Playground tra la 17th ave e la 18th
ave sull'Ocean Front Walk di Venice Beach, Los Angeles, California
23 Agosto 2k13-2012, ore 18.48
Classico scenario di fine estate
californiano: i ragazzi giocano al campetto, età ed etnie diverse
unite da una palla arancione, un pubblico misto (con qualche sventola
niente male) apprezza lo spettacolo offerto, sullo sfondo il tramonto
con il sole pronto a tuffarsi nell'oceano.
“...e questo e per la vittoria!”
ciuff “Yeah!!” “Si!!” “No, cazzo! Difendi, stronzo! Lo
dovevi stoppare!” “E tu perché non aiuti!?!?!” “Dai, prossima...” “Ragazzi, scusate, vorrei fare due tiri, posso?”.
Brusio di sottofondo, molti sono dubbiosi, anche se i bodyguard per
numero e stazza dovrebbero fugare ogni dubbio. Ma siamo a Los
Angeles, potrebbe essere uno scherzo o una trovata pubblicitaria, i
bodyguard non vogliono dire nulla, sarà, anche in questo caso, il
campo a parlare. E il campo parla, inequivocabilmente. È lui. Non ci
sono dubbi. Lo vedi da come prende il pallone, chiede ad uno a caso
di marcarlo, ma tanto è inutile, sanno entrambi che lui non può
essere marcato, anche se di anni ne ha 49. Due finte, palleggio
arresto e tiro, il marchio di fabbrica di una carriera, solo rete.
“Dai ragazzo, cazzo hai la metà dei miei anni!”. Di nuovo, finta
di andare a destra, va a sinistra, ancora palleggio arresto e tiro,
troppo facile, ciuff. Ci ha preso gusto, guarda negli occhi
l'avversario, lo incenerisce con lo sguardo e poi va dentro, fino in
fondo, come faceva una quindicina di anni fa. La folla è in
visibilio, per fortuna di bodyguard non ne mancano, altrimenti sai
che casino. “Forza ragazzo, non ti puoi fare mettere con il culo
per terra da un cinquantenne...”. Lo punta di nuovo, l'intenzione è
sempre il fade-away dalla media, ma arriva l'aiuto, un lungo che
passa improvvisamente e copre con i tempi giusti, il tiro è forzato,
il ferro rifiuta il pallone e tutti sono stupiti. Quel pazzo l'ha
fatto di nuovo. Come può uno al campetto parlare di difesa, di aiuti
difensivi, di attacco strutturato e di giocare prima con la testa e
poi con le gambe? Ma quel pazzo lo fa e basta, è magnetico e non si
sa per quale ragione i ragazzi gli vanno dietro. L'ha mandato lui il
lungo in aiuto, lo sanno tutti.
“Il ragazzo non poteva tenere in
single coverage, aveva bisogno di aiuto e credo non le dispiaccia che
sia intervenuto...”
“No, anzi... C'è voluto meno del
previsto! Sono qui per lei e sapevo che l'unico modo per incontrarla
era questo...”
“E c'è riuscito. Cosa vuole da me?”
“Le vorrei proporre una cosa. Ma
preferirei andare a parlare lontano da occhi indiscreti...”
“Avete sentito ragazzi? L'ospite è
di quelli importanti e va assecondato. Per oggi tutti a casa, lo
spettacolo è finito. Ci si vede domani...”
Ce li ha in mano. Lo ascoltano, la
folla si dirada, le persone vanno via, come se non fosse successo
niente mentre i bodyguard sono stupiti dalla reazione della gente. Ma
perché pendono dalle sue labbra? Come fa?
“Siamo soli ora. Di cosa vuole
parlarmi?”
“Per tre milioni di dollari è
disposto a ricoprire il ruolo di direttore tecnico della mia squadra?
Gli stessi compiti che aveva ai Magic, la stessa libertà di azione e
lo stesso coinvolgimento. Che ne dice?”
“Dico che lei è impazzito. Crede
realmente che possa accettare un'offerta del genere?”
“Si!”
Sorridono entrambi, hanno già capito
come andrà a finire. Perché l'estate è ormai terminata e la sfida
è di quelle impossibili; perché, in fondo, lo stress del risultato
gli manca; perché l'esilio volontario non può durare in eterno; perché sono mossi dalla stessa passione per il gioco; perché...non lo sa
neanche lui il perché in realtà. Dirà di si e basta.
