Game 3
Avanti 2-0 nella serie per i Bobcats la strada sembra essersi messa in discesa, ma Indianapolis è tutta alla Bankers Life Fieldhouse per sostenere i suoi beniamini: se i Pacers dovessero sprofondare sullo 0-3 per loro sarebbe virtualmente finita, ma un eventuale 1-2 riaprirebbe completamente i giochi e metterebbe non poca pressione su Charlotte. È il segreto di Pulcinella, lo sanno tutti ma non lo dice nessuno e il sentore è di essere alle soglie di una sfida intensissima.
A partire forte sono gli ospiti però, guidati dal solito Pekovic e dall'assatanato Kidd-Gilchrist e desiderosi di mandare un segnale psicologico importante ai danni dei padroni di casa. I Pacers però non si scompongono e restano attaccati al match, dimostrando una ferocia ed un attaccamento alla gara quasi morboso. La forbice con cui i Bobcats avevano aperto il match tende a chiudersi sempre più, anche perché l'impatto della panchina degli ospiti è meno efficace del solito e si arriva dunque a metà secondo quarto in una situazione di sostanziale equilibrio, nonostante Westbrook e Anthony abbiano già "iniziato ad operare". Indiana è desiderosa di rimettere in piedi la serie, spinta dal proprio pubblico gioca con una marcia in più e trova un contributo importante praticamente da tutti gli effettivi. Alla pausa lunga si arriva dunque sul 55-61 per i padroni di casa e la Bankers Life Fieldhouse è chiaramente una bolgia infernale.
Al rientro dagli spogliatoi sono ancora una volta i Bobcats a fare la voce grossa: mentre la panchina resta a guardare e l'impatto del supporting cast lascia a desiderare, Westbrook e Anthony si caricano la squadra sulle spalle e danno vita ad una lotta contro l'intera squadra dei Pacers che è a dir poco esaltante. Il "dinamico duo" alla guida degli ospiti è veramente da applausi, i due mostrano una capacità di segnare a dir poco disarmante per la difesa e le loro conclusioni si concludono con successo senza alcuna soluzione di continuità ma ciò non basta ai Bobcats per disfarsi dei padroni di casa. Indiana è indomita, risponde colpo su colpo grazie a Granger e Ryan Anderson e l'equilibrio la fa ancora da padrona quando le due squadre si affacciano all'ultimo e decisivo quarto. Il palazzetto è una bolgia infernale, la tensione inizia a farsi sentire sul serio e i Pacers iniziano a crederci per davvero: Granger, Hill e Anderson guidano i conterranei di Larry Bird che prendono così un minimo di margine. La risposta di Westbrook non si fa attendere, ma Agent 7 non è stato in grado di coinvolgere nessun compagno di squadra oltre Melo per tutta la partita e la stanchezza per i due inizia ad affiorare. La rimonta dei Bobcats non si completa mai, il tempo stringe e quando Hill spara la tripla del +8 con 48 secondi da giocare, i titoli di coda iniziano a scorrere sulla gara.
Finisce 101-111 Pacers. MVP Danny Granger con 27 punti e 8 rimbalzi. Bene pure Ryan Anderson (21+8 rimbalzi), Hibbert (silenziosissima doppia doppia da 18+11) e il "killer" George Hill (19). Per gli ospiti, tutti "rimandati a gara quattro", tranne l'infortunato di lungo corso Leonard e i due "professori" Westbrook (24) e Anthony (28).
Game 4
Gara 3 ha detto che questi Bobcats possono essere battuti e che i Pacers hanno i mezzi per farlo. I Pacers sanno che vincere gara 4 e portarsi 2-2 nella serie complicherebbe tantissimo la vita a Charlotte e metterebbe non poca pressione su una squadra condannata a vincere; i Bobcats sanno che per andare fino in fondo si devono giocare delle grandi partite e devono dimostrare a loro stessi ed al resto della lega di poterle giocare e vincere queste grandi partite. Gara 4 è una di queste, ci si aspetta il famoso "sangue sul parquet" e tanti colpi di scena: crocevia della serie!
