Una squadra ed una mentalità offensiva "nuova", un 2k13-world migliorato e rivisto in alcuni bug, stelle in là con gli anni e giovani che devono ancora dimostrare tutto: i temi per una stagione interessantissima per i Lakers ci sono tutti. Ci sarebbe anche un titolo vinto ma non registrato negli annali a causa della distorsione spazio-temporale, episodio che può darci ulteriore benzina ma che può anche creare un ronzio insostenibile nelle nostre testoline.
La nostra pre-season non è andata malissimo. Record positivo, prestazioni più che discrete ed intesa sempre più in crescita tra i giocatori. Tuttavia, non è tutto oro quel che luccica. Le rotazioni sono ancora tutte da trovare, ma questo è un problema secondario, ed inoltre si fanno male Billups e Kleiza. Il primo salterà le prime due settimane, per il secondo è previsto un mesetto di stop.
Con Smith in quintetto e con McGrady unico cambio in playmaker, ci presentiamo per la partita inaugurale, a Sacramento contro i Kings. Squadra giovane e atletica, ma soprattutto piena di talento (e di teste vuote). Soffriamo all'inizio, facciamo fatica a trovare la via del canestro con continuità e ci dobbiamo affidare ai singoli. Ma, come detto, Sacramento è una squadra tanto forte quanto volubile, e quando Kobe e Dwight cambiano la partita, loro non ci tengono più, si sbracano e noi agguantiamo la prima vittoria stagionale. Un giorno di riposo ed effettuiamo l'esordio in casa, contro la non certo irresistibile Dallas. La partita la giochiamo in cavalleria, contro una squadra che sta attraversando un momento di transizione a livello tecnico. Altra W che ci proietta subito in testa alla Western Conference.
Il 2-0 ci rende orgogliosi, ma è anche vero che non significa nulla: la stagione è ancora lunga ed all'orizzonte c'è la doppia trasferta Clippers-Suns che potrebbe darci indicazioni più precise sul dove siamo e quanto valiamo. Affrontiamo la prima "battaglia di L.A." contro i nuovi Clippers (senza CP3 salpato per altri lidi ma con JR Smith, Nikola Pekovic e Paul Millsap nel motore) "da Lakers": ci sentiamo, anzi siamo, superiori, siamo belli, ricchi e vincenti e lo stampiamo in faccia a quelli brutti, poveri e perdenti uscendo con un +25 dal campo. Solito giorno di riposo e si vola in Arizona a far visita a Pau. I momenti amarcord non mancano, ma in campo non c'è spazio per i sentimentalismi. Insomma, affondiamo il colpo, Howard mette il primo 20+20 stagionale e voliamo a quattro vittorie consecutive.
È il momento in cui solitamente troviamo lo specchio e perdiamo e dobbiamo giocare contro una squadra che storicamente soffriamo: siamo in casa contro i Warriors. Invece, lo specchio lo troviamo voltato, tranne Beasley che se lo porta d'appresso sempre, e noi diamo una prova di forza non indifferente. Altra vittoria, con Gallinari protagonista dalla panchina e con tutta la squadra che si dimostra attiva. Ripartiamo per la trasferta a Minneapolis e ci aspetta una squadra falcidiata dagli infortuni: Love, Rubio e Kirilenko sono K.O. (infortuni non gravi ma che impediscono loro di essere in campo) e noi invece siamo incredibilmente esalatati. La vittoria, la sesta su sei partite giocate, è l'unico epilogo possibile.
Siamo in testa e abbiamo lanciato un bel messaggio alla lega. Oltre al record, le note liete si chiamano Nolan Smith e Dwight Howard. Superman viaggia ad oltre 12 rimbalzi a partita ed è attualmente primo nella classifica, ma sta dimostrando una "responsabilizzazione" nel suo gioco abbastanza importante. Smith è invece la sorpresa in positivo: leadership e carisma non gli mancano, sa stare molto bene in campo e sta viaggiando a cifre importanti: 8 punti e 9 assist di media, per uno che l'anno scorso vedeva il campo pochissimo non sono male. Ma più che le cifre, è il modo di stare in campo, perché il ragazzo ostenta sicurezza e non ha paura di sbagliare e potrebbe rivelarsi l'acquisto più importante di questa rovente estate.
