Una squadra dal record "clamoroso", un serio candidato all'MVP, il più antipatico antagonista di LeBron James (che di per sé sta sui cosiddetti a parecchia gente), un 2k-allenatore "alieno" e una lega che li aspetta tutti al varco. Non è il prossimo film in uscita nelle sale, ma come si presentano le prossime due 2k-week per i miei Bobcats, attesi da un mini-tour che non fa dormire certo sonni tranquilli e da sfide interne tutt'altro che semplici.
Chi ben comincia è a metà dell'opera, si dice in giro. Allora, la domanda sorge spontanea, dove si trova nella suddetta opera chi inizia male? Sì, perché affrontiamo l'ultima gara in casa prima del tour subendo una sconfitta contro i Pistons per 99-82 con Singler (!!!) che firma 19 punti, Drummond che regala ai suoi un 18+9, mentre noi naufraghiamo nonostante un Westbrook da 20 punti e un Melo da 19. La sconfitta non mi rende certo felice, anche perché in back to back apriamo il tour precedentemente annunciato con una trasferta a Brooklyn che si preannuncia infuocata. Le previsioni vengono rispettate, ma noi giochiamo un quarto periodo da applausi e portiamo a casa una splendida vittoria, per 113-91. Westbrook è l'MVP con 23+10, ma apporto importante anche da parte di MKG che sigla una doppia doppia da 16+12 rimbalzi; inutili ma come al solito irritantissimi i 24 punti di Iso-Joe. Un giorno di riposo e poi si va in scena a Boston, contro dei Celtics in piena bufera. Quarta squadra in overall ma record ampiamente negativo, i verdacci sono diventati il nostro incubo e dunque minaccio la squadra con lo spauracchio dei gradoni, quattro-sei-quattro e suicidi vari in caso di sconfitta. "Con le buone" i ragazzi si impegnano più del solito, ma il Celtic-Pride di Boston ci costringe a fare i salti mortali: Melo con 32 punti (perfetto dal campo!) e Westbrook MVP da 28+9 assist ci guidano alla vittoria, nonostante un indemoniato Jordan Crawford da 33 punti e un Rondo da 15 assist.
La sfida con Boston anticipa un trittico terribile di trasferte: New York, Indianapolis e Philadelphia. La trasferta al Madison è la classica partita del cuore per Melo. Subissato dai fischi dopo il grande tradimento della scorsa 2k-summer, Carmeluzzu gioca una partita in soggezione nella quale segnerà solo 12 punti. Fortuna che noi abbiamo Agent 7, che problemi se ne fa pochi fischi o non fischi, e che questa volta Pekovic si innalza a secondo violino, siglando una prestazione da 20 punti. La W per 97-91 è un enorme premio per i ragazzi, ed è anche un trampolino di lancio in vista della sfida in back to back contro i Pacers, secondi ad est e decisissimi a dimostrare il loro valore in una partita dall'altissimo contenuto emotivo. Indiana ha tutto l'interesse nel vincere, psicologicamente sarebbe importantissimo metterci una pulce nell'orecchio, ma attualmente giochiamo una pallacanestro straordinaria e, soprattutto, siamo mentalmente solidissimi. Giochiamo una prova di squadra straordinaria, Westbrook è il nostro MVP da 19 punti, 9 assist e 5 rimbalzi, mandando 7 giocatori in doppia cifra e tenendo Hibbert a 5 rimbalzi e George a 10 punti. La vittoria, 112-92, consecutiva numero quattro è dunque servita. Un giorno di riposo e poi si va a casa dei 76ers, squadra molto solida e costruita bene che sta però subendo le sfortune chiamate "Bynum infortunato". Holiday è ormai tra i migliori playmaker della lega e infatti ci stampa in faccia 34 punti, ma Westbrook attualmente fa un altro mestiere e a conferma di ciò firma 16 assistenze, la maggior parte per uno straordinario Carmelo Anthony da 29 punti. Insomma, nonostante lo stanchezza per il tour e per le sfide di alto livello, chiudiamo imbattuti questo ciclo terribile, ottenendo la vittoria anche a Philadelphia. Si chiudono i bagagli e si torna a casa, per la sfida interna contro i Golden State Warriors. Squadra tosta quella del reverendo Jackson, ma le linci del North Carolina attualmente fanno paura: giochiamo "con loro", subiamo il loro stile (Klay Thompson sarà infatti autore di 36 punti) ma grazie alla prestazione da MVP di Westbrook (31+9 assist) ed alla completezza di Kidd-Gilchrist (16 punti, 5 assist, 4 rimbalzi e 4 stoppate) riusciamo a mantenere aperta la striscia di vittorie.
Una prova difficile per questa squadra è stata superata, ma altre prove altrettanto toste ci attendono. Siamo pronti ad affrontarle, consci del fatto di avere due giocatori convocati all'All Star Game (Westbrook e Anthony) e che uno di essi è anche un serissimo candidato all'MVP (Westbrook è attualmente secondo nella corsa al titolo).
Ormai mi sono convinto pure io, questa squadra ha una fiducia nei propri mezzi e una potenza e capacità di mettere in soggezione le avversarie che credo non averne mai viste prima. Il duo Melo-Westbrook è una calamità per tutta la lega.
RispondiEliminaInsomma, si parla di titolo già da un pezzo, ma questo credo sia veramente l'anno buon: it's now or never baby!
(Tra l'altro hai pure abbattuto la resistenza dei verdi, vuoi avvisaglie migliori di questa?)
Ormai è una lunga attesa verso quello che vogliamo vedere: i playoffs! Questa squadra sta distruggendo la regular season, senza quasi rivali, se non sè stessi. Saprà ripetere tale potenza nei playoff?? Oppure apparirà l'incubo dei Seattle Supersonics 1993-94, che chiusero la stagione regolare con 69 vittorie e 19 sconfitte e poi vennero clamorosamente eliminati al primo turno dai Denver Nuggets?
RispondiEliminaP.S. Intendevo 63 vittorie dei Sonics
RispondiElimina@Charlie: Vero, abbiamo finalmente i Celtics, ma il buon Trapattoni insegna di "non dire gatto se non ce l'hai nel sacco". Siamo tra i favoriti (non dimentichiamo i mostruosi Thunder) ma la strada è ancora lunga. Ovviamente, sognare il lieto fine non costa nulla...
RispondiElimina@Barba: Il rischio di ripercorrere le (non tanto gloriose) gesta di Sonics e Dallas in realtà non credo ci sia e soprattutto non permetterei mai che accada, a costo di mettermi la canotta e scendere in campo di persona. Quello che più mi preoccupa è di essere "nati" nel momento sbagliato, ovvero quando in giro c'è qualcuno che, volente o nolente, è sempre il più forte. Ogni riferimento a Barkley-Jordan e ai CPThunder (non) è puramente casuale...
Certo è che se i Thunder ripetono il berzerkeraggio delle Finals 2014, non ce n'è neanche per il Dream Team!
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