Dopo le critiche per il supporting cast colpevolmente assente, Charlotte fa di tutto per coinvolgere praticamente tutti gli effettivi sin dai primi possessi. Pekovic è subito coinvolto e mette in difficoltà Hibbert, Kidd-Gilchrist è il solito factotum, Leonard (nonostante sia ancora infortunato) fa di tutto per rispondere presente e la partita si orienta subito verso gli ospiti. I Pacers non ci stanno e provano a rispondere ma, anziché la squadra timorosa di gara 3, si trovano davanti un team pronto a tutto. La difesa degli ospiti è di quelle che ti gettano negli stracci e i padroni di casa producono una marea di palle perse che spesso e volentieri si tramutano in facili punti in contropiede per gli ospiti. Melo e Westbrook si alternano splendidamente alla guida di Charlotte, ma la superiorità mentale degli ospiti è talmente evidente che il +9 con cui si arriva all'intervallo lungo sembra in realtà un +50 con Indiana pronta a capitolare da un momento all'altro.
La Bankers Life Fieldhouse si aspetta una reazione da parte dei padroni di casa, ma ad uscire meglio dagli spogliatoi sono gli ospiti: la difesa dei Bobcats è realmente impressionante, l'attacco riesce a produrre senza soluzione di continuità e in un batter d'occhio ci si ritrova con Charlotte che guida anche di 20 per poi raggiungere uno spaventoso +25 a ridosso dell'ultima pausa. Ma ad Indianapolis è vietato per un avversario passeggiare ed allora la risposta dei padroni di casa arriva puntuale. Granger e Hill si caricano la squadra sulle spalle e accorciano le distanze sino ad un "miracoloso" -11 con ancora circa 7 minuti da giocare nell'ultimo e decisivo quarto, riaprendo così la gara e mettendo la pulce nell'orecchio dei Bobcats. Ma Westbrook decide che è arrivato il momento di onorare l'MVP della stagione regolare e prima innesca Anthony e poi si mette in proprio un paio di volte per ristabilire le giuste distanze. A mettere i famigerati chiodi nella bara ci penserà Melo con due triple back to back, ma ormai la partita era già stata girata da Agent 7 e la serie aveva già rivolto la sua prua verso la Carolina del Nord.
Finisce 123-103 Bobcats. L'MVP è Westbrook con 26 punti, 10 assist e 3 rimbalzi. Melo è eccezionale con 29 punti, 7 assist e 7 rimbalzi, ma stasera è veramente difficile trovare qualcuno dei Bobcats che abbia giocato male. Altrettanto non si può certo dire per i padroni di casa: tranne Granger con 21 punti (ma anche un pessimo 40% dal campo), questa volta sono tutti gli effettivi dei Pacers ad essere insufficienti. La serie ritorna a Charlotte sul 3-1 per i Bobcats, che ora avranno il primo match point!
Complimenti Alp , considerano poi la lunga assenza dai Parquet, ancor piu' meritevole questo risultato....andare a segnare poi 123 punti ai pacers in casa loro e' cosa RARISSIMA !!! Nella prima e' stato un bene che non siano bastati i BIgTwo , cosi' tutti gli altri hanno reagito in gara 4....se recupererai presto anche il vero Leonard....Bhe...adesso CHIUDILA !!!!
RispondiEliminaClamorosa vittoria in garaquattro! Provenire da 73 giorni di assenza e subito vincere una gara di playoff di venti significa tanta roba. Pensavo ad un po' di ruggire, ad un quasi certo 2-2, e invece ora ci sono tre match point per sbarazzarsi di Indiana. Subito, in garacinque!
RispondiEliminaP.S. Ma Paul George, che non leggo nelle cronache, dov'è finito?
Grandioso Alp! Ora hai l'opportunità di chiuderla in casa quindi... FALLO!
RispondiElimina@Barba: George è infortunato, e non ha giocato nessuna partita contro i Bobgatti.
@Bisy: Grazie Bisy, è stata veramente una grande vittoria. In gara 3 abbiamo giocato maluccio, ma ci siamo rifatti con gli interessi in gara 4. Leonard lo aspettiamo, ma nel frattempo lui ci mette il cuore scendendo in campo e gli altri si impegnano per aiutarlo...
RispondiElimina@Barba: come dice Dido, George è andato K.O. ad inizio stagione con il crociato, season ending, e ciò è probabilmente la causa della posizione dei Pacers (ottavi). Anche io mi aspettavo un po' di ruggine ma preventivamente avevo fatto degli scrimmage per riprendere la mano, tuttavia non mi aspettavo questa efficacia. Mi mancano un po' i rilasci, ma i miei automatismi li ho ritrovati quasi immediatamente.
@Dido: Ce la metterò tutta per chiudere in gara 5. Anzi, la serie va chiusa in gara 5 per una serie di motivi psicologici abbastanza chiari e riguardanti non solo la serie ma il tabellone tutto. Indiana comunque non verrà in gita, dunque dovremo dare il massimo...