Game 3
Solo i Bobcats possono fermare i Bobcats. Questo è quanto è emerso dalle prime due gare della serie. New York è in spaventosa difficoltà, non riesce ad intaccare le convinzioni psicologiche di una squadra che sembra essere costruita con il ferro della Ruhr ma ora il teatro cambia ed al Madison Square Garden i Knicks vogliono rispondere. Charlotte ha però l'occasione di scrivere la storia, è convinta, decisa e pronta a prendersi la finale. Ci saranno i fuochi d'artificio.
L'inizio dei Bobcats è territoriale. Chi si aspetta dei Knicks arrembanti è deluso perché la formazione ospite esce dai blocchi a tutto gas, mostrando la solita difesa fortissima ma anche una serie di nuove soluzioni offensive che fanno saltare il piano dei padroni di casa. Pekovic, mattatore finora dei playoff delle linci, non è infatti precisissimo e soffre la fisicità di Chandler, ma Charlotte si rivolge a Kidd-Gilchrist, Walker e Leonard e trova importanti risposte. I prematuri falli sia di Pekovic che di Biyombo, costringono i Bobcats a sperimentare Myers Leonard, che risponde incredibilmente presente e che non fa altro che alimentare un gioco corale che mette realmente in difficoltà i padroni di casa. New York trema, è in piedi solo grazie alla grande prestazione su entrambi i lati del campo di Shumpert, e non finisce gambe all'aria solo perché l'impatto della panchina di Charlotte è sì buono ma non ai livelli eccelsi che solitamente ha mostrato. Alla pausa lunga si arriva con i Bobcats sopra di 11, 56-45 il punteggio, ma più che il divario è il linguaggio del corpo a far preoccupare i tifosi dei Knicks.
Al rientro dagli spogliatoi però New York ha un sussulto. Melo e Stat alzano la voce in attacco, Chandler inizia a tappare tutte le falle in difesa e i Knicks avviano una lenta ma inesorabile rimonta. La partita si accende per davvero, anche perché i Bobcats sono indomiti e non ci stanno a subire il ritorno degli avversari, ma il ritmo dei padroni di casa è eccezionale ed incredibilmente New York riesce ad impattare prima ed a passare in vantaggio poi! Il Madison è caldissimo, i Knicks volano sino al +8 con 10 minuti circa da giocare nel quarto periodo, quando Alp89 chiama un time-out che si rivelerà decisivo per le sorti del match. Non è dato sapere cosa si siano detti gli ospiti in quel minuto, fatto sta che Charlotte ritrova il bandolo della matassa, ricompone le sue certezze e risponde a New York con un contro-parziale terrificante di 18-2 che riporta i padroni di casa sul +10. I Knicks non mollano la presa, Melo segna due canestri pazzeschi in "uno contro tutti" ma Westbrook è chirurgico nel rispondergli colpo su colpo. "Too little, too late" dicono in USA, Westbrook completa l'opera dalla lunetta e gara tre nei titoli di coda scrive "vittoria Bobcats".
Finisce 114-106 Charlotte. MVP indiscusso Russell Westbrook, 24+4 rimbalzi e 6 assist, ma Charlotte sigla una prestazione corale straordinaria mandando 7 giocatori in doppia cifra e due alla soglia di essa. New York piange nonostante la prestazione eccezionale di Shumpert, 19, il solito Melo, 25, ed uno Stoudemire da 21+11: per i Knicks ora la situazione è letteralmente disperata!
Game 4
Stare sotto 3-0 nella serie è solitamente una sentenza di morte sportiva in NBA. New York è spacciata, dicono tutti, destinata a prendersi un sonoro cappotto che potrebbe far saltare parecchie teste nella franchigia, ma la sfida non è ancora finita. Charlotte lo sa, non vuole alimentare false speranze negli avversari ed è decisa a concludere la serie ora. Si scriverà la storia?
Chi si aspetta dei Knicks dimessi e dei Bobcats sul velluto resta assolutamente spiazzato. New York è aggressiva su entrambi i lati del campo, gioca senza pensieri e mette in difficoltà con una ritrovata fisicità ed intensità gli avversari. I Bobcats non ci stanno, ma sono incredibilmente imprecisi in attacco, segnano pochissimo ed in difesa sono meno efficaci del solito. Scatta "l'allarme Westbrook" in casa ospite, con Agent 7 che prova a tenere a galla i suoi, ma contro i Knicks oggi non sembra esserci partita. New York segna a ripetizione e vola sul +16, ma Charlotte è tutto fuorché una squadra arrendevole e prova insistentemente la risalita. Gli ospiti fanno uno sforzo non indifferente e chiudono a -9 il secondo quarto, risultato dal sapore di impresa vista la serata di New York.
