Ad inizio stagione, l'idea di prendere i Bobcats sembrava una follia. Parlavamo della possibilità o meno di fare i playoff, della necessità di costruire una squadra competitiva, di un progetto pluriennale... Tutte cose verissime e ancora impossibili da accantonare, ma che sono state messe in discussione da una coppia di ragazzini che sta imperversando per i campetti della lega:
Sono loro due i giocatori chiave dei miei esaltanti Bobcats: Michael Kidd-Gilchrist e Kemba Walker. Si, "esaltanti Bobcats" ho scritto, perché, incredibile a dirsi, non ci siamo ancora fermati, anzi ora iniziamo a fare paura agli avversari sul serio e il merito di ciò è indissolubilmente legato alle prestazioni, mostruose, di questi due ragazzi.
La gara contro Memphis era solo la prima di un filotto di quattro partite casalinghe. In sequenza affrontiamo Bucks, Raptors e Hawks e proprio in questo filotto arriva l'esplosione "numerica" del rookie da Kentucky. Kidd-Gilchrist ci trascina alla vittoria contro i Bucks, firmando una prestazione da 20 punti, 10 rimbalzi e 8 assist; sempre lui non sfigura contro i Raptors, mettendo a referto 26 punti e 5 assist in una partita però persa anche a causa di un mostruoso Rudy Gay da 39 punti; ancora Kidd-Gilchrist gioca una partita totale, 15 punti+8 assist+7 rimbalzi, nella successiva vittoria contro gli Hawks, gara nella quale però l'MVP se lo prende un Biyombo mostruoso da 18+18 con 7 assist e 5 stoppate. Queste prestazioni da all-around di Kidd-Gilchrist ci servono come base, ma il nostro attacco sarebbe nullo senza Kemba Walker, che non ha exploit numerici particolari ma che sta facendo registrare una stagione sui 22 punti di media (+10 rispetto lo scorso anno). Noi, nel frattempo, incartiamo e portiamo a casa, perché attualmente il nostro record è un clamoroso 7-4 e ci ritroviamo quinti(!!!!) ad est, dietro Heat, Pacers, Celtics e 76ers.
La successiva trasferta di OKC, teatro di una sfida attualmente insostenibile per noi, è perfetta per riportarci con i piedi per terra. Nonostante l'assenza di Westbrook, infortunato (tanto per cambiare), i Thunder ci asfaltano, giocando sul nostro territorio, ovvero l'intensità. OKC corre quanto noi ed in più ha un Durant che ce ne scaraventa addosso 47! Usciamo con le ossa rotte, ma consapevoli pure che non sono queste le partite che ci cambieranno la stagione. La "lezione" firmata Thunder ha però un dolcissimo effetto collaterale: ci carica emotivamente e i risultati si vedono nelle successive gare, ad Atlanta e contro Philadelphia. In casa degli Hawks, Walker deflagra improvvisamente con una prestazione da 35 punti e 13 assist e portiamo a casa una splendida vittoria. Ma ancora più importante è la sfida contro i 76ers, scontro diretto per il quarto posto ad est. È una vittoria capolavoro, probabilmente la miglior partita giocata finora da questi Bobcats: difensivamente facciamo delle sequenze magistrali, ma anche offensivamente stiamo iniziando ad ingranare e mostriamo tutta la nostra sagacia tattica sfruttando molto bene i punti deboli degli ospiti (ad esempio, abbiamo giocato tantissimi pick and roll centrali per coinvolgere Bynum in una situazione a lui poco congeniale). L'uomo in copertina della partita contro i 76ers è però Tyrus Thomas. La quarta scelta assoluta del 2006 timbra il cartellino mettendo a referto 22 punti e 15 rimbalzi, ma soprattutto è il suo impatto sulla gara a lasciare basiti, con giocate e presenza importante nell'economia del match.
