mercoledì 17 luglio 2013

2k13-Playoff 2014: Eastern Conference Semi-Finals; Bobcats@Heat; Game 3 & Game 4

Game 3

I campioni in carica sono con le spalle al muro. Sotto 2-0 nella serie, devono fornire una grande risposta per far tremare le certezze di Charlotte. Dal canto loro, i Bobcats sono in piena estasi da "vivere il sogno" ed attualmente sembrano volare. Devono però stare molto attenti: se le loro ali sono fatte di cera, volando troppo alto e vicino al sole le potrebbero fare sciogliere e ciò li farebbe precipitare. Si ispireranno a Dedalo o ad Icaro?
L'inizio degli Heat è il classico inizio "territoriale". Aggressività e fisicità su entrambi i lati del campo non mancano, l'idea di mettere alle strette i Bobcats è evidente ma gli ospiti non perdono il controllo e riescono a rispondere alla grandissima.  Wade è impressionante, Bosh sembra finalmente in partita e la panchina di Miami inizia a dare il suo contributo e così i padroni di casa si portano sul +8 molto rapidamente. Westbrook è impreciso, ma il solito Pekovic e l'impatto importante della panchina degli ospiti fa il resto, cosicché i Bobcats a fine primo quarto impattano. Miami non molla la presa e prova ad alzare nuovamente il ritmo, ma ancora una volta la resistenza degli ospiti è strenua ed efficace, con Westbrook efficace protagonista e presenza importantissima di questo scorcio di gara. Quando arriva il solito momento di Fredette, ovvero gli ultimi minuti del secondo quarto, ci si aspetta un allungo da parte degli ospiti, ma Jimmer non riesce a portare il solito contributo alla causa e con un paio di magie di LeBron gli Heat si trovano sul +5 all'intervallo lungo.
L'American Airlines Arena vuole di più e gli Heat l'accontentano ad inizio terzo quarto, con un parziale di 9-0 che li proietta su un inaspettato +14. Scatta l'allarme in casa Bobcats ed allora, per la serie "Un uomo solo al comando", Westbrook decide che è arrivato il momento di cambiare passo. "Agent 7" è una forza della natura, segna e produce assist a ripetizione e la rimonta degli ospiti è tanto esaltante quanto roboante. Miami le prova tutte per opporsi alla straordinaria verve degli ospiti, ma il contro-parziale di 21-5 è servito e Miami si trova inspiegabilmente sul -2 quando suona la sirena dell'ultimo intervallo. "Don't ever underestimate the heart of a champion" diceva Rudy Tomjanovic, ed infatti il cuore dei campioni li porta all'ennesima risposta di questa esaltante partita. Miami vola sul +5, ma i Bobcats non permettono ai padroni di casa di andare oltre, rimanendo aggrappati con le unghie e con i denti alla partita. Charlotte è da applausi, ritorna per l'ennesima volta guidata da uno straordinario Westbrook, che prima regala il possesso di vantaggio ai suoi e poi serve a Leonard la tripla del +4 con 43 secondi da giocare. È l'ultimo acuto: LeBron, in uscita dal time out, penetra, sale in cielo, schiaccia e si prende il fallo per il 2+1. Pekovic rimette, serve Walker, che fa "il peggior passaggio del mondo" verso Westbrook, Wade intuisce, sporca il pallone che rocambolescamente finisce dalle parti di James, rapidissimo a recuperare e ad involarsi per la schiacciata in solitaria. +1 Miami, 28 secondi da giocare. Time out Bobcats, iso per Westbrook, scorrono i secondi, -9, -8, Westbrook parte, -7, -6, passa sui blocchi ma non può andare fino in fondo, -5, -4, palleggio-arresto-e-tiro, ferro, tabellone, ferro, fuori! Rimbalzo Miami, non c'è neanche il tempo di fare fallo per i Bobcats! È finita, Miami vince gara 3 e riapre la serie!
Finisce 96-97 Miami. LeBron James è l'MVP da applaudire a tutto spiano: 40 punti, 9 rimbalzi e 8 assist. Wade con 31 gli va dappresso. L'inconsolabile Westbrook si ferma a quota 33 con 8 assist. 21+10 per Pekovic, ma i Bobcats pagano comunque l'inesperienza di molti effettivi ad alti livelli


