« Annuntio vobis gaudium magnum:
habemus Superstar!
Eminentissimum ac reverendissimum dominum,
dominum Russell
National Basketball Association Cardinalem Westbrook
qui sibi nomen imposuit Agent VII»
Non vorrei fare la parte del guastafeste, ma mi pare che qui, a Charlotte, la situazione ci stia un po' sfuggendo di mano. Il testo in latino di sopra riportato è solo un piccolo spezzone esempio, goccia nell'oceano dei vari articoli che si possono trovare sui giornali del North Carolina. Insomma è bastata l'opening night ed è già scattata la "Westbrook-mania". Come mai questo entusiasmo? Presto detto: 24 punti, 7 assist e 7 rimbalzi sono i numeri del nostro nuovo #7 nella vittoria nella prima gara dell'anno contro i Bulls. Vinto il duello personale con Rose, tenuto a 21 punti nonostante un'aggressività del nativo della Windy City mai vista durante la scorsa serie di playoff, vinta la gara per 91-103 e mandato il classico segnale a tutta la lega: quest'anno, per l'argenteria ci siamo pure noi. La gara con i Bulls ci permette, tra l'altro, di notare un paio di cose tanto interessanti con il nostro nuovo assetto: primo, difensivamente siamo spaventosi e corriamo il campo in maniera divina; secondo, Pekovic ci dà una dimensione sotto canestro che l'anno scorso ci sognavamo; terzo, quanto è forte MKG che cambia ruolo, ma non il suo impatto sulla gara, risultando a larghi tratti decisivo.
Stagione da 82-0 che allora si prospetta all'orizzonte? A riportarci subito con i piedi per terra ci pensano i Mavericks, di cui siamo ospiti nella seconda partita stagionale, in back to back (un toccasana partire con un back to back...). Dallas è una squadra in fase di transizione da ormai un paio d'anni, sono aggrappati al talento, ormai un po' anzianotto, di Dirk e giocano un basket molto pulito per merito di un allenatore molto preparato. Noi per ora stiamo affilando le armi, dunque appena andiamo un po' sotto fisicamente, più per stanchezza nostra che per altro, ci incartiamo. Westbrook e Pekovic mettono su numeri importanti, ma non riescono a tirare tutti gli altri ed ecco allora che arriva la sconfitta. Le critiche sono subito pronte dietro l'angolo e la partita con i Lakers, alla Time Warner Arena, pare essere paradossalmente già il primo crocevia psicologico di una stagione che si prospetta "ad alta tensione" da questo punto di vista (la trade-CP3 non è stata ben digerita dai media). I miei amati gialloviola sono anch'essi in fase di transizione: Nash ha appeso le scarpe al chiodo, Kobe e Gasol sono in fase calante, il contorno è quello che è e Howard appare in attesa di un compagno di giochi che lo possa aiutare a risollevare le sorti di una franchigia caduta un po' in apatia. Contro i Lakers noi partiamo allora fortissimo: difesa di alto livello, attacco tutto sommato efficace e ritmo ottimo sono il nostro biglietto da visita. Paghiamo però il Mamba in fase calante: il 24 ce ne stamperà in faccia 45 con 8 assist, mentre Howard si limiterà a fare 20+17. Non basta però ai Lakers, visto che noi "habemus Superstar...National Basketball Association cardinalem Westbrook": "agent seven", come viene chiamato dopo il cambio di numero (come quello in nazionale), ci trascina nei momenti decisivi con un paio di giocate spaziali, voli sopra il ferro che fanno tremare l'arena intera e jumper dalla media che arrivano come una mannaia per gli avversari. Non si può però dimenticare la prestazione di Pekovic, 21+11 a cospetto di DH12 (per me è forse la notizia più importante) ed il solito impatto totale di Kidd-Gilchrist e Kawhi Leonard (15+10 rimbalzi). Insomma, la partita è bella e divertente e la spuntiamo solo nel finale per 112-115.
L'ultimo impegno della nostra prima 2k-week è a Memphis, contro i Grizzlies. Un'altra gara molto bella, tra l'altro sfida interessantissima perché abbiamo contro probabilmente il frontcourt più difficile da affrontare per noi. La gara è uno spettacolo, Westbrook e Pekovic ormai non fanno più notizia, ma è in generale tutta la squadra a giocare molto bene. Certo, vanno ancora trovati gli automatismi in attacco, ma se la nostra difesa si mantiene a questi livelli, possiamo toglierci delle soddisfazioni. La partita la vinciamo noi, all'overtime, per 111-106 e dopo questa gara ci ritroviamo con un record più che positivo di 3-1.
Tirando le somme, una partenza più che positiva, ottima l'integrazione dei nuovi e basi che appaiono abbastanza solide. Si deve migliorare offensivamente, dobbiamo ancora trovare la giusta rotazione e tenere presente che il ritorno di Kemba Walker scombinerà nuovamente le carte in tavola: la regular season, si prospetta molto interessante!
@Charlie: riprendo dal post precedente, così rispondo anche a Bisy. La cosa peggiore è che partiremo con quella coppia "scoppiata", causa infortunio di Kemba, ma poi penso di poter trovare la chimica giusta tra i due. La chiave sarà Henderson, che poi è la terza guardia: se lui darà minuti di qualità avremo un backcourt esplosivo.
