domenica 19 maggio 2013

2k13-Playoff 2013: First Round; Game 5 & Game 6; Bobcats-Bulls

Game 5
"4.8 seconds remaining in the 4th quarter, the game is tied at 101. The inbound by Henderson, Walker at the top of the key, Chicago doubles, 3 seconds, Walker to Kidd-Gilchrist, he is wide open, Gilchrist for the win... YES!!!! YES!!! HE DID IT!!! HE DID IT!!! MICHAEL KIDD-GILCHRIST HITS THE THREE POINTER TO WIN THE GAME AND THE BOBCATS NOW LEAD THE SERIES 3-2!!!".
L'emozionante radiocronaca di ESPN è obbligatoria per raccontare gli ultimi istanti di questa gara 5. Un finale epico, degno delle migliori saghe di playoff NBA, con Micheal Kidd-Gilchrist che segna sulla sirena la tripla dell'incredibile vittoria e che porta i Bobcats a dirigere la serie 3-2. Ma come si è arrivati a questo epilogo? L'ultimo minuto è stato a dir poco drammatico. Con i Bulls avanti di 4, Kidd-Gilchrist sbagliava un jumper contestatissimo e i padroni di casa avevano la palla del +6. La difesa dei Bobcats regge però e Walker segna in un amen il -2. Chicago ha circa 40 secondi e l'opportunità di chiudere ma Deng, liberato da un assist al bacio di Rose, sbaglia una tripla abbastanza comoda e, sul capovolgimento di fronte, ancora Kemba Walker si prende le sue responsabilità e porta a casa il 101 pari. Chicago ha circa circa 22 secondi per vincere la partita, Rose aspetta, gioca il pick and roll con Noah, lo serve per la schiacciata ma Kidd-Gilchrist lo ferma fallosamente e lo manda in lunetta. Il #13 dei Bulls ha l'opportunità di mettere l'ipoteca sulla serie, ma fa incredibilmente 0 su 2 con Kidd-Gilchrist che prende il rimbalzo e chiama time out. Il resto è storia, 4.8 secondi da giocare, Walker raddoppiato in punta, MKG servito da tre che prende, spara e segna sulla sirena!
L'ultimo minuto è però stata la sublimazione finale di una partita indescrivibile. Chicago parte forte, pronta a fare la classica "vittoria territoriale" che spegne i bollenti spiriti dei giovani e rampanti avversari, ma i Bobcats riescono a resistere grazie ad un indomito Kemba Walker. Rose questa volta è più aggressivo e trova in Hamilton un compagno importante, Deng e Boozer sono i soliti satanassi difficili da arginare, ma gli ospiti sembrano essere in una di quelle serate in cui la partita non la puoi perdere. Si resta in equilibrio fino alla pausa lunga, ma all'uscita dagli spogliatoi i padroni di casa scavano il solco, raggiungendo il +14 come massimo vantaggio. Charlotte è però mentalmente inaffondabile, rientra, lotta e arriva sull'ottovolante dell'ultimo minuto. Ultimo minuto che sarà leggenda!
Finisce 104-101 Bobcats. MVP Kemba Walker, 26+13 assist per lui, ma uomo del match Kidd-Gilchrist, autore di 19 punti e 7 rimbalzi più 5 assist e del game winner! Rose ne fa 21+16, Boozer 19 e Deng 16, ma sembra sempre che a Chicago manchi il centesimo per fare la lira ed ora i Bulls si trovano a fronteggiare il rischio di una clamorosa eliminazione.

