Gli infortuni sono una brutta bestia da
affrontare e per una squadra un po' avanti con gli anni combattere
contro gli infortuni è quasi obbligatorio. La vera fregatura arriva
quando il periodo degli infortuni coincide con il periodo più ricco
di scontri d'alta quota, perché non permette di valutare il vero
valore della squadra negli scontri più duri. È esattamente questo
il problema di cui soffriamo ora: infortuni celebri durante gli
scontri importanti.
La nostra avventura riparte dalla
trasferta in Canada per la sfida contro i Raptors. Nash si porta
dietro la fascite plantare, Artest ha ancora la mano rotta, ma
nonostante tutto riusciamo a portare a casa la vittoria. Andiamo in
back to back a Chicago, che scopro essere prima assoluta anche a
causa della crisi di Miami. La sfida è realmente straordinaria e noi
paghiamo un po' di stanchezza che però non ci impedisce di arrivare
alle battute finali in equilibrio. E qui, per la prima volta, Kobe ci
“tradisce”, spedendo sul ferro il pallone del sorpasso ad un
secondo dal termine e con un Deng che fa una difesa clamorosa. Per
onor di cronaca, meglio sottolineare che Kobe ci aveva riportato in
carreggiata dopo essere stati sul -10 a 5 minuti dal termine. Ma
tant'è arriva la sconfitta e siamo tutti abbastanza arrabbiati.
Rabbia che però non è sufficiente ad evitare la sconfitta a
Memphis. Anche qua, lotta furibonda tutta la partita, ma la benzina
manca proprio nel finale. Inizio a capire che qualcosa non va,
soprattutto perché Kobe non riesce più a difendere sui migliori ed
essere pure efficace in attacco e se Nash non può essere Nash a
causa dell'infortunio soffriamo il doppio. A fermare i miei pensieri
ci pensano i Jazz, che ospiti allo Staples si fanno schiantare come
gli ultimi arrivati. È la classica vittoria scaccia-crisi e che fa
morale in vista della sfida contro OKC.
Lo Staples è pronto per fare festa, ma
OKC viene e lo saccheggia, facendo piombare i nostri tifosi nello
sconforto. In realtà, si tratta della classica partita nata male e
finita pure peggio, nella quale gli avversari segnano pure bendati e
non puoi fare niente per impedirlo. Ciliegina sulla torta, Kobe si
prende una storta alla caviglia e sarà a mezzo servizio per un po'.
La delusione è tanta, ma la risposta della squadra non si fa
attendere: facciamo fuori gli Hornets del fenomeno nuovo Anthony
Davis e poi espugniamo Phoenix e Minneapolis, con due partite giocate
con autorità e decisione.
Stiamo un po' zoppicando, inutile
negare, ed il nostro attacco non mi piace ancora; urge allora correre
ai ripari: sto studiando approfonditamente l'attacco UCLA, quello
composto dai set noti come “1-4 X”, e penso proprio che dalla
prossima gara i Lakers di Alp89 giocheranno in pieno “John Wooden
style”.
Nash fascite plantare, Metta mano rotta, Kobe che si storge la caviglia. Direi che in queste condizioni perdere all'ultimo secondo a Chicago contro questi Bulls è un ottimo segnale (anche se lì Kobe era ancora sano). Bruciano certamente le sconfitte a Memphis e il berzerk mode dei Thunder, ma sono Lakers in evidente stato di trovare l'assetto definitivo, come dimostrano l'alternanza di vittorie e sconfitte.
RispondiEliminaLa sensazione è che serva una striscia di 5-6 vittorie consecutive che faccia da trampolino di lancio, ma è anche vero che per ottenerle devi trovare il modo di attacco di fiducia. Troppo curioso di vedere come si comporterà questa squadra con il "John Wooden style".
