martedì 11 dicembre 2012

2k13-Playoff 2013: NBA Finals; Lakers@Bulls; Game 1 & Game 2

Game 1
La statua di Michael Jordan accoglie le due squadre all'ingresso dello United Center: sono le NBA Finals, è di nuovo Lakers contro Bulls! Due filosofie a confronto: da un lato i fab4 di L.A. con lo showtime 2.0, dall'altro Derrick Rose e la sua etica del lavoro. Non è una sfida per deboli di cuore ma è una sfida per appassionati veri di questo magnifico sport!
Si comincia e di spazio per i convenevoli ce n'è poco. Gli ospiti vanno ripetutamente da Gasol, come loro solito agli inizi del match, mentre Chicago si affida subito alla coppia Derrick Rose-Jamal Crawford, con quest'ultimo assolutamente sgravato da alcun timore referenziale nei confronti di Kobe Bryant. Le due squadre sono esaltate, non hanno paura nel giocare a viso aperto e cercano sin da subito di sfruttare il meglio di ciò che hanno a disposizione per incanalare la gara dalle loro parti, con il risultato che rimane tuttavia in bilico. Il secondo, prematuro, fallo di Steve Nash scombina un po' i piani dei Lakers, che sono costretti ad alterare le rotazioni solite e dunque devono andare anticipatamente a chiedere gli straordinari a Bryant. Nel frattempo, Chicago mette la freccia e va via, e proprio Kobe è costretto a cambiare la gara per i suoi: il Black Mamba ha uno sguardo che fulmina e gioca in maniera celestiale, aggressivo e pragmatico fino all'osso, e tiene i suoi a contatto andando per la conclusione personale o attivando ripetutamente DH12. La partita è bellissima, le stelle brillano sul campo e l'intensità è subito alle stelle, ma nessuna delle due squadre riesce a prendere il sopravvento e si arriva alla pausa lunga con Chicago avanti di quattro lunghezze.
Dopo il riposo "forzato", Nash prova ad entrare nell'economia del match, ma Rose è straordinario: difende come un forsennato e in attacco è comunque punto focale dei suoi, con il sorprendente Gibson e "alta tensione"-Crawford sue fidate spalle. I Lakers vacillano, incassano ed in attacco sono sempre meno efficaci, ma Bryant gioca una partita pazzesca e paga spesso la cauzione per tutti. Il Black Mamba è inarrestabile, inizia uno show personale indescrivibile e l'inerzia della partita passa piano piano in mano ai Lakers.
A metà ultimo quarto, sull'ennesimo pari (a quota 88), le squadre sono stremate e le difese iniziano a stritolare in maniera realmente efficace gli attacchi. Lo scenario per fare la storia è pronto, la personalità ed il carisma per scrivere una pagina da leggenda non gli manca e Kobe Bryant fa esattamente quello per cui è pagato: vincere la partita. Il #24 ospite è un rebus irrisolvibile per gli avversari, segna gli ultimi 10 punti della sua squadra ma soprattutto cancella un Jamal Crawford che fino ad allora aveva fatto il bello ed il cattivo tempo. La firma la mette il Mamba, in gara 1 passano i Lakers che si prendono pure il fattore campo a favore!
Finisce 98-91 Lakers. MVP Kobe Bryant, 35 punti e 13 assist per lui. Bene Howard con 30+10 e Gasol con 18 punti; per Chicago non basta il 24+13 di Rose e i 27 del top scorer Crawford.


