martedì 4 dicembre 2012

2k13-Playoff 2013: Western Conference Finals; Thunder@Lakers; Game 1 & Game 2

Game 1
Staples Center stracolmo, una città che si ferma, due squadre pronte a darsi battaglia. Thunder contro Lakers, la sfida per il predominio dell'ovest inizia oggi. OKC si presenta senza Westbrook, infortunato ma che recupererà sicuramente per gara 3, i Lakers hanno Earl Clark con qualche acciacco ma il peso specifico delle due assenze non è nemmeno comparabile: a Los Angeles lo sanno e sanno pure che l'occasione è troppo ghiotta per non coglierla e l'obiettivo 2-0 in contumacia a Westbrook è quasi obbligatorio.
Si comincia e i gialloviola sono subito aggressivi sia in attacco che in difesa ma i Thunder sono tutt'altro che facilmente impressionabili e restano attaccati alla gara. Durant e Kevin Martin mettono a ferro e fuoco la difesa dei padroni di casa e sembrano inarrestabili, ma le soluzioni offensive dei losangelini sono tantissime e difficilmente arginabili dagli ospiti. È soprattutto il match-up Nash-Maynor a fare la differenza, con il canadese che fa impazzire l'avversario producendo gioco a ripetizione. La partita resta comunque in equilibrio, con i Thunder che tendono ad alzare i ritmi in contropiede non appena ne hanno l'occasione e con i Lakers che ammazzano questi ritmi giocando sui 24 secondi ed impedendo agli avversari di stabilizzare la velocità. 
Dopo la pausa lunga il copione non cambia: i Thunder tirano con Martin o Durant in meno di 10 secondi e provano a correre, i Lakers rallentano sempre giocano sfruttando tutto il cronometro ma trovano canestri ad alta percentuale e piano piano questo andamento inizia a fare la differenza. I Thunder infatti con queste continue accelerate e frenate non riescono ad entrare in ritmo e l'assenza di una terza bocca da fuoco affidabile inizia a pesare sull'economia della gara. I Lakers colgono l'attimo e piazzano il parziale con Kobe e Dwight firme d'eccezione. Sembra finita, con i Thunder a -12 ad inizio quarto periodo, ma The Durantula non ci sta e si carica OKC sulle spalle, riportandola a contatto. La prestazione di KD35 è mostruosa, ma si schianta improvvisamente con il nuovo #15 dei Lakers: Metta World Peace lascia il posto a Ron Artest negli ultimi cinque minuti di gara e RonRon spezzerà in due la gara. Artest spegne per tre possessi consecutivi Durant e dall'altro lato mette due triple in back to back su assist di Nash e Gasol. È il colpo del K.O., i Lakers allungano in maniera definitiva e portano a casa la gara.
Finisce 97-112 Lakers. MVP un silenzioso Dwight Howard: 36 punti e 13 rimbalzi per lui. 20 punti per Kobe e Gasol, 10 punti e 14 assist per Nash, 2 punti World Peace e 6 Artest. Durant ne sigla 39, Martin 35, ma per il resto OKC fatica a trovare la via del canestro.

