venerdì 26 aprile 2013

2k13-Regular Season 2012-2013: La risposta

Una striscia aperta di quattro sconfitte consecutive e un back to back a Boston e contro Indiana, rispettivamente terza e quarta ad est. Sto parlando della causa delle critiche ai miei Bobcats e le sfide successive che li attendono. Non è di certo un momento facile, considerato inoltre il fatto che Kemba Walker sembra non recuperare più e si presenta alla sfida contro i Celtics ancora infortunato. La partita al Garden è considerata un massacro annunciato, Boston è troppo in palla mentre le nostre magagne stanno venendo tutte a galla contemporaneamente. "Don't ever underestimate the heart of a champion". È un massacro. Nel senso che vinciamo noi, massacrando Boston a domicilio, con Walker che eroicamente scrive 18+12 assist su una mano sola, con Kidd-Gilchrist che aggiunge la solita prestazione  da all-arounder, con Biyombo che stampa 7 stoppate una più clamorosa dell'altra. Sostanzialmente, è l'apoteosi del mio cuore gialloviola che diventa motore di una squadra che ha un talento limitato ma che lotta in ogni partita come se non ci fosse un domani.
La vittoria contro Boston è un toccasana, riporta entusiasmo e guadagniamo anche brillantezza atletica, frutto della rinnovata fiducia nei nostri mezzi. E dunque, la tanto attesa risposta arriva, puntale e decisamente gradevole per quanto riguarda il modo di affrontare i match e nei risultati ottenuti. Infiliamo infatti una striscia di cinque vittorie consecutive (compresa quella di Boston), vincendo contro Indiana, ad Orlando e poi nuovamente in casa contro Kings e Rockets. Tra l'altro, dopo la vittoria contro i Pacers, arriva anche la notizia che Walker è perfettamente ristabilito, il che inevitabilmente porta ulteriore fiducia nei nostri mezzi. Kemba è indubbiamente il protagonista di queste sfide, è stato lui a tracciare la via, siglando prestazioni importanti ma, soprattutto, dimostrandosi un lottatore vero, uno di quelli che lotta per la maglia, uno di quelli che non si tira mai indietro, uno di quelli che sposa il progetto "nella buona e nella cattiva sorte, finché morte non li separi". Una menzione d'onore la merita anche Kidd-Gilchrist però. Il ragazzo sta stupendo, non c'è che dire: top scorer tra i rookie, sta dimostrando una maturità impressionante e sta affrontando un periodo di appannamento a livello realizzativo facendo anche meglio le altre duecentomila cose da fare in un campo di pallacanestro. È lui la pietra angolare della squadra, il nostro vero MVP, perché senza di lui non potremmo neanche scendere in campo: difende sull'esterno più pericoloso, porta alla causa quasi 20 punti a partita (in questo 2k-mese si sono abbassate le percentuali, ma i punti sono sempre quelli), piazza blocchi, fa assist, recupera palloni, lancia o conclude il contropiede e, soprattutto, è sempre presente nei momenti decisivi della gara.
Non è un caso allora che, dopo una striscia di cinque vittorie consecutive, arrivi una coppia di sconfitte proprio in concomitanza con le due partite peggiori del nostro rookie, che incappa in due gare dove gli fischiano fallo anche solo guardando l'avversario diretto. Sono gli Hawks e i T-Wolves a punirci a domicilio, imponendoci una doppia sconfitta casalinga che non fa certo bene in vista della seconda trasferta lunga della stagione che ci aspetta a cavallo tra le prossime due 2k-week.
Così è, intanto. Siamo tornati a ridosso delle prime della classe, la lotta dal quinto all'ottavo posto ad est  vive su una classifica cortissima con quattro squadre in una partita e mezza, ma un altro momento decisivo della stagione ci attende: dopo la risposta infatti deve arrivare la conferma, dobbiamo dimostrare di poter stare lì, tra i grandi, nonostante ci attendano sfide dure ed impegnative!

