Game 1
È il momento di diventare grandi, il momento di scrivere la storia, tracciare il percorso che tutti sognano: Charlotte ospita i bi-campioni in carica, clamorosamente deludenti in regular season ed affaticati da una serie contro i Bulls che li ha trascinati fino a gara 7. Ma contro i campioni in carica non si scommette mai! È una semifinale di conference, ma ha tutta l'aria di essere qualcosa di più!
Chi si aspetta degli Heat affaticati e remissivi dopo le fatiche contro i Bulls resta deluso. Miami è aggressiva, spavalda ed ostenta sicurezza, piazza subito il primo affondo e fa tremare la Time Warner Cable Arena. I Bobcats però non si scompongono, nonostante Chalmers faccia rivivere i fantasmi del passato a Westbrook costringendolo a medie pessime dal campo, e trovano in Pekovic l'ancora di salvataggio che li mantiene in partita. L'impatto del centro Montenegrino è di quelli che sconquassano la partita ed i padroni di casa trovano subito il modo di ricucire il primo strappo dei campioni. Charlotte è però palesemente in difficoltà e solo lo straordinario impatto della panchina permette ai Bobcats di non affondare sotto i colpi di un Wade formato superstar. Dopo il difficoltoso inizio però, Westbrook inizia a carburare e la partita cambia: Charlotte trova fiducia, gioca meglio e acquisisce anche una certa sicurezza in difesa e quando "Alta Tensione" Fredette entra in campo, il -4 con cui si chiude il primo tempo è servito.
La ripresa si apre con due falli in sequenza di Kemba Walker che scaraventano Miami sul +10. È un momento decisivo e Charlotte "gambla" clamorosamente schierando proprio Fredette da guardia a marcare Wade. Sembra un suicidio tattico, si rivelerà invece un'intuizione indescrivibile. Il prodotto di BYU cambia la partita con due canestri in fila, una palla recuperata ed un assist ma, soprattutto, innervosisce Wade grazie alla sua tecnica sopraffina e fa così incartare l'attacco degli Heat. È l'occasione della vita per i Bobcats che con la coppia Westbrook-Pekovic si porta su un convincente +12. LeBron non ci sta e, dopo aver fatto il facilitatore a lungo, si mette in proprio e con un paio di giocate delle sue riporta Miami al possesso di distanza. Westbrook è però solidissimo e riesce a mantenere i suoi in linea di galleggiamento e trova un alleato prezioso in Kemba Walker, che ad inizio quarto periodo segna due canestri pesantissimi che consentono ai padroni di casa di tenere sempre quel vantaggio psicologico che fa tutta la differenza di questo mondo. Miami però è determinata a far bene e con un raptus di puro talento ribalta il risultato prendendosi il +6 a meno di cinque minuti dalla fine. L'inerzia psicologica è tutta dalla parte degli ospiti ma Westbrook, con la collaborazione di Pekovic, ricostruisce la parità con 2 minuti da giocare. È il momento della verità e Charlotte cambia passo con un paio di sequenze difensive eccezionali. Miami va in difficoltà ed affonda definitivamente sotto i colpi del "concittadino" di Snoop Dogg: layup mano sinistra, jumper dalla media e bimane in traffico. Il +6 è servito, la precisione dalla lunetta fanno il resto. Gara 1 è dei Bobcats!
Finisce 103-106 Bobcats. MVP Russell Westbrook: 26 punti e 8 assist per lui. Bene Pekovic (anche lui 26 con 8 rimbalzi), per il resto ognuno porta il suo mattoncino in casa Bobcats. Per Miami, 30 per LeBron (ma non la solita prestazione totale) e 25+7+8 per Wade: il resto è non pervenuto!
Game 2
"La battaglia delle Termopili". Così è stata definita gara 1, in cui l'esercito degli immortali al servizio di Re LeBron è stato respinto con perdite da circa 300 Bobcats guidati da Westbrook. La "battaglia delle Termopili" finì però male per gli Spartani: Charlotte lo sa e per questo vuole riscrivere la storia, vincendo gara 2 e ponendosi in una situazione di vantaggio sui campioni in carica.
L'inizio di gara è clamoroso per intensità fisica e tecnica. Si fa subito sul serio da una parte e dall'altra, si tengono ritmi insostenibili e si segna tanto, tantissimo. Pekovic è il riferimento per i Bobcats, ma non è disprezzabile neanche il supporto dato da Walker e Kidd-Gilchrist, un po' assenti in gara 1 e subito protagonisti in gara 2. Miami è soprattutto Wade e LeBron, ma la spinta dei padroni di casa è incessante e mette realmente in difficoltà gli Heat. I Bobcats tengono medie esagerate dal campo, difendono in sette (o almeno questa è l'impressione che si ha da fuori) e Miami si incarta, incapace di trovare bocche da fuoco oltre ad i già citati Wade e James. Bosh è fuori partita e spende dei falli prematuri, la panchina degli Heat non ha impatto ed il +10 a favore dei Bobcats, che si trasforma in +15 all'intervallo sotto i colpi di Henderson e Fredette, è presto materializzato.
