sabato 25 maggio 2013

2k13-Playoff 2013: Eastern Conference Semi-Finals; Game 3 & Game 4; Knicks@Bobcats

Game 3
Il discorso di Al Pacino in "Ogni maledetta domenica" viene ripetuto senza soluzione di continuità per tutta Charlotte, ad accompagnarlo le magliette spuntate prima di gara 6 contro i Bulls con la scritta "Not even the sky is the limit". Un muro umano vestito di bianco, una città intera rinchiusa in un palazzetto: gara 3 vale tutto per i Bobcats, ma i Knicks non sono andati in North Carolina in gita di piacere. Si preannuncia una guerra.
L'inizio degli ospiti è di quelli "territoriali". I Knicks partono come al solito fortissimo, sono inarrestabili in attacco e provano a tagliare fuori dal match il pubblico, costringendo i padroni di casa alla partenza ad handicap. I Bobcats non ci stanno, rispondono presente e rientrano prepotentemente, guidati dalla coppia Walker--Kidd-Gilchrist. Melo è però un rebus ancora irrisolto per la difesa delle linci e scaraventa a canestro qualsiasi cosa gli passi per le mani. Con queste premesse, il risultato non può che essere uno solo: equilibrio e punteggi alti, proprio ciò che i Bobcats vorrebbero evitare. Anthony non si ferma e trascina i suoi sino al +8, coadiuvato dalle buonissime prestazioni balistiche di Felton e Kidd, ma Charlotte trova un grande impatto da Henderson e dai già citati MKG e Kemba e riesce a rimanere in scia. Grazie anche ad un finale di secondo tempo in crescendo, i padroni di casa riescono a ridurre lo svantaggio ed all'intervallo lungo si arriva con gli ospiti avanti solo di tre sul 67-64.
L'idea di rimonta stuzzica non poco il pubblico e l'ambiente si surriscalda ulteriormente. I Knicks però non si fanno intimorire ed escono meglio dalla pausa lunga, riportandosi prima sul +8 per poi raggiungere il massimo vantaggio sul +17. Sembra finita, ma Charlotte ha intenzione di "combattere per ogni centimetro": Kemba e Kidd-Gilchrist suonano la carica, Biyombo fa un paio di giocate emozionali, l'intensità difensiva raggiungi picchi inauditi attraverso un pressing asfissiante per tutto il campo ed "il resto vien da sé". La partita cambia, la rimonta dei padroni di casa è di quelle che destabilizza, il rumore nella Time Warner Arena è assordante e i Knicks si ritrovano a dover affrontare troppi "nemici" contemporaneamente. New York barcolla pericolosamente ma si mantiene sempre in linea di galleggiamento grazie ad una tenuta mentale straordinaria, ma l'inevitabile primo vantaggio della gara dei padroni di casa si materializza a cinque minuti circa dalla fine. Ci si aspetta il tracollo degli ospiti, che invece rispondono ed apparecchiano il tutto per un finale in volata al cardiopalma, con l'ultimo minuto aperto dal jumper di Melo per il 115-113.
Walker si prende la prima responsabilità ed impatta per il 115 pari, i Knicks falliscono ed il sorpasso avviene l'azione successiva, sempre con Walker protagonista per il 115-117, con circa 32 secondi da giocare. Melo attacca al solito uno contro cinque, sbaglia, ma il sanguinoso rimbalzo di Chandler vale l'ennesima parità a quota 117. Rimangono 8 secondi da giocare, palla in mano Charlotte, che hanno il time out e rimettono da metà campo. Walker riceve, chiama lo schema "Heat Killer", passa sul blocco di MKG e Biyombo, si butta dentro, palleggio, arresto, si alza per tirare, è raddoppiato da Chandler ma vede con la coda dell'occhio Biyombo tutto solo, lo serve ed il congolese schiaccia il 117-119 lasciando 5 decimi a New York. Troppo poco, l'impresa in rimonta è compiuta, gara 3 è dei Bobcats!
Finisce 117-119 Charlotte. MVP Kemba Walker con 26 punti e 11 assist. Bene Kidd-Gilchrist, 22 punti e 6 rimbalzi, "emozionale" Biyombo con 11 punti, 11 rimbalzi e 3 stoppate decisive. A New York non basta un Anthony da 35 e 6 assist e la solita prova concreta di Kidd e Chandler.

