venerdì 24 maggio 2013

2k13-Playoff 2013: Eastern Conference Semi-Finals; Game 1 & Game 2: Bobcats@Knicks

Game 1
Il Madison Square Garden è un sogno che si avvera per i Bobcats, è la routine per i Knicks. La sorpresa della stagione contro gli antagonisti ad est, una squadra con poco talento contro dei talenti "poco squadra", il glamour di NY contro la semplicità di Charlotte: insomma tutto e il contrario di tutto in una serie che si prospetta interessantissima.
L'inizio dei "castigatori di Chicago" è ottimo, soprattutto per merito di uno scatenato Kemba Walker che sembra indemoniato e segna a ripetizione. I Knicks non ci mettono molto ad abituarsi e ricuciono immediatamente il piccolo strappo dato dagli ospiti, guidati da un Carmelo Anthony in grande spolvero e, più in generale, sfruttando una potenza di fuoco a dir poco impressionante. Walker però non si ferma, trova un'ottima spalla in Reggie Williams e i due, praticamente da soli, tengono a galla incredibilmente gli ospiti, indubbiamente considerati alla vigilia vittima sacrificale per eccellenza. Il #15 dei Bobcats però improvvisamente inizia a girare un po' a vuoto, anche grazie ad una difesa dei padroni di casa che sale indiscutibilmente di livello, e quindi inevitabilmente New York va via. Alla pausa lunga però si arriva in sostanziale equilibrio, con i Knicks avanti solo di 4 punti ma con un punteggio comunque alto considerato lo standard degli ospiti (62-66).
La pausa porta consiglio, perlomeno così si dice, ma mischia non poco le carte in tavola: Charlotte si ritrova con Walker particolarmente "litigioso" con il ferro, con Mullens che alterna giocate pregevoli a steccate difensive clamorose, con Kidd-Gilchrist spesso costretto a cantare (in attacco) e portare la croce (difendere su Melo) con risultati spesso alterni. Dall'altro lato, i Knicks prendono fiducia, scavano un piccolo solco di circa 6 punti e si assestano su questo vantaggio risultando per lunghi tratti irraggiungibili. La distanza tra le due squadre si stabilizza, ma se i padroni di casa hanno molte frecce al proprio arco offensivo, altrettanto non si può dire per gli ospiti, che faticano almeno 7 x 5 =35 camicie per trovare la via del canestro. Si arriva all'ultima pausa con il risultato ancora in bilico e due magie di Kemba Walker sembrano riaprire una disputa che sembrava attendere di essere chiusa. La reazione dei Knicks è rabbiosa, la difesa alza nuovamente le barricate, in attacco Carmeluzzo e Amare si adoperano per sopperire alla mancanza di un gioco corale efficace e per i Bobcats è arrivato il momento di alzare bandiera bianca: in gara 1, passano i Knicks!
Finisce 102-115 Knicks. MVP Carmelo Anthony, 22 punti, 7 rimbalzi e 7 assist per lui. 13+13 per Chandler, 22+7 per Stat. Per gli ospiti, Kemba Walker ne fa 23 (di cui 15 nel solo primo quarto), MKG ne aggiunge 18, 19 per Reggie Williams...Ma il resto?

