Game 3
Avanti 2-0 nella serie, i Bobcats sbarcano a Philadelphia con tutte le intenzioni di espugnare il Wells Fargo Center e chiudere quindi la pratica nel minor tempo possibile. I Sixers però non hanno alcuna voglia di deludere il proprio pubblico, vogliono sfruttare anzi il fattore campo a proprio favore e rimettere in piedi una situazione che è piuttosto delicata. Si prevedono fuochi d'artificio per una gara che si prospetta interessantissima!
L'inizio dei padroni di casa è eccezionale. Spinti da un pubblico caldissimo e alimentati da una voglia-necessità di fare bene, i 76ers sono subito aggressivi e pronti a lottare su entrambi i lati del campo e mettono immediatamente in difficoltà gli ospiti. Bynum e Holiday sono parecchio coinvolti su entrambi i lati del campo, ma a fare la differenza per i Sixers è soprattutto l'impatto della panchina che finalmente tiene botta contro quella, seppur menomata (a causa di una contusione ad un ginocchio per Henderson che causa 2-4 settimane con -7 di overall), dei Bobcats. Gli ospiti non sono però dei tipi facili da intimorire e trovano comunque una soluzione per rimanere attaccati: una volta con Pekovic, una con Kidd-Gilchrist ed una con Westbrook e il giocatore che "paga la cauzione" per un attacco meno efficace del solito viene sempre trovato. Quando improvvisamente si sveglia Anthony, la partita cambia. Melo è una mitragliatrice, segna a ripetizione e a ben poco servono gli sforzi dei padroni di casa di arginarlo. Alla pausa lunga si arriva sul 56 pari e l'impressione è che l'inerzia sia tutta dalla parte di Charlotte.
Il Wells Fargo Center però è un catino infernale e spinge a più non posso i propri beniamini, che escono dagli spogliatoi carichi a molla. La difesa dei 76ers è eccezionale e gli sforzi dei padroni di casa iniziano a pagare dividendi insperati. A Melo viene messa una museruola strettissima, i Bobcats si incartano parecchio e iniziano a perdere una caterva di palloni che generano punti facili in contropiede e ben presto si capisce che il vento della partita è cambiato. Phila inizia ad andare via, punticino dopo punticino si allontana sempre più, la situazione ambientale l'aiuta non poco e per i Bobcats sembra la fine quando incredibilmente sul tabellone ci si ritrova con i padroni di casa sul +23 di massimo vantaggio, Melo con 0 su 8 dal campo nel terzo quarto e 8 palle perse di squadra nel suddetto terzo quarto per gli ospiti. Sembra finita, sembra la ripassata che può minare le certezze dei Bobcats ma, come suggerisce Trapattoni, "don't say cat if you don't have it in the sack": Westbrook si carica letteralmente la squadra sulle spalle e dà il là ad una furibonda rimonta. Il margine dei Sixers si assottiglia sempre più, mentre Charlotte ritrova una verve agonistica che sembrava perduta. Gli ospiti dimezzano lo svantaggio, poi accorciano sino al -9, con una tripla di Leonard si portano a -6, in contropiede siglano il -4 e sempre in contropiede hanno la palla del -2 con 36 secondi da giocare: Westbrook guida la transizione, serve Kidd-Gilchrist in rimorchio, il #14 va per il layup ma sbaglia clamorosamente e sul capovolgimento di fronte i Bobcats prendono la tripla di Wright che sega le game e li fa sprofondare a -5. "Too little, too late" per imbastire una nuova rimonta: in gara 3 passano i Sixers che accorciano le distanze e portano la serie sull'1-2.
Finisce 110-116 76ers. 32 punti e 5 assist per Turner, MVP della gara e punta di diamante di Phila. Bene Bynum, 18+9, e Holiday, 14 punti e 12 assist. Per Charlotte non bastano i 25 punti di Westbrook (con 9 assist), i 26 di Pekovic (passati completamente sotto traccia) e i 21 di Melo (solo 2 nel secondo tempo).
Game 4
Si dice che, in una serie al meglio delle sette, una squadra avanti 2-0 "preferisca" perdere gara 3 per andarsi a giocare il tutto per tutto in gara 4. Se non avessimo visto gara 3, allora penseremmo che i Bobcats non hanno lottato per vincere la scorsa partita, ma sono stati consenzienti ad una sconfitta che rischia di essere traumatica, che rimette in gioco tutto e che permette ai Sixers di andare a giocare una gara 4 con il coltello tra i denti e che, se vinta, permetterebbe di scrivere da zero la storia della serie. Non è così, gara 3 è stata una battaglia e gara 4 si prospetta come una lotta ancora più cruenta!
La batosta presa in gara 3 si è sentita in casa Bobcats ed infatti Charlotte ha uno sguardo diverso, determinato, di quelli che atterrisce e che fa capire che la squadra è decisa a portare a casa la gara. Pekovic e Kidd-Glichrist sono i protagonisti principali del "nuovo" attacco degli ospiti, con Melo che deve farsi perdonare il pessimo finale di gara 3 e che tira con percentuali bulgare nonostante la pressione dei padroni di casa si faccia sentire forte e chiara. Il solito trio Holiday-Bynum-Turner risponde presente ed il mini-parziale con il quale i Bobcats avevano inaugurato il primo quarto è un lontano ricordo, seppellito da una gara equilibrata nel punteggio e tesissima a livello psicologico. Westbrook stenta a livello realizzativo come mai in stagione, ma produce comunque gioco a nastro per dei prontissimi compagni di squadra, che però senza il suo apporto di punti non riescono ad affossare i 76ers. Alla pausa di metà gara si arriva sul 51-49 e l'impressione è che la gara si manterrà sui binari dell'equilibrio per tutta la sua durata.
