martedì 6 novembre 2012

2k13-Regular Season 2012-2013: Scontro stellare!

Ci sono partite che segnano una stagione, la marcano in maniera indelebile e ti fanno capire che ce la puoi fare, a prescindere dal risultato della singola gara. E probabilmente la sfida con gli Heat per noi rappresenta proprio la partita della svolta. Ci arriviamo malissimo, con Artest che si rompe la mano in allenamento e con una fascite plantare che colpisce Nash: il primo sarà proprio indisponibile, il secondo sarà in campo ma con evidenti limiti di mobilità. Inoltre siamo in striscia, perché battiamo i Cavs che i Bucks allo Staples, mentre loro si sono incredibilmente bloccati e vengono da quattro sconfitte consecutive. Insomma, ci sono tutti gli ingredienti per perderla clamorosamente.
Ci presentiamo con Meeks titolare e Kobe sulle tracce di James in AP e paghiamo subito il nuovo assetto: Wade mette in difficoltà Meeks, Gasol sembra spento e Nash è chiaramente in difficoltà. Kobe capisce l'antifona e la mette sul personale con James, rendendo gli attacchi stagnanti ma anche più adatti alle nostre "nuove" caratteristiche. Si gioca in una situazione di equilibrio costante, le squadre si equivalgono e la tensione va alle stelle. Serve trovare l'uomo della svolta, quello che cambia la partita, e i primi a trovarlo siamo noi: corsi e ricorsi storici dicevano Vico e Machiavelli, e lo dico pure io se Earl Clark deflagra proprio contro gli Heat, proprio come un 2k12-world fa! Clark è inarrestabile, ci porta da solo sul +7 di fine secondo quarto e di lì a poco arriverà il momento della svolta.
Al rientro in campo infatti abbiamo una nuova verve, siamo aggressivi e ringhiamo su ogni pallone. Gasol si accende improvvisamente e andiamo via, scappiamo guidati dal nostro principe Catalano, che imbecca ripetutamente Howard in ricezione dinamica per poderose schiacciate. Miami non capisce più niente, noi segniamo a ripetizione ed in difesa giochiamo in 8 probabilmente perché non passerebbe neanche uno spillo. È fatta, gli ultimi minuti sono di garbage time e a fine gara il tributo dello Staples arriva puntuale per una squadra che ha capito di essere grande.
Finisce 92-107 Lakers. L'MVP se lo prende Howard con 28 punti (12 su 14 dal campo) e 6 rimbalzi. Personalmente l'avrei dato a Gasol, 15 punti+11 assist+5 rimbalzi; impossibile far passare sotto traccia la partita di Clark da 16 punti e 4 rimbalzi, così come obbligatorio parlare di Bryant: per lui solo 15 punti, ma un lavoro clamoroso su James tenuto a bada a solo 19 punti.

12 commenti:

  1. Che roba incredibile! Senza il difensore scelto per limitare James (Metta), con Nash a mezzo servizio per la fascite plantare, con Meeks buttato in quintetto, addirittura porti al "garbage time" la partita contro gli Heat!!! Clamoroso. Devastante la prestazione di Earl Clark che evidentemente conosce i tuoi schemi e sa dove vuoi che sia servito (e soprattutto viceversa!). Questa è veramente una pietra miliare della stagione!
    Ed è anche un messaggio per Miami che, evidentemente, bene bene non sta se sono alla quinta sconfitta consecutiva.

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  2. Abbiamo svoltato, anche se loro sono in blocco totale. È una di quelle gare che cambia la stagione, perché vedere Kobe annullarsi con James è stato realmente significativo. Non si sono permessi una ricezione pulita, una penetrazione facile o un tiro wide open e quei 19 e 15 punti sono stati di pura classe, da una parte e dall'altra. Ma chi ha cambiato la gara ha il numero 16. Ha fatto la differenza dal post alto, smistando assist e andando alla conclusione.
    Se Gasol è sicuramente il giocatore che utilizzo meglio, in assoluto, con Clark si è creata una chimica videoludica particolare. Finora non aveva fatto niente di particolare, una stagione da comprimario la sua ma, come ad Orlando, è esploso improvvisamente durante una partita contro Miami. Probabilmente ho trovato "l'erede" di Jamison senza neanche cercarlo!

