Game 3
La serie finale si sposta in California, a Los Angeles per essere più precisi, con i Lakers che hanno doppiamente ribaltato il fattore campo. I gialloviola, avanti 2-0, hanno l'opportunità di chiudere la serie ma i conti si faranno solo alla fine. Chicago è chiamata al riscatto, deve vincerne almeno due allo Staples per potersi permettere sogni di gloria.
Lo Staples è rumorosissimo all'ingresso in campo delle squadre, ma chi si aspetta dei Bulls arrendevoli e dei Lakers che giocano sul velluto è deluso: la partita parte subito a ritmi forsennati da una parte e dall'altra, con difese attente e attacchi efficaci. Rose e Crawford fanno capire agli avversari che non sarà una passeggiata, ma i Lakers fanno anche di peggio e si incartano nella loro stessa sicurezza: la "sindrome dello specchio" arcinota per la compagine gialloviola, colpisce inesorabile ed i Lakers perdono tutta la loro verve diventando una squadra "di signorine". Chicago coglie l'attimo e va via, si porta addirittura sul +15 e sembra involarsi verso una vittoria facile. Niente di più sbagliato, perché tra le "signorine" si aggirano due "camionisti" travestiti male da donne: Kobe e Steve. I due prendono per mano l'attacco dei padroni di casa e iniziano a rosicchiare terreno, cosicché a fine primo tempo si arriva con i Bulls sopra solo di 6.
La partita è apertissima e la mutazione dei Lakers negli spogliatoi si avverte immediatamente alla riapertura delle ostilità: Gasol e Howard iniziano ad essere coinvolti con maggiore frequenza, la difesa dei lacustri è più efficace ed in generale c'è una maggiore voglia di lottare da parte dei padroni di casa, che riescono ad issarsi fino ad un incredibile +8. Chicago però ha la forza di reagire e trova punti importanti da parte di Deng e dal solito Crawford e quando finisce il terzo quarto il punteggio è ancora in parità.
L'equilibrio regna sovrano per tutto il quarto periodo, nessuna delle due squadre pare essere in grado di affondare il colpo vincente, quello del K.O. che ti permette di portare a casa la gara, e così si arriva inesorabilmente agli ultimi possessi con la situazione in bilico. I Lakers vanno per la loro soluzione più sicura in questi casi, ovvero pick and roll centrale tra Kobe e Pau, e prendono 3 punti di margine che sembrano decisivi, visto pure che Chicago riesce a segnare solo con Noah su tap-in e che Nash segna i liberi del nuovo +3 lasciando 4 secondi ai Bulls privi di time out. Rimessa Deng, Rose prende la palla con Nash che lo bracca, il numero #1 dei Bulls si avvicina e da centrocampo lascia partire la preghiera con la sirena che suona: SOLO RETE!!! Ma gli arbitri lo devono rivedere!!!! Dopo un po' di consultazione, la decisione dei direttori di gara è che il canestro è buono: OVERTIME!!!
I Lakers non ci sono più con la testa, si sono visti sfuggire una vittoria sofferta ma meritatissima e nel supplementare non scendono neanche in campo. È un gioco da ragazzi per Chicago, che vince e mette il primo sigillo nella serie: c'è ancora speranza per i Tori!
Finisce 121-109 Bulls. MVP uno straordinario e miracoloso Derrick Rose, autore di 39 punti e 15 assist. 31 per Crawford e 20 per Deng, ma spicca il il 13+15 di Noah. Per Los Angeles, la prova da 29 punti, 7 rimbalzi e 9 assist di Kobe è effimera.
Game 4
L'occasione della vita per Chicago: vincere per ristabilire una parità nella serie che pareva ormai compromessa, per tentare un'impresa degna dei Bulls. I Lakers sono chiamati alla rivalsa, ci si chiede se la sconfitta di gara 3 non ha lasciato crepe o minato le certezze dei gialloviola: una sconfitta eventuale in gara 4 sarebbe devastante.
Ricordate le signorine in campo con la maglia gialloviola ad inizio gara 3? Bene, dimenticatele perché ora i Lakers schierano cinque lupi tenuti a digiuno per 3 giorni e con i Tori che appaiono degli agnellini ai loro occhi. Chicago è stanca per la partita precedente, dove il dispendio fisico e mentale è stato pesantissimo, mentre i Lakers sono aggressivi e pronti a combattere. Howard viene servito con una regolarità clamorosa, tutte ricezioni dinamiche, e Superman sin da subito issa i suoi su un vantaggio stabile poco sotto i 10 punti. Rose non ci sta e con Crawford tiene i Bulls a contatto, addirittura con un crossover più palleggio arresto e tiro mette a sedere Nash con la palla del -2, ma i Lakers sono troppo più solidi ed alla fine del secondo quarto ristabiliscono le distanze portandosi sul +7.
Al rientro ci si aspetta la reazione di Chicago, si assisterà invece a qualcosa di incredibile. I Lakers diventano improvvisamente impermeabili in difesa e trovano con Ron Artest quelle tre conclusioni che cambiano emozionalmente la partita: diventa un massacro, Chicago non segna più, perde una quantità impressionante di palloni, non racimola un solo rimbalzo offensivo mentre i Lakers giocano sui 48 metri, segnando a ripetizione e distruggendo gli avversari. Il terzo quarto si chiude con un parziale clamoroso di 49-15 per i Lakers ed il punteggio ad inizio quarto periodo è incredibile, specie considerando l'andamento della serie finora: i padroni di casa sono avanti 100 a 60, con 40 punti di vantaggio e 100 punti segnati in tre quarti!!
