Iniziamo queste due 2k-settimane contro i Grizzlies. Il nostro spaventoso andamento, striscia aperta di dieci vittorie, non è motivo di relax nella trasferta di Memphis, squadra in fase di transizione ma sempre molto temibile e ben costruita. Fatichiamo non poco, anche perché James Anderson sigla 31 punti (!!!), e dobbiamo rivolgerci alla premiata ditta di demolizioni (degli avversari) Anthony-Westbrook per portare a casa una vittoria per 103-96. Non c'è il tempo di rifiatare che alla Time Warner Cable Arena arrivano i Bucks. Con loro arriva anche la sconfitta che ci infliggono, in una partita in cui soffriamo particolarmente il ritmo delle loro guardie (Ellis 25) ma anche dei ritmi alti che siamo incapaci di sostenere a causa del back2back. Abbiamo il tempo però di recuperare, perché passano tre giorni prima di scendere nuovamente in campo contro i 76ers. I nostri tifosi si aspettano la riscossa, noi invece ci facciamo tirar dentro in una gara punto a punto e i 32 di Westbrook si riveleranno effimeri perché arriva la seconda sconfitta consecutiva per 101-95. Apriti cielo! La stampa sportiva parla già di crisi, di tensioni tra Westbrook e Melo (inventate), di panchina traballante... A fare le spese della nostra furia e voglia di rivalsa sono i malcapitati Lakers, venuti sempre alla TWC Arena per il secondo back to back settimanale. LA è molto più aggrappata ad Howard di quanto non sembri e noi infatti li mettiamo in difficoltà caricandolo di falli, Kobe ha annunciato il ritiro a fine stagione ma comunque ci confeziona 28 punti in faccia, tuttavia la nostra fisicità fa la differenza e otteniamo la vittoria per 97-114 dopo un finale di garbage time.
Un giorno di riposo e poi si va nella città della NASA a far visita ai Rockets. È un test importante, contro una squadra che corre e gioca a ritmi alti e questo test lo passiamo a pieni voti: teniamo Harden a 12 punti, mentre Agent 7 e Meluzzu combinano per 56 punti conditi da 12 assist del play e la vittoria per 82-94 è evidentemente la giusta ricompensa per una grande prova di squadra. Altro giorno di pausa, e poi di nuovo alla Time Warner Arena per ospitare i Grizzlies in cerca di rivincita. Ottengono invece la "riperdita" per merito di un Micheal Kidd-Gilchrist che ci rammenda di essere un all star siglando 31 punti e 12 rimbalzi in una partita dominata dall'inizio alla fine. È questa però la gara in cui Melo si fa male, niente di grave fortunatamente, e la cosa ci mette un po' in apprensione per la sfida in back to back contro "i cugini" che ci attendono a New Orleans. Melo però risponde da campione, stringendo i denti e siglando 24 punti, Westbrook fa l'MVP e fa 22+14 assist e i 38 punti di Gordon servono solo a metterci in difficoltà ma non sono sufficienti per impedirci di vincere 114-106. Abbiamo un giorno di pausa e poi siamo di scena ad Atlanta, contro i "lunghissimi" Hawks. Che per noi è una partita difficile lo sappiamo già, in quanto il reparto lunghi dei padroni di casa è profondissimo, se poi gli arbitri ci massacrano un nostro reparto lunghi costruito per non giocare contro i suddetti Hawks, è finita. Westbrook scrive a referto 28, ma non bastano perché Melo paga un po' la difesa di Smith e l'infortunio al piede e noi subiamo la sconfitta per 99-107.
Ancora primi (dieci gare di vantaggio sulle inseguitrici), ancora con record positivo nonostante qualche acciacco e con Westbrook incredibilmente primo alla corsa per l'MVP. Sono tutti che attendono un nostro passo falso...
Non c'è infortunio che tenga: dieci gare di vantaggio sulle inseguitrici parlano da sole. Qui non c'è da vincere l'anello, c'è L'OBBLIGO di vincere l'anello. Non vincerlo, con una formazione del genere in uno stato di forma del genere, creerà un precedente di riferimento per i fallimenti, come i Sonics '94 o i Mavs 2007! E' questo il vero pericolo: la pressione di dover vincere a tutti i costi senza se e senza ma!
RispondiEliminaNon dimentichiamo che sempre di regular season si parla... Per il titolo, ci vuole altro. Fallimento sarebbe uscire al primo turno (anzi, sarebbe una catastrofe di dimensioni bibliche) oppure non arrivare alle Finals, ma la differenza tra vincere e non vincere è sottilissima. Certamente, dopo una stagione regolare così, Melo e Westbrook hanno un bersaglio stampato dietro la schiena nel caso di fallimento, ma fino a prova contraria la squadra da battere sono i Thunder che, per la cronaca, alle ultime Finals ci hanno regolati 4-0. Non lo dimentichiamo.
RispondiEliminaNon parlatemi di Mavs 2007, vi prego, ancora sento i dolori di quell'uscita a primo turno per mano dei Warriors.
RispondiEliminaComunque il Barba non ha gran torto, questo cammino è netto, inesorabile e chiama a gran voce l'anello. E' ovvio comunque che Regular Season e Playoff sono due cose totalmente diverse è lì che deve uscire "the eye of the bobtiger". Ma già gran parte del lavoro è completato, basti vedere la coesione che siete riusciti ad installare (infortunio di Bismack a parte) nello spogliatoio. Insomma, il passo potrebbe essere più corto di quanto lo si possa immaginare, ma dipende anche da chi sta seduto in panca, e qui la testa è di primissimo livello.
@Alp
RispondiEliminaThat's right, però quei Bobcats là non avevano Carmelo Anthony. Cioè, qui stiamo parlando di una squadra che ha, nell'ordine, Westbrook, Carmelo Anthony, Michael-Kidd Gilchrist, Kawhi Leonard, Pekovic... è un'All Star Team! Sarà anche regular season ma qui si tratta di una regular season dove hai pelato gli avversari, staccandoli di dieci vittorie! Troppo superiori anche per temere i Thunder berzerkerati dell'anno scorso. L'anello è l'unico risultato accettato per questi Bobgatti!
Rispondo a entrambi. Come ripeteva ossessivamente Conte "questa squadra viene da due settimi posti consecutivi", io ripeto ossessivamente che sono i Thunder la squadra da battere. È il segreto di Pulcinella, oppure due facce della stessa medaglia: all'esterno faccio in modo di togliere pressione sulla squadra, all'interno incanalo questa idea come energia motivazionale.
RispondiEliminaPer questo vi ripeto che, in realtà sono i Thunder i campioni in carica... ;-)
Ma l'El Segundo Times, giornale che attacca il Barba dalla mattina alla sera e che vuole la sua testa dopo l'eliminazione al primo turno contro gli Spurs (ma vuole la mia testa anche quando vinco gli anelli), si sta scatenando ora sul Coach Alp. Se non vinci l'anello, l'El Segundo Times chiederà la tua cancellazione dalla lista dei candidati alla Hall of Fame per gli eletti nell'anno 2041.
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