domenica 11 novembre 2012

2k13-Regular Season 2012-2013: Verso l'All Star Game

I Grammy Awards sono una festa della musica per tutti gli appassionati, ma per le squadre di Los Angeles che giocano allo Staples significano solo una cosa: trasferta lunga in procinto dell'All Star Game.
Dopo essere stati a Phoenix e a Minneapolis, il nostro tour prosegue con la trasferta al Palace of Auburn Hills, dove siamo ospiti dei Pistons. È l'occasione per vedere all'opera il nostro nuovo attacco, la UCLA Offense, e devo ammettere che questo esordio non entrerà negli annali. Perdiamo giocando male in attacco e concedendo parecchio in difesa a causa dei contropiedi. C'è molto da lavorare per affinare automatismi e letture giuste, ma lo sapevamo e siamo ancora convinti che nel lungo periodo la scelta porterà i suoi benefici. La nostra tappa successiva è Brooklin, per la sfida contro i Nets. Otteniamo una bella vittoria, giocando non certo un basket spumeggiante ma solido ed efficace. Palle perse ancora troppe, ma giochiamo comunque con la testa giusta e questo è sufficiente per portare a casa la gara. Un giorno di riposo e poi ci aspetta "La Sfida". TD Garden, Boston, la lotta infinita tra bene e male, tra noi e loro, Showtime contro Pride: Lakers-Boston. Ai Celtics manca Rondo, noi siamo senza Artest e con Nash e Bryant con una gamba sola, ma poco importa: questa è la partita più importante della stagione. Si assiste ad una lotta senza quartiere, una partita clamorosa per intensità e qualità di gioco, si sputa sangue per ogni singolo pallone, ci si difende con le unghie e con i denti e si attacca con ferocia e cuore. L'equilibrio non si spezza mai, Kobe e Pierce danno vita ad una sfida "al contrario" annullandosi vicendevolmente in difesa e allora a decidere il match sono i "sidekick". Howard deposita nell'ultimo minuto due schiacciate tramortenti nel canestro verde e noi ci prendiamo la prima battaglia stagionale vincendo 94-91. Siamo inebriati dalla vittoria e l'entusiasmo cura qualsiasi ferita del fisico: in back to back schiantiamo a domicilio i Bobcats, chiudendo la gara già nel primo tempo.
La "Noche Latina" di Miami ci attende, per la seconda sfida della stagione tra Heat e Lakers. Abbiamo tutta la voglia di vendicare la sconfitta dello Staples, ma la partita si dimostrerà essere una debacle clamorosa. Senza Wade, Allen gioca la partita della vita, vendica Boston e ci manda una cartolina niente male in previsione finale. "He got game" è inarrestabile, chiuderà con un clamoroso 14 su 16 dal campo (5 su 6 da tre) e sarà la punta di un iceberg che ci trafigge scaraventandoci ad un clamoroso -30 finale (90-120). Kobe e Dwight ci provano, ma paghiamo stanchezza e condizione fisica non ottimale. La ripassata è di quelle che ti possono stordire, ma la squadra risponde bene ed al ritorno a casa contro i Suns ritroviamo la vittoria. Arriva intanto la notizia del recupero di Artest e della guarigione di Nash e Kobe e dunque ci affacciamo al derby che precede l'All Star Game ricchi di fiducia e speranza. Invece perdiamo il derby, grazie soprattutto a Ron Ron che ci fa tornare indietro in attacco. Niente di strano, l'attacco UCLA è figlio di letture e, come ogni attacco, familiarità, noi siamo ancora all'inizio del percorso d'apprendimento e dunque qualche passaggio a vuoto è sintomatico.
Ora c'è l'All Star Weekend, occasione per ricaricare le pile e per "studiare" in attacco ed alla ripresa ci attende la rivincita contro Boston. La stagione sta entrando nel vivo!

5 commenti:

  1. L'All Star Game, la Rocca di Gibilterra senza più ritorno, la pietra miliare della stagione. Ora inizia la regular season 'seria', ora si devono trovare gli automatismi. Infortuni e cambio di modulo mostrano ancora una squadra che non riesce ad infinale quelle 5-6 vittorie consecutive che fanno svoltare. Una grande vittoria a Boston e poi un -30 contro gli Heat. Una sconfitta contro i Pistons e poi lo sbanco di Brooklyn.
    La squadra è lì lì che sta per spiccare il volo, ma ancora deve fare il salto dal nido!

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  2. Esatto. Ma questa è una caratteristica genetica dei Lakers versione RS: grandi partite alternate a match pessimi. Il -30 fa male, ma DEVE essere uno stimolo!

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  3. Purtroppo la continuità sta diventando il nostro tallone d'Achille, ma gli infortuni sono stati parecchio penalizzanti. Ora il tempo degli esperimenti è finito, dobbiamo affinare gli automatismi in attacco e trovare la giusta concentrazione in difesa.
    C'è di buono che, nonostante il nostro andamento altalenante, siamo comunque primi ad ovest e, se ormai i Bulls ci sono scappati, Heat e Celtics in classifica hanno un record rispettivamente uguale e peggiore del nostro.
    In ogni caso, meglio pagare ora infortuni e sfortuna che ai playoff!

    PS: il post sull'UCLA offense arriverà, ma più avanti.

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  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  5. Il primo posto in classifica infatti è ottimo visti gli infortuni e l'amalgama tutta da trovare! Ed è anche normale che serva tempo per trovare i giusti sistemi di gioco, perchè questi Lakers rispetto all'anno scorso hanno avuto degli innesti che io chamo "buchi neri", giocatoric che attirano tutta la luce su loro stessi e che invogliano a servirli costantemente.
    A detta di Phil Jackson e di Tex Winter, infatti, i Bulls che meglio di tutti hanno eseguito alla perfezione il Triple Post Offense sono stati quelli del 1993-94, quando non c'era più Michael.

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