Dopo il treno Wizards-Raptors-Pistons, eravamo quasi sicuri di fare i playoff, ma a ricordarci che abbiamo ancora tutto da sudarci ci pensano gli Heat, che all'American Airlines Arena ci infliggono una roboante sconfitta in una gara in cui neanche scendiamo in campo. Il campanello d'allarme non suona, perché una brutta gara dopo una 2k-settimana snervante e stancante a livello fisico la posso comprendere ed inoltre la successiva gara contro i Magic, in casa alla Time Warner Arena, dissipa non pochi dubbi: arriva una vittoria, in una gara giocata in maniera autoritaria e priva di fronzoli e che probabilmente si rivelerà decisiva per la corsa ai playoff. Si, perché dopo questa vittoria abbiamo una doppia trasferta in back to back a New York e Philadelphia. OK che si parla di squadre di alta classifica, OK che è un back to back, OK che il nostro posto ai playoff non lo dobbiamo guadagnare contro di loro, ma la doppia sconfitta che arriva è inequivocabilmente un segnale. A preoccuparmi non è infatti l'esito finale, che ci può stare, ma il modo in cui perdiamo e la portata della sconfitta. Scarti in doppia cifra e partite giocate per un quarto, un quarto e mezzo al massimo, e poi lasciate andare perché in difesa non teniamo ed in attacco non segniamo nemmeno da un passo e sbagliamo cose che non si sbagliano neanche in Promozione. Siamo tutti con la lingua a penzoloni, fatichiamo a tenere il nostro ritmo (forsennato) in difesa, recuperiamo meno palloni e dunque andiamo meno in fastbreak e per una squadra con pochi punti nelle mani come questi Bobcats non andare in fastbreak è molto più che deleterio. Insomma, i motivi per preoccuparmi li ho tutti.
Serve a poco la vittoria contro dei derelitti Bucks a Milwaukee, serve soprattutto per la classifica perché il modo di vincere è distantissimo da ciò che ci ha portati fino al sesto posto: giochiamo in maniera approssimata, continuiamo a difendere male, ma a fare la differenza sono le motivazioni in questo caso e per questo riusciamo a portarla a casa. Si vede che non ci siamo, infatti arriva puntuale una doppia sconfitta contro 76ers e Miami nelle "rivincite", ancora una volta "riperdite", delle partite appena giocate, questa volta alla Time Warner Arena. Il nostro è un crollo verticale, su tutti i fronti. Veniamo asfaltati, le partite non sono mai in discussione e probabilmente, se non ci fosse il garbage time, faremmo fatica a raggiungere gli ottanta punti nonostante ne concediamo almeno cento. Con queste premesse ci avviciniamo alla gara di Brooklyn, contro i Nets, diventata ormai spareggio playoff. Si, perché il nostro crollo ha permesso ai Pistons di scavalcarci (mezza gara di vantaggio), i Nets (ottavi) sono a pari punti con noi e Pacers, Wizards e Raptors sono ad una gara da noi e quindi da una posizione di tranquillità ora ci troviamo in piena bagarre, proprio nel momento più difficile della stagione.
