"There is no tomorrow!" ripete LeBron James ai compagni nel rituale discorso pre-partita. È una gara senza domani per gli Heat, elimination game per eccellenza, contro dei Bobcats per ora imbattuti nei playoff in casa, contro tutto il mondo che vuole vedere terminata la loro egemonia, contro la storia perché solo otto squadre sono riuscite a ribaltare una serie dal 3-1. Dall'altro lato, come detto, degli indemoniati Bobcats, sull'orlo di un'impresa straordinaria e pronti a candidarsi per il titolo. Ma ora si inizia a fare sentire la pressione e Robert Horry si chiederebbe se i Bobcats sotto pressione "spaccheranno i tubi" o "faranno nascere dei diamanti".
L'inizio di gara è intensissimo. Gli Heat ostentano il loro orgoglio da campioni in carica e mostrano di non avere alcun timore sul tema "sconfitta" mentre i Bobcats sembrano essere notevolmente più attendisti e disposti ad aspettare prima di scatenare la loro furia. I padroni di casa in attacco sono Pekovic-dipendenti, anche perché Nikola si prende letteralmente gioco di Bosh, mandandolo a farfalle ripetutamente. LeBron però non ci sta, è aggressivo come al solito e trova la collaborazione del "Birdman" e del solito Wade, ma ciò non basta agli Heat per scappare via in quanto i Bobcats trovano sempre soluzioni alternative. La partita dei padroni di casa è stranissima. A parte il solito contributo di Pekovic, Charlotte non vede confermata nessuna delle sue certezze: Westbrook è in versione facilitatore, Walker è ondivago al tiro, Williams e Henderson sono imprecisi e confusionari, Kidd-Gilchrist e Leonard sono troppo impegnati nell'andare d'appresso a LeBron e così l'alternativa offensiva al centro montenegrino è il suo sostituto congolese, quel Biyombo che sta giocando dei playoff a dir poco clamorosi (oltre 12 punti di media, 6 in regular season). La partita scorre via quindi sui binari dell'equilibrio ed infatti si arriva all'intervallo lungo con Miami avanti di 1 misero punticino.
All'uscita dalla pausa lunga, Charlotte si incarta non poco, perde lucidità offensiva e Miami ne approfitta per piazzare un parziale che porta gli Heat sul +6 prima e poi sul +9. La Time Warner Cable Arena trema, ma non affonda grazie alla solita fermezza mentale dei suoi beniamini, che ritrovano la verve da scorer di Westbrook e solidità offensiva in breve tempo. Agent 7 inizia il solito duello a distanza con James, fatto di giocate di alta scuola e frecciate psicologiche non indifferenti, ma questa lotta a distanza non permette a nessuna delle due squadre di prendere il sopravvento ed alla sirena di fine terzo quarto si arriva in parità a quota 77. Come al solito, un paio di canestri di Fredette aprono il quarto periodo, ma Wade risponde a tono e la partita continua nel suo equilibrio. Si assiste a qualcosa di realmente impressionante, perché le due squadre continuano a rispondersi costantemente, senza che nessuna delle due riesca a prendere il sopravvento sull'altra. Miami però è evidentemente a corto di fiato e servono un paio di magie di LeBron per rimanere aggrappati a dei Bobcats che sembrano pronti ad accelerare. Ed infatti, quando rientra il quintetto al completo, i padroni di casa a meno di cinque minuti dal termine accelerano: Walker spara una tripla su assist di Westbrook e poi mette un jumper in contropiede che regala il +5 a Charlotte, ma i Bobcats sprecano ripetutamente l'occasione per il +7 (tre possessi offensivi consecutivi) e James impatta nuovamente: pari a quota 95 con poco più di un minuto da giocare. Westbrook va fino in fondo, poi una sequenza difensiva clamorosa permette a Charlotte di mantenere il +2. È la chiave di volta, Westbrook viene mandato in lunetta (non un fallo sistematico, azione di gioco) e fa 2 su 2, poi i Bobcats impediranno nuovamente la realizzazione agli ospiti e a quel punto inizia la processione di Westbrook sulla linea della carità: l'ex-UCLA sigla un perfetto 6 su 6, che significa fine dei giochi per Miami. Il treno del threepeat per Miami arriva al capolinea, Charlotte si prende partita, serie e scalpo dei campioni in carica!
Finisce 100-105 Bobcats. MVP Nikola Pekovic con 26 punti e 6 rimbalzi. 23 per Westbrook, 6 per Kidd-Gilchrist con 11 rimbalzi. Per Miami, James è l'ultimo ad arrendersi con 37 punti, Wade è l'unico che prova a dargli una mano seriamente aggiungendone 23, per il resto, ai campioni è mancata la fame e la voglia di lottare per provare a scrivere una pagina indelebile della storia della lega!
Le altre
Splendida la serie tra Pistons e Knicks: Detroit si porta sul 3-2, poi New York impatta in gara 6 e vince la serie in una drammatica gara 7 al Palace of Auburn Hills.
