Dall'immagine scattata da un fotografo del "The Charlotte Observer", il giornale della città, sembro dubbioso. In realtà, è solo ottimo "actor studio", perché dentro di me sono soddisfattissimo dell'andamento della squadra, ma non posso dimostrare ai ragazzi questa sensazione in quanto è mio dovere spremerli fino in fondo ed ottenere il massimo da loro. Le due 2k-settimane appena trascorse però sono di quelle che segnano una stagione e forse anche quelle successive; sono di quelle che ti fanno capire che qualcosa è cambiato, che il lavoro fatto porta sicuramente da qualche parte ed è solo una questione di tempo; sono di quelle che ti permettono di sognare in grande, perché sognare in grande è un passo necessario per fare qualcosa di grande.
In piena lotta per un posto ai playoff e reduci da una mossa che "ti sporca dentro" ma che è valsa una W importantissima contro i Wizards, ospitiamo i Boston Celtics nella prima gara di un filotto di partite di importanza capitale per il prosieguo della stagione. Non giochiamo granché bene, non ci siamo con la testa e paghiamo una prestazione anonima di un po' tutti gli effettivi con una sconfitta che dà sui nervi. L'occasione di rifarci ce l'abbiamo tre giorni dopo, in Canada contro i Raptors, ancora in corsa per l'ottavo posto. È una partita molto importante, perderla significherebbe rischiare di farsi risucchiare nella guerra per l'ottavo posto, e la giochiamo con il cipiglio giusto. MKG è fisicamente arrivato, ma gioca una partita encomiabile difensivamente contro Gay; noi ci aggrappiamo in tutto e per tutto a Kemba Walker, il quale risponde presente con una prestazione maiuscola: 33 punti, 7 assist e 5 rimbalzi. Arriva una grande W, autoritaria e fatta più con la testa che con le gambe e che dunque assume ancora più importanza. Non c'è il tempo di fermarsi, in back to back andiamo a Boston per la "rivincita" contro i Celtics, che poi si trasforma in una "riperdita": siamo stanchi, fisicamente e mentalmente, giochiamo in modo approssimativo e decisamente inadeguato ed arriva, giustamente, la sconfitta.
Non me la sento di criticare la squadra, non è il momento di stare addosso ai ragazzi, quanto piuttosto di spronarli e convincerli che si può fare qualcosa di importante. La strategia paga, tre partite decisive, tutte alla Time Warner Arena, e tre vittorie è il nostro bottino. Battiamo, in rigoroso ordine temporale, prima i Wizards, poi i Raptors ed infine i Pistons (in quella che era stata ribattezzata "The Battle for the 6th"). È la risposta che volevo e che mi aspettavo: spalle al muro, con partite decisive da giocare, dovevamo dimostrare di aver fatto quel passo mentale in avanti, di essere pronti a vincere le partite che si devono vincere. Il protagonista di questo trittico di partite è sempre lui: Kemba Walker. 21 punti e 9 assist contro Washington; 18 punti, 6 assist e 5 rimbalzi contro i Raptors; 22 punti e 10 assist contro i Pistons. Ma, come detto, non sono tanto i numeri ad esser importanti, quanto "il peso" di questi numeri: giocate importanti, canestri quasi sempre decisivi, un controllo assoluto sulla gara. Il nostro numero #15 sta dando l'impressione di essere maturato parecchio ed in parte risponde (attraverso un processo di osmosi tra 2k-world e blog-world) ai dubbi mossi sulla sua capacità di essere parte integrante di una squadra da titolo.
Noi intanto abbiamo saldamente in mano il sesto posto ormai, ma i Pistons ed il gruppo Nets-Pacers (che crollo il loro!)-Raptors ci stanno sempre francobollati e sono pronti a sfruttare ogni minimo errore. Noi siamo troppo distanti dal quinto posto, ma non molliamo, daremo il massimo e, come ho detto ai ragazzi e come si dice dalle mie parti, "comu finisci si cunta!"
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RispondiEliminaAh AhAH! Ora vediamo se il Barbapensiero (una combo-guard TITOLARE non vincerà mai un anello Nba! Nè mai l'ho ha vinto!) sarà da stimolo!