La gara del Barclays Center è indescrivibile, pirotecnica e spettacolare. Entriamo in campo contratti e stanchi, in quanto siamo in back to back dopo la sfida con gli Heat, e giochiamo malissimo. Sbagliamo di tutto e di più in attacco, mentre in difesa paghiamo sempre carissime le magie di Iso-Joe e Deron Williams. Se nel primo quarto riusciamo a rimanere a contatto, nel secondo crolliamo e se non fosse per Kemba Walker il -10 all'intervallo lungo potrebbe essere -25 tranquillamente. Negli spogliatoi però succede qualcosa, cavo letteralmente il sangue dalle rape e decido con i ragazzi di andare "all in", quando Deron ci scaraventa a -15 con 6 minuti da giocare al termine del terzo quarto: pressing tutto campo, intensità al massimo e "o si vince o si muore". La nostra rimonta è commovente, non ne abbiamo più è chiaro, ma la "dollarosa" squadra del russo e del rapper non sa cosa vuol dire faticare e resta atterrita dal nostro "occhio della tigre". Ci arrampichiamo sulle pareti dell'inferno, risaliamo clamorosamente dal -15 ed impattiamo l'incredibile pareggio con tre minuti da giocare nel quarto periodo, anche se ci reggiamo a fatica in piedi. Deron serve Johnson per la tripla e poi si mette in proprio per il +5, Kemba risponde, poi Biyombo e MKG ci portano in vantaggio, ma l'ennesima tripla di Johnson (tirerà 6 su 8 dalla lunga) ci scaraventa a -2 con tre secondi da giocare e senza time out. Finita? "Don't ever underestimate the heart of a champion". Walker si fa consegnare il pallone, fa due passi e poi spara la preghiera da metà campo...SOLO RETE!!!!!! Il Barclays è ammutolito mentre noi esultiamo come se avessimo vinto una gara 7 di finale e per una sera è come se fosse così.
Ancora è tutto da decidere, ancora c'è da lottare per un posto ai playoff, ma il tempo sta per scadere: mancano le ultime due 2k-week di regular season!
Sto sudando, manco ce li avessi io dietro quelle tre alla ricerca di un seed PlayOff. Ok, devo dirlo, questo crollo semi-verticale non me lo aspettavo dai tuoi Bobcats, speravo/credevo riuscissi a tirare almeno fino al raggiungimento della post-season. Poi vabe, due settimane di vacanza si potevano pure concedere ai vari Walker, MKG e compagnia. E invece ti aspettano due settimane infuocate...
RispondiEliminaVittoria d'orgoglio quella coi Nets, la giusta medicina per evitare la debacle totale!
La palombella da metacampo di Walker è un segno, anzi, un premio. Tutto il durissimo impegno di mesi e mesi per portare i Bobcats dentro ai playoff non poteva essere rovinato da una settimana storta da assenza di benzina!
RispondiEliminaQuella di Walker è una pescata pesantissima perchè una sconfitta contro i Nets poteva veramente mettere a rischio la qualificazione alla post season, rovinando l'intera stagione. Io non mi preoccuperei però per certe sconfitte tipo quelle con Miami. Heat-Bobcats al momento è una gara che non ha quasi ragione di esistere, troppo superiore la strapotenza di LeBron e compagni per chiunque.
@Charlie: posso dirti una cosa? Prendimi per pazzo, ma io preferisco così! Velleità di vittoria non ne abbiamo, dunque meglio mettere un po' di pepe a queste ultime partite.
RispondiElimina@Barba:Non mi preoccupa l'esito, ma il modo. Sconfitte totali, di quelle che non abbiamo mai preso in regular season, su tutti i fronti. Stiamo tirando malissimo, sbagliamo i wide open, e poi in difesa non riusciamo a tenere l'intensità di inizio stagione perché in molto meno tempo spunta il simbolo "Gatorade". Il nostro uomo in più, MKG, ora è in meno, perché il ragazzo è completamente svuotato, distrutto da una prima stagione dove si è dovuto spendere costantemente contro i mostri sacri della lega e mantenendo quasi 20 punti di media a partita.
La cosa comunque era messa in conto. Sapevo che prima o poi l'avrei pagata. In ogni caso, ormai i playoff vanno raggiunti: è un dovere nei nostri stessi confronti!
Beh li hai spremuti fino all'inverosimile, dunque ci sta. Ma era inevitabile. Con i Bobcats non puoi certo permetterti i barbaminutaggi (non più di 30 min a partita ai titolari), ma devi spremere all'inversomile la squadra altrimenti è impossibile. Certo che il rookie wall di MKG è preoccupante!
RispondiEliminaSara' che vedo il bicchiere mezzo pieno, ma invece io non sarei cosi' critico come si evince da questi discorsi. Innazitutto credo che attualmente la posizione che hai sia gia' un traguardo ESALTANTE, ed in questo momento e' tua...poi si vedra'.