Game 6
L'ultima apparizione alle semifinali di Conference di Charlotte (allora la franchigia era Charlotte Hornets) è datata 12 Maggio 2002, una sconfitta in gara 4 di una serie poi persa 4-1 contro i Nets che poi saranno battuti alle Finals dai Lakers di Kobe e Shaq nell'ultimo titolo del Three-peat. Ora i Bobcats hanno un'occasione più unica che rara: vincere questa gara 6 significherebbe clamoroso upset nei confronti di Chicago e regalarsi un turno da sogno contro i Knicks. La Time Warner Arena è gremita, il motto che circola in tutta la città è "Not even the sky is the limit" ma i Tori di Chicago hanno tutta l'intenzione di forzare gara 7!
L'inizio di Chicago è devastante! Rose è aggressivo, Boozer non sbaglia un colpo, Deng è iperattivo su entrambi i lati ma tutto ciò non basta per mettere in difficoltà i padroni di casa: Mullens appare particolarmente ispirato in attacco, Sessions e Walker sono molto efficaci su entrambi i lati e poco importa se Kidd-Gilchrist sparacchia perché dalla panchina Williams e Henderson portano comunque un apporto importante. La partita dunque scorre via sui binari dell'equilibrio ma questa volta sembrano essere gli attacchi a farla da padrona. Si inizia a notare però subito una particolarità: Charlotte gioca sulle ali dell'entusiasmo, mentre Chicago è tesa, nervosa, quasi sentisse la pressione di dover vincere a tutti i costi. Tale particolarità la si nota paradossalmente nel momento migliore degli ospiti: Chicago riesce ad andare sino sul +13, ma i Bobcats ostentano tranquillità e riescono a rimontare giungendo sino  al -2 (56-54) all'intervallo grazie al buzzer beater di Pargo.
Si ritorna dalla pausa e "la versione movimentata di una sfida scacchistica prosegue". È evidente infatti che questa è una partita che si gioca con la testa prima di tutto, anche se in campo l'intensità è elevatissima. I padroni di casa sembrano fatti di granito, niente scalfisce la loro sicurezza nonostante i Bulls siano sempre avanti. Kidd-Gilchrist litiga con il ferro, ma Charlotte trova comunque il modo di restare agganciata al match e, improvvisamente, a cavallo tra terzo e quarto quarto riesce addirittura a sovvertire l'andamento della gara. Il break dei padroni di casa è impressionante, Walker sembra essere indemoniato e trascina i suoi sino ad un incredibile +12 che sembra essere anche la condanna definitiva per gli ospiti. E invece no! Rose e Boozer si prendono responsabilità importanti, Chicago stringe le maglie difensivamente e la rimonta degli ospiti è servita: pari 95 con un minuto e mezzo circa da giocare.
Walker chiama, Rose risponde, pari 97. Ancora Walker a costruire, il jumper gli esce, ma il rimbalzo di Biyombo è sanguinoso ed abbinato alla schiacciata successiva vale il +2. Rose e Boozer giocano a due, l'assist del numero #1 in maglia rossa è di quelli che non possono essere rifiutati, pari ancora a quota 99 e 35 secondi sul cronometro. I Bobcats vanno ancora da Kemba, l'assist è per Kidd-Gilchrist che segna il suo quarto canestro dal campo su 14 tentativi: 22 secondi, Bobcats sul +2. Chicago si affida a Rose, il quale aspetta un po' e poi attacca il ferro, la difesa si chiude, Rose vede Hamilton e lo serve per il jumper dalla media, ma Kidd-Gilchrist lo stoppa incredibilmente, recupera e lancia Walker in contropiede: +4 con meno di un secondo dal termine. È fatta, scoppia il pandemonio in quel di 2k-Charlotte, la Time Warner Arena è tutta in piedi. I Bobcats vincono la serie per 4-2 ed approdano alle Eastern Conference Semi-Finals!!!
Finisce 99-103 Bobcats. MVP Kemba Walker, 29 e 11 assist per lui. 18 per un sorprendente Williams dalla panca, 14 con 6 rimbalzi e 7 assist (e La Stoppata) per Kidd-Gilchrist. Rose ne fa 18 con 18 assist (!!!), Boozer ne aggiunge 21 con 9 rimbalzi, ma i Bulls sono vittima del loro essere troppo squadra e si perdono proprio nel momento clou. Per Chicago si prevede una 2k-estate caldissima, per Charlotte almeno un'altra 2k-settimana da sogno!!!