Al rientro dalla pausa lunga Charlotte ha un sussulto e si porta a -4, ma i Knicks rispondono e tornano ad allargare la forbice. Prima +8, poi +15, infine +21 quando sul cronometro mancano due minuti circa alla fine del terzo quarto. Una disfatta incredibile ed imprevedibile si prospetta all'orizzonte per i Bobcats, ma il punto più basso è sempre il trampolino migliore per risalire: vista la pessima prestazione di Walker, i Bobcats vanno con Henderson nel quintetto titolare, si rimboccano le maniche ed iniziano una lenta risalita. Westbrook è il faro offensivo della squadra, Pekovic ritrova continuità offensiva, Leonard e Kidd-Gilchrist iniziano ad incidere ed improvvisamente la partita cambia. Charlotte difende fortissimo, diventa impermeabile e trova un sacco di palle recuperate, l'inerzia cambia e quando Henderson spara la tripla del -3 (95-98) con poco più di due minuti da giocare, il Madison diventa congelato. Melo lo rianima, ma poi due sequenze difensive incredibili dei Bobcats generano l'impensabile sorpasso, con gli ospiti con il possesso di vantaggio con circa 26 secondi sul cronometro. I Knicks vogliono l'ultimo tiro per Melo, arriva il raddoppio, il #7 dei padroni di casa sceglie l'assist per Chandler che tutto solo firma il 105-106 con 6 secondi sul cronometro. Time-out Bobcats e rimessa a metà campo; Westbrook riceve, l'idea è di passare su due blocchi (MKG e Pekovic) ma la difesa di New York riesce ad aiutare bene, Agent 7 forza con l'uomo addosso il fadeaway da 6 metri, ferro-tabellone-ferro...FUORI!!!! Esplode il Madison Square Garden, il primo match point per Bobcats è stato annullato!
Finisce 105-106 Knicks. MVP Tyson Chandler 19 punti, 12 rimbalzi e 4 stoppate. Felton (9 su 9 dal campo) è l'MVP morale, Melo con le sue giocate da campione è l'MVP romantico. Per gli ospiti, Westbrook è furioso per l'errore, nonostante una prova da 26+11 assist. Bene Pekovic (anche se è stato surclassato a rimbalzo), MKG (partita totale la sua 8 punti, 6 assist, 7 rimbalzi, 4 recuperi e 3 stoppate) e Leonard. La serie però ritorna a Charlotte, chissà se questa sconfitta è stata solo un incidente di percorso oppure quel meccanismo perfetto che sono i Bobcats si è inceppato sul serio...
Una sconfitta in gara 4 ci sta non credo si sia inceppato nulla adesso però la serie va chiusa!
RispondiEliminaLa serie si è chiusa in garatre (in realtà, per me, era già chiusa in partenza!) con la prova corale dei sette (quasi nove) giocatori in doppia cifra capeggiati da Westbrook. Garaquattro è stata solo una partita defaticante prima dell'affondo finale alla quinta partita. Le vere Finals sono già state giocate contro Miami, per il resto è solo questione di tempo!
RispondiEliminaGrande comunque,,,certo perdere dopo aver rimontato 21 punti in un quarto fa un po' male, con la qualificazione gia' in tasca...troppo sicuri per creare dubbi , ma teniamo alta la concentrazione , anche perche' solo cosi' sanno giocare i bobcats, lasciando tutto sul parquet...ELIMINALI ADESSO !!
RispondiElimina@Tall: È anche vero che, quando si perde una gara on the road, solitamente si perde gara 3. Perdere una gara 4, avanti 3-0 ed un vantaggio psicologico non indifferente, non è esattamente una cosa che rientra nei miei piani!
RispondiElimina@Barba: A differenza di Miami, tuttavia, New York ha fame. Mi hanno sorpreso in gara 4 ed ora ci troviamo in una posizione di assoluto vantaggio ma con l'impressione di non poter più sbagliare!
@Bisy: Una rimonta esaltante, ma è anche vero che, viste le premesse, non dovevamo essere costretti alla rimonta. Come detto sopra, ci troviamo ora in una situazione quasi paradossale, in cui siamo avanti 3-1 ma abbiamo perso una gara da non dover perdere. Gara 5 è fondamentale per noi!
Peccato davvero per questa sconfitta comunque, avrebbe chiuso prima la serie, regalando qualche giorno di riposo in più alle gambe dei ragazzi. Ma noi sappiamo qual'è la realtà, vuoi solo andarti a prendere il titolo di Eastern Conference Champion in casa!
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