Game 2
Una partita per regalarsi un sogno: gara 2 vale quasi tutto per i Bulls e vale tantissimo per i Lakers. I primi non possono permettersi di andare sotto 0-2 nella serie, considerato il fattore campo già perso; i secondi hanno l'occasione per mettere l'ipoteca ad un titolo per il quale tanti sacrifici sono stati spesi. È gara 2, è sempre lo United Center di Chicago, è lo spettacolo delle NBA Finals!
Chicago è scottata da gara 1 e parte con il freno a mano tirato: difesa fortissima ma attacco un po' stagnante. I Lakers si rivolgono come al solito al loro principe catalano che si dimostra sin da subito superbo architetto offensivo: due assist al bacio, un per Artest e l'altro per Kobe, sono il preludio per una partita giocata con numeri da comprimario ma azioni da campione vero. I Lakers hanno un Nash in più nel motore rispetto a gara 1, sono più aggressivi e hanno la mente più lucida, rispetto a dei Bulls chiaramente più contratti e nervosi. I Lakers arrivano al massimo vantaggio di +8 con una schiacciata in contropiede di Bryant, ma incredibilmente questo avvenimento scatenerà i Bulls piuttosto che avvilirli: merito probabilmente delle parole di coach Thibodeau, Chicago in uscita dal time out è aggressiva e ritrova sé stessa, cosa che permette di piazzare un break che riporta la situazione in equilibrio. L'inerzia della partita cambia e i Lakers faticano non poco a contenere gli assalti dei Bulls. Chicago chiude il secondo quarto sul +6 e lo United Center è giustamente una bolgia infernale.
Il rientro dalla pausa non fa altro che confermare quanto visto finora. I Bulls ci credono e solo le grandi individualità permettono ai Lakers di non sprofondare. Sotto di 6 a metà terzo quarto, gli ospiti vacillano clamorosamente ed allora il bottone "Kobe" viene spinto: il Mamba si accende, dopo aver atteso sornione nei primi due quarti è carico a molla e l'inerzia della gara cambia nuovamente. Rose però non ci sta, gli risponde a tono e la sfida a distanza tra i due è a dir poco esaltante. Si assiste ad un botta e risposta continuo, ma il numero #1 dei Bulls non può giocare a ritmi forsennati per tutta la gara, considerato che deve sia attaccare che difendere con una certa efficacia. I Lakers invece hanno anche altre soluzioni oltre al #24 ma l'equilibrio non si spezza.
Per lo meno, fino agli ultimi minuti del quarto periodo. Ancora Kobe si prende il palcoscenico e lo fa assieme ad un compagno di mille battaglie, quel Pau Gasol da due anni ormai con le valige in mano: il pick and roll tra i due è sempre un'arma inarrestabile, il mezzo perfetto per piazzare le giocate che portano i Lakers a vincere anche gara 2. A nulla serviranno le magie nel finale di Crawford e Rose, i Lakers portano a casa gara 2 e mettono una seria ipoteca sulla vittoria finale.
Finisce 101-96 Lakers. MVP un silenzioso Dwight Howard: 30 punti e 13 rimbalzi per lui. Kobe è top scorer con 35 punti, ma prende pure 8 rimbalzi e smazza 6 assist. Signora partita per Nash, 21 punti e 13 assist, mentre Gasol fa 10 punti, 5 rimbalzi e 6 assist, ma anche una serie di intangibles che cambiano la gara. Eroico Rose: 31 punti e 15 assist, superbo Crawford, 25 punti e ottima prova di Noah da 15+15. L'impressione è sempre la stessa: i Lakers sono troppo profondi ed alla fine della fiera trovano sempre chi cambia la gara.

9 commenti:

  1. Non ci sono più parole, questi Lakers sono letteralmente impossibili. E' senza dubbio la squadra più forte nella storia della Nba (per fugare ogni dubbio chiediamo a gran voce un'amichevole spazio-temporale d'esibizione tra questa squadra e i Bulls del 1995/96! Una specie di Pro Bowl dopo la vittoria del titolo) e concluderà i playoff da imbattuta, perchè quell'unica sconfitta è arrivata in una gara simulata. Pazzesco.

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  2. Queste le abbiamo vinte per davvero. Abbiamo mostrato tutta la nostra superiorità, siamo stati realmente più forti. Ma non c'è nulla di eccezionale: questa squadra nel videogioco è troppo forte.

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  3. Esatto, in un videogioco quedti Lakers non si possono fermare. A questo punto, per la prossima stagione, forse sarebbe interessante ritoccare nuovamente gli sliders per aumentare il livello di sfida.
    Comunque Lakers pazzeschi, non c'é nessuna possibiltà che tu non porti a casa il meritatissimo titolo.

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  4. Va anche però dato merito all'allenatore, però. Questa squadra infatti diventa indistruttibile se portata a questo stato qui.
    Io sono convinto che da un paio di edizioni di Nba 2K le sliders non vadano poi ritoccate più di tanto. Qualcosa sì va corretto, ma tendenzialmente tutto non dovrebbe mai distanziarsi troppo dal 50 di default. La vera differenza la fa la costruzione del singolo giocatore e i coach profiles.
    Inoltre ritoccare le sliders perchè la squadra è troppo forte è un po' cambiare le regole. E' difficile infatti raggiungere una comunione d'intenti di soddisfazione simulativa con la spada di Damocle sliders sulla testa.
    Facendo il paragone con la realtà, è come se i Bulls del 1995/96, vincendo troppo, chiedessero l'aumento di difficoltà del campionato e s'imponessero di schierare Jordan una partita sì e una no.

