giovedì 6 dicembre 2012

2k13-Playoff 2013: Western Conference Finals; Lakers@Thunder; Game 3 & Game 4

Game 3
Il ritorno di Russell Westbrook come faro della speranza e la consapevolezza di una gara da vincere per non rischiare di diventare un'eterna incompiuta di Oklahoma City si scontrano contro la voglia matta di fare la storia dei Lakers. La Chesapeake Arena è un'enorme marea blu: per il Thunderdome e per i tifosi che lo riempiono è la partita dell'anno!
L'inizio dei Thunder è da fare atterrire un rinoceronte imbufalito. Durant, Martin e Westbrook hanno il coltello tra i denti e mettono subito le marce alte e i Lakers sono colti di sorpresa. +9 poi anche +13 e OKC ruggisce con l'obiettivo di spaventare gli avversari. Ma i Lakers ne hanno viste di cotte e di crude e iniziano una lenta ma inesorabile risalita. Kobe traccia la via, Howard e Nash tendono a seguirlo e Gasol si mette in fila per non lasciare tutto il divertimento agli altri. La partita è impressionante per intensità e qualità di gioco. Se da un lato i Lakers usano il fioretto, giocando una pallacanestro tecnica e ragionata, dall'altro lato i Thunder corrono come dei dannati, tengono ritmi altissimi e la mettono sul piano fisico dove non sono contenibili. Il risultato a metà partita di 49-53 per OKC indica che l'equilibrio in campo è riuscito a regnare sovrano e si prospetta un secondo tempo da urlo.
Il rientro non è certamente adatto ai deboli di cuore. Martin spara da tre come una MG42 in dotazione all'esercito tedesco durante la Seconda Guerra Mondiale, ma Kobe investe su Pau Gasol ed il catalano tiene i Lakers in scia con giocate di alta scuola. I Lakers resistono all'impatto devastante dei Thunder che lentamente vedono svanire le proprie certezze. I ritmi forsennati tenuti si pagano alla lunga e OKC è costretta a scoprire il fianco per recuperare le forze: Bryant azzanna la preda e cambia l'inerzia della partita, con 8 punti in fila che portano i gialloviola sul +3 con poco meno di un quarto da giocare.
Durant però ha altri programmi e si carica la squadra sulle spalle. The Durantula è inarrestabile e produce punti ed assist in quantità industriale, ma l'equilibrio continua a non volersi spezzare. Si arriva con 48 secondi sul cronometro dell'ultimo quarto con i Lakers sul +1 ma palla in mano Thunder. Durant prende la palla dalla rimessa e sembra intenzionato ad andare fino in fondo. Artest lo aspetta due passi più avanti la linea dei tre punti, Durant palleggia e fa una finta per sbilanciare il #15 gialloviola che per tutta risposta allunga il braccio sinistro e sporca il pallone a KD35: è un'attimo, Durant è spiazzato, Artest si getta sul pallone e lo recupera clamorosamente, poi da terra serve Kobe che si invola  in contropiede uno contro tre. Il Mamba penetra nonostante l'inferiorità numerica, non si ferma e "segna, subisce il fallo e andrà in lunetta col libero SUPPLEMENTARE!" (cit.). È la giocata della partita, a fissare il risultato ci penseranno i liberi: in gara 3, passano i Lakers!
Finisce 108-105 Lakers. MVP Kobe Bryant: 27 punti e 9 rimbalzi per lui. 25 punti per Gasol, altra gran doppia doppia per Howard con 22 punti e 13 rimbalzi. Durant ne fa 31 (ma sanguinosa la sua persa nel finale), Westbrook ne aggiunge 18 con 12 assist e Martin ne fa 29: ancora insufficiente per battere i Lakers.


