Game 1
Ed ora si fa sul serio. Charlotte Bobcats, Indiana Pacers, gara uno dei playoff NBA: il viaggio inizia qui. I Bobcats per vendicare le prese in giro degli ultimi anni, i Pacers per completare un percorso che li ha visti lottare anche per i vertici della Eastern Conferece; due squadre dure, spigolose, prontissime a lottare. Preparate i pop corn, ora si fa sul serio!
L'inizio di gara è di studio. L'intensità è alta, la concentrazione fa da padrona da entrambe le parti, ma la sensazione che si ha sin dai primi possessi è che i padroni di casa ne abbiano abbondantemente di più. Walker inizia bene, Pekovic è prontissimo per i primi playoff da protagonista, Westbrook è sornione e sembra che i Bobcats siano in attesa del momento giusto per piazzare il primo affondo. Indiana è contratta, resta quasi aggrappata alla partita, ma al primo strappo concreto degli avversari inizia a tremare clamorosamente. Charlotte è più in palla, trova il solito ottimo impatto dalla panchina, sfrutta la caterva di palle perse degli avversari ed alla pausa lunga si trova su un già rassicurante, non tanto per la quantità quanto per la qualità, +11.
Ci si aspetta la reazione vera da parte degli ospiti, troppo imprecisi e dimessi nei primi due quarti per essere i veri Pacers, ma invece sono i Bobcats a continuare a spingere. Charlotte è indemoniata in difesa e continua a recuperare una quantità industriale di palloni, vola letteralmente in contropiede e produce un sacco di tiri ad alta percentuale. A questo si aggiunge un coefficiente di realizzazione in situazione di pick and roll centrale a dir poco illegale, con una difesa dei Pacers assolutamente accondiscendente ed ecco che la "frittata" è fatta. I padroni di casa volano via, umiliano letteralmente gli avversari e scavano un solco sempre più profondo nel quale sotterrano i malcapitati Pacers. Indiana è annichilita sul piano del gioco, dell'intensità, della voglia e mentale, sprofonda sino quasi al clamoroso -40, per poi sistemare un po' le cose soprattutto per merito del mai domo Paul George. Ma ormai il danno è fatto, i Bobcats viaggiano sul velluto ed il quarto ed ultimo periodo è una passerella di puro garbage time, con Fredette protagonista!
Finisce 71-120 Bobcats. Il tanto vituperato, durante la regular season, Kemba Walker è l'MVP della serata con una prestazione da 18 punti, 4 assist e 7 rimbalzi. Westbrook 19, Pekovic 20 e Biyombo con una prestazione da 15+10 sono gli altri protagonisti per i padroni di casa (dominanti a rimbalzo). Per i Pacers, George scende in campo con la giusta determinazione, ma è una goccia d'acqua dolce in un mare di abulia!
Game 2
Troppo belli i Bobcats per essere veri, ma anche troppo brutti i Pacers per essere veri. Gara 1 è stata un massacro, una gara a senso unico durata al massimo 25 minuti. Indiana deve rispondere presente, deve evitare di ritrovarsi sfiduciata e sepolta in un baratro chiamato 0-2 ma Charlotte ha tutta l'intenzione di proseguire sulla falsariga di gara 1, difendere il fattore campo e mettere spalle al muro gli avversari.
L'inizio di gara 2 ricalca quello di gara 1. Intensità, attenzione difensiva, poco spettacolo ma tanta fisicità sono i protagonisti assoluti dei primi scampoli di partita. Una differenza c'è: Indiana ha un linguaggio del corpo differente, è presente, attiva, lotta e risponde spavaldamente agli attacchi dei padroni di casa, che comunque controllano con sicurezza. La partita è bella, Pekovic gioca in maniera superba, ma Granger e Geroge non permettono ad Indiana di affondare e anzi, permettono di mantenere inalterato lo svantaggio, che si assesta su un fluttuante +4\+6. Charlotte fa la differenza soprattutto a rimbalzo, cosa abbastanza sorprendente se si confrontano le statistiche delle due squadre in RS, ma si ritrova rapidamente con la patata bollente dei tre prematuri falli di Kawhi Leonard. Indiana impatta, ma la panchina dei padroni di casa è sorprendente per intensità ed abnegazione e crea da sola l'inaspettato break con cui si chiude il secondo quarto, sul +8 Bobcats.
Alla ripresa delle ostilità, i padroni di casa prendono lo steccato, ancora con Pekovic assoluto protagonista, ma il quarto fallo di Leonard mette incredibilmente in difficoltà i padroni di casa. La rimonta dei Pacers è esaltate ed inarrestabile e serve uno strepitoso Westbrook ai Bobcats per mantenere un minimo di vantaggio sugli indomiti Pacers. La partita si accende, si iniziano a vedere i tratti tipici di una serie di playoff NBA, i falli si sprecano, la fisicità sale e serve una magia di Kemba Walker (rinato rispetto alla regular season) sulla sirena per vedere i padroni di casa sul +5 all'ultima pausa. Il protagonista che non ti aspetti di inizio quarto quarto è però Fredette. L'ex-BYU fa un paio di giocate (due triple delle sue, da distanza siderale, e una sanguinossisma rubata) che sembrano ribaltare la gara in maniera definitiva, ma i Pacers sono realmente combattivi e riescono a rientrare nuovamente, grazie soprattutto ad una serie di triple di Granger e Anderson che spezzano le reni agli avversari. Charlotte però è eccezionale, non si scompone, si porta sul +6 grazie a Westbrook e poi completa l'opera mantenendosi in vantaggio con Pekovic. Gli assalti finali di Indiana saranno infruttuosi, anche gara 2 è dei Bobcats!
