sabato 28 dicembre 2013

2k13-Finals 2015: Preview

Quattro vittorie. Quattro vittorie in una serie finale NBA, ecco la differenza tra l'ingresso nella storia o la più grande delusione della vita sportiva di un giocatore di pallacanestro. È un sogno giocarle le finali, è un sogno ancora più grande vincerle, è un incubo anche solo pensare di fallire ora. 
La nostra analisi parte da qua, dal fallimento, perché entrambe le protagoniste di queste finali hanno subito l'onta del fallimento e si sono rialzate. Ma chi sono le protagoniste di questo spettacolo, che ci attende? Dei Bobcats sappiamo (quasi) tutto, ma chi è uscito vivo dalla foresta di mangrovie dell'ovest? È presto detto, la succursale della Germania in Texas, i Dallas Mavericks dell'immortale Dirk Nowitzki. Analizziamo pregi e difetti delle due squadre.

Come detto, i Bobcats li conosciamo abbastanza bene. Sistema di gioco ben definito con quattro esterni ed un lungo dominante a centro area, fisicità su entrambi i lati del campo, talento e profondità sono le caratteristiche della squadra del presidente MJ. Dopo la delusione delle scorse Finals contro OKC, Westbrook si è preso l'MVP della stagione regolare ed è indiscutibilmente il leader della squadra; a dargli man forte è arrivato da New York, via free agent, Carmelo Anthony. Loro due sono i cardini della squadra, vengono utilizzati per dei giochi a due o in maniera complementare dallo staff dei Bobcats, in maniera tale da non lasciare mai la squadra senza uno scorer di livello superiore in campo. La terza punta (almeno a livello statistico) è Nikola Pekovic: quasi 20+8 di media in questi playoff per il centro serbo, è lui che dà alla squadra della North Carolina una dimensione offensiva completa, attraverso blocchi granitici, ma anche tramite assist e possessi in post basso. Completano il quintetto Leonard e Kidd-Gilchrist. L'ex-Spurs è utilizzato in attacco soprattutto per vie traverse, o come tiratore sugli scarichi o servito sui tagli dal lato debole o in contropiede; MKG è invece il segreto di Pulcinella che fa saltare il banco: gioca da 4 perimetrale ed è fondamentale per creare le giuste spaziature in attacco; sa mettere palla per terra, sa tirare dalla media e lunga, sa muoversi senza palla, sa giocare spalle a canestro, corre pure il campo in contropiede... Il supporting cast è di livello: si va dall'eclettico Henderson, al roccioso Biyombo, passando per Kirilenko, Marshall, Fredette e Belinelli, con Len come dodicesimo uomo chiamato in causa in situazioni di necessità. Un roster quindi profondo, strutturato con un'idea di gioco precisa e con alternative valide e che si fanno rispettare su entrambi i lati del campo.
Si perché una grande squadra non può vincere senza difesa: i Bobcats usano la packline, ovvero la difesa di coach Thibodeau, della quale Alp89 si è innamorato. Non si entra in area, aiuto e recupero forte, switch continuo sul pick and roll (avere sempre in campo quattro giocatori perimetrali aiuta tantissimo), non si cerca la palla ma si concede il tiro difficile all'avversario per poi fare tagliafuori e lanciare il contropiede (Kidd-Gilchrist è un discreto "wide receiver").

I Mavericks invece sono la sorpresa, ma che sorpresa. Il loro percorso ricorda sinistramente quello del 2011: fanno fuori 4-2 i Blazers, poi mettono K.O. i campioni in carica e nelle finali di conference si sbarazzano dei giovani rampanti (i Rockets). Corsi e ricorsi storici allora? Non tanto. La squadra del 2011 era ben diversa da quella odierna. Nowitki è l'unico superstite, ma è solo il terzo marcatore della squadra ed ha più un ruolo di guida spirituale che di primo violino. In attacco, Carlisle dispone di gente esplosiva come Monta Ellis (top scorer della squadra), Crawder (18 di media per lui) e poi Collison ed il francese "Bubuà" (Beaubois), sesto uomo con molti minuti: il risultato è una squadra che è si attenta alle spaziature ed ha un attacco di ottimo livello (Carlisle è una garanzia in questo), ma gioca parecchio in penetrazione e cerca di sfruttare soprattutto i piccoli per mettere in difficoltà gli avversari. Non è un caso che Brandan Wright, ovvero il centro titolare, in attacco viva soprattutto di scarichi e rimbalzi offensivi e che talvolta, per aprire meglio il campo, Carlisle faccia scalare Dirk da centro per giocare con quattro piccoli.
A livello difensivo la squadra è pure preparatissima. I Mavs ruotano bene, raramente concedono miss-match, proteggono il pitturato e sanno nascondere le loro lacune in maniera divina, costringendo spesso l'avversario ad andare dal lato che meno preferisce. Wright è l'uomo cardine, perché con le sue braccia lunghe ed il suo fisico longilineo è un ostacolo in movimento che crea non pochi problemi, anche se la stella difensiva è Crawder, il quale avrà però l'ingrato compito di vedersela con Melo. Sarà interessante vedere come sarà gestito anche l'accoppiamento di Nowtizki, che potrebbe pagare tantissimo contro Kidd-Gilchrist.

