo presi nella doppia sfida contro i Blazers.
Con questi dubbi che ci attanagliano passiamo un paio di giorni in palestra, prima della seconda doppia sfida della 2k-week, questa volta in terra texana: back to back, Spurs e Rockets. Gli Spurs sono meno corazzata della scorsa 2k-stagione, hanno perso Ginobili (ritirato), Diaw e Leonard, ma hanno sempre Ariza e Deng nel motore, oltre al redivivo Okafor, e dunque sono una squadra difficilissima. Ma quando vede neroargento, Cameron si scatena: prima si concede il lusso di giocare da facilitatore, poi cancella Parker dalla partita ed infine, nei momenti decisivi, fa le giocate che valgono il 113-102 finale che significano vittoria scaccia-crisi. La prova del nove la dobbiamo però passare la sera dopo, visto che Houston lo scorso 2k-anno era andata prima ad ovest e dunque siamo consapevoli di affrontare una squadra di tutto rispetto che per ora sta un po' stentando. Ancora Cameron però gioca una partita straordinaria, 27+9+9, e pure questo esame è passato. Allora non era crisi, allora erano stati due scivoloni o due serate storte quelle contro i Blazers e non c'era bisogno d'allarmarsi...
Lo dobbiamo testare contro Boston, di nuovo allo Staples, in quella che è la sfida più importante della regular season. Inutile girarci attorno, i Celtics sono alla ricerca di loro stessi in piena fase di rebuilding, per una strana analogia con il real-world hanno draftato Smart, hanno scambiato Rondo con Boozer, hanno Leonard nel motore ma non sono una squadra temibile. Almeno non per noi, che ci concediamo il lusso di giocare al gatto col topo per tutto il match, con Bryant che piazza le zampate decisive in una partita emotivamente interessante ma non certo vibrante per contenuti. Poco male, per far restare tutti incollati ai teleschermi ci pensa il derby di L.A. che ci aspetta dopo tre giorni di riposo nello Staples "vestito povero". CP3 vs Cameron è ovviamente il titolo di copertina, Kobe Bryant che fa 31 punti è invece il contenuto di una sfida intensa e giocata sul filo del rasoio da entrambe le squadre, decisa a nostro favore solo nel finale grazie ad alcune giocate di pura concentrazione. 
Fanno 7 vittorie nelle ultime 10; striscia aperta di quattro vittorie in quattro sfide che, per motivi diversi, erano piuttosto delicate; primo posto ad ovest raggiunto e sfida lanciata ai Pacers per la testa assoluta della classifica. Questa volta, siamo costretti a crederci...