Ritengo "grave" il fatto che perdiamo con le grandi e con le piccole dominiamo. Significa che abbiamo svoltato mentalmente, che ci siamo con la testa ma non abbiamo i mezzi per vincere. Gli infortuni non possono farci da alibi, perché talento ne abbiamo comunque e dobbiamo essere in grado di sopperire agli infortuni con il gioco di squadra.
RispondiEliminaProprio per questo ho deciso di cambiare modo di giocare. Io purtroppo sono abituato ad avere i giocatori sempre negli stessi punti del campo, ed in base alla lettura della difesa eseguivo l'azione migliore. Mi auguro che introducendo l'attacco UCLA riesca a trovare una continuità di gioco che attualmente non ho e che appunto mi fa dipendere dai singoli.
L'attacco UCLA ha dei punti in comune con la triangolo, si basa sulle letture ed è un attacco di tipo "continuity", mentre io sono attualmente passato ad un attacco di tipo "motion". Ho mezza regular season per trovare gli automatismi giusti. Basterà?
PS: i precedenti di centri dominanti con l'attacco UCLA sono incoraggianti: Lewis Alcindor e Bill Walton...
Le perplessità sui Lakers (in za real world) si rispecchiano anche nei 2kmondi. A fine estate/settembre per il real world si prevedeva una squadra in grado di intaccare le 72 vittorie dei Bulls 1995-96 e nei 2kmondi - visto l'upgrade dell'utente - un titolo quasi matematico, a mani basse.
RispondiEliminaMa 2K13 è realtà allo stato quasi massimo (il SiM-WoRLD toglierà il "quasi") e nella realtà anche la squadra più dominante dei playoff (i Lakers 2000-01) ebbe una regular season problematica. Con questo intendo dire che cmq il tutto deve essere un processo finalizzato ad avere il massimo rendimento possibile per la "Big Dance".
Dunque non sarei troppo preoccupato adesso delle eventuali sconfitte con le Big, perchè i Lakers sono indubbiamente in una fase alla ricerca dell'identità.
Il problema principale di adesso è quello di trovare un sistema-base che ti consenta di semplificare l'obiettivo delle partite. Ora la testa dei Lakers ha molti obiettivi quando i giocatori scendono in campo: quello di vincere, quello di mettere i giocatori giusti al punto giusto, quello di chiamare lo schema giusto, quello di trovare lo schema giusto. E' dunque una dispersione di energia pensare a tutte queste cose. L'obiettivo è dunque quello di eliminare gli ultimi tre obiettivi. Trovare un sistema, come lo era il Triangolo, che sai già dove pescare i giocatori ancor prima che si posizionino.
A mio avviso il tempo c'è fino all'All Star Game. Quello per me è sempre la linea di demarcazione
Alp, tu dici che gli infortuni non possono essere un alibi..è vero, peró è anche vero chr 3/5 del quintetto titolare infortunato è assolutamente normale perdere alcuni scontri d'alta quota...positivo il fatto che te la sia giocata fino alla fine con i Bulss, mentre la pattita con i Thunder non la prenderei neanche in considerazione (visto che è la classica partita che la CPU programma per farti perdere)
RispondiEliminaSi, è vero che è normale perdere certe sfide, ma la panchina non ha risposto come volevo. Io sono dell'idea che se un giocatore importante si infortuna, si deve elevare il rendimento della panchina e non quello degli altri titolari. Ad esempio, supponiamo di avere X che fa 30 punti a partita e Y e Z che ne fanno 20 a testa. Se Y si infortuna, non devo avere X che fa 40 e Z che ne fa 30, ma dovrebbero subentrare A+B+C che devono passare da 5 a 10 punti a partita. Da me questo non si è verificato, ad elevare il proprio gioco sono stati solo le star.
RispondiEliminaComunque, ripeto, l'attacco era troppo dipendente dagli interpreti, mi auguro che con l'introduzione della "UCLA offense" qualcosa cambi...
E a questo punto è duopo un post sull'UCLA Offense!
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