    Secondo me bisogna stare con le sliders quasi di default e se una squadra domina il campionato è perchè è indiscutibilmente la più forte di tutte. Tra l'altro questi Lakers in regular season non hanno battuto il record dei Bulls del 1996, dunque teoricamente gli sliders andrebbero bene. E' proprio che sta squadra ha avuto il suo picco distruttivo tra il finale della regular season e i playoff dove, complice anche i primi due turni abbastanza facili, sta radendo al suolo tutti!

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  5. Allora, per prima cosa andiamoci piano con le gufate: dobbiamo ancora vincere due gare e le prime due partite delle finals sono state abbastanza difficili.
    Argomento Sliders: Barba quello che dici tu è giusto, se stessimo parlando della realtà. Gli slider si settano per avere un livello di sfida appagante, dunque secondo me varia molto in base al livello di gioco che si vuole tenere. Se io con i Lakers sono troppo forte e vinco le partite troppo facilmente, rendo gli sliders più duri. Se viceversa perdessi 15 partite in fila, dedurrei che questi sliders sono troppo duri. Per me gli sliders vanno settati in base alla propria squadra ed ai risultati.
    Comunque, non abbasserò ulteriormente. Al di là del fatto che gli sliders di tiro dell'utente sono arrivati quasi a 40 a forza di abbassarli, ma poi ora le partite sono combattute e divertenti che è quello che cerco.

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  6. EDIT: Quello che dice il Barba è però vero. Questa squadra ha trovato la quadratura proprio nei playoff...

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  7. Bisogna ritornare a quello che si diceva prima del precampionato. C'era chi sosteneva, forse su ESPN, che i Lakers avrebbero battuto il record dei Chicago Bulls del 1996. Dove sta la verità, sta anche la questione sliders.
    Io penso che l'upgrade di un utente sia equivalente ad un Phil Jackson che prende questa squadra fin dall'inizio. Con P.J. questi Lakers starebbero dominando e forse ora si starebbe discutendo del ruolino di marcia che servirebbe per battere il record dei Bulls.
    Il disastro è stato fatto in partenza da Mike Brown e adesso dal peggio che peggio da Mike D'Antoni. La domanda senza risposta è: allenata da Phil Jackson questa squadra avrebbe potuto dominare la Nba? Secondo me sì.
    E dunque, siccome l'utente ha un upgrade sulla 2ksquadra equivalente ad un Phil Jackson su una squadra reale, per me questo dominio ci sta.

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    1. Ma che i Lakers siano una squadra da videogioco è assodato. Solo che io non mi diverto a dominare e dunque il ritocco degli sliders è per me obbligatorio.

      L'utente non è solo Phil Jackson. La presenza dell'utente è come avere uno staff composto da Jackson, Riley, Auerbach, Popovich, Wooden, Coach K e Daly, tutti messi d'accordo ed al top delle rispettive carriere.

      Io non sono tanto sicuro che i Lakers in mano a Jackson dominerebbero la lega. Sicuramente sarebbero messi molto meglio rispetto ad ora, a condizione di parlare di un Jackson con in mano la squadra sin dal training camp, ma per fare 72 vittorie le figurine non bastano...

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  8. Secondo me con P.J. dall'inizio i Lakers sarebbero in testa alla Nba: non da battere il record dei Bulls, ma da arrivare primi. Phil Jackson dall'inizio, poi, avrebbe significato anche un altro mercato. Magari Nash non sarebbe neanche arrivato, oppure sarebbe stato scambiato per un altro giocatore di caratura in un altro ruolo.
    I Lakers ora sono esclusivamente "bryantentrici". Se ci fosse stato Phil avrebbe ritirato fuori il Triple Post Offense per Shaq dei primi anni del Millennio, visto che anche The Diesel devastava se innescato in movimento. Con P.J. Howard avrebbe avuto cifre "alla Shaq" (liberi compresi).

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