sabato 19 luglio 2014

SIM14-Regular Season 2015-16: La chiave di volta

Era evidente, lampante, sotto gli occhi di tutti, eppure io non riuscivo ad avere l'intuizione giusta! Poi, nella partita forse più complicata, arriva d'improvviso l'illuminazione ed ora lo possiamo dire, lo urliamo alla lega anzi: per l'anello, quest'anno, ci siamo anche noi! OK, sto farfugliando, mettiamo in ordine tutto.
Dopo la seconda vittoria stagionale contro OKC, proseguiamo la nostra Regular Season desiderosi di trovare la famosa costanza di cui siamo alla ricerca e la sfida contro i Raptors in un matinée domenicale allo Staples è il primo banco di prova per la nostra ricerca. Prova superata perché i Raptors, squadra comunque di alto livello ad Est, vengono letteralmente lacerati dalla nostra superba prestazione di squadra. A fare impressione è il nostro livello difensivo, visto che teniamo Toronto a soli 75 punti a fronte dei 101 segnati. Dopo un periodo abbastanza intenso, abbiamo tre giorni di riposo che ci servono per preparare la doppia sfida in back to back contro i Kings. La prima gara si gioca a Sacramento, per la seconda, invece, si andrà allo Staples. La sfida nella capitale politica della California è uno spettacolo: partiamo male da fare schifo, andiamo sotto di 16 poi, nel terzo quarto, allunghiamo la difesa ed iniziamo a recuperare una caterva di palloni, rivoltiamo il match, passiamo in vantaggio ed alla fine allunghiamo con un Cameron super protagonista da 41 punti e 12 assist! È un capolavoro, perché con questa rocambolesca vittoria mettiamo la classica pulce nell'orecchio ai Kings, che la sera dopo, allo Staples, si fanno prendere dalla paura di vincere e questa volta, per portare a casa la W, non abbiamo neanche bisogno di allungare la difesa! Suoniamo la quinta sinfonia e se era la continuità che cercavo, beh, eccomi servito!
Ma si può essere dubbiosi della propria squadra nonostante una striscia aperta di cinque vittorie? Evidentemente sì o, perlomeno, io lo ero perché nonostante le vittorie c'era qualcosa che non andava nelle rotazioni, notavo che in qualche modo stavo sbagliando qualcosa, i parziali subiti erano là a confermare la mia ipotesi e le rimonte forsennate nascondevano il problema. Ma quando, nella prima partita di un mini-tour ad est, contro i Wizards subiamo l'ennesimo parziale, questa volta senza rimonta, che ci costa il primo stop dopo 5 vittorie, mi convinco che la mia sensazione è corretta. Sbaglio qualcosa ed il problema si chiama "Ryan Kelly". Il prodotto di Duke è diventato fondamentale nelle mie rotazioni; non si tratta di farlo giocare trenta minuti si tratta di non riuscire a rinunciare ai suoi 10 minuti di qualità dalla panca, che sono fondamentali come quelli di Jeff Taylor e di Wesley Johnson. Ma sono tre per i due posti di ala (grande o piccola) e non riesco a soddisfare le mie esigenze, considerato anche che Bazemore sta un po' faticando nei suoi scampoli di partita. Andiamo a Miami e siamo di nuovo sotto, io lo so che c'è qualcosa che non va e mi sto scervellando ma non capisco come far giocare quei tre il giusto quando, improvvisamente, ecco la chiave: giocano assieme! Wes scala a guardia, Taylor AP e Kelly AG!!! Era elementare, semplice ma anche impossibile da vedere per me! Eh, ma ora cambia tutto, cambiano i miei Lakers, perché rimontiamo e vinciamo contro una Miami imbottita di giovani e con il peggior LBJ di sempre a livello realizzativo (viaggia a 16 di media, ce ne fa 18 con un pessimo 2 su 9 da tre in una gara tiratissima. Ma non è solo nella sfida agli Heat che è cambiata qualcosa, è tutto ad essere cambiato: in back to back abbiamo ragione di Orlando con una magia di Kobe allo scadere (ed una difesa di Butler sull'ultimo possesso che impedisce la replica agli avversari) e poi, di ritorno allo Staples, teniamo OKC (terza sfida stagionale, la quarta sarà ad aprile, chi fa i calendari?) a soli 69 punti e portiamo a casa la W numero 8 nelle ultime 10 gare giocate.
Non capivo dove sbagliavo, ora abbiamo trovato la chiave di volta. Stai attenta NBA!

