Game 1
Correva l'anno 2003 quando LeBron James e Carmelo Anthony sbarcarono nella lega in uno dei draft più talentuosi di sempre. Si prospettava una carriera tra antagonisti, con ripetute sfide in finale, invece è qui e ora la prima sfida "che conta". Sarà la sfida nella sfida di queste Eastern Conference Finals; Miami contro Charlotte, le grandi deluse dello scorso 2k-anno ad est si affrontano per decidere chi tra le due squadre avrà il diritto alla redenzione. I fuochi d'artificio sono pronti!
Miami si presenta senza Bosh (infortunato, rientra in gara 2) ma non ha tuttavia il timore reverenziale che compete solitamente ad una squadra ospite, Charlotte è però conscia della sua forza e non trema dinnanzi alla ostentata sicurezza di Miami. È ovviamente Pekovic il giocatore chiave per i padroni di casa, ma D-Wade è mostruoso ad inizio gara e mette immediatamente in difficoltà la difesa avversaria. Charlotte però sembra avere più soluzioni e, specialmente per merito di un Kidd-Gilchrist indubbiamente sontuoso su entrambi i lati del campo, riesce ad andare via, scavando un piccolo solco che porta il tabellone a recitare un rassicurante +8. Ma Wade è inarrestabile, aggressivo e determinato sia in attacco che in difesa, ed il prodotto di Marquette "da solo" trascina i suoi sul -4 su cui si chiude il secondo quarto.
Il rientro dalla pausa lunga è scandito dagli stessi tempi della frazione precedente: squadre aggressive, partita "da mani addosso", poco spazio ai colpi di classe e tanta tanta fisicità in campo. Charlotte ci va a nozze con queste cose, riesce a piazzare un break importante che la porta sul +11 di massimo vantaggio, ma i germi del crollo sono ormai stati attivati e si palesano quando Michael Kidd-Gilchrist entra in zona "problema falli": James, in contumacia del terzo anno da Kentucky, si accende improvvisamente e seziona la gara facendo saltare tutti gli equilibri. La rimonta degli Heat è esaltante, Miami impatta e poi prende il largo, trascinandosi sul +8 con i Bobcats che osservano passivamente le scorribande avversarie. Charlotte ovviamente non ci sta, serra nuovamente le fila in difesa e riprende ad attaccare a testa bassa, ma la coppia Wade-James non ne sbaglia una. Quando LBJ prende il rimbalzo offensivo, fa spendere il sesto fallo a Kidd-Gilchrist e mette il 2+1 per il nuovo +6 con 48 secondi da giocare, si capisce che si è arrivati al capolinea. I Bobcats non ne hanno più, gara 1 è di Miami!
Finisce 96-91 Heat. MVP Dwayne Wade con 38 punti e 7 assist. Benissimo LBJ, 25 punti, 11 assist e 7 rimbalzi; il "big third" è un Chalmers da 15 punti con 5 bombe. Per Charlotte, Pekovic fa 20+9, 23ne sigla Melo, 16 Kidd-Gilchrist, ma se Westbrook gioca una gara sottotono (solo 13 punti per lui) per Charlotte le cose si fanno difficili!
Game 2
Dopo la clamorosa ed inaspettata sconfitta patita in gara 1, i Bobcats sono chiamati a rialzarsi, a rispondere presente e quantomeno impattare l'uno a uno nella serie in una gara 2 che si prevede scoppiettante. Lo dovranno fare contro degli Heat che hanno dato risposte importanti in gara 1 e che ritrovano Bosh, assente per infortunio nella suddetta gara 1, da cui ci si aspetta un contributo fondamentale dopo la partita monstre della coppia James-Wade. Cosa sarà più determinante? Il ritorno di Bosh o la voglia di rivalsa dei Bobcats?