Game 2
OKC ha spaventato i Lakers ma alla fine è uscita sconfitta in gara 1. Ora deve vincere in gara 2 per evitare di trovarsi in una condizione scomodissima anche se il cartello "Aspettando Westbrook" è lì a ricordare che la serie è ancora lunga. I Lakers lo sanno: vincere per mettere pressione ai Thunder, come l'anno scorso ma a parti invertite.
La stanchezza inizia a farsi sentire in casa Lakers, con i gialloviola che non riescono ad impattare sin da subito con intensità e con i Thunder che quindi trovano meno difficoltà nel giocare. Durant è iperattivo ma il vero braccio armato di OKC si chiama Kevin Martin: la guardia ex-Houston attacca Kobe con continuità ed il 24, svogliatissimo in difesa, lo lascia andar via fin troppo facilmente. I Thunder colgono l'attimo e scappano via, arrivano al massimo vantaggio sul +9 quando Nash e Howard iniziano ad operare. Il canadese potrebbe mandare a canestro pure i sassi, Howard schiaccia di tutto ed a rimbalzo difensivo è un'aspirapolvere, ma a fare la differenza è l'impatto di Ebanks. Il #3 Lakers riesce ad arginare Durant, lo anticipa e non si fa battere in uno contro uno, ma è anche presente in attacco con canestri e assist.
La partita è accesissima, il rientro dalla pausa lunga è però traumatico per i Thunder che vengono portati a lezione di Spagnolo dal principe catalano. Gasol è sublime, spazza via i lunghi ignoranti dei Thunder con una sfilza di giocate d'alta scuola e cambia la partita. Kobe sente il profumo di sangue ed inizia ad operare e i Lakers scavano un solco che non diventa voragine solo perché Metta World Peace insiste nel litigare con i ferri dello Staples, sbagliando numerose triple wide open. I Thunder resistono, ma Durant gioca ad intermittenza ed il solo Kevin Martin riesce a non far affondare la barca, ma le sorti della sfida sembrano segnate. OKC però pesca il jolly e Lamb infila tre triple consecutive che cambiano l'inerzia. È il momento decisivo e ancora una volta i padroni di casa ne escono con autorità: Kobe e Nash si prendono responsabilità importanti, ma le giocate decisive le firmano Gasol e Ron Artest. I Lakers respingono l'ultimo assalto ospite, affondano il colpo da K.O. e portano a casa la gara.
Finisce 101-109 Lakers. MVP Pau Gasol: 25 punti e 6 rimbalzi per lui. 16 punti e 17 rimbalzi per Howard; per OKC effimeri 41 di Kevin Martin.

5 commenti:

  1. Ottimo, la prima parte della mission è 'accomplishata'. Le notizie migliori sono Kobe che gravita intorno ai 20 punti e i Thunder che, sostanzialmente, giocano in due. Contro di me, oltre al "Barba" Harden presente al posto di Martin, colpirono a ripetizione anche Sefolosha, Daequan Cook, a tratti Reggie Jackson e si sentiva la presenza di Ibaka e Kendrick Perkins.
    Ora bisogna vedere cosa succederà con il ritorno di Westbrook, che non è Jason Kidd (e dunque in teoria non dovrebbe esserci comunque un maggior coinvolgimento degli altri della squadra), però può capitare che se si sistema il quintetto originale, poi vanno a posto anche gli schemi e in quel caso OKC diventa un'arsenale.
    Ma finchè fanno tutto Durant e Martin e dall'altra parte i Lakers hanno un catalano che si cucina Ibaka come vuole, la serie può anche concludersi con un clamoroso 4-0!

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  2. Westbrook non é Jason Kidd, vero, però potrebbe far pagare molto Nash in difesa, piú di Maynor comunque. Certo é che questi Lakers sono invincibili: non vorrei menare gramo, ma il titolo mivpare dietro l'angolo..

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  3. Browns ho la stessa identica sensazione. Cambiano gli sliders, cambiano gli avversari e cambio la difficoltà di gioco ma noi le gare continuiamo a portarle a casa. Inizio a pensare che siamo semplicemente troppo forti...
    Il ritorno di Westbrook può cambiare la serie, perché ad OKC mancano proprio i suoi punti. Ma l'assenza di ritmo partita per l'ex-UCLA potrebbe essere devastante ed alla fine della fiera risultare un vantaggio per noi.

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  4. Secondo me è possibile che molto sia cambiato con lo SwAgged. A rileggere le prestazioni dei Lakers nella prima parte di stagione (quando c'era il roster di default, mi pare) si vede un'altalenanza di vittorie e sconfitte che non dico preoccupava, ma che comunque denotava più difficoltà.
    La vera differenza, infatti, più che le sliders, la fa il settaggio dei giocatori. Ricordo l'anno scorso che di default Kobe era settato quasi a 99, mentre il SiM-WoRLD lo settò credo a 85... E' lì che cambia tutto.

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  5. Verissimo che qualità e tendenze dei giocatori fanno la differenza, ma lo Swagged-World è sicuramente meglio del roster di default. In verità abbiamo svoltato mentalmente, siamo sempre concentrati e se a questo si aggiunge un livello della squadra chiaramente superiore alla media, si deduce immediatamente che i nostri risultati non sono casuali.
    Siamo la squadra più forte + l'umano che fa la differenza.

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