Game 2
"...il coach ci ha detto che ogni maledetta gara 2 si vince o si perde. Resta da vedere se si vince o si perde da uomini!". Le parole, parafrasate da un noto film, sono di Kemba Walker; pronunciate in conferenza stampa prima della gara. Gara 2 appunto, gara quasi senza domani per i Bobcats, gara che potrebbe far mettere l'ipoteca sulla serie ai Knicks. Sempre il Madison Square Garden il teatro di una sfida che rischia di far saltare parecchie volte sul divano!
L'inizio di gara 2 ricorda sinistramente quello di gara 1: i Bobcats sono concentrati, attenti ed ordinati in attacco, aggrediscono e tengono altissimo il livello di intensità difensiva e questo porta loro a creare un mini parziale che però verrà presto ricucito dai padroni di casa. Dopo l'ecumenica partita precedente, Melo è in versione "attacco" e la cosa paga, nonostante tutto, ottimi dividendi. Il #7 dei padroni di casa è un rebus irrisolvibile per gli ospiti, i quali però si affidano a chi non ti aspetti: Reggie Williams! Il ragazzo, uscendo dalla panchina, è inarrestabile dal campo, segna tutto ciò che gli capita a tiro e da solo praticamente consente ai Bobcats di trovarsi davanti per lunghi tratti della gara. Dopo l'enigmatica gara 1, Walker è molto più ergonomico in gara 2, ma l'accoppiata Williams+Walker non è sufficiente ai Bobcats per arrivare all'intervallo con un buon margine, in quanto si arriva alla pausa lunga sul 64-62 (Williams 22 con 8 su 9 dal campo).
Il rientro dagli spogliatoi è però traumatico per gli ospiti, obiettivamente troppo poco profondi e limitati offensivamente per creare problemi a lungo termine alla squadra avversaria. I Knicks dal canto loro hanno "un uomo solo al comando": Carmelo Anthony. Il prodotto di Syracuse è semplicemente troppo, è in una di quelle serate in cui lo puoi solo applaudire, perché regge da solo l'attacco dei padroni di casa, che di potenza di fuoco ne avrebbero da vendere. Ma Anthony è il mezzo per scardinare la resistenza ospite, che però viene abbattuta grazie ad un paio di giocate "emozionali" della coppia Kidd-Chandler. I Knicks dilagano, si portano sul +11 di massimo vantaggio, ma pagano la voglia di "vincere o perdere da uomini" dei Bobcats. Kemba Walker si trascina i suoi, Gerald Henderson e Kidd-Gilchrist gli danno una mano e, a cavallo tra terzo e quarto quarto, la clamorosa rimonta è servita. New York è sorpresa, traumatizzata e barcolla, ma i Bobcats non ne hanno proprio più. Anthony-Kidd-Felton-Chandler-Anthony-Anthony 14-0 di parziale a circa 3 minuti dal termine, nonostante una difesa feroce ed un'applicazione maniacale. Per Charlotte è troppo, le reni sono spezzate, la rimonta impossibile da imbastire: gara 2 è ancora firmata New York.
Finisce 106-115. MVP Carmelo Anthony: 41 punti e 5 assist per lui. Silenziosa doppia doppia da 20+16 per Chandler, mentre Kidd fa 8 punti e 13 assist. Per gli ospiti Kemba Walker segna 26+16 assist, Kidd-Gilchrist fa 18 e 8 rimbalzi, Williams 24 (22 nel primo tempo...) e Henderson 16, ma il resto della squadra è nullo.

New York leads 2-0.

8 commenti:

  1. Questa non me la sarei mai aspettata. Anzi, ero convinto che contro i Knicks sarebbe stata più facile che contro i Bulls: pensavo che i 'talenti poco squadra' evidenziassero di più il poco squadra. E invece no. Lo 0-2 apre scenari alpici nuovi perchè mai in carriera il coach dei miracoli si era trovato sotto 0-2 in una serie (o almeno mi pare).
    A me più che Carmelo Anthony fa paura Tyson Chandler. Benchè i punteggi di garauno e garadue non siano certi un inno alla sua difesa, secondo me l'ex Dallas condiziona enormemente le entrate e guida telepaticamente gli aiuti.

    RispondiElimina
  2. Innanzitutto un plauso da parte mia , poi effettivamente che il nostro mago della difesa ne portasse a casa 230 non lo pensavo neanche io. Ma va detto che il ritmo fa la differenza , quello dei Bulls e' molto più lento e cadenzato , riflessivo . I Knicks invece sono più istintivi e attaccano "di più " , se poi Melo in attacco e' ispirato davvero non puoi fare nulla !! Certo se poi Chandler , con quello che fa' in difesa, ti mette anche 20 punti ... Ma sono sicuro che a Charlotte la difesa sarà più aggressiva !! Go Bobcats !!

    RispondiElimina
  3. @Barba: da quando sono "online" non credo di essere mai stato sotto 0-2 nella serie.
    Le ripassate che avevamo subito contro i Knicks in RS invece a me non lasciavano dubbi. Li soffriamo, perché fisicamente ci surclassano. Abbiamo MKG e Taylor che spendono parecchi minuti da 4 e praticamente siamo senza lunghi dominanti capaci di tenere il campo a lungo. È un miss-match continuo e la cosa per loro sta pagando dividendi inestimabili. Non hanno gioco corale, ci battono perché sono materialmente più forti. Melo in gara 2 è stato poi ingestibile. Su di lui ho provato MKG, Williams e Henderson in single coverage, poi ho provato uno in combinazione di raddoppio con uno dei due rimanenti... L'unico modo per fermarlo era l'anticipo totale, ma non sono riuscito a percorrere questa soluzione continuativamente perché massacrante a livello fisico e mentale. Chandler bene in difesa, ma più in generale questi Knicks difendono molto molto bene. Se poi Tyson timbra il cartellino pure in attacco...

    @Bisy: Ecco un punto focale. Il ritmo. Devo dire che, nonostante i 230 punti in due gare, non abbiamo difeso male di squadra. Se Anthony segna sul raddoppio, se Kidd e Felton ci puniscono regolarmente quando compiamo le decisioni, se JR mette fadeaway clamorosi... non posso andare in giro dicendo che difendiamo male. Il gioco di Ny è molto semplice, come detto prima, si passa la metà campo e si va dove c'è il miss-match, o da Anthony che attualmente è un miss-match con le gambe. Inevitabilmente il numero di possessi si è alzato, dunque abbiamo subito più canestri (ma anche fatti di più).
    A Charlotte comunque siamo chiamati a rispondere. In ogni caso non c'è niente da recriminare...