Bobcats win series 4-2.

Le altre:
Thunder, Mavs e Lakers hanno vita facile e vincono 4-1 le rispettive serie. Più fatica per Denver, la serie la vincono alla settima. Ad est la situazione è simile: 4-1 per Miami, Phila (ma Boston ha perso durante la serie Rondo e Pierce) e NY. Il prossimo turno sarà:

Thunder-Nuggets
Lakers-Mavericks

Heat-76ers
Knicks-Bobcats

4 commenti:

  1. E L A M A D O N N A ! ! ! ! ! E a Charlotte è già il momento di misurare il tempo di Avanti GilChrist e dopo GilChrist! Cioè questo qui ti ha smembrato i Bulls con:
    - tiro della vittoria allo scadere di garacinque
    - tiro del +2 Bobcats a 14" dalla fine di garasei
    - stoppata, recupero e assist per il canestro della vittoria in garasei

    P A Z Z E S C O ! ! ! Così come la tenuta mentale, perchè se è vero che Gilchrist là decisa, è altrettanto vero che in tutto il resto della partita si è lavorato per arrivarci a quei secondi decisivi! Rose cmq già sotto processo a Chicago, ha giocato una serie nettamente sotto i suoi standard.

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  2. Che splendida impresa Alp!!!
    E' vero che stanno già preparando una statua per Gilchrist fuori dalla Time Warner Arena?

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  3. non ho parole...ma numeri si...appena hai superato la fatidica quota 100 hai fatto 2a 0 !!! Sara' un caso??
    Eliminare i Bulls a prescindere dal fatto che Rose possa essere stato o meno aggressivo fino in fondo(ha sempre comunque messo su eccellenti punteggi) e' qualcosa di straordinario per un team "mediocre" tecnicamente, Gilch sta esagerando e kemba gia' sta rispondendo alle critiche del barba...davvero non ho parole...
    pero' ricordo di aver detto che quei tempi di "maturazione" per avvicinarsi all'anello potevano forse essere ridotti...BHE...lo penso ancora...
    con gli acquisiti giusti dico 2 anni e non 3 per competere...poi vince sempre uno solo..quindi...
    Che impresa !!!

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  4. @Barba: Tutto giusto. Ma anche il fallo speso su Noah a 5 secondi dal termine di gara 5 per me è una giocata intelligentissima e che si rivelerà poi decisiva. E poi è una giocata da veterano, fallo vero che impedisce all'avversario di tirare e lo manda in lunetta e che comunque ci avrebbe lasciato spazio per la replica. Tra l'altro, i tiri pesanti li ha messi nonostante le sue medie al tiro siano un po' calate. Insomma, è nata una stella.
    Altrettanto giustamente un plauso va fatto a tutta la squadra. Siamo stati determinati al massimo, abbiamo lottato e voluto fortissimamente la vittoria.
    Rose assolutamente sotto processo, ma in generale tutta Chicago è sotto la lente d'ingrandimento. Questo è un upset bello e buono!!!

    @Tall: No, la statua la metteremo quando e SE vinceremo. Si è meritato però degli applausi importanti. Anche se, in queste due imprese ha dimostrato di essere più secondo violino che primo, steccando al tiro ma facendo tante piccole cose ed infine le giocate decisive.

    @Bisy: Eh, mio caro, ma superare quota 100 contro i Bulls con questi Bobcats è un'impresa bella e buona. Team mediocre tecnicamente, dici giustamente, con due sole bocche da fuoco che generano attacco. Per superare quota 100 abbiamo corso come dei dannati, perché abbiamo difeso fortissimo e siamo letteralmente volati in contropiede.
    Sul "sogno" anello, non so che risponderti. Con la giusta dose di fortuna, tutto è possibile. Intanto mi dicono che New York quantomeno ci teme...

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