Game 4

Pat Riley ci ha insegnato che una serie non inizia finché non c'è una vittoria in trasferta: i tifosi di Miami si augurano di rimandare l'inizio della serie allora e sono fiduciosi che i loro beniamini faranno di tutto per accontentarli. Dall'altro lato, Charlotte sa di essere sul treno dei sogni: vincere gara 4 significherebbe alimentare la locomotiva, perderla significherebbe che le fiamme si sono propagate per la sala macchine!
Miami non parte forte, decolla! James inizia con tre schiacciate a difesa schierata e poi regala il passaggio\alley-oop per Wade, che ringrazia con la quarta schiacciata consecutiva. Bosh è aggressivo come non mai in difesa, ringhia letteralmente su Pekovic e riesce nell'impresa di mandarlo un po' fuori ritmo, Charlotte va subito in difficoltà ed allora deve rivolgersi prematuramente a Westbrook che risponde, come al solito, presente. Dopo l'errore di gara 3, Agent 7 ritiene di avere qualcosa da farsi perdonare e si carica letteralmente sulle spalle i suoi, mantenendoli in scia degli esuberanti Heat. La resistenza dei Bobcats è da applausi, il loro gioco offensivo è spesso semplice ma efficacissimo (tante le triple piedi per terra create) e la rimonta si manifesta inesorabile. Quando arriva anche il contributo offensivo di Kidd-Gilchrist, finora impegnato in altri compiti nella serie, la parità a quota 45 è servita e poi l'allungo viene completato dal solito Fredette, che scrive il +6 all'intervallo sul 56-50.
Mai fare i conti senza l'oste, ed in questo caso l'oste in realtà sono gli osti e vestono una maglia numero 6 ed una maglia numero 3, sono forti per davvero e da soli ribaltano nuovamente l'inerzia del match. La partita è bellissima, non c'è un attimo di tregua e le due squadre si rispondono colpo su colpo senza soluzione di continuità. I Bobcats perdono un po' di precisione dalla lunga (o gli Heat difendono meglio sulle triple, dipende dai punti di vista) e con essa un po' di terreno ma lo strappo non si manifesta mai in maniera violenta o traumatica. I ritmi tenuti da Miami però sono forsennati ed alla lunga i padroni di casa iniziano ad andare in debito d'ossigeno. Charlotte capisce che è il momento di osare ed impatta per l'ennesima volta la partita a circa cinque minuti dal termine sull'86 pari. LeBron non vuole abdicare e fa due entrate delle sue, ma Westbrook gli risponde in entrambi i casi, rispedendo al mittente i tentativi di allungo. James si aspetta un aiuto da parte di qualcuno, ma gli Heat sono veramente arrivati fisicamente e crollano: ancora Westbrook, poi Pekovic e due volte Kidd-Gilchrist ribaltano l'inerzia, scaraventando Miami sul -6 con poco più di un minuto da giocare. James sigla il -4, poi regala a Wade l'assist del -2 che si materializza inesorabile con 38 secondi sul cronometro. Westbrook vuole un canestro rapido, per non concedere agli Heat l'ultimo tiro, penetra, c'è l'aiuto ma vede MKG sulla linea da tre punti: assist, tripla a bersaglio, +5 ed il sophomore che si gira alla Carter dopo la schiacciata del 2000 e decreta la fine delle ostilità. Miami non ha la forza per rientrare ed ora i Bobcats avranno tre match ball a disposizione!
Finisce 112-108 Bobcats. MVP Russell Westbook, 28+10 per lui. 19 e 7 per Pekovic, 15 pesantissimi punti per Kidd-Gilchrist. LeBron è al solito mostruoso con 39+6+5, Wade ne aggiunge 26 ma Miami è lo stesso ad un passo dal baratro!

6 commenti:

  1. Che bella serie e che bei Bobcats !!! Russel lo conosciamo quindi ci aspettiamo quelo che sta facendo , ma il vero ago della bilancia continua ad essere Pekovic, e' assurda una continuita' a questi livelli cosi' impressionanate!!! Lebron e' il giocatore piu' forte dell'universo e non ci piove , ma possibile che un difensore come Leonard in single coverage non riesca a limitarlo un pochettino?? adesso ELIMINALI !!!!!

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  2. A mio avviso la cosa allucinante è che questi Bobcats è da due anni che non hanno una minima crisi. Come gli Orlando Magic del 2K12. E' questa forse una caratteristica dell'A(lp)-Team. Questo è veramente clamoroso! Per quello che riguarda qui, confermo quanto detto nella 2K-estate 2013: Westbrook, Kidd-Gilchrist, Leonard, Pekovic. Sono quattro potenziali All Star. Non solo sarà titolo (è questa con gli Heat la vera finale), ma sarà anche Back to Back e solo l'eventuale arrivo del 2K14 potrà arrestare il Threepeat.