Le due squadre sono molto diverse ed è inutile nascondersi dietro ad un dito: per fame di vittorie, talento, profondità del roster e livello atletico i Bobcats sono favoriti. Ma Dallas ha due cose a suo favore: pressione zero e fattore campo (il 2k-bug delle finali colpisce ancora), oltre ad una cultura vincente ben diversa. Sarà uno spettacolo anche lo scontro tra i 2k-coach, preparati e attenti ai dettagli. 
Ci sarà da divertirsi, mettetevi comodi che l'ultimo atto di questo 2k-world ha inizio!

8 commenti:

  1. Nooooo, non ci posso credere! Ottima analisi, as usual, e respect per i Dallas Mavericks che se sono arrivati lì facendo fuori Oklahoma City, qualcosa di buono avranno e certamente sono entrati nella loro personalissima zona quando hanno iniziato i playoff. Però...
    Queste Finals mi ricordano troppo quelle che La Sporca Dozzina nel 13 si ritrovò a giocare l'ultimo atto proprio contro Charlotte.
    Si dicevano le stesse cose (Bobcats che se sono arrivati in Finale significherà pure qualcosa) ma poi alla fine il divario di forze in campo fu troppo: 4-0 LAL. E sarà così anche qui. 4-0 Bobcats senza appello. La SNAI non lo quota neanche: si può scommettere solo sullo scarto medio con cui finiranno le partite!

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  2. Caro Alp...io non gliela voglio tirare ma...sei vicino!! Il CPU-Monta sparisce per lunghi tratti, Crowder ti metterà in difficoltà perchè difende benissimo e ha un ottimo tiro da 3 anche se non sembra (attento!!) ma Nowitzki ormai in difesa dovrebbe essere un telepass e secondo me soffrirà TANTISSIMO contro la mobilità di MKG...certo, mai sottovalutare il TEAM OF DESTINY!! Preparo i pop-corn

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  3. Ball don't lie !!! Quindi onore ai Mavs !! Sulla carta non c'e' partita, sul parquet attendiamo perlomeno i primi 2 match....
    Bella l'analisi tecnica pre finals...anche perche' secondo me temevi che dopo ci sarebbe stato poco di tecnico da commentare ;-)) ....

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  4. @Barba: Mi auguro che tu abbia ragione, io parto però da un presupposto diverso: una grande squadra deve essere indipendente dall'avversario, noi dobbiamo dare il massimo ed essere fiduciosi dei nostri mezzi. Solo alla fine tireremo le somme.

    @Gensi: L'ho scritto nell'analisi infatti e non mi nascondo dietro un dito: siamo più forti (lo dice anche l'overall) e favoritissimi. Ma ciò non significa nulla, sono le Finali NBA e non possiamo mollare la presa neanche un secondo. Pensiamo a vincere, una gara alla volta possibilmente, poi penseremo al resto...

    @Bisy: No no, ci sarà parecchia carne al fuoco invece. Oppure credi che Dirk ci farà passeggiare in Texas? Come detto sopra, non mi nascondo, ma non abbiamo fatto ancora nulla. Don't say cat, if you don't have it in the sack!

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    1. Quando si cita il TRAP io taccio !!!!E mi inchino ;-)

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  5. Piccola correzione da fare...
    Nei Mavs non c'è Ellis, ma OJ Mayo. Per fare il post mi sono andato a leggere il roster e le statistiche, sapevo che c'era Mayo ma poi l'assuefazione alla realtà mi ha fatto scrivere Ellis. I concetti espressi non cambiano, forse Mayo è un difensore più costante di Ellis ma offensivamente paga un po' in scoring ability (pur avendo un buonissimo talento).

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  6. Non posso che dirti bocca al lupo Alph!!!
    Se poi vuoi regalarci anche qualche filmatino come per la finale di conference è ben accetto.

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  7. Crepi tall. Per il filmato vediamo, perché ho dei tempi piuttosto ristretti e sono "costretto" a chiudere entro il primo gennaio. Ci saranno poi dei giorni di pausa, temo purtroppo non meno di una settimana, nei quali commenterò ma non potrò né giocare né, di conseguenza, postare. Attorno a giorno 10 però, ci sono ottime possibilità di sbarcare nel 2k14-world, anche se non è così scontato e potrei decidere di aspettare la trade deadline per far partire l'unica associazione già definitiva (sto sia monitorando operationsports per scegliere il set roster-sliders migliore, sia vorrei evitare una situazione in cui troppi scambi altererebbero la coerenza iniziale con la realtà)

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