Miami non ci sta ed esce fortissimo dagli spogliatoi. James crea da solo il 9-0 di parziale con cui aprire il terzo quarto, ma la rimonta degli ospiti deve fare i conti con Westbrook. Agent 7, 0 punti e 6 assist all'intervallo, dà vita ad una sfida a distanza con LBJ da far paura. I due sono inarrestabili dalle difese avversarie e spingono da soli le rispettive squadre in una sfida di livello altissimo. I Bobcats però riescono a reggere l'impatto e soprattutto riescono a trovare sempre qualcuno che dia una mano al #7, mentre James ha come scudieri solo Wade ed un redivivo Chalmers. Charlotte si mantiene a distanza di sicurezza, ma all'inizio del quarto periodo prende un clamoroso scivolone che permette a Miami di rientrare. Wade è un satanasso ed accorcia le distanze, ma proprio nel momento più difficile i Bobcats danno grande prova di maturità. Pekovic è ancora implacabile per la difesa di Miami, Westbrook ha una vendetta da compiere, i Bobcats hanno una spinta emotiva superiore e l'allungo decisivo è servito. Wade e James ci provano fino all'ultimo, ma la loro è un'impresa impossibile dato che predicano nel deserto.
Finisce 112-119 Bobcats. MVP ancora Russell Westbrook, 24(tutti nel secondo tempo)+10 per lui. A dargli manforte ci pensano Pekovic, 30 punti, e Kemba Walker, 16+15 assist. Per Miami, LeBron è spaventoso: 39+8+9. Wade e Chalmers gli vanno dappresso, con rispettivamente 33 e 22 punti. Ma il resto della squadra dov'è?
Hai creato una solidità di squadra che definire importante è eufemistico! Qualsiasi quintetto tu metta in campo riesce sempre a star sul pezzo e a rispondere ad ogni possibile defiance.
RispondiEliminaGli Heat non sono mai una passeggita, ma andare in Florida sul 2-0 vuol dire già tanto...
Io lo dicevo nella 2k-estate che questa squadra era da titolo... Si parla tantissimo di Westbrook, ma a mio avviso il campione vero (soprattutto dopo avergli visto giocare la real gara 7 contro Miami in Finale) è Kawhi Leonard...
RispondiEliminaMamma mia che Bobcats! Tenere il fattore campo è vitale, e prendersi una W in Florida metterà non pochi tarli nella macchina perfetta costruita da coach Spo. Dai Alp, conduci la squadra alla terra agognata ma mai e poi mai promessa.
RispondiEliminaFANTASTICO !!! poi risicate nel punteggio meglio ancora , cosi' non ti fara' abbassare la guardia neanche mentalmente, cosa non sempre facile da fare , e non per portare sfiga, ma proprio perche' vorrei prepararti all'evenienza o quasi vorrei dire alla "necessita'", perche' prima o poi arrivera', NON HAI ANCORA CONOSCIUTO SCONFITTA !!! sei 6a0 nel post pazzesco !!! Ma in effeti il resto della squadra quale e'? Cioe' immagino Bosh che non e' pervenuto , ma poi il supporting quale 'e'. e' cambiato??
RispondiElimina@Charlie: Vuol dire tantissimo. Se in gara 1 avevamo un vantaggio psicologico e fisico non indifferente, in gara 2 abbiamo fatto un capolavoro. È proprio vero, la nostra panca sta facendo la differenza, ma ora arriva la parte più difficile! Vedremo come reagiremo.
RispondiElimina@Barba: Ti devo un po' smentire. Leonard sta facendo bene, ma è lontano parente del real-Leonard. È fondamentale per come ho impostato la squadra, perché è il primo cambio di Kidd-Gilchrist e mi permette di mantenere la conformazione 4+1, oltre ad essere impressionante in contropiede e ottimo difensore, ma la stella vera è Westbrook. Sta "Jordaneggiando" come raramente ho visto fare ad un mio 2k-giocatore. Gara 1 l'ha vinta lui con quei 6 punti nel finale e, più in generale, sta facendo una serie eccezionale dove sta sbagliando pochissimo. Si sta comportando da primo violino di una Squadra da Titolo (S e T maiuscole).
@Dido: Come detto a Charlie, ora viene il bello! Sono dell'idea che qualche tarlo nella testa di Miami lo abbiamo messo, in quanto è molto difficile sconfiggere due volte consecutive gli Heat. Ma non è ancora arrivato il momento di esaltarsi, abbiamo un'impresa da compiere!
@Bisy: Bosh spazzato via da Pekovic. Prevedibile tra l'altro, c'è un diverso tonnellaggio tra i due. Per il resto, Miami ha perso Allen (a New York) ed ha aggiunto Chris Douglas-Roberts. Poi è sempre lo stesso supporting cast, il discorso è che gli stiamo mangiando in testa per voglia ed intensità.
La sconfitta, purtroppo, prima o poi arriverà e la cosa non mi preoccupa. La cosa fondamentale è continuare a giocare come stiamo giocando: di squadra, convinti, aggressivi e determinati. Finché teniamo queste caratteristiche, non ho nulla da rimproverare ai miei!
semmai ce ne fosse bisogno vorrei solo confermare tutto quello che di buono state dicendo su Pekovic...ci ho giocato contro da poco...E' ingestibile, una belva e si muove da dio...evidentemente anche Albys avra' sentito il dovere di mogliorarlo ancora non saprei...ma confermo tutto !!! Veramente attualmente li' sotto sposta come pochissimi !!!
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