giovedì 17 luglio 2014

SIM14-Regular Season 2015-16: Gara 8 e l'inizio del viaggio

Ormai è appurato: agli Dei del Basket piace scherzare e venir fuori con incroci clamorosi solo ed esclusivamente per "vedere di nascosto l'effetto che fa". Perché solo gli Dei del Basket possono pensare di farci incontrare all'esordio i Thunder, allo Staples, in quella che sembra a tutti gli effetti una gara 8 della serie degli scorsi playoff: le squadre hanno cambiato poco; ci sono precedenti; il clima che si respira allo Staples è elettrico, chiaramente eccitato dalla voglia di vendetta della gente di L.A., ancora scottata dalla debacle di gara 7. Si presentano con Tyson Chandler in quintetto i Thunder, noi invece abbiamo Butler in AP (per prepararlo a questa sfida l'abbiamo tenuto in una gabbia senza mangiare ed andavamo a stuzzicarlo travestiti da KD35) ed una novità tattica non indifferente: no pick and roll per Kobe, dal quale mi aspetto molto più gioco off-the-ball. La partita, inutile dirlo, è bellissima. Non sembra la prima di RS, sembra veramente "gara 8", con le due squadre che si affrontano a viso aperto, che lottano al massimo delle loro potenzialità, cercando di far capire all'avversario che tutto o niente (dipende dai punti di vista) è cambiato. Ma l'assenza di Westbrook, infortunatosi in amichevole ed in dubbio per la stagione (stop di 4-6 mesi per lui), pesa e noi usciamo alla lunga: non si passa allo Staples, vinciamo noi, grazie anche ad un Cameron che fa il suo esordio in stagione con 25 punti e 17 assist (il nostro top scorer è comunque Kobe con 31).
Abbiamo un solo giorno di riposo e poi ci vengono a far visita i Blazers. Visto il promettente inizio, contro una squadra rivale e di buon livello mi aspetto la replica della prestazione ottima vista contro OKC. Invece, scendiamo in campo molli, scarichi, con il linguaggio del corpo sbagliato e, clamorosamente, ci facciamo sorprendere da Portland che passa allo Staples 115-107. Poco male, un giorno di riposo e andiamo a Denver dove, ovviamente, mi aspetto una vittoria. I Nuggets sono un'eterna incompiuta ormai, ma ci servono 40 punti di un sontuoso Kobe Bryant per portare a casa la W a dir poco rocambolesca per 101-100. No così non va, siamo ancora alla ricerca dei nostri equilibri ed infatti nella trasferta di Dallas crolliamo sotto i colpi dei lanciatissimi Mavs del rookie Jabari Parker ed autori di una campagna acquisti davvero niente male. Siamo in back to back a Memphis ed arriviamo dunque nella città degli orsetti in condizioni non certamente esaltanti: serve una grande prestazione contro una squadra in ricostruzione e la grande prestazione arriva, perché giochiamo finalmente convinti e sicuri dei nostri mezzi, torniamo a divertirci ed i risultati si vedono. Grande W dunque che scaccia i cattivi pensieri e ci proietta alla seconda 2k-week di regular season con tutti i buoni propositi intatti.
Ecco, i buoni propositi ci sarebbero pure, ma se poi contro i T-Wolves, di nuovo allo Staples dopo tre trasferte, mandiamo in atto il più classico del "predicare bene ma razzolare male", non possiamo far altro che lamentarci con noi stessi per la terza sconfitta stagionale, la seconda in casa. Ok, è allarme rosso ad El Segundo, mi vedo costretto a convocare i ragazzi per una sessione di allenamento straordinaria perché evidentemente c'è qualcosa che non va o nelle nostre teste o nelle nostre gambe. Il risultato ottenuto da questa scelta è magnifico, perché finalmente riusciamo ad inanellare due vittorie in fila. La prima contro i Mavs, schiantati per 90-110 in una gara stra-dominata dal primo all'ultimo secondo e che conta come prima sconfitta stagionale per i Texani; la seconda contro OKC, in  quella che è stata ribattezzata "gara 9", in uno slancio di non-immaginazione dei giornalisti. Al di là di tutto, la gara contro OKC è un'iniezione di entusiasmo non indifferente, nonostante l'assenza di Westbrook, perché ci dà un minimo di continuità. Da segnalare in questa "gara 9", la tripla doppia di Cameron: 22 punti, 11 rimbalzi, 12 assist per il prodotto di Syracuse.
Non certo una "partenza sprint" quella nostra, ma le scelte radicali prese non sono facili da assimilare per la squadra. La speranza è che il lavoro di oggi paghi nel futuro!

sabato 12 luglio 2014

SIM14-Summer 2015: Arrivano i Monstars!