Le attese, ad inizio terzo quarto, non sono disilluse e la partita a cui si assiste è di una bellezza sconvolgente: fisicità e qualità non sono oggetto di parsimonia da parte delle due squadre, che giocano al top delle loro potenzialità senza riuscire ad imporsi sull'avversaria. È un susseguirsi di sorpassi e controsorpassi fino a metà terzo quarto, quando i Bobcats improvvisamente cambiano marcia su entrambi i lati del campo e riescono ad andare via fino al sorprendente +15 (Kidd-Gilchrist assoluto protagonista). In una partita così in bilico una mazzata del genere potrebbe essere terminale, ma Phila è decisissima a rientrare e, nonostante il buzzer beater che vale il +5 di Melo sul finire di terzo quarto, a cavallo tra terzo e quarto periodo dà vita ad una rimonta straordinaria che le permette di impattare e poi di giungere sino al +3. Westbrook, 5 punti e 8 assist finora, si ricorda improvvisamente di essere l'MVP della regular season e di colpo cambia modo di giocare, influenzando in maniera indelebile il resto della gara. Agent 7 è incredibile, è una forza della natura che travolge chiunque gli si pari davanti, e l'inerzia della gara si ribalta nuovamente, orientandosi a favore degli ospiti. Charlotte va di nuovo via, ma fino alla fine i 76ers resteranno aggrappati alla gara: è sempre il #7 in maglia blu-arancio a fissare il risultato attraverso un percorso netto dalla lunetta, mentre Wright si dispera per le due triple che sul finire di gara avevano alimentato la speranza dei padroni di casa. Vince Charlotte!
Finisce 113-110 Bobcats. L'MVP è Russell Westbrook, 17 punti, 10 assist, 5 rimbalzi ed una prestazione da campione vero. Bene Pekovic con 21 punti, 23 per Melo e 18+7 assist e 7 rimbalzi per MKG. 21+11 per Bynum, 18+13 assist per Holiday, Turner si ferma a 19, ma i Sixers non hanno nulla da recriminare a loro stessi, anche se ora si trovano sul ciglio del baratro: sotto 3-1, non possono più permettersi una sconfitta e gara 5 si gioca a Charlotte!
Mamma mia che partiteee !!! Te le sarai godute in una maniera inverosimile...addirittura rimontare 23 in un quarto praticamente e poi lasciarla li....gara 4 con loro che invece rientrano e giocano quel tipo di pallacanestro , un impatto cosi' "vero" di Turner che finalmente lo consacra....davvero grande risultato visti gli incontri e la loro intensita'...molto bene...Pekovic domina perche' non lo senti....Melo sembrava li li per darmi ragione ma poi c'e' voluto dell'altro.....molto meglio carmeluzzo ma mi aspetto di piu' da lui e sono sicuro che improvvisamente una 40ina in questa o nella prossima (meglio ancora...che gratti?? e' fatta !! ) li mettera' a referto....2 match meravigliosi....figurati se avessi potuto vederli....tu li hai giocati...beato te !! ;-))
RispondiEliminaPORCA MIGNOTTA! RIMONTARE 23 PUNTI IN UN QUARTO E' ROBA DA RECORD CLAMOROSO!
RispondiEliminaPeccato per la sconfitta, ma la chiave di tutto è stata la quarta partita. Se i Bobcats avessero persa anche quella, allora poteva esserci qualche preoccupazione di ritorno di Phila, ma la vittoria in game four segna il tracciato: CHIUDERE 4-1 ANCHE QUESTA SERIE!
@Bisy: Due gare pazzesche, godibilissime e divertenti. Sul quarantello di Melo sono scettico: in stagione è ai minimi in carriera in tutte le voci statistiche e il mio gioco lo vede sì protagonista assoluto del sistema offensivo ma non terminale offensivo unico. Dovesse uscire fuori un quarantello di Carmeluzzu, vorrebbe dire che non abbiamo giocato questa grande partita...
RispondiElimina@Barba: Gara quattro è stata una prova di maturità bella e buona ma fortunatamente è stata ampiamente superata. Tornare a casa sul 2-2 sarebbe stato psicologicamente difficile anche perché, qualsiasi risultato avesse avuto gara 5, in gara 6 saremmo dovuti tornare a Phila senza mai avere espugnato il Wells Fargo Center. Invece così non solo abbiamo messo i sixers spalle al muro, ma anche abbiamo urlato nella loro testa che in casa loro possiamo vincere.
Ribadisco comunque il concetto chiave, pensiamo a gara 5 e, possibilmente, vinciamola. Tutto il resto, non conta...
L'impatto con il Wells Fargo Center è stato traumatico, cosa che non avevo previsto. Peccato, certo che deve rodere parecchio davvero rimontare quei 23 punti e poi lasciare li la vittoria, ad un passo in più. Evidentemente un passo di troppo...
RispondiEliminaNiente paura però, questi Bobcats sono attrezzati per far molto male, gara 4 ne è lo specchio! VAMONOS!