RispondiEliminaPoi io credo che quella rabbia agonistica iniziale e soprattutto le ENERGIE che hai potuto "permetterti", proprio perche' intaccate, ti abbiano portato a questa posizione e non il contrario , ovvero che questo "calo" piu' che naturale ti abbia danneggiato.... come diceva il buon De Curtis (Toto') E' la somma che fa' il totale....
Detto questo "vatteli a prendere" ...i Play Off...
@Barba: Posto che io, comunque, imposto la rotazione differentemente da come la imposti tu, nel senso che io ho sostanziali differenze tra panchinari e titolari, è giustissimo il discorso che fai. Con questi Bobcats sono andato oltre il limite. Soprattutto MKG e Kemba, stanno in campo oltre i 38 minuti a partita e considerato il ritmo che tengono è un miracolo che abbiano tenuto finora.
RispondiElimina@Bisy: Vero. Finora abbiamo fatto qualcosa di impressionante e non lo dimentichiamo. Solo che ora dobbiamo completare l'opera, non ci sono scuse. Non mi accontento del "bel campionato" per poi guardare gli altri lottare per il titolo. Lotteremo per i playoff fino all'ultimo, su questo non ci sono dubbi.
@Bisy
RispondiEliminaExactly, ma ricorda che 'conta come finisci'. Se i Bobcats dovessero fallire i playoff la stagione da ECCELLENTE si potrebbe trasformare solo in BUONA, e inoltre per Alp sarebbe la prima volta in carriera (mi pare) che non va alla Big Dance.
La regular season finisce all'ultima giornata e se i Bobcats dovessero rimanere fuori i giudizi sarebbero del tipo "ottima stagione ma...". E lì partirebbe l'analisi delle cause che hanno determinato il crollo di Charlotte etc... etc...
Idem nei playoff: un conto è uscire al primo turno 3-4 dando battaglia fino all'ultimo secondo, un altro sarebbe uscire 0-4 spazzati via dagli avversari con scarti abissali.
Prendi i miei Lakers dell'anno scorso, ad esempio: hanno fatto una regular season grandiosa, hanno lottato per la prima volta nell'Asso ad arrivare primi nella Lega fino alle ultime giornate, eppure l'uscita alle Semifinali di Conference ha trasformato la 2014-15 nella peggior stagione gialloviola. Perchè conta come si finisce. L'esito finale della stagione condiziona tutti i giudizi.
Dunque per Charlotte sarà fondamentale "tirarsi su", altrimenti li vedo già i giornalisti del "Charlotte Sentinel" che rinfacceranno ad Alp l'essere partito troppo sparato!
Alp tieni botta, dai che ce la fai a fare sti benedetti playoff che sarebbe un risultato straodinario!
RispondiEliminaSappi che seguo sempre le tue gesta ed il tuo meraviglioso stile di scrittura!
@Barba: D'accordissimo su tutto. C'è da dire però che ci troviamo in una situazione molto particolare a mio modo di vedere. Cosa vorrebbe dire playoff? Prestigio ed esperienza, occasione di fare qualcosa di importante(siamo ai playoff e ce la giochiamo con tutti) e cambio importante di mentalità. Ma cosa vorrebbe dire non playoff? Scelta un po' più alta al draft e dunque maggior potenziale per l'anno prossimo, minori pressioni per l'anno prossimo, consapevolezza di aver fatto comunque una stagione al di sopra delle aspettative.
RispondiEliminaInsomma, credo che, comunque vada, andrà bene. Ovviamente, io i playoff non voglio mancarli e daremo il 110% per raggiungerli, ma comunque finirà sapremo che la palla non ha mentito.
@tall: Grazie tall! Ci provo, ce la metterò tutta e poi tireremo le somme. Tu continua a seguirmi, che ci sarà di che divertirsi!
Certamente anche se non dovesse arrivare la qualificazione ai playoff il giudizio finale sarebbe O T T I M O, non ci piove. Ma se arrivassero i playoff sarebbe E C C E L L E N T E / tendente al M I R A C O L O nonchè manterrebbe la tua striscia ininterrotta di qualificazioni ai playoff!
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