“Mi dia il contratto. Si fa a modo
mio?”
“Certamente. Ma io voglio essere
coinvolto, devo partecipare, è la mia squadra...”
“Parleremo a cena dei dettagli. Ecco
il contratto firmato...”
Inizia così la mia avventura in questo
nuovo 2k-mondo. A Charlotte, stagione di 82 partite, 12 minuti a
quarto, scambi vietati al primo anno.
Mettetevi comodi, ne vedrete delle belle.
M I N C H I A ! Il leggendario coach Alp, vincitore di diversi anelli con i Lakers, ma capace soprattutto di portare al titolo gli Orlando Magic nel 2K12, ora prende in mano the worst team eva, una squadra che soltanto l'anno scorso faceva un record di vittorie del 10%, il peggiore nella storia della Nba!
RispondiEliminaMa qualcosa nell' "aria" annuso già...
Eh già. Ma a Jordan che mi viene a cercare nei campetti di Venice Beach non potevo certo dire no. È una sfida impossibile, ma considerato il contesto videoludico e il boost dell'utente, credo (e spero) di poter arrivare ai playoff al primo anno con la squadra attuale (ho in mente solo due tagli, ma niente scambi). Poi si vedrà.
RispondiEliminaC'è parecchio da lavorare e parecchia ruggine da levarmi, visto che non scendo sul parquet virtuale da quasi quattro mesi. Di sicuro, come detto, se ne vedranno delle belle!
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EliminaUna cosa però non ho capito, fai tornare Jordan in campo at 50?? Sarebbe una figata se sul 2kshare ci fosse uno che ha creato un Jordan 50enne, sia di peso (vicino ai 100 kg?), sia di tutto (ovviamente Resistenza quasi a zero, elevazione idem, teendenza agli infortuni al massimo). Si vociferava pure nel real world che Jordan potesse tornare per una partita con i Bobcats per festeggiare in campo il suo 50esimo compleanno.
RispondiEliminaSecondo me Jordan a 50 anni, debitamente utilizzato (ruolo ala pivot), potrebbe ancora produrti 6-7 punti a partita.
Per il resto la scelta dei Bobcats (soprattutto in una stagione lunghissima da 82) è veramente un atto di resistenza ai limiti del sovrumano perchè le sconfitte saranno una valanga. L'utente dà sì un boost, ma più la saga di Nba 2K progredisce, più la trasposizione con la realtà si fa vicina. Due o tre edizioni fa si potevano fare miracoli anche con squadre medio-scarse, ma adesso se minimo non hai due superstar in squadra si fa veramente impossibile.
No no, niente Jordan. La squadra è quella e quella rimane.
RispondiEliminaLo so, è una sfida pazzesca. La lotta comunque era tra squadre di livello basso. Sono stato indeciso fino all'ultimo tra Cavs, Bucks e Bobcats appunto. Si sa, in questi casi conta parecchio l'ispirazione ed ho preso la strada per la Carolina del nord!
I Cavs non sarebbero stati male, a mio avviso anche visivamente hanno delle maglie e dei colori spettacolari! Per non parlare del parquet del palazzetto, forse il migliore di tutti.
EliminaPur con tutto il boost che ci può mettere l'utente, il primo anno con i Bobcats (visto che la squadra non verrà toccata) sarà veramente duro, non sarà semplice fare 82 partite. Attualmente Charlotte è circa al 20% di vittorie nel real world. Il boost dell'utente potrebbe valere un 10% in più per quello che riguarda Nba 2K13, arriviamo al 30, massimo 35% di vittorie stagionali.
Per me questa è la cartina tornasole per vedere i settaggi giusti del gioco. Se con questa formazione intatta, in questo primo anno, ti qualifichi ai playoff, c'è qualcosa da rivedere nelle sliders. Io personalmente consiglio sempre ti tenere le sliders (quasi) tutte di default.
A volte nel thread legggo di sliders dove ad esempio la rapidità della CPU è inferiore, anche solo di un punto, a quella dell'utente e già qui c'è un netto vantaggio per l'utente. Per me, per avere una difficoltà reale che renda durissimo vincere un anello anche con squadre supersoniche, bisogna tenere quasi tutto a 50.
Ti dico solo una cosa: SEI UN PAZZO SCATENATO!
RispondiEliminaIl ritorno in grande stile di coach Alp, finalmente: bentornato! ;)