Si comincia e Charlotte, spinta anche da un pubblico chiaramente coinvolto e partecipe, sembra mettere subito i puntini sulle "i": stasera non si fanno prigionieri alla Time Warner Cable Arena. Pekovic e Anthony guidano i padroni di casa, ma le risposte di Miami non si fanno certo attendere con ovviamente Wade e James sugli scudi. I Bobcats hanno chiaramente intenzione di spingere forte e di fare il vuoto, gli Heat fanno però di tutto per restare attaccati e dunque si genera un tira e molla tra le due squadre che rende la partita piacevolissima da guardare e che permette a Charlotte di andare in vantaggio stabilmente con un margine continuamente variabile dai 4 ai 10 punti. I padroni di casa hanno però il merito di piazzare l'allungo importante proprio a ridosso della sirena del secondo quarto e dunque si arriva alla pausa lunga con i Bobcats avanti di dieci punti (48-58) e speranzosi di aver dato una botta psicologica non indifferente alla gara.
Non è così, perché Miami esce fortissimo dagli spogliatoi e trova il break che le permette di impattare prima e di passare in vantaggio poi, raggiungendo anche un +6 che fa tremare le gambe a non poche persone in quel di Charlotte. È questo, finora, il momento più difficile di tutti i playoff della franchigia della Carolina del Nord e i Bobcats ne escono però in maniera sontuosa. Melo traccia la via, Pekovic, Kidd-Gilchrist e Westbrook fanno giocate importanti, Charlotte cambia marcia in difesa e la partita trova la svolta. I padroni di casa sono devastanti, aggressivi in difesa ed inarrestabili in attacco, ed il contro-break viene servito. Charlotte non solo recupera i dieci punti di vantaggio, ma ne produce altri dieci per arrivare ad un massimo vantaggio di 20 punti che sembra dare lo strattone definitivo alla gara. Sostanzialmente così è, perché i Bobcats riescono a mantenersi a distanza di sicurezza per quasi tutto il quarto periodo, Miami non riesce proprio a rientrare e gli ultimi minuti sono giocati da entrambe le squadre soprattutto con un occhio alle imminenti sfide che avranno scena in Florida.
Finisce 103-116 Bobcats. MVP un sontuoso Nikola Pekovic da 27 punti e 13 rimbalzi; bene Anthony con 23 punti e ottimo impatto per MKG con 15, mentre Westbrook fa sì 17+7 assist ma sigla pure 6 palle perse ed un impatto non degno della sua stagione. Per Miami, il rientrante Bosh si ferma a 6 punti, ma la cosa "grave" sono James e Wade che in coppia producono solo 41 punti! La serie si sposta in Florida sulla parità per 1-1.
A questo punto, dì la verità, tu spedisci degli hamburger omaggio in modalità intossicazione alimentare ai tuoi avversari, non è possibile che ogni squadra che incontri sia sempre incompleta!!! (anche se questa volta Bosh è stato assente solo in garauno).
RispondiEliminaScherzi a parte, la chiave è stata lì, in quel momento dove gli Heat, già avanti 1-0, cominciano a prendere possesso della partita ad inizio terzo quarto. Lì, se Charlotte avesse sbragato, sarebbe finita. Sotto 0-2 con la serie che si sposta a Miami contro questi Heat, sarebbe finita. E invece la reazione inaudita dei Bobgatti, addirittura issatisi poi a +20 è la risposta. Da sempre dico che quando si incontrano gli Heat l'ago della bilancia è Bosh, nonostante si sia perso in garauno senza di lui.
Attenzione dunque in garatre, perchè preoccupano i suoi soli 6 punti di garadue.
Bella Alp! Io so bene che gli Heat non muiono mai, dopo una gara 6 persa dopo un +20 per me all'intervallo alle East Finals...ma la reazione in gara 2 è stata perfetta, hai dimostrato di poterli benissimo tenere a bada e ora all'AA-Arena ne vedremo delle belle!! Obbligatorio vincerne una!
RispondiElimina@Barba: no, ho una squadra d'assalto, attrezzata con spranghe di ferro e manganelli ;-)
RispondiEliminaL'impressione in quella rimonta è però stata più che gli Heat abbiano smesso di lottare piuttosto che noi abili a prenderci la partita di prepotenza. Tanto è vero che anche noi successivamente abbiamo tirato i remi in barca e la sensazione generale è stata che gara 3 e gara 4 valgono l'80% del peso specifico della serie a questo punto...