C H E P A R T E N Z A !
RispondiEliminaE per fortuna che 'le rotazioni sono ancora tutte da trovare'. E per giunta senza Billups e Kleiza. McGrady come si sta comportando da play di riserva??
Ottimo inizio, non c'è dubbio. Soprattutto pesando l'assenza di Billups. Non mi aspettavo tanto da Nolan Smith, ma è anche vero che io non ho mai avuto un playmaker così (tranne CP3, ma fa un altro mestiere onestamente): giovane e atletico, non va sotto fisicamente contro nessuno ed in attacco è molto bravo a dettare i tempi e nel compiere scelte.
RispondiEliminaMcGrady? Onestamente senza infamia e senza lode. Ha i valori di tiro abbassati di parecchio, dunque lo battezzano clamorosamente (un po' come si marca Rondo per intenderci) ma ha mani fatate che permettono linee di passaggio clamorose. In difesa è meno buco di quanto mi aspettavo, ma contro Brooks per esempio soffriva parecchio la sua velocità. Insomma, resterà, anche perché ha il morale al massimo e costa pochissimo.
Nolan Smith è il futuro play titolare di questa squadra. L'ha già dichiarato implicitamente prendendosola in mano in questo avvio di campionato! Certo che vedere McGrady battezzatto fa un certo effetto: ma se gli parte la brocca secondo me questo battezzamento può nuocere gravemente agli avversari
EliminaRicordo che comunque a T-Mac potrà anche esser concesso lo spazio per qualche tiro, ma qualche magia può tirartela sempre fuori dal cilindro offensivamente. Smith a quanto ricordi nella draft class di due anni fa venne preso da Miami, fece il rincalzo di Chalmers per una stagione, ma in quella dopo esplose letteralmente, divenendo incontenibile. Considerato che la DC è fatta con valori reali, credo tu possa aspettarti tanto da lui...
RispondiEliminaPS: Sono CharlieBaker, inizio a seguirvi anche qui, con colposo ritardo, ma rimedierò! Tra poco inizio anche io la mia nuova avventura su questa nuova piattaforma, a presto! ;)
Ehilà Charlie! Ti aspettiamo qua su Blogger. Purtroppo il Thread è stato abbandonato, ero rimasto praticamente solo. A quel punto, la scelta di "emanciparmi" pur rimanendo in contatto con altri utenti è diventata quasi obbligatoria.
RispondiEliminaUn giocatore come McGrady in campo potrebbe starci anche le caviglie legate. Dipende da cosa ci si aspetta da lui: non è più un giocatore che sposta gli equilibri ma, come dici tu, è pur sempre un letterato del gioco, capace di fare giocate importanti.
Su Smith, posso assicurarti che si è rivelato un acquisto azzeccatissimo ed è un giocatore consigliato a chiunque sia alla ricerca di un playmaker giovane ma "privo di fronzoli". Solido in attacco, presente in difesa, mentalmente maturo. Certo, non è CP3, Rose, Westbrook, Rondo o Rubio, ma tra le non-superstar è un giocatore di livello eccelso (soprattutto in relazione all'overall)
Premetto che quando si parla di T-Mac mi scende sempre una lacrimuccia...
RispondiEliminaSon comunque convinto anche io della sua utilità, soprattutto perchè, appunto, ha un minutaggio da role player e non è su di lui che si basa il tuo futuro..Appunto per questi, avere T-Mac come 9-10-11 giocatore di rotazione è solo un lusso.
Smith bella presa, soprattutto perchè avrá modo di crescere sotto l'ala di Billups.
Gran partenza!