RispondiEliminaPer il resto, sempre grandissima costanza! Anche se questa volta io mi focalizzerei, in termini di miglioramenti, sulla doppia sconfitta contro i Boston Celtics. Non rappresenteranno mai un ostacolo, in quanto quando i Bobcats saranno al topo per il titolo i Celtics avranno già iniziato la loro fase crollante, però una doppia sconfitta contro la stessa squadra può essere un ottimo indice per scoprire a cosa sono indigesti questi Bobcats e intervenire.
P.S. Molto strano il crollo fisico di Michael Kidd-Gilchrist. Ok che viene spremuto, però non ha nemmeno 20 anni
Le sconfitte contro Boston sono sconfitte "di testa". Queste gare sono arrivate all'interno di un filotto di partite più importanti, nelle quali abbiamo dato tutto sia a livello mentale che fisico ed era dunque inevitabile darla su contro Boston, per quanto sia stimolante giocare contro i verdacci. Attualmente non abbiamo i mezzi per fare un filotto importante, dunque dobbiamo sacrificare qualche gara magari più prestigiosa ma dal minore peso specifico sull'altare di un record di squadra assolutamente eccezionale.
RispondiEliminaIl crollo di MKG è il classico rookie-wall. Alla voce "condizione" è sempre un passo indietro gli altri (tutti freschi, lui riposato) e questa è una cosa su cui non posso fare niente (in ogni caso, sicuramente la voce resistenza l'anno prossimo aumenterà). C'è da dire che il ragazzo è stanco, ma non si risparmia comunque: le statistiche e l'impatto sono sempre di alto livello, il problema è che sta tirando peggio e perde qualche pallone in più, ma le giocate decisive le fa sempre e comunque!
Infatti, se nutro dubbi su un Kemba Walker guardia titolare da anello, ho una netta certezza su Michael Kidd Gilchrist ala piccola titolare da anello! Con un play da anello (CP3? Lillard? Kyrie Irving), una guardia da anello (Harden?) e un pivot da anello (Howard? Noah?) + Kidd Gilchrist la squadra dominerà.
RispondiEliminaAttenzione al Playoff Bracket, ruolino di marcia decisamente positivo, ma le due sconfitte contro i Celtics potrebbero suonare come un campanellino d'allarme, perché se i Celtics son tra i primi quattro posti (anzi, i secondi tre, visto che gli Heat fanno sempre un campionato a sè), potresti ritrovarteli al primo turno nei PO. Mi sembra la squadra in assoluto più capace di metterti "sulle gambe"...
RispondiEliminaCerto, parliamo di PlayOff per i Bobcats, questa è già un'impresa...
...io darei leggermente più peso alla prima sconfitta e come è arrivata, perché da lì iniziava il filotto importante...curiosità: per adesso come è messa la serie in RS (con i C's)?
Elimina@Barba: Andiamoci piano con le superstar! Il basket è uno sport di squadra e io non voglio un gruppo di figurine... Un Campione vero arriverà sicuramente, ma il mio secondo ed il mio terzo violino, al netto di scambi irrinunciabili, saranno per tutta questa avventura Walker e MKG. Si deve lavorare molto più sull'intelaiatura che sulla superstar da prendere!
RispondiElimina@Charlie: Come detto, non sono preoccupato della doppia sconfitta contro Boston. Non ci abbiamo provato proprio, siamo andati in modalità "risparmio energetico" nella prima gara e nella seconda eravamo in back to back ed alla viglia di un trittico importante. Se avessi avuto un roster più profondo, mi sarei preoccupato, ma queste sconfitte sono sintomatiche per una squadra di media classifica.
La serie non so di preciso quanto sia, una vittoria sicuramente l'abbiamo fatta a Boston, ma ti dirò che in una serie eventuale di playoff avrei tutto da guadagnare nel giocare contro i Celtics: giocare contro certi giocatori (Pierce e Garnett su tutti) per una squadra giovane è un'esperienza impossibile da replicare. Il playoff braket non mi preoccupa: affronteremo chiunque con la massima determinazione, chi vincerà sarà il migliore perché "ball don't lie!"
