Game 1
Quando nel Gennaio 2008 Pau Gasol arrivò a Los Angeles nessuno si aspettava un impatto così forte dello spagnolo sulla squadra più glamour della lega che da lì a poco avrebbe giocato tre finali consecutive vincendone due in back to back. La storia d'amore si è conclusa definitivamente la scorsa SIM14-estate, in una trade che ha portato Gasol a Denver e McGee a Los Angeles. 82 partite dopo è di nuovo il Principe Catalano ad L.A., questa volta da avversario, questa volta da nemico, questa volta per fare male al cuore. È la prima di una serie complessa da decifrare, ma i Lakers non possono perdere la settima gara di playoff consecutiva: la guerra delle 16 vittorie comincia adesso!
Bryant, Gasol, Cameron, Gallinari, McGee, Lawson... sono questi i protagonisti più attesi ad inizio gara, invece il loro inizio è in sordina e a prendersi il palcoscenico sono altri: Randy Foye da un lato e Wes Johnson dall'altro. I Lakers sono contratti, giocano con molta foga ma sbagliano parecchio e quando i nomi fatti sopra iniziano ad entrare in partita accade quello che non ti aspetti: Denver inizia a scavare un solco, merito di percentuali ottime dal campo grazie alla connivente allegra difesa dei Lakers e ad un attacco gialloviola tutt'altro che fluido. È Kobe a doversi prendere responsabilità importanti per non permettere ai padroni di casa di sprofondare, ma il -16 in cui si ritrovano i gialloviola se non è un baratro poco ci manca. La scossa inizia a darla Nash, ma la rimonta la guida Cameron. Il fresco rookie of the year, dopo un inizio in controllo, incomincia a mettere su il suo gioco e la musica cambia. La rimonta di Los Angeles è inesorabile, Denver viene travolta da una marea gialloviola e l'inerzia della partita cambia con Cameron che fa rubata e assist per la schiacciata di Taylor a fil di sirena per il +6.
La pausa lunga porta consiglio a Denver che rientra in campo nuovamente aggressiva e desiderosa di fare bene, ma i Lakers ora hanno trovato la fiducia necessaria e giocano più sciolti. I ritmi si alzano, Foye e Bryant danno vita ad uno scambio di favori niente male, poi i Lakers piazzano l'affondo ma la grande energia degli ospiti permette a Gasol e compagni di rimanere a contatto e dunque, nonostante Cameron ora stia letteralmente dominando, all'ultimo periodo si arriva con i gialloviola solo sul +3. È di nuovo Nash a cambiare l'inerzia della partita; il canadese fa un paio di giocate importanti proprio ad inizio quarto periodo che permettono ai padroni di casa di rimanere a distanza di sicurezza da Denver e la cosa si rivelerà presto decisiva. La frustrazione infatti sarà la causa principale per la squadra del Colorado di un paio di errori fondamentali, che saranno fatti pagare a caro prezzo da Cameron e Bryant. I gialloviola sono letali, colpiscono e affondano sempre al momento giusto, resistono all'ultimo tentativo di rimonta della squadra ospite ed alla fine chiuderanno in controllo gara 1. La "maledizione" è finita, gara 1 la vincono i Lakers!
Finisce 100-108 Lakers. MVP è Adam Cameron, leader con 31 punti e 6 assist. Bryant ne fa 21 con 8 assist, Plumlee è onnipresente con 8 punti, 8 rimbalzi e 5 assist. A Denver non bastano i 24 di Foye, i 15 di Gallinari e il 10+14 di Faried, specialmente se Lawson rimane a quota 9 punti (con 11 assist).
Game 2
Si sono tolti il pensiero i Lakers, ma il pensiero in realtà è sempre lì. Dopo la vittoria di gara 1, Los Angeles è attesa alla replica contro dei Nuggetts tutt'altro che disposti a farsi asfaltare e dunque pronti a dare tutto ed il contrario di tutto pur di espugnare lo Staples in gara 2. Ci aspetta una gara complicata, difficile per entrambe le squadre e che vale tutto e vale niente contemporaneamente!
Partono male i Lakers, poco aggressivi e concentrati come all'inizio di gara 1; dunque partono meglio i Nuggetts, attenti e preparati su entrambi i lati del campo e autori del primo allungo del match. Lawson attacca il canestro con maggiore frequenza rispetto a gara 1, ma l'arma in più degli ospiti è soprattutto Gasol, finalmente coinvolto e presente all'interno del match. I Lakers si incaponiscono e perdono parecchi palloni e quando Cameron commette il secondo fallo con ancora 5 minuti da giocare nel primo quarto, lo Staples inizia a tremare. In questi casi è il capitano a dover mandare un segnale ed ecco allora che puntuale Kobe Bryant prende per mano i suoi ed inizia a caricarsi la squadra sulle spalle. Rispetto al solito, tuttavia, Kobe non è una macchina da punti ma un dispensatore di assist e i beneficiari di questo trattamento sono sopratutto McGee e Bazemore. I Lakers impattano e poi piazzano anche un mini-allungo grazie a Wes Johnson, particolarmente efficace ed attivo in attacco. Quando però si va a guardare il tabellone al suono dell'ultima sirena, appena un momento dopo il buzzer beater di Taylor, ci si accorge che i Lakers sono si in vantaggio ma di appena 7 punti.