    RispondiElimina
  4. Secondo me i Bobcats devono continuare a fare i Bobcats, senza adattarsi ai Knicks utilizzando MKG da quattro, ruolo non suo. Loro sono grossi? Voi siete veloci. Per me MKG deve tornare a fare il numero tre come sa fare. Insomma, non adattarsi ai Knicks, ma far sì che sia N.Y. ad adattarsi a te, anche se l'impresa è ardua e 'diversi indizi fanno una prova' come dimostrano le gare di regular season e queste prime due di playoff. Io proverai anche la zona con particolare attenzione sul perimetro.

    RispondiElimina
  5. Ma MKG da quattro non è un'invenzione dell'ultima ora. Per tutta la stagione ho giocato con MKG da quattro, anche nella serie contro Chicago. È una scelta obbligatoria perché Mullens ha una resistenza parecchio ridotta, Taylor è quello che è e Thomas io lo vedo meglio da C che da AG. Quindi, il primo cambio in AG è l'AP titolare...Tra l'altro, Kemba Walker è il primo cambio del playmaker, quindi la soluzione non è relativa ad un giocatore.
    Spiego meglio le rotazioni che sono cervellotiche, anche se mi pare di averle scritte nel blog di Charlie:
    1)Quintetto titolare: Sessions-Walker-MKG-Mullens-Biyombo
    2)Prima rotazione: Session-Henderson-Williams-MKG-Biyombo
    3)Seconda rotazione: Walker-Henderson-Williams-Taylor-Mullens(Thomas)
    4)Ritorna il quintetto titolare: Sessions-Walker-MKG-Mullens-Biyombo
    5)Finali di gara: dipende. Walker, MKG e Biyombo sono sostanzialmente inamovibili. Henderson è "il quarto uomo" nel senso che tendenzialmente preferisco averlo in campo nel finale (sta vendendo su bene ed esce da Duke). Il quinto è l'uomo che scelgo in base alla partita ed il posto se lo giocano Session, Williams e Mullens, ma tendenzialmente con Williams al 40% rispetto il 30% di Session e Mullens. Quindi, di solito il finale lo gioco con Walker-Henderson-Williams-MKG-Biyombo.
    Io sempre per la mia strada sono andato, tra l'altro, non stravolgendo mai questa rotazione fatta "a tavolino". Ribadisco è un problema che letteralmente ci mangiano in testa; anche con Mullens e Biyombo in campo sono capitate azioni in cui hanno preso anche quattro rimbalzi offensivi: Chandler è una piovra e Stat ha un'esplosività che Mullens si sogna.
    Zona. Qua vengono le dolenti note. Si dovrebbe provare, anche solo per vedere di nascosto l'effetto che fa. Ma io sono già uno che concede parecchio il tiro da fuori, se mi metto a zona rischio di espormi ai troppi tiratori dei Knicks: non vorrei che JR, Felton, Kidd, Novak e Melo non stiano aspettando altro.
    In ogni caso, qualcosa la inventerò...

    RispondiElimina
  6. A volte i tiratori pistolettano da fuori perchè entrano in ritmo (anzi, spesso lo fanno perchè entrano in ritmo) e la zona (2-3, 3-2, 1-3-1, match-up o box and one che sia) è la disturba ritmo per eccellenza.
    Non va certo usata prolungata, ma alternata continuamente piuttosto con la uomo o con altri tipi di zona. Un 'barbatrucco' che a volte uso è mettermi a zona, una zona qualsiasi e poi quando il coach avversario chiama time-out per attaccarla, ritornare a uomo al ritorno dal time-out. E poi quando il coach avversario richiama time-out per attaccare la uomo, rimettermi a zona!
    La mia è comunque una zona sempre un po' cammuffata, perchè con il giocatore che controllo (il play) vado a coprire anche altre zone quando il pallone va in anfratti pericolosi. La mia è più che altro una difesa con quattro a zona e un libero che fa il pendolo davanti.

    RispondiElimina
  7. I Knicks, come detto nel mio ultimo recap, sono una macchina da guerra a tratti perfetta. Io ho vinto con molta fortuna in quanto nessuno a parte Melo (e in parte Stat) ha beccato la serata giusta. Ma basta che uno Shumpert vada in doppia cifra o che un Chandler ti rifili 2-3 stoppate e l'inerzia va tutta dalla loro, perché cominciano a girare come nessuna altra squadra in questo gioco, nemmeno Miami.
    C'è poi Carmeluzzo Anthony, che se gli lasci due-tre centimetri di troppo ti castiga. SEMPRE. Perché (per dirla alla Barba) lui berzerkereggia perennemente e su questo si può fare ben poco.

    Per questo non mi sorprende il 2-0. Però adesso ci si trasferisce in Carolina, queste linci non son arrivate alle Semifinali di Conference per fare la presenza...

    RispondiElimina