Game 4
Gara 3 è stata "una questione di centimetri". Una battaglia, una lotta selvaggia ed anche, per certi versi, un'impresa. Tutta Charlotte è presente alla Time Warner Arena per gara 4: per i Bobcats, vincere significa porre le basi per sognare, perdere significa porre sprofondare in un incubo. I Knicks lo sanno, sono un leone ferito dopo la rocambolesca sconfitta di gara 3, passeggiano nervosamente nella loro gabbia, pronti ad azzannare la preda: non è una serie per deboli di cuore!
Sin dalla palla a due New York mette le cose in chiaro: "Questa gara non la perdiamo" sembrano dire Melo e compagni, attaccando in maniera perfetta e difendendo in modo encomiabile. I Bobcats non ci stanno, si affidano subito a Walker e Kidd-Gilchrist e restano aggrappati alla gara. Ma c'è una sensazione strana nell'aria, come se l'intera città avesse capito che questa è una gara impossibile. Charlotte fatica a trovare la via del canestro, ed in difesa i suoi sforzi praticamente si rivelano a lungo superflui, con i Knicks in modalità "gutta cavat lapidem" che lentamente ma inesorabilmente va via. Melo è impressionante, o segna o subisce fallo e va in lunetta per segnare i liberi, Stat e Chandler mangiano letteralmente in testa ai lunghi avversari e il serbatoio dei Bobcats ha la lancetta sulla E di "empty" fin troppo evidentemente. I padroni di casa sprofondano ed alla pausa lunga si arriva su un clamoroso 61-45.
L'idea dei Bobcats al rientro è che "BISOGNA CHE SI GIOCHI CON UN PO' DI DIGNITÀ!!! CON UN PO' DI ANIMA!!! NESSUNO FA UN SALTO, UN FALLO CON QUELLA PALLA LÌ. FACCIAMO A CAZZOTTI ALMENO!!!!" e così le provano tutte: pressing a tutto campo, zona, uomo, box and one, raddoppi, trappole e chi più ne ha più ne metta. Niente, tutto inutile, i Knicks trovano sempre costantemente la via del canestro ed in difesa sono insormontabili, con i padroni di casa che pagano a carissimo prezzo la poca verve della panchina ed in generale un attacco che, tolti Walker e Kidd-Gilchrist, praticamente non ha punti nelle mani. Charlotte crolla fino ad un clamoroso -35 (110-75) ma non rinuncia a lottare, viene buttata a terra ma si rialza sempre, anche se la partita è irrimediabilmente compromessa. Gli ultimi minuti sono di garbage time, la Time Warner Arena applaude comunque i propri beniamini e chiede però un ultimo sforzo: Melo, uscendo a 6 minuti dal termine, urla "We ain't coming back to Charlotte!!!" e tutta la città chiede praticamente ai Bobcats di smentirlo. Intanto, gara 4 è dei Knicks.
Finisce 125-96 Knicks. MVP Carmelo Anthony, 43 punti (15 su 18 dal campo) e 8 assist. 13 assist per Kidd, 28 punti per Stat e 21 per Chandler. Per i padroni di casa, Kemba Walker da 22 punti, Kidd-Gilchrist ne fa 17 con 6 rimbalzi, ma il resto della squadra non scende proprio in campo.

New York leads 3-1.

4 commenti:

  1. Io c'ero , ho guidato io la standing ovation !!!
    E saro' anche nella grande mela per gara 5 , questi Bobcats lo meritano e mi emozionano...io ci saro' e ci saranno sicuramente anche kemba e Gilchrist, gli altri dovranno attingere dalla loro leadership !!! La rimonta di gara 3 e' stata assurda, davvero fenomenale, ma i Knicks sembrano semplicemente troppo forti per i tuoi giovani virgulti...inutile dirti non mollare perche' se c'e un verbo che non conoscono questi ragazzi e' proprio quello...non mollare, fosse solo per riaprire la Time warner arena un altra volta ...mi ripeto che rimonta in gara 3 con cosi' poco talento offensivo...119 per questa charlotte sanno di miracolo, quasi piu' di quello letale per i Bulls...ah certo , tu sei gia' attrezzato per i miracoli...

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  2. Certo che rimontare da 1 a 3 è difficilissimo, gara 4 sembrerebbe una resa dopo lo sforzo di gara 3 ma sono sicuro che non mollerai.
    Mi immagino comunque la goduria di gara 3 alla schiacciata vincente di Biyombo!!!!

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  3. CHE ROBA LA RIMONTA DAL -17 DI GARATRE! ! ! C L A M O R O S A ! Nonostante i Knicks siano avanti 3-1, di questa serie fin'ora si ricorderà quella rimonta lì e, purtroppo, anche i 43 punti con 15/18 al tiro e 8 assist di Melo in garaquattro... Contro dei numeri del genere c'è poco da fare, è una macchina da punti quello lì e quando una squadra come New York entra in Berzerk difensivo e offensivo la sconfitta ci sta tutta. Ma sei ancora in ballo e dunque si ballerà! In fondo la prossima è solo una singola partita, come lo era garatre.

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  4. @Bisy: Una gara 3 pazzesca, ma la nostra stagione è finita lì. Abbiamo dato tutto sia mentalmente che fisicamente che tecnicamente. In gara 4 non ci reggevamo in piedi e New York ci ha letteralmente stritolati. Ma a New York ci andremo per vendere carissima la nostra pelle...

    @Tall: Come ho detto a Bisy, hai centrato in pieno il discorso. Gara 3 è stata la gara in cui abbiamo dato tutto e, giustamente, in gara 4 abbiamo pagato.
    Goduria? Felicità, emozione e rabbia! Ho esultato come se fossi stato io in campo...

    @Barba: Senza dubbio, a New York ci andiamo per vincere. Ma anche consapevoli di non avere una singola possibilità di poterlo fare. La verità è che NY è troppo per noi: troppo forti fisicamente, troppo forti tecnicamente, troppo forti mentalmente, i Knicks ci surclassano in tutto. Melo poi è una tassa clamorosa per questa squadra, perché costringe la mia seconda opzione offensiva a fare un lavoro difensivo clamoroso per poi arrivare stanco in attacco. Risultato? MKG non lo può tenere (nessuno può tenere Carmeluzzu in single coverage) ed in attacco è meno lucido del solito.

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