Ad ovest, 4-1 facile dei Warriors ai danni di Dirk e compagni. Più problemi per i Thunder, che pagano un paio di infortuni di troppo ma hanno comunque la meglio sui T-Wolves per 4-2.
C H E M A S S A C RO ! ! ! La domanda è, quale squadra è in grando di arrestare questi Bobcats? Voi ne vedete? Io no. Gli avversari possono andare anche in vantaggio di doppia cifra, ma non c'è verso, Charlotte alla fine vince fisso. Stiamo parlando di un ruolino di marcia che parla di 8 vittorie e una solo sconfitta, di uno sweap al primo turno e di un "quasi" sweap ai campioni di Miami! Ma chi può fermare questi Bobcats?? Nessuno. Lo dissi ad inizio stagione: titolo. Lo dico adesso: Dinasty che solo il 2K14 potrà fermare.
RispondiEliminaCerto che ora la strada che porta al titolo pare in discesa!
RispondiEliminaMi pare che sia comunque Pekovic ad aver dato quel quid in piu' forse non cosi preventivabile ad inizio stagione.
@Barba: Sono tutte cose verissime, ma... restiamo con i piedi per terra. Abbiamo una serie-vendetta contro i Knicks da giocare e dobbiamo pensare intanto a quella. Poi, eventualmente, si penserà alla serie finale. C'è entusiasmo a SWAGGED-Charlotte, si intuisce che si può scrivere una pagina di storia, ma dobbiamo stare calmi, rimanere concentrati e continuare a giocare come stiamo facendo.
RispondiElimina@Tall: Vale quanto detto al Barba. Non diciamo gatto, finché non è nel sacco.
Pekovic sta giocando dei playoff mostruosi, mi aspettavo impatto da lui ma effettivamente sta andando oltre le più rosee aspettative. Ma anche Biyombo sta facendo cose importantissime (12 punti di media, in regular season ne faceva 6) in questi playoff. Più in generale, si sono verificate tutte quelle "congiunzioni astrali" che hanno reso questa squadra da candidata al titolo a favorita. Ora arriva la parte più difficile, la conferma delle nostre capacità!
Arrivo tardi e mi limito a dire ..PRONTI...sembrano gia' pronti questi Bobcats e sembra inaudito a questi livelli di solidita', ma la sensazione per adesso questa e', addirittura in questa gara ha atteso tranquillamente la fine del match quasi controllando miami per colpirla quando non ne avevano piu'...clamoroso...hanno portato loro a scuola i campioni!! E poi non posso non menzionare Pekovic come gia' fatto precedentemente , solo ripetendo che e' il vero LEADER TECNICO dell squadra, senza ombra di dubbio....
RispondiEliminaChe Knicks sono attualmente? spiegaceli...
Diciamo che l'attesa del finale è stata una costante di questa serie. Non è che abbiamo atteso il finale per dare l'allungo decisivo, è che Miami veniva sempre tenuta in gioco dalle magie di Wade e James. Il problema (per loro) è stato che il resto della squadra non li seguiva e dunque nel finale era inevitabile per noi allungare.
RispondiEliminaSecondo me, i Knicks di questo secondo 2k-anno sono più scarsi di quelli che ci hanno battuto 4-1 l'anno scorso. Non c'è Kidd, leader carismatico e mente della squadra; non c'è JR Smith, alternativa offensiva di livello altissimo; Copeland è in rotta dichiarata con la società (morale = 0); c'è in più Ray Allen, anellato l'anno scorso con Miami ma ormai "anzianotto" per essere competitivo per lunghi tratti di partita. In più noi siamo in fiducia e, in questo momento, non temiamo veramente nessuno. Insomma, se fossi uno esterno alla sfida direi che Charlotte è ampiamente favorita.
Mi meraviglierei se finisse con un risultato diverso da 4-0. New York è lì per caso, verranno spazzati via senza pietà! Ripeto, non vedo nessuno in grado di arrestare questi Bobcats, troppo tutto su tutti per pensare di essere impensieriti. Questi gattacci possono anche pareggiare il record di minor sconfitte nei playoff detenuto dai Lakers 2001 (una sola sconfitta, in garauno delle Finali contro i Sixers)
RispondiEliminaOddio, proprio per caso no. Han fatto fuori Boston prima e i Pistons (testa di serie numero 1 ad est) poi. Sono una squadra talentuosa e con una buona difesa. Certo, non vedo come attualmente questi Bobcats possano perdere. Siamo ingiocabili e il bello è che lo siamo diventati strada facendo.
RispondiEliminaArrivo in ritardo anche io purtroppo, ma gli ultimi esami della sessione mi hanno tenuto un po' fuori dal mondo.
RispondiEliminaChe dire, grande, anzi grandissimo, anzi immenso Alp. Questi tuoi Bobcats hanno un ruolino di marcia pressochè immacolato, e come dicono tutti, piedi per terra o no, il Larry O'Brien è lì e aspetta solamente voi...