RispondiEliminaSulla trade per Leonard c'è invece da fare un discorso. È ovvio che nel real world è una trade che non sta in piedi, perché San Antonio non si priverebbe mai del losagelino. Nel 2k-world invece è diverso. Primo, io ho preso un giocatore con overall 77 e ne ho dati due con overall 70+74 e potenzialmente, due scelte alte al draft. A questo si aggiunge che Leonard a San Antonio era scontento (6th man) e che, a causa di un paio di infortuni, gli Spurs erano senza AG e quindi avevano disperato bisogno di Thomas e di un giocatore comunque di sistema (e che il 2k-anno scorso ha fatto bene) come Taylor.
La domanda "se fossi in loro, accetterei lo scambio?" me la sono posta e la risposta è stata "a malincuore, sì". Anche perché Leonard è un giocatore utilissimo, ma nella situazione in cui si ritrovano qui gli Spurs è quasi inutile: sono vecchi, malconci ed in attesa di sapere cosa farà Duncan. Due giocatori in scadenza e utili alla causa, più due scelte potenzialmente alte, per un giocatore solo che "attualmente" non ti sposta nulla sono, secondo me, uno scambio più che mai equo!
Beh, Henderson nella stagione passata ti fece dei partitoni assurdi uscendo dal pino, basta che mantenga questa costanza di rendimento.
RispondiEliminaIo però non sono d'accordo nell'usare Westbrook come PM. Come diceva il Barba, è un ala piccola nel corpo di un piccolo, e questo purtroppo influisce sul suo utilizzo. Io i due (Agent VII e Kemba) li vedo meglio all'opposto, ovvero con Kemba play, ma tutto sta nel tuo modo di costruire il gioco.
Detto questo comunque, Pekovic sposta come ben pochi altri C sanno fare in giro per la lega, credo sia più determinante il suo acquisto di quello di Russell...
Grande partenza , ma me lo aspettavo, perche' per assurdo all'inizio non c'e' ancora alchimia ma una voglia di provare i nuovi che da' stimoli immensi, e che nuovi poi, per le tue attitudini avere Kawhi in squadra e' come avere Belen come attrice in un film per Tinto Brass... Russel poi , e' tutto giustificatissimo l'entusiasmo che sta portando a Charlotte...
RispondiEliminama pian piano verra' il difficile, che non sara' certo il rientro di Kemba, per me un falso problema, solo la distribuzione dei minuti potrebbe essere un problema, le vere difficolta' potrebbero cominciare per assurdo quando prenderai coscienza della forza della squadra e comincerai a chiederti per davvero se al secondo anno alla guida dei Bobcats gia' avresti licenza di pensare al titolo...
Io in tempi non sospetti lo "accennai" e fra l'altro mai avrei immaginato un tale eccellente mercato...
AHAH AHah! Dopo l'incipit pensavo che Westbrook avesse battuto il record di Chamberlain o cose simili!
RispondiEliminaWestbrook a mio avviso è tutto tranne che un play, ma questo può anche non influire, perchè nel basket moderno le cose si sono un po' scombinate. Porti sù palla, passi la metacampo, fai il primo passaggio ed ecco che Westbrook diventa solo un esterno che gira tra gli schemi, dunque è lì che deflagra la sua potenza, non certo nel timing da playmaker o nel passaggio tagliadifese alla Chris Paul. Il fattore dove incide a bestia da play e la difesa sul play avversario, dove può cancellarlo con la sua fisicità e rapidità.
E' questa comunque una squadra totalmente da playoff. Posso anche magari vederla un po' in difficoltà inaspettata in qualche partita di regular season, ma quando iniziano i playoff gente come Kidd-Gilchrist, Leonard, Westbrook, Pekovic & Co upgraderanno ulterioramente.
@Charlie: vero. Henderson è stato eccezionale la scorsa stagione. Ma un conto è esserlo da underdog, un altro è quando tutti ti aspettano. Deve dimostrare di poter fare cose importanti.
RispondiEliminaSui ruoli, invece, è un discorso lungo. Diciamo che preferisco avere delle point-forward piuttosto che dei playmaker puri...
@Bisy: Ti ripeto. La squadra è una squadra da titolo, ma non è favorita per il titolo. La cosa non è però un peso, anzi è motivo di stimolo: l'anno scorso potevamo fare qualsiasi risultato, ora invece abbiamo obiettivi e fallimenti possibili!
@Barba: Per me, Westbrook è una guardia. Però dici benissimo: i ruoli canonici ormai sono scombinati e in più io sono innamorato delle ali che passano bene il pallone (chi ha detto Gasol?). Ha una fisicità pazzesca, ma quello che mi fa impazzire della mia nuova superstar è la voglia matta di vincere. Lo sento anche attraverso il pad, questo vuole dominare, pochi dubbi!
E tra l'altro Westbrook ha anche un senso di rivalsa di vincere lui, senza Durant. Si toglie dall'ombra del sempre osannato KD35 per mettersi in proprio da un'altra parte. La sfida Westbrook-Durant potrebbe essere la 'storia nella storia' di quest'Asso, con la sfida nelle Nba Finals tra i due ex compagni di squadra che non si sono mai presi bene...
EliminaAlp se riesci a gestire bene Westbrook e limitare al massimo le eventuali sue forzature questa squadra potrà arrivare molto lontano.....
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