Era evidente, lampante, sotto gli occhi di tutti, eppure io non riuscivo ad avere l'intuizione giusta! Poi, nella partita forse più complicata, arriva d'improvviso l'illuminazione ed ora lo possiamo dire, lo urliamo alla lega anzi: per l'anello, quest'anno, ci siamo anche noi! OK, sto farfugliando, mettiamo in ordine tutto.
Dopo la seconda vittoria stagionale contro OKC, proseguiamo la nostra Regular Season desiderosi di trovare la famosa costanza di cui siamo alla ricerca e la sfida contro i Raptors in un matinée domenicale allo Staples è il primo banco di prova per la nostra ricerca. Prova superata perché i Raptors, squadra comunque di alto livello ad Est, vengono letteralmente lacerati dalla nostra superba prestazione di squadra. A fare impressione è il nostro livello difensivo, visto che teniamo Toronto a soli 75 punti a fronte dei 101 segnati. Dopo un periodo abbastanza intenso, abbiamo tre giorni di riposo che ci servono per preparare la doppia sfida in back to back contro i Kings. La prima gara si gioca a Sacramento, per la seconda, invece, si andrà allo Staples. La sfida nella capitale politica della California è uno spettacolo: partiamo male da fare schifo, andiamo sotto di 16 poi, nel terzo quarto, allunghiamo la difesa ed iniziamo a recuperare una caterva di palloni, rivoltiamo il match, passiamo in vantaggio ed alla fine allunghiamo con un Cameron super protagonista da 41 punti e 12 assist! È un capolavoro, perché con questa rocambolesca vittoria mettiamo la classica pulce nell'orecchio ai Kings, che la sera dopo, allo Staples, si fanno prendere dalla paura di vincere e questa volta, per portare a casa la W, non abbiamo neanche bisogno di allungare la difesa! Suoniamo la quinta sinfonia e se era la continuità che cercavo, beh, eccomi servito!
Ma si può essere dubbiosi della propria squadra nonostante una striscia aperta di cinque vittorie? Evidentemente sì o, perlomeno, io lo ero perché nonostante le vittorie c'era qualcosa che non andava nelle rotazioni, notavo che in qualche modo stavo sbagliando qualcosa, i parziali subiti erano là a confermare la mia ipotesi e le rimonte forsennate nascondevano il problema. Ma quando, nella prima partita di un mini-tour ad est, contro i Wizards subiamo l'ennesimo parziale, questa volta senza rimonta, che ci costa il primo stop dopo 5 vittorie, mi convinco che la mia sensazione è corretta. Sbaglio qualcosa ed il problema si chiama "Ryan Kelly". Il prodotto di Duke è diventato fondamentale nelle mie rotazioni; non si tratta di farlo giocare trenta minuti si tratta di non riuscire a rinunciare ai suoi 10 minuti di qualità dalla panca, che sono fondamentali come quelli di Jeff Taylor e di Wesley Johnson. Ma sono tre per i due posti di ala (grande o piccola) e non riesco a soddisfare le mie esigenze, considerato anche che Bazemore sta un po' faticando nei suoi scampoli di partita. Andiamo a Miami e siamo di nuovo sotto, io lo so che c'è qualcosa che non va e mi sto scervellando ma non capisco come far giocare quei tre il giusto quando, improvvisamente, ecco la chiave: giocano assieme! Wes scala a guardia, Taylor AP e Kelly AG!!! Era elementare, semplice ma anche impossibile da vedere per me! Eh, ma ora cambia tutto, cambiano i miei Lakers, perché rimontiamo e vinciamo contro una Miami imbottita di giovani e con il peggior LBJ di sempre a livello realizzativo (viaggia a 16 di media, ce ne fa 18 con un pessimo 2 su 9 da tre in una gara tiratissima. Ma non è solo nella sfida agli Heat che è cambiata qualcosa, è tutto ad essere cambiato: in back to back abbiamo ragione di Orlando con una magia di Kobe allo scadere (ed una difesa di Butler sull'ultimo possesso che impedisce la replica agli avversari) e poi, di ritorno allo Staples, teniamo OKC (terza sfida stagionale, la quarta sarà ad aprile, chi fa i calendari?) a soli 69 punti e portiamo a casa la W numero 8 nelle ultime 10 gare giocate.
Non capivo dove sbagliavo, ora abbiamo trovato la chiave di volta. Stai attenta NBA!