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  3. @Bisy: E secondo te, un defensive-minded coach come me lascia LeBron in single coverage? Facciamo una difesa di squadra eccezionale su LBJ, alterniamo Leonard, MKG e Reggie Williams (non un grande difensore, ma fisico eccezionale con braccia lunghissime) e poi gli aiuti fatti con i tempi giusti. James si suda ogni singolo punto, ma meno di così non possiamo fargli fare. È una forza della natura, realmente impressionante! Pekovic è grandioso, ma Westbrook, non smetterò mai di dirlo, è incredibile. Sta giocando da leader vero, finora è stato ineccepibile.

    @Barba: Considerando anche che sono passato al livello "Hall of Fame", la cosa stupisce non poco anche me. Però, dopo una toccatina d'obbligo contro una gufata 2k-triennale, direi che stai correndo un po' troppo. Pensiamo a vincere la serie, poi penseremo alle finali di conference e poi penseremo alle finali vere e proprie. Evitiamo di fare voli pindarici con la fantasia.
    Mettiamo però in chiaro una cosa: questo 2k13-SWAGGED-World è molto divertente, ma posso assicurare che non è al livello del 2k12-SIM-World. Quel titolo, rimarrà unico, per difficoltà e divertimento regalato.

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    1. Ahh stai giocando con lo Swagged?? Noo, lo swagged lo usai io nella prima (e unica) stagione del Primo Mondo, vinsi l'anello proprio a mani basse. Diciamo che l'Hall of Fame dello swagged equivale all'All Star/Superstar del SiM.
      L'unico roster che può avvicinare il SiM in difficoltà (perchè fatto da moltissimi ex sim-worlders) è il Trifecta Roster.
      Comunque, al di là dei roster, ciò non toglie il campionato clamoroso dei Bobcats. Giovani, forti, futuri campioni, atletici. Sono i Bulls dei primi anni Novanta, con Westbrook nelle veci di Jordan (vabè, ho tirato il bestemmione, ma facevo per dire). Però ricordano quei Bulls lì, ovvero all'inizio di una Dinastia!

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  4. Non è una questione di difficoltà, ma di completezza. Per me, questo Swagged-World è fatto bene, i giocatori sono "tarati" bene, ma non c'è lo stesso lavoro che è stato fatto sul SIM-World. In quel 2k-mondo, anche se avvenivano trade e cose simili, il tutto si incastrava alla perfezione, era più "intelligente". Invece qua, si vede che ho a che fare con il computer. La sfida in campo la si corregge con gli sliders, ma io ho l'impressione che manchi il contorno...
    Ribadisco, il SIM-World è unico!
    PS: quando ho scelto il roster, ho provato entrambi, Swagged e Trifeca. Ho scelto lo Swagged perché ho avuto partite "di test" più combattute e, in generale, i giocatori mi sembravano riprodotti meglio. Nel Trifeca, quando l'ho provato io, i giocatori erano "uniformi", non si avvertiva la differenza qualitativa, mentre nello Swagged questa cosa c'era. Poi, non so come si sono evoluti. Io ho il roster post-deadline!

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    1. Sì, il primo Trifecta (quello post-deadline) lo provai anch'io all'epoca ed aveva anche errori madornali (ho visto Kaman portar sù palla), ma quella era solo una specie di versione Beta. Io ora sto giocando con il Trifecta versione 4, uscito pochi giorni dopo la fine della stagione ed è un'altra cosa.
      Dello swagged non mi piacque una cosa che ritengo fondamentale, ovvero che era troppo facile andare a canestro: nel senso che davo la palla ad Howard e questo bastava che si girasse per tirare giù tutto. Idem con Bryant, bastava un palleggio e andava via a tutti.

      Per quello che riguarda il SiM-WoRLD, era impagabile, ma aveva anche un aiuto dalla engine. Il 2K13 come movimenti dei giocatori è impagabile e manovrare Bryant (ovvero il giocatore che ha più movimenti diversi in assoluto) è come manovrare quello vero, però il 2K13 ha meno intelligenza del 2K12. E di questo ne risentono anche gli schemi.
      Io punto "All-in" sul 2K14 sperando che i Sim-Worlders ritornino lì, perchè con il 2K14 potrei tirare avanti anche per 2 real anni, visto che presumibilmente il 2K15 sarà solo su next-gen.

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