La parte finale della stagione regolare NBA è sempre un momento piuttosto delicato. Gestire le energie, consolidare la posizione in classifica e non perdere la condizione fisica è un lavoro di alchimie tattiche di difficilissima soluzione. Le motivazioni poi iniziano ad avere un peso specifico di un certo tipo all'interno delle gare e dunque affrontare squadre ancora in lotta per un posto al sole può risultare alquanto complicato.
Le gare che giochiamo in questo periodo sono frutto di queste considerazioni. Il nostro primo posto ad ovest ed il secondo posto assoluto sono ormai praticamente consolidati e dunque la nostra concentrazione è rivolta alla gestione del gruppo e delle energie più che al risultato. Dopo aver perso contro i Kings allo Staples, (squadra in lotta appunto per la qualificazione ai playoff), otteniamo una doppia vittoria a Phoenix (ultima gara della stagione e forse in carriera in Arizona per il grande ex Nash) e contro i Wizards in casa. La gara con i capitolini la prendo come la prova generale. Visto il livello del loro campionato decido che questa è l'ultima gara "vera" della stagione e la prendo come una sorta di prova generale per i playoff. La squadra risponde bene, non siamo spumeggianti ma siamo efficaci e ci prendiamo la gara con autorità.
La nostra striscia si ferma però all'inizio del mini-tour che ci apprestiamo ad affrontare, in quanto arriva una sconfitta a San Francisco contro i Warriors, squadra in lotta per un posto di rilievo ad ovest. Il tour prosegue con un'altra sconfitta, questa volta contro i T-Wolves, in cui dimostriamo chiaramente di essere in vacanza. Non mi sta bene questo atteggiamento arrendevole e dunque arriva la riscossa contro i Bucks, che schiantiamo a domicilio inferendogli una lezione di basket di rara qualità. Nella "divertentissima" Milwaukee facciamo proprio un'esibizione in attacco, giochiamo bene, aggressivi e concentrati per tutti i 48 minuti di gioco. Il segnale alla lega è chiaro: siamo pure in vacanza, ma ci stiamo preparando per i playoff. Ci apprestiamo a chiudere il tour prendendo la strada per Sacramento, catino nel quale non siamo molto amati. È l'ultima gara da 30 minuti per i titolari per quanto riguarda la stagione regolare, ma ciò non ci salva dalla sconfitta. C'è l'inghippo però: i Kings sono ottavi e hanno un bisogno disperato di vincere, noi siamo sempre a distanza di sicurezza dai Thunder (che hanno rallentato) e i Bulls sono sempre irraggiungibili per noi. Motivazioni differenti, il trucco è là!
Ci aspettano solo le ultime due settimane di Regular Season, e poi si inizierà a fare sul serio: i playoff sono alle porte!
Primo posto a Ovest in saccoccia, così come il secondo posto generale, però io sono dell'idea che bisogna cercare comunque di entrare nei playoff con una striscia positiva di vittorie e dunque almeno vincere le ultime 3-4 di regular season. Siamo comunque all'approssimarsi, ormai, della "Big Dance". Un altro campionato.
RispondiEliminaIl problema è che se le motivazioni calano, è difficile giocare bene: in attacco si prova a fare più la giocata spettacolare che eseguire semplicemente, in difesa si è meno aggressivi.
RispondiEliminaPoi, c'è anche da dire che un periodo di scarico prima dei playoff secondo me è fondamentale per poi ripartire di slancio: ci aspettano sfide dure e quello che potevamo fare per cementificare il gruppo è stato fatto. Ora si tratta solo di entrare nei playoff con la migliore condizione fisica!
E bisogna tenere conto che, come dice Alp,se giocare senza motivazioni è complicato, giocare con i Lakers senza motivazioni è 10 volte più complicato..
RispondiEliminaÉ vero, Barba, che bisogna iniziare i PO venendo da una buona serie, ma è anche vero che, non potendo puntare al primo posto assoluto, tanto vale preservare la salute dei Big a costo di perderne una o due in piu
@Alp & Browns
RispondiEliminaE' però uno stato mentale che si riverbera sia nei giocatori (più perdi, più la 2kmorale dei giocatori va giù) sia in noi allenatori, perchè poi non è facile inserirsi in una garauno di playoff dopo aver giocato due settimane non al massimo, perchè la coda di quelle due settimane non al massimo poi si riverbera anche sulle prime partite del primo turno. Il paragone è quello di una barca, che quando frena non è come una macchina che si ferma subito, ma va comunque avanti. E' dunque difficile, appena iniziano i playoff, "frenare immediatamente" l'atteggiamento che si è mantenuto nelle ultime due settimane.
Ecco perchè secondo me almeno nelle ultime 2-3 partite di regular bisogna quantomeno non lasciarle troppo andare.
Si l'esempio della barca è calzante. Però io sto frenando da molto lontano e conto ai playoff di partire da fermo e di raggiungere la velocità massima per le finali di conference. Nei primi turni, complice anche una caratura tecnica differente a proprio vantaggio, specie con questi Lakers, ci si può limitare a giocare attorno al 95-100% delle potenzialità, perché poi ad un livello più alto devi giocare sul 110-120%. Per vincere devi andare oltre le tue capacità e questa è una cosa che non ti puoi permettere sempre.
RispondiEliminaInoltre, le sconfitte che arrivano sono "fasulle" perché i titolari giocano massimo 15 minuti a partita, oppure vanno in giacca e cravatta ed in quintetto si presentano il quattordicesimo ed il quindicesimo uomo. Sostanzialmente, questi 15 giorni per i titolari (dove per titolari si intendono i primi 8 uomini della rotazione) "non esistono", si tratta di fare lavoro in palestra e giocare scampoli di partita magari con l'obiettivo di eseguire meglio uno schema per affinare gli automatismi. Poi, quando iniziano i playoff, si inizia a correre, ma non arrivi subito alla massima velocità, perché non puoi né devi. È una crescita progressiva!
Right, però attenzione perchè nel tuo 2kworld c'è una squadra che è come un cannone non fissato su una nave, che può sconquassare il legno del vascello oscillando da una parte all'altra dello scafo, ed è il 4° posto (o così mi pare che era) degli Oklahoma City Thunder.
RispondiEliminaSe OKC non riesce ad arrivare tra i primi tre posti e non va più in giù del quinto, te la ritrovi dalla tua stessa parte del tabellone, dunque al secondo turno. Ecco che dunque già il secondo turno si trasformerebbe in una Finale vera e propria!