La festa per eccellenza del basket NBA è incontrovertibilmente una ed una sola. L'All Star Game è sostanzialmente un momento di svago, una pausa per staccare mentalmente e per divertirsi tutti insieme, senza pensare per un po' ai risultati e a tutte le cose serie che circondano la regular season. Noi siamo stati coinvolti solo marginalmente, con due giocatori convocati per l'ex-Rookie Game (Walker e Kidd-Gilchrist), ora Raising Star Challenge. Per il resto, solita kermesse di divertimento, poco agonismo e tanto spettacolo.
A coinvolgerci "un po' di più" è sicuramente il prosieguo della regular season per i miei Bobcats, ed in particolare le due 2k-weeks a cavallo del weekend delle stelle. In striscia aperta di due sconfitte, una sanguinosa contro i Lakers maturata negli ultimi secondi del match, ospitiamo i Boston Celtics, personalissimi nemici storici per "questioni di cuore". Come ogni volta, la sfida con Boston è speciale: si gioca "playoff basketball", ritmi bassi, contatti al limite, intensità di alto livello e giocate di alta scuola la fanno da padrona. Noi però siamo in grado di alzare i ritmi, mentre i Celtics devono stare al passo di Pierce e Garnett, che non sono più nel loro prime fisico. La mettiamo proprio su questo campo, giochiamo una partita "ad alto voltaggio" e portiamo a casa una bella W. La sfida contro Boston ci serve da viatico per la trasferta di Indianapolis, contro dei Pacers falcidiati dagli infortuni e dunque in crollo verticale in classifica. I padroni di casa si presentano ai blocchi di partenza senza David West, Paul George e Tyler Hansbrough, mentre noi siamo in formazione tipo. Cerchiamo di sfruttare la nostra maggiore profondità e la mettiamo pure questa sul piano dell'intensità. Ci buttiamo dentro ferocemente, prendiamo parecchi falli e non manchiamo di dispensare "randellate" e la tattica paga: Hill e Granger giocano molto bene e segnano 54 punti in due, ma noi siamo un collettivo molto più profondo di questi azzoppati Pacers e riusciamo ad ottenere la seconda W consecutiva, tra l'altro è un secondo scalpo importante!
Dopo il già citato All Star Weekend vissuto marginalmente, occasione dunque per ricaricare le pile, affrontiamo la 2k-week della trade deadline in maniera alquanto movimentata. Un doppio back to back ci attende, back to back che si apre con la trasferta di Orlando. I Magic dovrebbero essere una vittima sacrificale annunciata, per questo probabilmente ci mettiamo un quarto della metà di energia necessaria e proprio per questo otteniamo una meritata sconfitta. Mi faccio sentire in spogliatoio e nella sfida contro i Pistons, prima di un tris di gare alla Time Warner Arena, ritorniamo a giocare il nostro basket fatto di applicazione difensiva, intensità e concentrazione. Arriva una bella W, con i soliti Kidd-Gilchrist e Walker protagonisti. Un giorno di riposo e poi siamo nuovamente in back to back: Chicago e Denver. Contro i Bulls si assiste ad una gara per puristi della difesa, con squadre che giocano molto compatte e attente ed attacchi stritolati appunto dall'applicazione difensiva dei due team. In questi casi a fare la differenza sono soprattutto i campioni e Chicago ne ha uno vero: Derrick Rose fa le giocate decisive nel finale, spazza via i nostri raddoppi e regala la W ai suoi. Contro i Nuggetts invece è l'esaltazione della fisicità. Entrambe le squadre la mettono sul piano fisico (nonostante entrambe in back to back), attaccando il ferro con regolarità ed imponendo ritmi di gioco forsennati sia in attacco che in difesa. Andiamo in difficoltà per lunghi tratti, perché Iguodala mette la museruola a Kemba Walker per i primi tre quarti, ma nell'ultimo e decisivo quarto proprio il nostro #15 si accende e lancia la volata per la vittoria. Oltre a Walker, solita menzione per Kidd-Gilchrist, che ormai fa notizia quando stecca una partita.