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  3. Da me, ad esempio, non funzionerebbe come erede di Jamison (perchè nel mio 'flusso canalizzatore' quel tipo di giocatore lì deve essere pericoloso anche da fuori) ed è forse proprio per questo motivo nel mio Universo ancora non è esploso così. Però anche da me è validissimo, soprattutto in difesa e in quelli che io chiamo "i rimbalzi atletici", quelli che danno energia perchè presi ad altezze siderali sopra la testa degli avversari. Earl Clark da me è, appunto, una dinamo produttrice di energia.

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  4. Clark non è un 4 con tiro da tre affidabile, però è un'AG pura. Ha atletismo e verticalità, ma ha anche rapidità di corsa. Spalle a canestro poi riesce ad essere molto affidabile e questa è per me una cosa fondamentale.
    In ogni caso, le sue prestazioni nel mio 2k-world non credo siano replicabili facilmente negli altri mondi, perché con lui ho trovato la chiave di volta.

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  5. Ed è anche un 'discreto' contropiedista, e non ha paura di andare dritto to the rim. Alcuni giocatori i contatti li evitano, tipo Bryant, che se trova un ostacolo raramente affonda la schiacciata violenta, ma tende ad "anguillare" e inventare un numero. Mentre Clark quando sale sù per l'affondata tira dritto per dritto: mi ricorda molto Anthony Bonner, l'ala dei Knicks degli anni Novanta. Benchè nel mio mondo non raggiunga i livelli che ha nel tuo, l'ho cmq già messo tra i primi nella lista di quelli da confermare

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  6. Mamma mia Alp, questa gara lascia il segno.
    Prima di tutto dà una bella botta agli Heat, che non sono riusciti a portarla a casa nonostante Artest fuori e Nash al 50% (forse..)..e per i tuoi Lakers è veramente la svolta, questa squadra è veramente competitiva!
    Aldilà della prestazione di Clark, è positiva la capacità dei tuoi di compattarsi nelle difficoltà!
    Una curiosità...come hai gestito Nash in fase difensiva? Già soffre, in piü era limitato dall'infortunio..

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  7. Abbiamo fatto quadrato e abbiamo gettato il cuore oltre l'ostacolo. Ho la cassetta di questa partita e quando mi servirà la farò vedere ai giocatori!

    Diciamo che Nash perde più in attacco che in difesa. Nel senso che ora spinge meno in contropiede ed è meno preciso al tiro mentre in difesa i suoi limiti ci sono sempre e dunque non cambia poi molto. Comunque ho delle regole difensive che cerco di rispettare:
    1) Mai farsi saltare in uno contro uno.
    2) In caso di pick and roll, aiuto e recupero del lungo (ovviamente se è Howard il lungo la situazione è enormemente più efficace...).

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  8. Secondo me la strategia migliore in difesa è controllare sempre il C, visto che anche se uno degli esterni si fa saltare l'aiuto arriva sempre puntuale e attento.

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  9. Ma sai, dipende. Io preferisco marcare sempre l'uomo con la palla, anche se quando leggo un passaggio provo sempre ad intercettare con l'uomo del ricevitore. Per me è come nella realtà: ci sono delle linee guida da seguire e poi ogni avversario merita un'attenzione particolare in base alle sue caratteristiche.
    Per esempio, non sopporto l'aiuto in post basso da parte del piccolo che poi rischia sempre ad esporti a triple, oppure preferisco concedere una tripla con il difensore in close-out piuttosto che una penetrazione facile...
    In ogni caso, per fare una buona difesa di squadra è necessario che tutti ci mettano testa in difesa: se difendi concentrato, non fai mai una brutta difesa, a prescindere dall'esito dell'azione!

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  10. In merito all'aiuto in post basso da parte del piccolo io qui, a volte, faccio un "barbatrucco", ovvero la 'finta di raddoppio'. Lo faccio quando vedo che il lungo avversario è in striscia e sta dominando. Mentre il lungo avversario è spalla a canestro e accenna di voler attaccare il ferro, io mi avvicino a lui con un piccolo, è una frazione di secondo, una "finta di raddoppio", appunto, perchè poi torno subito a marcare sul perimetro, ma questa frazione di secondo destabilizza il lungo avversario che è combattuto sul tirare o sul passare fuori la palla! "Ci ho il crimine nel sangue, io" (cit)

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  11. Coach siamo più simili di quanto pensassi, con questa siamo già a due barbatruccate in comune :D la finta di raddoppio è utilissima anche perché spesso il lungo passa all'esterno che subito si prende la tripla, ma essendo solo una finta di raddoppio il difensore ha il tempo di recuperare per cui diventa una tripla con la mano in faccia, che l'80% delle volte va fuori.

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