L'intelaiatura sicuro, ma è impossibile vincere un anello senza almeno due supercampioni, e due forse non bastano neanche. La tua avventura con i Magic nel 2K12 inquadra alla perfezione la situazione: hai fatto due finali di Conference consecutive contro Miami con Nelson, Howard, JJ Reddick, Hayward, Fredette, etc, un'ottima intelaiatura fatta da ottimi giocatori, ma per vincere l'anello hai impacchettato Reddick, Fredette e Hayward per prendere Harden.
RispondiEliminaSolo formando il trio CP3-Harden-Dwight Howard si è riuscito a fare lo step decisivo per il titolo.
Idem qui. Session, Walker e gli altri ti serviranno per portarti fino ad un certo livello, anche magari miracoloso (come lo furono le finali di Conference perse dai tuoi Magic in garasette contro gli Heat), ma per vincere l'anello il gruppo non basta.
Sicuramente per vincere servono i Big Three. Solo che ai Magic avevo Howard e ne arrivarono altri 2 di big, CP3 e Harden appunto; qua di big (non attualmente ma nel futuro prossimo) ne ho già due, o meglio ritengo di averne già due, MKG e Kemba Walker. A loro due va aggiunto un terzo campione e poi devo migliorare la struttura.
RispondiEliminaTu hai iniziato ad elencare che ci vuole un play, una guardia ed un pivot (o ho capito male io?), io ancora devo trovare l'asset giusto ma ritengo di essere ad un campione, un paio di elementi del roster e due\tre 2k-anni di maturazione dal titolo.
Ritengo inoltre che il paragone con i Magic è giusto farlo solo alla voce "Cercasi Impresa Disperatamente". Quei Magic avevano Howard che è un giocatore non replicabile da nessun altro, un paio di giocatori facilmente scambiabili ed anche una qualità media più alta. Questi Bobcats hanno invece due potenziali campioni ma "replicabili" e poi tutto un insieme di giocatori giovani che devono dimostrare il loro valore, specialmente ad alti livelli. Il percorso di crescita con l'obiettivo "anello" che aspetta questi Bobcats è completamente differente rispetto a quello dei Magic!
Io credo che tutto passi comunque da Howard, in particolare per un allenatore che pratica il dentro-fuori (io ad esempio con DH12 mi sono trovato meno in sintonia perchè con lo slash post, che puoi vedere in un mio post sul blog, il pivot viene servito pochissimo sotto).
EliminaPer questi Bobcats assicurarsi Howard la prossima estate (tanto diventa sicuramente free agent, sia lui, sia CP3) significa già essere in grado di arrivare alle Eastern Conference Finals 2014. Più del playmaker, secondo me è fondamentale aver una guardia All Star. Di squadre che hanno vinto un anello senza guardie All Star me ne ricordo poche negli ultimi 20 anni. I Mavericks del 2011 (che avevano Jason Terry), gli Spurs del 1999 (Mario Elie) e gli Houston Rockets '94 (Mario Elie anche lì, perchè poi nel '95 c'era Clyde Drexler).
Secondo me questi Bobcats hanno un campione sicuro (Kidd-Gilchrist), ma non credo in Kemba Walker, che rischia di essere troppo piccolo/leggero per le battaglie di playoff: Walker lo vedrei benissimo come sesto uomo nella squadra del titolo.
Io invece credo che con un "gruppo" solido, ma chiaramente fatto di OTTIMI giocatori, ma non necessariamente STELLE, si possa vincere...il mio ultimo titolo a Phoenix avevo Curry al secondo anno, ma non era questo Curry odierno, che se permettete e' anche piu' forte nel real che in game(d'altronde mi vanto di conviverci da sempre , da quando si e' affacciato nella NBA e credo non tutti videro quello che avevo visto io), Iggy , che TUTTI non definiscono certamente una STELLA, Zibo... e qui definitelo voi, STELLA?? Dragic dalla panca, Batum dalla panca , LOPEZ titolare , no, non Brook,era Robin,Udoh, Dorrel wright...
RispondiEliminaBattemmo 4a2 in Finals gli Heat del trio...
@Barba: E chi dice che il sesto uomo non possa essere il secondo\terzo violino della squadra? Odom nei Lakers era il sesto uomo ed era indiscutibilmente il terzo violino, colui che permetteva di dare equilibrio ai quintetti. Stesso dicasi per il Ginobili versione sesto uomo visto in casa Spurs, che entrava e faceva attacco da solo. Walker potrebbe essere il nostro 6th man ed essere comunque il nostro secondo\terzo violino.