Prima di chiudere, obbligatorio uno sguardo alla rinnovata situazione di classifica ad Est. I Pacers, in caduta libera, sono ottavi e hanno alle calcagna Raptors e Nets. Noi siamo in lotta con i Pistons per il sesto posto, quinti ci sono i 76ers, a ridosso del terzetto Celtics-Knicks-Bulls in lotta per il primo posto "tra gli umani": gli Heat, marziani, viaggiano primi con sette gare di vantaggio in assoluta tranquillità!
due scalpi davvero importanti, infortuni o non infortuni,ma soprattutto un sesto posto davvero interessante...me la gioco adesso cosi' visto che esponendosi prima si guadagnano piu' fiches, beccehrai i celtics e li eliminerai al primo turno dei Po, poi.....
RispondiEliminaUna sola domanda , ma Ben Gordon ??
La cosa che balza sempre all'occhio è l'estrema regolarità dell'andamento dei Bobcats. Leggendo i post di questa nuova avventura si sa già che dopo una sconfitta c'è sempre una "reazione uguale e contraria". Non c'è mai un tracollo che metta in pericolo la stagione, tipo 5-6 sconfitte di fila che a Charlotte potrebbe anche capitare. Netta è la sensazione come le linci del North Carolina abbiano già saldamente quel sesto posto in tasca e possano arrivare adddirittura quinti se non quarti a fine stagione!
RispondiElimina@Bisy: Ben Gordon è stato ceduto ad inizio stagione per la seconda scelta dei Cavs. Mossa che libera spazio salariale e che mi permette di eliminare dal roster un giocatore che ritenevo superfluo. Sulla previsione, ti dico un bel "magari!".
RispondiElimina@Barba: Vero. Per ora non siamo mai crollati, ma siamo sempre riusciti a rimanere mentalmente in partita. Ed anche le strisce di vittorie e sconfitte si sono sempre compensate. Tanto è vero che siamo attorno al 50% (record preciso non lo ricordo, appena sopra il 50% comunque). Sulla posizione finale invece è un discorso più difficile. Attualmente siamo una gara e mezza indietro ai Pistons e i 76ers sono a tre gare di distanza da loro. Al netto di crolli "alla Pacers" (sfortunatissimi tra l'altro) i gruppi formati si scambieranno le posizioni all'interno, ma i gruppi sembrano ormai abbastanza a tenuta stagna. In ogni caso, mai dire mai.
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
RispondiEliminaHeat troppo perfetti, come nella realtà, ma per il resto mi sembra una situazione aperta a qualsiasi finale...mancano ancora due mesetti circa, il che vuol dire una trentina di partite, il rush finale in cui tutte danno il 120%. Qua è importante la tenuta mentale della squadra e del tecnico, sarà questo che ti porterà a ridosso del gruppetto dei trettrè...o nel peggiore dei casi alla lotta per il peggior tracollo contro i Pacers.
RispondiEliminaE' incredibile comunque come sottovalutare una partita abbia ripercussioni impensabili: la sconfitta contro i Magic (prossimo mio avversario) ne è la prova, si entra da vincitori si esce da sconfitti convinti della propria superiorità risultando supponenti.
Eh, ma i Pacers stanno pagando, giustamente, gli infortuni. George, Psycho-T e West sono due quinti del quintetto ed il sesto uomo... Qualsiasi squadra pagherebbe degli infortuni del genere, sfido io.
RispondiEliminaLa nostra incognita principale si chiama "rookie wall" e, se dovesse manifestarsi nella figura di Kidd-Gilchrist, sarebbe terminale per noi. Il ragazzo è il nostro MVP "ogni maledetta partita", non è una questione numerica (anche se 18 punti, 5 rimbalzi, 1 stoppata e 2 assist a sera porta a casa) ma proprio di impatto. Le statistiche vanno pesate e le sue sono spaventose sulla bilancia!