Il rientro dopo il famoso tea caldo (che poi siamo ad aprile...) dovrebbe essere terreno di conquista per Los Angeles che, spinta dal pubblico, alza di parecchio i giri del motore e piazza un affondo importante. Denver si aggrappa a Gasol e l'ex-beniamino dei tifosi di casa gioca un quarto di quelli che non si vedevano da tempo: McGee, Plumlee e Hill si alternano in marcatura sullo spagnolo, ma nessuno dei tre riuscirà a mettere una pezza sulle scorribande del Principe Catalano che portano ad un cambio di inerzia della partita. Si perché Denver inizia a crederci, i tiri iniziano ad entrare ed allora ecco che per i Lakers la questione si complica. Quando la palla pesa però i Lakers hanno sempre a chi rivolgersi e se sul tema Nash e Kobe sono delle certezze, Cameron è più una sorpresa. Risolti i problemi di falli, il #15 gialloviola mette una serie di canestri pesantissimi, ma per scrollarsi di dosso Denver i padroni di casa si devono rivolgere di nuovo al Black Mamba, autore dei "morsi" decisivi. Los Angeles resiste, tiene sempre a distanza gli avversari e dunque si andrà in Colorado sul 2-0 Lakers!
Finisce 96-102 Lakers. MVP Kobe Bryant, 18 punti, 10 assist e 3 rubate per lui. 18+10 anche per Cameron, fondamentale l'apporto di Johnson con 15. Un Gasol da 18+12 e il secondo "quindicello" di Gallinari non bastano a Denver, che ora è sul bordo del precipizio!
I punteggi secondo me non rendono merito e in queste 2 gare allo Staples hai avuto pochissimi problemi! Pazzesco l'apporto di Cameron ai playoff, vuol dire semplicemente che hai in mano un giocatore fatto e finito...e che il cielo è il limite. Serie corta, per me.
RispondiEliminaCerto che questi Lakers li stai portando a livelli credo impensabili all'inizio campionato.
RispondiEliminaMa questo Cameron è un droide?
Il rientro dal -16 in garauno, uno divario che poteva far saltare per aria i Lakers, parla chiaro: è stato un messaggio ai Nuggets, "anche se andate a +20, siamo in grado di riprendervi". E loro lo sanno. Confermo il pronostico, 4-0 Lakers. Con Magic LeBron Cameron a questi livelli poi!
RispondiEliminaCameron ha passato il primo test... ottimi voti.. i tuoi Lakers devono sweepare questi denver per passare con altrettanti voti
RispondiEliminaVado un po' controcorrente e dico invece che mi sono sembrate 2 partite davvero toste, sicuramente la prima per il meno 16 accumulato, e recuperare 16 punti in un playoff ad una squadra NBA e' cosa durissima!!!La seconda e' stata tutto sommato un po' piu' controllata ma Gasol ha dimostrato di poter far male...
RispondiEliminaCerto che il risultato dice 2a0 e questa e' matematica, in piu' Cameron continua a "mostreggiare" ...il paragone con LBJ e' il minimo....
E se metti un giovane LBJ al fianco di un "vecchio" Bryant....Non so se mi spiego !!!
@Gensi: Non rendono merito a Denver forse... Problemi ne abbiamo avuti parecchi, solo ne siamo sempre usciti bene e questo è sicuramente un nostro merito. Anche io penso che la serie possa essere corta, ma non penso possa essere facile e in Colorado dovremo dare prova di maturità.
RispondiElimina@Tall: È figlio di una "fictional draft class": ovvero una draft class fatta da giocatori inventati ma tarata sul 2k-world di appartenenza. Molto meglio del generatore casuale di matricole...
@Barba: E siamo stati bravi a lanciarlo il messaggio. Siamo andati sotto, siamo andati in difficoltà ma non ci siamo scomposti. Due vittorie che sono arrivate con la testa, perché Denver ci ha messo alla prova e noi abbiamo risposto bene.
@Answer: Non credo che lo sweep sia la discriminante per dire che il primo test l'abbiamo passato. Io ritengo sia sufficiente passare il turno per passare il test, ma già le risposte da grande squadra le abbiamo date...
@Bisy: Il paragone è Magic, non LBJ: stesso ruolo, caratteristiche più simili, magari meno passatore e più slasher, ma una fame per la vittoria che ricorda molto di più il #32. Per il resto, sei l'unico che ha centrato la questione. Il 2-0 è matematica, ma le partite sono state durissime da portare a casa. La fiducia ovviamente non ci manca dopo questi risultati, ma la serie la dobbiamo ancora portare a casa...