Game 3
"Not in our home" è il motto per i Thunder. Sotto 0-3 nella serie ad OKC servirebbero miracoli assortiti. Il primo si chiama vincere gara 4 ma per farlo bisogna battere questi Lakers quasi perfetti finora nei playoff. Los Angeles sente profumo di finale, schienare definitivamente i padroni di casa sarebbe il modo migliore per assaporarla direttamente.
L'inizio di gara è superlativo. OKC gioca a mente sgombra e si cala subito nella parte di "quella sporca dozzina", giocando una pallacanestro fisica, semplice ma comunque efficace. I Lakers corrono sempre meno degli avversari, ma mentalmente sono delle rocce di granito e non si scompongono di fronte a nulla. Nash incappa presto in problemi di falli ed allora gli ospiti mettono in mostra uno straordinario Kobe Bryant creatore di gioco. Il Mamba è uno spettacolo: segna, regala assist, difende con ferocia ed attacca con eleganza, relegando gli altri 9 giocatori in campo al ruolo di comparse. I Lakers si portano in vantaggio, ma non riescono a piazzare il colpo da K.O. perché Metta World Peace attenta all'incolumità dei ferri del Thunderdome sparando "bricks" in continuità. OKC è in partita, con Martin straordinaria punta di diamante di un attacco comunque efficiente seppur non spettacolare. I Thunder mettono la freccia sul finale di secondo periodo e all'intervallo lungo si arriva con i padroni di casa sul +8.
Ma a Catania si dice che "i cavaddi si virunu ri strada longa" (ovvero "i cavalli si notano sulle grandi distanze") e questi Lakers "cavalli di razza" lo sono sicuramente. I gialloviola rientrano, con Nash che si alterna al timone con Kobe e Gasol che inventa dal post, ma i Thunder non mollano e la situazione di equilibrio si ripresenta puntuale. La gara è piacevolissima, i padroni di casa sono pronti a tutto pur di non alzare bandiera bianca e gettano il cuore oltre l'ostacolo recuperando una quantità di rimbalzi offensivi realmente spropositata, cosa che genera inevitabilmente una caterva di "second chance points". La sequela di "botta e risposta"continua inesorabile e si prospetta un altro finale tirato.
Il quarto quarto è terreno di caccia per Durant, che prova a spezzare le reni alla resistenza lacustre, che però si affida ad un Nash perfetto dal campo e ad un Kobe Bryant stellare. I Lakers riescono a mettere la testa avanti e mettono in cascina quei punti che fanno saltare i nervi ai Thunder: dopo una buona circolazione, OKC ha la palla del -2 con 1:03 da giocare, ma Ibaka sbaglia il piazzato wide open dalla media (tiro ampiamente nelle sue corde) ed il rimbalzo gialloviola è pesantissimo. Kobe va dall'altro lato, vuole giocare con il cronometro ma la scelta dei Thunder è tanto condivisibile quanto azzardata perché arriva il raddoppio di Durant su Bryant, già marcato da Sefolosha. Il Mamba è lesto a servire Artest, lasciato solo per la tripla piedi per terra (dato il suo 0 su 5), Artest prende e spara e l'immagine di lui che si bacia i bicipiti ha già fatto il giro del mondo. Sono i classici chiodi sulla bara, è l'immagine dei Lakers CAMPIONI DELLA WESTERN CONFERENCE 2013!
Finisce 111-104 Lakers. MVP un Black Mamba che flirta con la tripla doppia: 26 punti ma anche 8 rimbalzi e 9 assist. Nash e Gasol ne fanno 20 a testa, DH12 ne sigla 23 con soli 7 rimbalzi, Ron Artest o Metta World Peace che dir si voglia fa 5 punti, uno più decisivo dell'altro, conditi da 11 rimbalzi. Soliti KD e Martin stellari, Westbrook paga parecchio rispetto a gara 3 la mancanza di ritmo partita, ma OKC viene spazzata da una durezza mentale dei Lakers realmente eccezionale. Per i Thunder si aprono ora i processi.

What about Bulls-76ers
Bynum culla a lungo il sogno di ritrovare la sua ex-squadra in finale, ma i Bulls sono troppo forti e giungono meritatamente alla finale, portando a casa la serie 4-1.
È la prima serie finale tra Bulls e Lakers dalla celeberrima serie del 1991, quella che sancì il vero passaggio di testimone da Magic e Bird a MJ. Ora Rose ci riproverà a farlo con Kobe, ma il Mamba non vede l'ora di alzare il sesto anello per raggiungere sua maestà Michael.

4 commenti:

  1. Il Mamba contro i Bulls di Rose: tanta roba.
    Per il resto, nulla da dire: questi Lakers sono solidissimi, e onestamente non vedo come tu non possa vincere questo titolo. 4-0 ai Thunder é veramente una semi-impresa: certo, senza Kobe in gara 3 forse la serie si sarebbe allungata, ma tant'é..

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  2. MIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIINCHIA! Qui siamo di fronte alla squadra più forte di tutti i tempi. Questi Lakers hanno raggiunto un tale livello di perfezione che nella stagione 2013-14 non vedo come non possano battere il record delle 72 vittorie dei Bulls.
    La squadra è di fatto imbattuta nei playoff, perchè l'unica sconfitta proviene da una gara simulata; e la sensazione che i gialloviola possano portare a casa la partita come e quando vogliono è nettissima.
    Ora resta da vedere la consistanza di questi Bulls. Anche loro stanno distruggendo tutti nei playoff ma come si comporteranno al cospetto dei grandi Lakers? Riusciranno a portare a casa una gara, oppure anche loro verranno massacrati 4-0?

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  3. @Browns: grande merito va anche ad Artest. La giocata della partita l'ha fatta lui sia in gara 3 che in gara 4. Certo che Kobe il suo l'ha portato sempre e soprattutto nei momenti decisivi...

    @Barba: ci attende la finale più giusta. Le squadre migliori in RS e ai playoff si scontrano per la sfida finale. Certo che noi facciamo paura...

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  4. Una delle qualità di Metta sempre poco evidenziate, almeno sui 2kcampi, è secondo me quella di farsi trovare sempre nella posizione giusta. Quando hai bisogno di scaricare palla fuori stai pur certo che 6-7 volte su 10 trovi MWP libero per la tripla!

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