RispondiElimina@Bisy: Ridendo e scherzando tu hai elencato dei Big Three: Curry(perfetto per il tuo gioco)-Iggy(ideale uomo di raccordo)-Randolph(a me non piace ma è innegabile che è uno che sposta). Poi, Dragic, Batum, Wright...contorno perfetto per il tuo modo di giocare. Senza rendertene conto hai creato quello che è necessario per vincere: 3 stelle (che non devono essere necessariamente James-Wade-Bosh, altrimenti "ti piace vincere facile?") ed un sistema di gioco che si amalgama alla perfezione con le caratteristiche dei role player. Shakera il tutto con il boost portato dall'utente ed hai la squadra da titolo!
@Barba
RispondiEliminaAh beh in questo caso sì, con Kemba Walker che esce dalla panca sono d'accordo. Il mio dubbio era solo sulla combo TITOLARE, ma la combo sixth man per me è perfetta. Difficilmente sarà il secondo violino from the bench, ma il terzo sì. Ad esempio un ipotetico quintetto con, sparo a caso, Dragic, Harden, Kidd-Gilchrist, Aldridge e Howard con Walker che esce dalla bench sarebbe da titolo netto!
@Bisy
Io qui vado invece controcorrente col mondo. Stepehn Curry non sa giocare a basket! Guardando il video recap di garauno tra Spurs e Warriors mi sono messo le mani nei capelli:
http://hangtime.blogs.nba.com/2013/05/07/spurs-warriors-have-game-1-for-the-ages/
(Premessa) Se vedo i mie giocatori fare scenate del genere pre-partita li mando tutti a casa (parlo della danza tribale)
- minuto 0:26: Curry ha tre uomini liberi, due sul perimetro, uno a fianco e tira con due uomini addosso (non importa se ha fatto canestro o no, scelta sbagliata)
- 0:31: stessa situazione, questa volta la passa e la scelta sarebbe stata giusta anche se il compagno avesse sbagliato
- 0:38.. lasciamo perdere sta scelta folle di tiro...
- 1:07... see vabè buonanotte, bomba da 10 metri da marcato. Se facevo una scelta del genere il mio allenatore non mi faceva giocare per un mese
- 1:30... per la serie se non mi marcano non posso tirare
- 2:14: tiro decisivo, l'apoteosi del delirio. Curry s'infogna ad altezza lunetta, ha due uomini completamente liberi sul perimetro, ma roba tipo metri e metri di spazio e va a forzare un tiraccio insensato da eroe della patria.
E questo è solo di questa partita... Ce ne sono miriadi di azioni del genere di Curry sul quale il mio giudizio è di essere un folle tiratore, uno dei più grandi tiratori della storia della Nba, ma non sarà mai un campione a mio avviso. Sarà un molte volte All Star, come Tracy McGrady (sul quale nutrii moltissimi dubbi anche quando era al massimo splendore della carriera), ma mai un campione!
@ALP Si io credo che quella squadra(SUNS) vinse perche' era giusta per me...ma se partiamo dal discorso del barba non mi paragonare Zibo-Iggy-Curry a Howard-Harden-CP3 !!E poi Curry per adesso (e figuriamoci in quell'anno) non lo considero una stella di livello per vincere il titolo, la penso (per adesso) un po' come Coach Barba, e' un giocatore dagli istinti pazzeschi , ma non credo gli si potrebbe affidare una squadra da titolo in mano...
RispondiEliminaMa detto questo, io invece, non credendo che si debba obbligatoriamente passare per tre stelle "vere" per conquistare il mondo, penso che quel gruppo e molti altri che si potrebbero creare, come i tuoi futuri "gattacci", possano accontentarsi di una super stella , o di 3 splendidi giocatori, con un grande cast di supporto...
@Barba prendendo spunto dal tuo discorso su Curry, in parte sicuramente condivisibile, ti chiederei la cortesia di andare a rivedere il trattamento di palla di Jarret..lo avrei ucciso...lasciamo stare gli attributi immensi ed i punti nelle mani, ma solo per battere un paio di rimesse e portare palla oltre la meta' campo avrei preferito un giocatore senza mani...mi faceva venire il freddo addosso appena cercava di gestire la palla...un macello...