L'exploit di Thomas non è comunque casuale. Ad inizio settimana infatti mi sono visto costretto a rilasciare McRoberts, che si lamentava del minutaggio, e per sostituirlo nel ruolo di "undicesimo" abbiamo firmato Songaila, giocatore educato e tecnicamente preparato. Tuttavia, nella gara contro i Thunder si è infortunato Mullens, ovvero la nostra AG titolare, e dunque siamo rimasti in 11. La scelta è stata quella di far partire Songaila in quintetto, coinvolgendo ovviamente con un minutaggio più alto appunto Thomas e Taylor. I risultati, sorprendenti, per ora ci danno ragione. Ma siamo consapevoli che la strada è ancora lunghissima!
Il commento per questi Bobcats è univoco https://www.youtube.com/watch?v=x9FMW1jAuPY
RispondiEliminaKidd-Gilchrist può veramente diventare una sorta di nuovo Scottie Pippen, ma quelli che fanno impressione sono i numeri di Biyombo contro gli Hawks: P O R C O D D U E 18 rimbalzi, 7 assist e 5 stoppate!
Si in effetti gia' la doppia doppia di per se' e' fantastica, ma i 7 assist ?? Pazzesco!!
RispondiEliminaMamma mia Alp, sti Bobcats sono un rullo compressore, stai iniziando un mezzo miracolo, grandissimo!
RispondiEliminaStraordinario Byombo,, Kidd-Gilchrist è giovane ma sembra avere gli attributi giusti per diventare l'elemento di punta della squadra e Kemba Walker...beh, lo conosciamo...
Piccolo appunto: Songaila al posto di Thomas? Darius è un buon mestierante, ma TT non ti darebbe un maggior impatto?
Biyombo è qualcosa di impressionante, non pensavo potesse essere così. Ormai è diventato il perno difensivamente, ma contro gli Hawks ha giocato una partita totale! Non chiedetemi come è riuscito a fare pure 7 assist, perché non lo so. So solo che era ovunque ed ha letteralmente dominato la gara.
RispondiEliminaMa la chiave pare essere Kidd-Gilchrist. Deve lavorare sul tiro dalla media-lunga distanza, ma è un giocatore di impatto pazzesco. Leader, difende sull'esterno con maggiore pericolosità, ci rende eclettici perché può giocare pure da 4, fa le giocate importanti ed emotivamente decisive... Un campione vero. Lui è chiaramente la mente, mentre Kemba Walker è il braccio armato. Con la crescita di questi due, che tra l'altro sono guerrieri veri, c'è da trovare solo un terzo uomo che possa affiancarli per sognare qualcosa di importante (non quest'anno ovviamente).
@Charlie: Songaila è stato preso al posto di McRoberts, il quale si lamentava dei minuti (io propongo una rotazione a 9 con gli ultimi tre a prendersi le briciole e a lui non andava di fare il "panchinaro"). Nel momento in cui si è infortunato Mullens, la scelta sull'AG titolare è ricaduta su Songaila piuttosto che su Thomas per non alterare l'impatto sulla gara della panchina. Thomas mi porta tantissima energia ed ha un impatto "alla Taj Gibson", dunque alza il "voltaggio" della squadra, e per questo preferisco farlo partire dalla panchina. Songaila, comunque, parte titolare nel primo e nel terzo quarto, ma sempre solo 6 minuti in totale gioca, al netto di problemi di falli degli altri lunghi. È una scelta che faccio spesso in queste situazioni: l'ultimo della rotazione va in quintetto per non modificare l'impatto della panchina, che comunque dovrà alzare il livello...
E non dimentichiamo poi una cosa non certo di poco conto: Michael Kidd-Gilchrist ha 19 anni. Purtroppo non lo vedremo mai in questo Universo a 25-26 anni, perchè vorrebbe dire arrivare al sesto-settimo anno di Asso da 82 partite, ma se continua così diventa un sicuro Hall of Famer.
RispondiEliminaHa un suo difetto, che è quello di non sapersi creare un tiro da solo ma per il resto è un sicuro big
Verissimo. Gli manca un tiro affidabile, ma è una cosa su cui si può lavorare. Quello su cui non si può lavorare è la leadership. Quella o è innata o non puoi recuperarla da nessuna parte. E MKG, in questo 2k-world, sta dimostrando (finora) di poter essere il leader di una squadra che mira a qualcosa di importante.
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