venerdì 6 settembre 2013

2k13-Regular Season 2014-2015: 2k-coincidenze

"2k12-Dicembre 2013, Raptors@Magic. Ryan Anderson è a terra, si tiene il ginocchio sinistro e grida di dolore, la gravità dell'infortunio è chiara a tutti, Howard e Clark aiutano i sanitari a metterlo sulla barella e la diagnosi sarà lapidaria: strappo al crociato, stagione finita per lui. I Magic saranno costretti ad andare sul mercato, tra i free-agents pescheranno Nick Collison il quale sarà poi determinante per il titolo più speciale, l'unico nel SIM-World, per coach Alp89. 
2k13-Febbraio 2015, Magic@Bobcats. Bismarck Biyombo è a terra, si tiene il ginocchio sinistro e grida di dolore, si capisce subito che è una cosa seria, Pekovic e Len aiutano i sanitari a metterlo sulla barella ma la diagnosi non sarà così lapidaria: grave distorsione al ginocchio, 4-6 settimane di stop. I Bobcats sono comunque costretti ad andare sul mercato e tra i free agent pescano Hasheem Thabeet. Sarà determinante il tanzaniano nella corsa al titolo in questo Swagged-World?"

Le testate giornalistiche di Charlotte (e dello Swagged-World) non parlano d'altro, l'infortunio di Biyombo, l'arrivo di Thabeet e questo incredibile punto di incontro tra due storie apparentemente inconciliabili quasi oscurano le imprese dei miei Bobcats e gli eventi dell'All Star Weekend. Eppure di temi da trattare ce ne sono parecchi. La corsa dei Bobcats sembra essere inarrestabile e nella 2k-week che precede il weekend delle stelle firmiamo tre vittorie importanti che chiudono virtualmente qualsiasi discorso sulla classifica finale. Ci liberiamo infatti, in ordine cronologico, dei Bucks, dei Blazers e dei Raptors senza lasciare speranza alcuna agli avversari. La prima sfida, giocata a Milwaukee, è l'occasione per vedere Westbrook flirtare con la tripla doppia, ma anche una vittoria importante contro una squadra che ci può mettere in difficoltà grazie ad un reparto guardie molto profondo e ricco di talento. Il 93-85 finale è testimonianza che la gara ce la siamo dovuta sudare ma anche che, piaccia o no, attualmente siamo uno schiacciasassi. Contro Portland poi arriva la conferma sul suddetto tema, ma anche una prova di forza non indifferente. Portland è infatti seconda ad ovest, gioca un basket moderno grazie ad un quintetto (Lillard-Batum-Matthews-Gallinari-Aldrige) eclettico e ricco di soluzioni e scende in campo alla Time Warner per vincere. Il "problema" è convincere Anthony e Westbrook a farsi da parte, perché i due attualmente sono la coppia più esplosiva della lega, ed infatti sono loro a guidarci alla vittoria per 89-103 con Agent 7 ad un passo dal trentello. Un giorno di riposo e arrivano i Magic, arriva la vittoria (l'ottava consecutiva) ma arriva anche l'infortunio di Biyombo di cui abbiamo parlato sopra.
Arriva il tanto sospirato All Star Weekend (West-Est 124-120, Durant MVP con 42 punti) ma in sede con Michael e Cho dobbiamo trovare un lungo che possa sostituire il congolese nel prossimo mese e mezzo. Dal Congo alla Tanzania il passo non è lunghissimo, specialmente se lo fa una bestia di 225 centimetri, con l'attitudine di giocare a pallacanestro di un comodino. Arriva Thabeet dunque; l'idea è che lui e Len (che praticamente giocava scampoli minimi di partita) assieme possano darci quanto ci dava Biyombo da solo e quindi avranno circa dieci minuti a testa per mettersi in mostra e per far rifiatare Pekovic.
Il primo test del nostro nuovo assetto non è dei più facili: ci fanno visita gli Heat, ancora privi di Wade (prossimo comunque al rientro) ma pur sempre terzi ad est. È una grande gara, Melo tira male, LeBron è spaventoso ma attualmente Westbrook è semplicemente l'MVP: produce un indotto di circa 20 punti a cavallo tra terzo e quarto periodo, concluderà con 23 punti nel secondo tempo, firmerà la doppia doppia da 34 punti e 10 assist (condita da 5 rimbalzi e 3 rubate) e ci condurrà alla vittoria per 96-103. Facciamo subito le valigie e ci presentiamo in Texas, ospiti dei San Antonio Spurs. Come detto, gli Spurs sono in piena fase di ricostruzione, hanno un record perdente, un livello tecnico medio-basso nelle individualità (spicca solo Parker) ma comunque sono una squadra difficile da affrontare. Fatichiamo un po' all'inizio per via delle gambe pesanti, poi però usciamo alla distanza più con il talento che con altre qualità e suoniamo la vittoria consecutiva numero dieci.
44-10 il record, primi per distacco in classifica, scalpi importanti ottenuti, incredibile "coincidenza storica" e un giocatore che gioca da MVP. Che sia veramente questa la squadra del destino?

4 commenti:

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  2. E dopo 54 partite i Bulls 1995-96 del record delle 72 vittorie erano 48-6... la forbice tra le due squadre, che era di sei sconfitte un post fa rispetto ai Bulls, ora si è ulteriormente ridotta... Attenzione perchè qui in North Carolina si sta facendo la storia!

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  3. Posto che non giochiamo per il record, anche volendo è assolutamente irraggiungibile. Primo, saremmo in grado solo di pareggiarlo, non di batterlo; secondo, per pareggiare il suddetto record dovremmo vincerle tutte da qui in avanti. Io credo che almeno 5-7 sconfitte ora arriveranno, anche perché l'assenza di Biyombo è di quelle che pesano in quanto il congolese stava disputando una signora stagione. Inoltre a marzo solitamente le mie squadre alzano il piede dall'acceleratore. Comunque, una regular season da 65 vittorie circa non la si butta mica...

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  4. Chiaro che non si gioca per il record, però è per noi spettatori un termine di paragone. Se questi Bobgatti sono solo "4 sopra il par" rispetto ai Bulls delle 72 vittorie vorrà pur dir qualcosa? Ora aspettiamo il varco dei playoff: anzi, esigiamo la rivincita delle Finals 2014!

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