Finisce 102-114 Bobcats. MVP un mostruoso Nikola Pekovic da 39 punti e 11 rimbalzi. Bene Westbrook con 28+7 assist, benissimo Walker con 22+4 rimbalzi e 5 assist, incredibile 11+15 dalla panchina per Biyombo. Per Indiana, prestazioni eccezionali di Granger e Geroge, 16 assist per Hill, ma manca ancora qualcosa a livello di intensità per sperare nel bersaglio grosso!
Porcoddue Pekovic!!! Ha tirato giù numeri alla Dwight Howard! Veramente clamoroso il banchetto di Pekovic e Biyombo nell'area di Indiana, l'impressione è che quello che sta completamente ciccando questa serie sia Roy Hibbert, è come se non ci fosse. Ma la verità sta sempre nel mezzo, e se è vero che i Pacers stanno facendo una serie molto sottotono, è anche vero che dall'altra parte c'è qualcuno che li obbliga a giocare così! Ma attenzione che sul 2-0 non si insinui nei Bobcats il pensiero della serie già chiusa (anche se per me lo è e finirà 4-1!)
RispondiEliminaMi sembra che la convivenza Westbrook/Walker inizi a dare i suoi frutti quando inizia a contare per davvero!
RispondiEliminaUn monumento a Pekovic perche' una partita cosi' nei playoff e' tanta roba, ed in effeti come dice il barba, un bel monumento immobile sembra essere Hibbert, STRANO, davvero strano, sequioaHibbert raramente toppa 2 match cosi'...speriamo non si sveglino sti pacers, mi fa' paura la presenza di Anderson (di cui non ero a conoscenza), parliamo dell'ex Hornets?? Se e' lui,piu' Granger, piu' george, piu' Hill, piu' (sperano ad indiana) Hibbert....bhe , occhio eh !!!
RispondiEliminaI tuoi meriti sono PALESI, ma vediamo come reagira' Indiana, squadra da playoff se ce ne e' UNA !!!
Pek è uno dei giocatori più importanti di tutto il panorama di NBA 2K, se gli si fa sistemare il piazzato dai 4-5 metri diventa un crack incontenibile. E vedere come viene esaltato dalle tue qualità mi da più che ragione. Due vittorie importanti contro una squadra che comunque non è delle più facili da incontrare (io con i Pacers ho sempre miliardi di problemi), ma se si riesce a mettere la museruola ai due cagnacci (Granger e George), hai il 99% di possibilità di mandarli al tappeto.
RispondiEliminaattento però adesso alle due gare alla Conceco Fieldhouse, ci sarà la riscossa dei gialli...
@Barba: Hibbert è irriconoscibile e Pekovic lo sta facendo pagare per ogni singolo errore che fa. Ma anche l'apporto di Biyombo è straordinario. L'impressione è che i Pacers stiano soffrendo il nostro 4 tattico troppo: creiamo molto spesso il miss-match, altrettanto spesso arriviamo a rimbalzo in attacco prima perché mandiamo sempre fuori equilibrio la loro difesa. Per ora, posso solo applaudire i ragazzi. Ora però andiamo ad Indianapolis, vedremo quanto valgono questi Pacers.
RispondiElimina@Tall: Più che altro, Walker ha cambiato passo. Molto più concreto in jumper dalla media, molto più "facilitatore" con i compagni. Sta anche tenendo botta, per quanto possibile, in difesa contro Paul George. Se continua così, possiamo sognare!
@Bisy: Sì, Ryan Anderson. Sono una squadra pericolosissima per il mio modo di giocare: hanno una batteria di tiratori formidabile e io sono uno che preferisce concedere una tripla piuttosto che la penetrazione. Per ora, non sto pagando dazio, anche perché perdono parecchi palloni e spesso e volentieri prendono triple fuori ritmo, ma se dovesse arrivare la serata in cui vedono la vasca da bagno...
@Charlie: Il montenegrino è un 2k-giocatore clamoroso e con questa configurazione 4+1 diventa devastante. Ha viaggiato a 18+7 di media in stagione, ora sta rispondendo presentissimo in questo primo turno di playoff e superato lo scoglio Hibbert ad est c'è solo Noah che potrebbe creargli qualche grattacapo. Insomma, l'acquisto decisivo dell'estate potrebbe rivelarsi lui!
Complimentoni Alp, i Pacers sono un osso duro ma li stai tenendo egregiamente a bada.
RispondiEliminaSulle due gare è stato detto tutto, però vorrei spendere due paroline su Pekovic... Non credere che Noah possa creargli chissà quanti problemi, il francese quando trova un avversario più fisico di lui spesso va in panico e non riesce più a combinare niente.
Onestamente non credevo molto alla coppa Westbrook-Walker, principalmente per il fatto che entrambi mi sembravano fatti con lo stesso stampino, però a quanto pare il buon Kemba è riuscito a "riaddrizzare" il suo stile di gioco, buon per te.
Grazie Lup.
RispondiEliminaPosto che è meglio evitare di fare processi alle intenzioni, la mia preoccupazione sarebbe eventualmente non tanto per l'apporto offensivo che porta Noah, quanto piuttosto quello difensivo. In Regular Season, Pekovic contro i Bulls non ha mai brillato, anche perché il francese è uno che in campo dà veramente il 200%. Secondo me sarebbe una bella sfida, ma dobbiamo passare il turno sia noi che loro per fare un ragionamento basato su qualcosa di concreto.
Su Kemba, che dire? In regular è stato molto altalenante, ai playoff (due partite finora) ha cambiato marcia. Dipende tantissimo dal jumper: se gli entra, allora è festa perché acquista fiducia e diventa difficile tenerlo (primo passo bruciante oppure ti tira in faccia). Se invece il suo tiro non va sono guai seri, perché si incaponisce, diventa monocorde e quindi è molto più prevedibile.