6 commenti:

  1. M I Z Z E C A cinque vittorie consecutive! Stai viaggiando lanciato a bestia! A questo punto il vero investimento per la stagione è il preparatore atletico: non so che livello abbia l'attuale trainer dei Bobcats, ma se tra quelli disponibili c'è n'è uno pieno di A o A+ io lo prenderei immediatamente.
    Preservare questa squadra dagli infortuni, o far sì che gli stessi durino poco (un trainer migliore accorcia in 2ktempi di recupero) è fondamentale per questa stagione.

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  2. In realtà, sembriamo sulle montagne russe: striscia di sconfitte, striscia di vittorie, di nuovo striscia di sconfitte... Ci sta mancando un po' la continuità, ma la cosa è sintomatica quando parti costantemente da underdog.
    C'è comunque una buona notizia. I playoff, di già, sono quasi certi. Si deve stabilire il seed e, come scritto, la classifica è cortissima, ma si è andata a delineare una situazione molto chiara ad est (ad ovest è il solito macello, 10 squadre in 3 partite...): Heat con 7 gare di vantaggio; Celtics, Knicks, Bulls in lotta per il secondo posto; Bobcats, Pacers, 76ers, Pistons a lottare per evitare l'ottavo posto che significa Heat al primo turno. Dopo c'è un vuoto di circa 4 partite, il che significa che basta mantenersi sul 50% da qui alla fine per arrivare ai playoff. Secondo me, è già un grande risultato.

    Lo staff se non sbaglio è tutto in scadenza. L'anno prossimo ci sarà un rinnovamento importante, su questo non ci sono dubbi!

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  3. E attenzione che cmq va valutato in mezzo anche il fatto che alcune sono simulate, e simulare una partita con i Bobcats significa, molto spesso, sconfitta, a meno che il gruppo non sia così cementificato da vincere anche parecchie gare simulate: ma penso comunque che la maggior parte delle vittorie venga dalle partite giocate e la maggior parte delle sconfitte da quelle simulate, dunque il vero record "alpico" secondo me è ancora nettamente migliore!

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  4. In realtà no. Nel senso che, sono abbastanza in linea con le prestazioni simulate della squadra, motivo per cui sento che gli sliders sono tarati molto bene. Se portassi le vittorie solo io e se la CPU si limitasse a perderle, avrei un record sul 30%, invece siamo sopra il 50%. Certo, magari io permetto delle vittorie che sarebbero sconfitte già scritte, ma ciò influenza soprattutto le altre gare (con una W cresce l'affiatamento ed il morale, dunque aumentano le possibilità di vittoria), quelle simulate. E d'altronde, che senso avrebbe fare una stagione da 82 gare, senza questa sensazione di goccia nell'oceano che ha ogni partita?
    Lo so, sono pazzo...

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    1. Ottimo allora! E' la dimostrazione definitiva che le sliders sono perfette e dunque questo aumenta ancora di più il valore delle tue imprese. Inizialmente credevo che giocassi tutte le 82 partite della prima stagione (per poi iniziare a simularne alcune dalla seconda in poi) ma se tra le simulate e le giocate il record è più o meno lo stesso allora è perfetto!

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  5. Ero solito fare così. Purtroppo quest'anno il tempo scarseggia e non posso permettermi una stagione da 82 gare giocate tutte. Tuttavia, come detto, preferisco questa soluzione a quella delle 29 partite tutte giocate perché sento la differenza tra una partita di regular season e una di playoff: differente tensione, possibilità o meno di "sperimentare", costruzione del concetto di squadra e successiva sublimazione di quest'ultimo, percezione della fatica... È una sensazione personale; infatti non credo che nel gioco la fatica accumulata o le dinamiche di affiatamento siano influenzate dal numero di gare (ad esempio, l'affiatamento probabilmente si regola in base al record, o meglio in base alla percentuale di vittorie che si stabilisce e non in base al numero di vittorie) ma bensì ci saranno dei meccanismi per fare in modo che l'evoluzione della squadra rimanga rapportabile tra la scelte possibili!

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