Il quarto quarto è una lunga attesa verso la sirena finale, con solo le riserve delle due squadre in campo. Chicago è al tappeto e a L.A. si sta iniziando a comprare lo champagne da mettere in frigo: gara 5, ultima partita stagionale allo Staples, potrebbe essere decisiva per l'assegnazione del titolo.
Finisce 89-115 Lakers. MVP DH12, 35 punti e 11 rimbalzi in 25 minuti di impiego. Per i Lakers, bravi tutti, con una menzione d'onore per MWP-Ron Artest autore delle giocate che hanno cambiato emotivamente la gara nel terzo quarto. Chicago è assente tutta, solo Rose con 26 punti prova a salvarsi, ma non basta!
CLAMOROSO. Queste Finals, che vedranno i Lakers campioni, entrano comunque nell'albo dei ricordi per queste due partite qua, per l'epilogo incredibile di garatre e lo "Staples Massacre" di garaquattro. La preghiera di Derrick Rose da metacampo all'ultimo secondo per i tempi supplementari rimanda a quella di Jerry West contro i Knicks nelle Finals degli anni Settata https://www.youtube.com/watch?v=Txl1_sVerNk ASSURDO!
RispondiEliminaMa ancora più assurda, anzi inconcepibile, è stata garaquattro! Chicago, rimessa in piedi dal tiro da metacampo di Rose, che si squaglia come neve in un forno... 3-1, il titolo ora è lì!
Si, esattamente come quello di West. Non ci credevo, avevamo vinto una partita tiratissima e ci hanno invece sconfitto.
RispondiEliminaIn gara 4 questa squadra ha però giocato la partita della vita. Mai vista una cosa del genere: in difesa sembrava fossimo in 8 mentre in attacco non sbagliavamo un passaggio o un tiro e correvamo il campo come dei ragazzini. Abbiamo messo tutto quello che avevamo nel terzo quarto, non è possibile pensare di replicare una prestazione del genere.
Il titolo è ad un passo, è arrivato il momento di compierlo quel passo...
Clamorosa una prestazione difensiva del genere, soprattutto dopo l'esito di garatre, una partita che se non ha affossato il morale dei Lakers, quantomeno poteva alzare clamorosamente quello dei Bulls! E invece è accaduto tutto il contrario. Il titolo arriverà in garacinque, lo sento nell'aria. I Lakers non se lo faranno sfuggire alla quinta.
RispondiEliminaA meno che Kobe non faccia 100 punti in garacinque, l'Mvp andrà ad Howard per via delle statistiche in double figures. Da Chicago mi aspettavo di più, ma questi Lakers sono veramente una roba disumana. Basti solo pensare che in questi playoff hanno perso solo due partite. Sì, ma come? Una simulata (e dunque non farebbe testo), l'altra con un tiro da metacampo...
Infatti, dopo gara 3, pensavo che per battere i Bulls ci sarebbero volute le cannonate. Invece abbiamo iniziato la partita con l'aggressività giusta, concentrati e attenti come non mai e, soprattutto, lo specchio che c'è all'ingresso del campo l'abbiamo trovato girato con scritto "ripassa più tardi". Chicago è rimasta sorpresa, non si aspettava una risposta di questo livello ed è finita a -9. Poi, dopo la pausa, non c'è stata più partita. Abbiamo messo realmente tutto, avremmo potuto battere il Dream Team 1992 con quel terzo quarto. Eravamo con tutti gli effettivi al massimo, Gasol sembrava un giocatore dei Bad Boys, correvamo il campo come i Lakers dello Showtime con Metta nei panni di Worthy, solo che in difesa Nash si era trasformato in Payton, Gasol si era trasformato in Rodman e Kobe era sempre lui ma ringiovanito di 10 anni.
RispondiEliminaPer l'MVP delle Finals (eventuale): Darlo a Kobe sarebbe onestamente un premio alla carriera. Spesso non si capisce attraverso quello che scrivo, Bryant sta facendo le giocate emozionali ma la costanza che sta avendo DH12 è realmente impressionante. Al di là delle cifre (Bryant sta andando costantemente nei pressi della tripla doppia) è proprio l'impatto ad essere diverso. Per fare un paragone culinario, Howard prepara antipasto, primo, secondo, frutta e la torta, mentre Kobe ci mette solo la ciliegina sulla torta. Che poi la ciliegina sia importantissima è indubbio, ma l'impressione è che DH12 volutamente lasci l'ultima operazione a Kobe è abbastanza presente. L'MVP vero è Superman, e lo dico io che per Bryant sbavo...
Veramente clamoroso.
RispondiEliminaGara 4 è stata veramente un massacro, e il tiro di Rose ha dell' incredibile!
Per il resto, la festa per il titolo è solo rimandata.
Si, Howard credo rientri nella top 3 dei giocatori potenzialmente piú forti del gioco, anche piú dei vari LeBron, Kobe, Durant ecc..
E poi la costanza che ha è veramente sorprendente
Howard è un 2,11 per 120 kg di fibre elastiche tirate al massimo con l'"aggravante" di aver la caviglina sottile da grillo che gli permette rapidi stacchi in aria anche in spazi ristretti. Ha inoltre il vantaggio di essere sbarcati in un'epoca dove non c'è quasi nessun centro grande e grosso pronto a contrastarlo e dunque ha pure campo abbastanza libero. Non deve affrontare Shaq, Olajuwon, Ewing o anche solo un Luc Longley o un Greg Ostertag. C'è solo un Hibbert che forse può impensierirlo.
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