25, 26 e 55 non è un terno secco sulla ruota di Los Angeles, ma le scelte che abbiamo a disposizione la notte del SIM14-draft 2015. Eh già, l'attesissima draft class 2014 fa, con un 2k-year di ritardo, il suo sbarco nel SIM14-world e l'attesa per vedere questi super-rookies è sempre più alta! Chi andrà per primo? Wiggins? Parker? Embiid? E chi farà la steal del draft? I soliti Spurs?
Nel nostro piccolo, il piano è in realtà abbastanza chiaro. Con il ritiro di Nash e con una squadra abbastanza giovane, l'obiettivo principale è quello di prendere un play di riserva e poi cercare di mantenere flessibilità per cercare di accompagnare nel miglior modo possibile Bryant alla pensione. L'uomo dei nostri sogni è dunque Shabazz Napier, ovvero un giocatore già pronto e solido, playmaker, competitivo, ideale per sostituire un Nash che giocava meno di 10 minuti a partita. Il "Big Fish" abbiamo intenzione di cercarlo in free agency, ma le squadre che vincono non si fanno solo con i nomi altisonanti ma anche con i mestieranti che sanno farsi trovare al posto giusto al momento giusto e riteniamo che Napier abbia questa caratteristica. Ma, si sa, nella notte del draft può succedere tutto ed il contrario di tutto. Ed il contrario di tutto è che quando tocca a noi scegliere, alla 25, c'è un nome che non possiamo passare: Dante Exum, oggetto misterioso e contemporaneamente sogno proibito di 30 squadre NBA è ancora là, tra i giocatori non scelti. Come fai a non scommettere su Exum alla 25, ma se prendo Exum il play di riserva ce l'ho e Napier non serve. "Al cuor non si comanda" si dice, ma qui non c'è il lieto fine, non facciamo la scelta ad effetto, non andiamo controcorrente: prendiamo Exum (overall 75) alla 25!!! La stampa è spaccata, c'è chi dice che ventiquattro GM prima di noi piangeranno lacrime amare e chi invece dice che prendere un giocatore che non ha giocato neanche un secondo in USA e non è mai stato un professionista è una follia a prescindere. Vedremo...
Dopo la notte del draft arriva il momento più delicato, ovvero quello della free agency. Abbiamo praticamente la MLE da offrire sul mercato, perché lo spazio rimanente lo usiamo per rifirmare Taylor e Antetokounmpo (quest'ultimo quadriennale da 1,4 Mln a salire). Ci sono nomi importanti, Melo su tutti, ma noi la stella ce l'abbiamo in casa e la steal del draft siamo sicuri di averla fatta, al resto ci penserà la crescita dei ragazzi e del gruppo, cementificato da una stagione eccezionale. Serve solo un pezzo e lo troviamo: gli offriamo tutta la MLE e ci portiamo a casa per tre anni Jimmy Butler! Il resto della free agency non la controlliamo neanche, perché siamo già proiettati sul periodo degli scambi.
La squadra è solida, l'abbiamo già detto, ma con Exum e Butler siamo diventati in troppi tra gli esterni e poi Hill è sì un buon giocatore, ma non credo sia sufficiente per fare il terzo lungo. Dobbiamo sfoltire e fare il salto di qualità sotto canestro ed allora ci rivolgiamo ai Cavs: Fournier (peccato perché ci credevo in lui) + Hill per Spencer Hawes è la trade che ritengo possa chiudere il cerchio (ci sono anche delle scelte nel mezzo). Ritengo che siamo al completo, il nostro mercato è chiuso e ci tuffiamo subito nella preseason con questo roster:

PM: Cameron, Exum.
G: Bryant, Bazemore.
AP: Butler, Johnson, Taylor.
AG: Plumlee, Kelly, Antetokounmpo.
C: McGee, Hawes.

Saranno da titolo questi Lakers?