@Gensi: Io ho un 2k-passato contro gli Heat a dir poco esaltante. Io non so se è stata più importante la loro vittoria di gara 1 o la nostra di gara 2 nell'economia della serie, so solo che in casa abbiamo sudato sette camicie e dunque mi aspetto che in Florida ne suderemo almeno 28...
Le serie contro gli Heat sono spettacolari. Ingloberei LeBron James proprio, dunque anche con i Cavs quando lui era lì.
RispondiEliminaNba 2K9, Finals contro i Cavs di LBJ, serie al meglio delle 5. Con i Lakers vinco il titolo alla quinta partita alla Quicken Loans Arena (rimontando 8 punti negli ultimi 300") e grazie ad una bomba-sorpasso assurda di Luke Walton da 9-10 metri.
Nba 2K12: Finals contro Miami, al meglio delle sette. Con i Lakers perdo le mie prime finali (2-4) proprio contro gli Heat dopo aver vinto 12 Finali delle precedenti 12 disputate.
Nba 2K13: Finals contro Miami, al meglio delle sette: vinco il titolo agli ultimi secondi di garasette col tiro del sorpasso di Bryant e la stoppata decisiva di Pau Gasol.
Ogni volta che incrocio LeBron in una serie di playoff succede il pandemonio!
Io mi tengo il lato positivo....con un Westbrook cosi'...diciamo "limitato" sei 1a1 ed hai vinto la gara in cui Bosh era presente e sei andato anche +20 !!!
RispondiEliminaMelo preciso 23 e 23 , Peko devastante....se Russel ci degna io un sorpassino in gara TRE lo vedo....
vorrei solo capire una cosa, anzi 2 , come hanno sostituito Bosh in gara 1 e come giocano normalmente? Bosh centro e in AG ?? O Bosh AG e centro?? Sembrano tante domande ma sono solo 2 ;-) Pero' molto importanti...
Bosh gioca da centro se non ho capito male, e allora la risposta sta tutta lì, perché il mismatch con Pekovic pende clamorosamente a favore del serbo.
RispondiEliminaLa vittoria di "in scioltezza" di gara 2 potrebbe anche essere letta come una "slow play" di Miami, ormai conscia di avere il vantaggio del fattore campo e pronta a giocarsela a mille in Florida. Ma c'è il rovescio della medaglia...
@Bisy: Come al solito, hai trovato un punto di riflessione importante: Westbrook. È stato piuttosto assente in queste due gare, mi aspetto che a Miami torni l'MVP o per noi si fa dura. C'è da dire una cosa a sua "discolpa". Il ragazzo è stanco, finora è stato a livelli clamorosi, non si è degnato di una pausa (fisicamente e mentalmente) e dunque è normale che ora sia arrivato; tuttavia, se vuole scrivere il suo nome nella storia deve fare un piccolo sforzo supplementare, ma sono fiducioso.
RispondiEliminaGli Heat giocano con Bosh C, LeBron AG e il rookie (o secondo anno) Moiser in AP. Allen è ritirato, Battier no, i cambi di Bosh sono Joel Anthony e Birdman.
@Charlie: Il termine pokeristico è quantomai azzeccato. Io temo pure che se la siano giocata in slow play, ma da mediocre giocatore di poker posso dire che talvolta è una mossa che rischi di pagare. Mi hanno fatto girare una carta "gratis" e ora c'è la possibilità che io abbia pizzicato la carta giusta...
Le due in Florida saranno clamorosamente combattute!
Si immagino Russel e' cosi'...non ha vie di mezzo,proprio non ne consce, quindi se ha vacillato e' sicuramente per stanchezza....se sta riposando mentre parliamo sono sicuro che vedremo i fuochi d'artificio a Miami...in AG in effetti in attacco LBj potrebbe far saltare il banco in certe situazioni, considerando che e' anche il vero Play della squadra....pero' in effetti con quei tre a tentare di marcare il PEKO la vedo duretta...o meglio, Birdman e Joel potrebbero limitarlo, ma poi in attacco perderebbero TROPPO !!! Ma non e' che dobbiamo sta' attenti a sto Moiser??? ;-))
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